Crepe nei muri? Siccità e consolidamento del terreno di fondazione
Spesso le crepe nei muri sono causate da periodi di siccità o da altri fenomeni climatici estremi. Come risolvere definitivamente il problema consolidando il terreno di fondazione.

Individuare l’origine delle crepe sulle murature è un’operazione fondamentale per risolvere il dissesto. Purtroppo, alquanto complessa. Difatti, le crepe potrebbero essere conseguenza di diverse cause perturbatrici quali, ad esempio:
- terremoti;
- ristrutturazioni o sopraelevazioni, che hanno provocato un aumento di carico sulla struttura;
- errato dimensionamento di alcuni elementi strutturali;
- mancanza di protezione di alcune parti sensibili della struttura;
- scarsa manutenzione dell'edificio;
- minima capacità di drenare acqua da parte dei terreni argillosi o limosi;
- periodi climatici estremi.
In questo articolo, vorrei approfondire proprio quest’ultima causa in quanto, di recente, ho notato un incremento di segnalazioni riguardanti l'apparizione di crepe sulle murature in pietra o mattoni dovuto a tali fenomeni sempre più frequenti e intensi.
Crepe e siccità
Come ti accennavo, dopo aver analizzato il quadro fessurativo e le condizioni del suolo, mi capita spesso di individuare la causa del dissesto nella perdita di portanza del terreno a seguito di eventi climatici estremi. Ovviamente, con il supporto e a seguito del confronto con i colleghi geologi.
A causa dei lunghi periodi siccitosi, difatti, il suolo potrebbe ritirarsi e provocare dei cedimenti in fondazione.
Inizialmente i dissesti si presentano in maniera lieve o comunque comportano un peggioramento delle murature già lesionate, quindi già indebolite.
A volte, le crepe apparse e causate alla siccità sono caratterizzate già in principio da dimensioni consistenti. Ricordo, ad esempio, un intervento realizzato su una bifamiliare a Stia in provincia di Arezzo. Il fabbricato, prima dell'estate non dava segni di sofferenza. Successivamente, a causa della siccità, è avvenuto un cedimento su un'ala del fabbricato che si è tradotto in un'importante crepa verticale lungo tutta la facciata.
Ma a prescindere che si tratti di crepe più o meno rilevanti, le lesioni sono dei campanelli d’allarme che ci fornisce la struttura.
Terreni critici in periodi siccitosi
Gli edifici che soffrono maggiormente il fenomeno del cedimento a seguito di periodi di siccità insistono per lo più su terreni argillosi.
Queste tipologie di suolo godono di una buona capacità di trattenere acqua.
Tuttavia, a causa dell’assenza di pioggia, il volume di acqua interno al terreno che si disperde nei periodi caldi non viene reintegrato.
I vuoti lasciati dall'acqua si compattano provocando un abbassamento del suolo in maniera più o meno uniforme al di sotto dei fabbricati.
A titolo informativo, la porzione di terreno che soffre maggiormente la siccità e che potrebbe cedere può raggiungere fino a 2,5 metri rispetto al piano di campagna.
Tali cedimenti si trasmettono alle strutture poste al di sopra di tali terreni, in molti casi carenti in fondazione e poco duttili, mostrando i dissesti nei punti maggiormente sollecitati o meno “resistenti”.
Quali strutture sono maggiormente colpite?
Le fondazioni meno adatte a sopportare tali sollecitazioni sono le superficiali:
- travi rovesce,
- plinti.
Le platee garantiscono buone risposte, ma le migliori performance le garantiscono le fondazioni profonde su pali.

Dissesti simili potrebbero avvenire nei periodi molto piovosi o comunque essere causati dai cicli di ritiro-rigonfiamento del terreno. Come accennato, i terreni argillosi subiscono negli strati più superficiali delle contrazioni nei periodi di siccità, e viceversa, delle dilatazioni nei periodi di pioggia. I cicli di ritiro-rigonfiamento rendono il terreno una sorta di "molla" e le strutture poco duttili ne accusano il colpo e lo manifestano con la formazione delle crepe.
Soluzioni
Nella maggior parte dei casi, essendo il problema legato al terreno, occorre intervenire proprio sul suolo.
Tra gli interventi più diffusi per il consolidamento delle fondazioni abbiamo le iniezioni di resine espandenti tramite le quali si ripristina il volume iniziale del suolo. Tale tecnica di consolidamento è avvalorata dalle norme tecniche sulle costruzioni NTC 2018.

Si tratta di un intervento poco invasivo e celere che consiste nell’iniezione di resine poliuretaniche espandenti nel sottosuolo attraverso piccoli fori praticati nel terreno.
Una volta iniettate le resine, quest'ultime induriscono creando una base solida e impermeabile, conferendo al terreno un'elevata resistenza alla compressione e aumentando la portanza del suolo. In pratica, le resine sostituiscono l'aria e l'acqua presenti nel terreno.
La profondità delle iniezioni è funzione della stratigrafia del terreno e della tipologia di fondazione. Le iniezioni vengono concentrate in corrispondenza del bulbo di distribuzione delle pressioni verticali provocate dal fabbricato.
Possono essere utilizzate, a seconda dei casi, resine aventi differenti densità e grado di espansione. Il prodotto e il volume da iniettare, frutto di una buona progettazione, vengono individuati a seguito delle analisi del terreno e delle caratteristiche delle fondazioni.
Successivamente, è imprescindibile una corretta posa in opera. Tali operazioni devono essere poste in essere solo da aziende specializzate, in quanto un intervento errato potrebbe essere vano e in alcuni casi controproducente.
L’innalzamento deve essere verificato in corso d’opera e i risultati ottenuti verificati tramite prove penetrometriche.
Inoltre, le resine espandenti garantiscono tempi brevi di esecuzione e lavorazioni poco invasive (nessuno scavo o demolizione) e risultati sono immediati.
Le resine sono da evitare nel caso di terreni torbosi o paludosi. In questi casi meglio optare per i micropali.
Infine, esistono casistiche per cui è opportuno utilizzare contemporaneamente micropali e resine.
Feedback sul consolidamento tramite iniezioni
Penso possa esserti utile l'opinione dei progettisti che hanno sfruttato le iniezioni per risolvere i dissesti dei fabbricati dei propri clienti.
Per essere imparziale, ho chiesto delle recensioni nei forum e nei gruppi Facebook. Ringrazio i colleghi de "L'angolo dello strutturista", "L'ingegnere strutturista" e "Ingegneria Strutturale e Geotecnica".
Alla mia richiesta di feedback, ho ricevuto commenti positivi. I progettisti apprezzano la semplicità, la bassissima invasività, la velocità di esecuzione dell’intervento e il fatto che l'intervento non comporti particolari disagi agli inquilini. Di seguito qualche commento:

Bonus disponibili per il consolidamento delle fondazioni
Buone notizie! Parte del costo per il consolidamento delle fondazioni può essere detratto dalle future tasse grazie ai bonus dell'Agenzia delle Entrate.
I privati, sulle proprie abitazioni, possono sfruttare il bonus ristrutturazione. Privati e società, su immobili di qualsiasi categoria catastale, il sismabonus.
Ovviamente, rispettando tutte le regole dettate dall'Agenzia delle Entrate.
Garanzia sugli interventi
Come avrai capito, per gli interventi di consolidamento la legge prevede, salvo casi particolari, una garanzia di 2 anni. In realtà, aziende come ad esempio la Uretek, forniscono garanzie decennali. Non male vista la delicatezza dell’opera.
Spero che l’articolo ti sia stato utile, a presto Vincenzo.
CILA per ristrutturazione: guida completa e lavori rientranti
Che cos'è la CILA e per quali interventi deve essere utilizzata. Chi può presentarla, durata, direzione lavori, costi e modello.

CILA, dietro questo acronimo c'è un mondo. Partiamo:
Indice
Quando utilizzare la CILA secondo la normativa?
Quali lavori rientrano nella CILA?
Quali lavori non rientrano nella CILA?
Occorre scegliere l'impresa prima dei lavori!
Sanzioni per mancato invio della CILA e rimedi
Quali sono i tempi e la durata?
Che cos'è la CILA?
La CILA, Comunicazione Inizio Lavori Asseverata, è una pratica da depositare in Comune richiesta per interventi "leggeri" ma comunque da dichiarare all'ente. E' definita all'interno dell'art. 6 bis del Testo unico sull'Edilizia.
Come avrai notato, si tratta di una comunicazione e non una richiesta di permesso. Ne consegue che, la CILA non necessita dell'approvazione del Comune. Puoi iniziare subito i lavori, oppure fissare una data di inizio lavori all'interno della pratica!
Ovviamente, potresti essere sorteggiato per un controllo anche a distanza di tempo e se quanto dichiarato fosse in contrasto con la norma dovresti ripristinare o sanare l'opera.

Quando utilizzare la CILA secondo la normativa?
Secondo l'art. 6 bis, commi 1 e 2, del Testo unico sull'Edilizia devono essere legittimitati tramite CILA gli interventi che rientrano in altre fattispecie sempre regolate dal testo unico:
"Gli interventi non riconducibili all'elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22 del Testo unico sull'Edilizia, sono realizzabili previa comunicazione..dell'inizio dei lavori..asseverata da un tecnico abilitato, il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio;
Quindi, devono essere legittimati tramite CILA tutti gli interventi che non ricadono all'interno:
- dell'art. 6: le opere che ricadono in edilizia libera e che non richiedono nessuna comunicazione;
- all'art. 10: le opere che devono sottostare al Permesso di costruire;
- all'art. 22: le opere che devono sottostare allaSegnalazione certificata di inizio attività SCIA;
Quali lavori rientrano nella CILA?
Gli interventi che devono essere legittimati tramite CILA ricadono in: manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) del TUE, qualora non riguardino le parti strutturali dell'edificio o i prospetti (in questi ultimi due casi occorre la SCIA; Vediamo cosa si intende per manutenzione straordinaria:
" le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico. Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d' uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono comprese anche le modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati necessarie per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio ovvero per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42."
Facciamo qualche esempio:
- il riordino degli spazi interni, con spostamento di tramezzi e dei divisori non portanti;
- la creazione di controsoffittature in cartongesso (in quanto viene abbassata la quota dell'unità);
- l'apertura, la chiusura o lo spostamento di porte interne;
- ristrutturazione del bagno;
- rifacimento degli impianti: idrico, fognario, espulsione fumi (canna fumaria), elettrico, di riscaldamento, di condizionamento e climatizzazione etc;
- il frazionamento (divisione di una unità immobiliare in due o più) o l'accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari, nonché del carico urbanistico;
- modifiche ai prospetti degli edifici realizzati per mantenere o acquisire l’agibilità dell’edificio oppure per l’accesso allo stesso, che non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio, purché l’intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela;
I regolamenti comunali o regionali potrebbero implementare le opere, o inserire norme più restrittive.
Quali lavori non rientrano nella CILA?
Non possono essere legittimati tramite CILA:
- nuove costruzioni, demolizioni e ricostruzioni, ampliamenti;
- cambio di destinazione d'uso (SCIA);
- interventi strutturali quali betoncino armato, cerchiature, rifacimento completo di tetto e/o solai (SCIA);
- le opere di manutenzione ordinaria, volti all'eliminazione di barriere architettoniche, la realizzazione di VEPA, le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni (Edilizia libera) ecc.
Modello CILA
Chi presenta la CILA?
La CILA viene presentata dal proprietario o da chiunque ne abbia titolo presso il Comune (Sportello Unico per l’Edilizia SUE) territorialmente competente. In alcuni Comuni, le comunicazioni avvengono via pec, in altri caricando la documentazione su portali specifici.
Il richiedente può essere un comproprietario, ma anche il promittente acquisrente, dal nudo proprietario, sempre con il consenso degli aventi diritto. Vedi approfondimento.
Può essere presentata anche dall'inquilino che utilizza l’immobile in base a un contratto di affitto con il consenso del proprietario dell’immobile (in questo caso si parla di “diritto personale” compatibile con l'intervento da realizzare).
Il richiedente trasmette all'Amministrazione comunale l'elaborato progettuale e la CILA attraverso un tecnico abilitato il quale attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori:
- sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti;
- sono compatibili con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell'edilizia;
- non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio.
Anche un professionista abilitato (iscritto ad un ordine professionale, come un architetto, un geometra, un ingegnere o un perito) può presentare la CILA, se delegato da uno dei titolari. Non basta la delega di un comproprietario, ma occorre il benestare di tutti gli aventi causa.
Il coinvolgimento di un professionista abilitato (“progettista” o “tecnico asseverante”) è comunque necessario per la compilazione delle dichiarazioni e asseverazioni di sua competenza.
Visto che tecnico è obbligatorio, nella pratica è lui a consegnare la CILA.
Occorre scegliere l'impresa prima dei lavori!
La comunicazione CILA contiene al suo interno i dati identificativi e i documenti dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori, oppure la dicitura "lavori in economia" qualora sia il proprietario stesso a realizzare l'opera.
Quindi, prima di protocollare la CILA, bisogna conoscere a priori quale impresa realizzerà i lavori.
Quanto dura / scade una CILA?
A differenza della Scia e del permesso di costruire, il testo Unico sull'Edilizia DPR 380/01 e s.m.i., per la Comunicazione di inizio lavori asseverata CILA non prevede una scadenza o una durata. Ovviamente, Non sono previste proroghe.
Non occorre quindi richiedere proroghe, ma teoricamente si può procedere all'infinito.
Alcuni Comuni (ad esempio il Comune di Reggio Emilia), per interventi eseguiti sul proprio territorio, impongono una durata, generalmente triennale.
La pratica è ritenuta conclusa con la fine dei lavori o qualora sia necessario presentare una nuova CILA per eventuali varianti in corso d'opera.
Varianti alla CILA
Un dettaglio particolare, il testo unico, per quanto riguarda la CILA, non prevede le varianti in corso d'opera o finali (modifiche al progetto iniziale).
In caso di modifiche al progetto contatto lo sportello edilizio in questione in genere mi chiedono di presentare una nuova CILA e specificare in descrizione che si tratta di una variante alla CILA precedente.
I regolamenti comunali o regionali potrebbero entrare maggiormente nel dettaglio.
CILA e fine lavori
Inoltre, il testo unico sull'edilizia, per quanto riguarda la CILA, non prevede una fine lavori. Quindi, cosa succede se non si chiudesse la Cila? Niente, non è prevista la fine lavori. Ovviamente, non sono previste sanzioni in tal senso.
Tuttavia, per rendere ufficiale il termine dei lavori, il professionista potrebbe comunque presentare il modello di fine lavori.
C'è anche da sottolineare che se la CILA necessitasse di un aggiornamento catastale, all'interno di quest'ultimo sarebbe necessario indicare un giorno di conclusione dei lavori.
Sanzioni per mancato invio della CILA e rimedi
Se non avessi comunicato la CILA al Comune non finirai in galera. Secondo l'art. 6bis c.5, basterà pagare una sanzione pecunaria pari a 1.000 euro e depositare una "CILA tardiva".
Tale sanzione viene ridotta di due terzi (333 euro) se la comunicazione tardiva viene depositata spontaneamente durante l'esecuzione dei lavori.
Quali sono i bonus vigenti?
A oggi, tramite CILA è possibile richiedere
- il bonus ristrutturazioni,
- il bonus mobili
- e/o l'ecobonus.
Quali sono i tempi e la durata?
I tempi per la presentazione della CILA dipendono:
- dall'archivio comunale, il quale, a seguito della richiesta, deve consegnare i titoli abilitativi passati al professionista al fine di verificare l'eventuale presenza di abusi;
- dalla stesura della pratica. Il professionista dovrà:
- realizzare un rilievo e una restituzione grafica di quest'ultimo;
- realizzare le tavole di progetto, dello stato attuale e del sovrapposto;
- redigere una relazione tecnica;
- compilare il modello;
- allegare i documenti di identità, i durc e le visure delle imprese coinvolte, la ricevuta di pagamento di eventuali diritti, gli estratti catastali.
Queste due operazioni vengono eseguite in contemporanea. Una volta depositata, la CILA ha efficacia immediata, non occorrendo l'approvazione da parte del Comune.
E' obbligatorio il direttore lavori?
Il Testo Unico sull'Edilizia non ritiene che sia obbligatorio un direttore lavori in caso di CILA. Ovviamente, alcune opere non possono essere realizzate senza il supporto di un professionista, altre, di leggera entità possono essere poste in essere senza il supporto di una figura professionale.
Capitoli della CILA
Il modello della CILA è suddiviso nei seguenti paragrafi:
- dati anagrafici del titolare (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, luogo e data di nascita ecc.) e della ditta qualora agisse in nome e per conto di una società (nome, partita iva, codice fiscale, indirizzo, ecc.);
- dati del procuratore/delegato;
- dichiarazione ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 445/2000 relative a:
- data di inizio lavori;
- se si stratta di CILA tardiva;
- titolarità dell’intervento;
- opere su parti comuni o modifiche esterne;
- comunicazione circa la necessità o meno di altri atti di assenso;
- qualificazione dell’intervento:
- localizzazione dell’intervento (indirizzo e dati catastali);
- calcolo del contributo di costruzione o se si tratta di un titolo gratuito;
- l'incarico o meno a tecnici;
- la presenza o meno di imprese esecutrici o lavori in economia;
- rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro D.Lgs 81/08;
- rispetto della normativa sulla privacy.
E' presente successivamente il modello a firma del progettista che contiene la tipologia di intervento e descrizione sintetica delle opere e l'asseverazione che l’intervento, compiutamente descritto negli elaborati progettuali, è conforme agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti, nonché che è compatibile con la normativa in materia sismica e con quella sul rendimento energetico nell'edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio. Infine, occorre inserire gli allegati e i le firme dei soggetti coinvolti.
Novità: quadro x tolleranze?
Con il Salva Casa, il modello della CILA ha subito un'integrazione. In particolare è stata aggiunto il quadro X) Dichiarazione di tolleranze.
In particolare, il professionista, oltre ad allegare la documentazione necessaria, dovrà dichiarare se dal rilievo dell’unità oggetto dell’intervento rispetto alle norme / misure dei vecchi progetti sono presenti delle tolleranze costruttive/esecutive:
- tolleranza di cui all’art. 34-bis, comma 1 e 1-ter, secondo periodo;
- tolleranza di cui all’art. 34-bis, commi 1-bis e 1-ter, primo periodo;
- tolleranza di cui all’art. 34-bis, comma 2;
- tolleranza di cui all’art. 34-bis, comma 2-bis;
- tolleranza di cui all’art. 34-ter, comma 4.
Inoltre, se le tolleranze costruttive hanno una rilevanza sismica.
Quanto costa una CILA?
I costi di una CILA dipendono:
- parcella dei professionisti per la predisposizione della CILA (accesso atti comunali, rilievo, restituzione rilievo, elaborati grafici) per la Direzione lavori (non obbligatorio) e l'eventuale coordinamento della sicurezza sul cantiere;
- diritti di istruttoria e di segreteria per il deposito delle pratiche (circa 50 € per la Cila, 50 € per l'aggiornamento catastale);
- interventi edili variabili in base all'intervento (vedi i costi unitari della ristrutturazioni);
Sperando che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Quanti kW e mq di fotovoltaico per casa di 60 80 100 150 200 mq?
Impianto fotovoltaico: stima dei consumi e calcolo della potenza dei pannelli per case di 60 80 100 150 200 mq?

La dimensione dell'impianto fotovoltaico dipende principalmente:
- dal consumo energetico annuo della famiglia;
- dalla disponibilità di spazio sul tetto o in giardino.
Indice:
Che potenza è necessaria? Quanti mq di tetto?
Quanti kW di fotovoltaico per casa da 60 80 100 150 200 mq?
Integrazione kW di fotovoltaico per piscina
Da cosa dipendono i consumi?
Per determinare la taglia (potenza) del tuo impianto fotovoltaico occorre partire dai consumi valutati in kWh. I consumi, a loro volta, dipendono da ulteriori aspetti:
- numero di occupanti;
- utenze da alimentare: oltre agli elementi standard (frigo, lampadari, lavastoviglie) potresti dover alimentare la ricarica elettrica per le auto, il riscaldamento per la piscina, le pompe di calore e il boiler, il riscaldamento elettrico;
- efficienza degli elettromestici e degi altri elementi che consumano;
- abitudini: orari di presenza in casa, numero di docce, uso continuo dell'aria condizionata ecc.;
- presenza di accumuli di energia.
Consumi reali o progettati
Il calcolo dei consumi e quindi della potenza dell'impianto e della capacità di stoccaggio delle batteria devono essere determinati dal termotecnico (professionista che si occupa della progettazione degli impianti).
La logica è la seguente. Andrebbe stimato per ogni elettrodomestico il numero di ore di accensione all'anno e poi sommati i consumi di tutti gli altri elementi. Ad esempio. La lavastoviglie ha una potenza di circa 2000 watt (vedi etichetta sul retro dell'elettrodomestico) e rimane accesa per circa 2 ore al giorno. Ne segue che il consumo giornaliero è di 1000 watt x 1,5 ore = 1500 wattora/giorno = 1,5 kWh/gg. Non tutti i giorni accenderai la lavostoviglie. Immaginiamo che ciò avvenga per 200 gg sui 365 totali. Il consumo annuo sarà di 1,5 x 200 = 300 kWh/anno.

Tuttavia, in prima battuta, potresti determinare la quantità di energia di cui necessiti dalla bolletta di casa tua tenendo, anche in questo caso, in considerazione eventuali consumi futuri in aggiunta alle dispersioni di energia attuali.
Oppure basarti su dati approssimativi.
Consumi stimati
Per stimare i kWh consumati in un'abitazione standard, quindi priva di riscaldamento elettrico, piscina riscaldata e ricarica elettrica per l'auto, potresti utilizzare la seguente formula:
Consumo annuo = 500 kWh + (500 kWh x numero di persone che vivono in casa)
Il che significa che i kWh necessari al variare degli occupanti della casa sono:
E così via.
Che potenza è necessaria? Quanti mq di tetto?
Ora che abbiamo stimato i consumi in kWh, occorre determinare di quanti kW dovrà garantire il tuo impianto fotovoltaico per compensare i kWh annui consumati.
In media, un kW di un impianto fotovoltaico produce, circa 1250 kWh. Dico in media, in quanto, la produzione dipende dal luogo dove è situato l'impianto, dalla qualità del prodotto installato, dai fattori climatici etc.
A questo punto, abbiamo tutti gli elementi per scegliere la potenza del tuo impianto:

In pratica, per soddisfare i bisogni energetici annui:
- una/due persone, avrebbero bisogno di 9 mq di copertura o di giardino e un impianto da 1,5 kW;
- 3, 4 o 5 persone, avrebbero bisogno di 28 mq di copertura o di giardino e un impianto da 3 kW;
- per grandi abitazioni, avresti bisogno di 30 mq di copertura o di giardino e un impianto da 5 kW.
Quanti kW di fotovoltaico per casa da 60 80 100 150 200 mq?
Vediamo ora quanti kW di fotovoltaico sono necessari per alimentare:
- una appartamento da 60 mq, occorrono 2 kW;
- una casa da 80 mq, occorrono 3 kW;
- una casa da 100 mq, occorrono 3,5 kW;
- una casa da 120 mq, occorrono 4 kW;
- una casa da 150 mq, occorrono 5 kW;
- una casa da 200 mq, occorrono 6 kW;
Penso possa esserti utile l'articolo sui prezzi di un impianto fotovoltaico.
Aggiunta di kW in presenza di dispositivi energivori
Se fossero presenti elementi che consumano molta elettricità, come l'impianto di una piscina o la pompa di calore per riscaldare gli ambienti, i consumi aumenterebbero e l’impianto fotovoltaico potrebbe non bastare piu': ecco quanta potenza conviene integrare in base ai nuovi carichi.
Integrazione kW di fotovoltaico per piscina
Una pompa per il sistema di filtraggio della piscina può consumare tra i 1 - 2 kWh, in base alle dimensioni della piscina. In genere, queste pompe girano per circa 12 ore al giorno. Il consumo è quindi compreso tra i 12 e i 24 kWh ogni giorno.
Integrazione kW per una pompa di calore
Per valutare i consumi di una pompa di calore e quindi integrare il tuo impianto fotovoltaico, ti consiglio l'articolo ad hoc.
Il ruolo delle batterie di accumulo
In un impianto fotovoltaico, ad oggi, è fondamentale il supporto delle batterie per accumulare l'energia. Difatti, l'uso dell'elettricità all'interno delle abitazione non è continuo e per poter sopperire a tali fluttuazione è fondamentale la batteria di accumulo.
Un impianto fotovoltaico produce la gran parte dell'energia quando c’è sole, mentre il fabbisogno di energia domestica può essere maggiore di notte o in giornate nuvolose. Senza una batteria, l’energia prodotta in eccesso viene ceduta alla rete elettrica. Con una batteria, l’energia in eccesso viene immagazzinata per essere utilizzata quando la produzione solare è bassa.
L'accumulo permette di ridurre i prelievi dalla rete durante le ore di consumo serale e durante le ore di picco della domanda, massimizzando l’autoconsumo dell’energia prodotta dal fotovoltaico.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Miglior pompe di calore per termosifoni

Le pompe di calore e i termosifoni sono due elementi dell'impianto di riscaldamento che non accoppierei mai.
Questo in quanto la pompa di calore è efficiente qualora il fluido termovettore da riscaldare lavorasse a bassa temperatura, mentre i termosifoni, specialmente quelli in ghisa, richiedono alte temperature.
La pompa di calore lavora bene su terminali quali fancoil o pannelli radianti (riscaldamento a pavimento, parete o soffitto).
Quindi, tale condizione è da prendere in considerazione sono qualora non si possa o non si voglia mettere sottosopra la propria abitazione.
Che tipo di pompa e radiatori utilizzare?
Poniamoci in questa condizione. Ovviamente, in tali casi dovresti optare per una pompa di calore aria /acqua e aggiungerei che sfrutti quale gas refrigerante R290.
Il gas R290 è un refrigerante naturale, noto anche come propano. Ha ottime proprietà termodinamiche, il che lo rende efficiente dal punto di vista energetico nei sistemi di raffreddamento e condizionamento dell'aria. La peculiarità è che può raggiungere temperatura di mandata in riscaldamento/ACS fino a 70 °C, temperature da utilizzare nel caso dei termosifoni. Altro consiglio: sostituisci i terminali in ghisa in terminali dall'inerzia inferiore, quali quelli in acciaio o alluminio.
Quale marca scegliere?
Immagino si tratti dell'unico generatore che ti produrrà il riscaldamento in casa. Quindi, scegli prodotti di qualità.
A mio parere, ma posso sbagliarmi, le migliori marche sono

- Daikin: certezza. Da sempre avanti rispetto alla concorrenza, con prodotti molto efficienti e silenziosi. Ampissima gamma di prodotti. Ahimè, la pecca è il costo sia di acquisto che in caso di reperimento dei pezzi di ricambio. Ma se cerchi il top, Daikin o Mitsubishi electric:
- Mitsubishi electric: il vero competitor di Daikin. Addirittura, come vedrai dai confronti a seguire, spesso superiore (di poco, ma superiore) in efficienza e silenziosità. Garanzia di durata, fascia medio-alta. Mi piace un sacco!!
- Fujitsu (o General, stessi prodotti con nome differente): ottima affidabilità, meno performante dei prodotti Daikin e Mitsubishi electric, ma prezzi più abbordabili. Un ottimo compromesso!
Una valida alternativa, sono le pompe di calore ibride, composte da due generatori accoppiati (caldaia + pompa di calore). Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Migliori aziende installatrici di pannelli fotovoltaici
Quali sono le migliori aziende o ditte che installano impianti fotovoltaici? Installatori pannelli REC, SunPower, LONGi e Trina: aziende affidabili suddivise per regione.

Scegliere una buona azienda installatrice è spesso più importante della marca dei pannelli.
Un impianto fotovoltaico, anche con moduli di alta qualità come REC Group, SunPower o LONGi Solar, può rendere molto meno se progettato o installato male.
Infatti, gran parte del successo di un impianto fotovoltaico dipende da:
- qualità del prodotto;
- progettazione;
- corretta installazione.
In questa guida vedremo quali sono le aziende installatrici più affidabili in Italia, suddivise per brand e territorio, e come scegliere quella giusta per il tuo caso.
Consigli sulla scelta: come riconoscere una buona azienda installatrice
Nella scelta dell'impresa installatrice ti consiglio di affidarti in primis ai feedback del tuo progettista, ma anche alle recensioni del web, come Google, Trustpilot e portali specializzati.
Inoltre, verifica sempre:
- esperienza documentata su impianti simili al tuo, residenziali, commerciali o industriali;
- presenza di un tecnico interno, non solo di una figura commerciale;
- utilizzo di materiali certificati e tracciabili;
- disponibilità a fornire schemi e progetto preliminare;
- assistenza post-vendita reale, non solo sulla carta;
- recensioni verificate e, quando possibile, impianti visitabili.
Un'altra possibilità è scegliere le imprese autorizzate dei migliori marchi, che vantano una rete di partner qualificati in tutta Italia.
Vediamo gli installatori per brand. Le aziende indicate sono esempi di operatori presenti sul territorio che lavorano con i marchi citati. È sempre consigliata una verifica diretta di referenze e lavori eseguiti.
Migliori aziende installatrici di pannelli SunPower Maxeon
SunPower opera in Italia tramite una rete di installatori qualificati e partner certificati distribuiti sul territorio.
Vediamo alcune realtà suddivise per principali aree e province.
Lombardia
- Elettrica Rogeno, operativa in diverse province del Nord Italia e con esperienza su impianti residenziali e industriali.
- Elmec Solar, attiva soprattutto su impianti aziendali e soluzioni integrate per l’autoconsumo.
- DMT Solar, con interventi su impianti fotovoltaici di media e grande taglia.
Piemonte
- IM-EL Osasio, realtà consolidata nel torinese con esperienza su impianti residenziali e commerciali.
- All Energy & Architecture, attiva su più regioni del Nord Italia con soluzioni chiavi in mano.
Veneto
- Veneco, specializzata in impianti fotovoltaici residenziali e commerciali con soluzioni integrate.
- All Energy & Architecture, presente anche nel Nord-Est con installazioni su più province.
Emilia-Romagna
- All Energy & Architecture, con presenza consolidata e interventi su impianti di diversa scala.
- T-Green, attiva su soluzioni fotovoltaiche per privati e aziende.
Lazio
- STAES, operativa su impianti residenziali e piccoli impianti commerciali.
- Sogea Impianti, con esperienza nel settore impiantistico e fotovoltaico.
- DMT Solar, presente anche nel Centro Italia con interventi su impianti strutturati.
Toscana
- B.F. Servizi di Lorenzo Messeri, attiva su impianti residenziali e interventi su edifici esistenti.
- CTG Società Cooperativa Consortile, con esperienza su impianti collettivi e soluzioni integrate.
Campania
- DMT Solar, operativa anche nel Sud Italia con installazioni su impianti di media dimensione.
Sicilia
- Tecnologie Solari Sicilia, attiva su impianti residenziali e agricoli con soluzioni personalizzate.
Centro Italia
- ICARO Srl, operativa su impianti fotovoltaici per utenze domestiche e aziendali.
Migliori aziende installatrici di pannelli solari REC
REC Group è riconosciuto per la produzione di pannelli solari di alta qualità. La serie di pannelli fotovoltaici REC Alpha Pure-R combina tecnologie all'avanguardia per offrire una maggiore densità di potenza e un design esteticamente gradevole. Questi pannelli sono privi di piombo, riducono l'impatto ambientale e raggiungono una potenza fino a 430 Wp con un'efficienza massima del 22,3%.

Un altro prodotto di rilievo è il REC TwinPeak 4 Black Series 370, un modulo monocristallino da 370 W. Grazie al design “twin”, questi pannelli possono generare elettricità anche in condizioni di parziale ombreggiamento, garantendo una resa energetica ottimale nel tempo.
Emilia-Romagna
- Enernova Impianti, Via dei Braccianti, 26, 48018 Granarolo RA.
- AltroStile, Via Ariosto, 6/B, Reggio Emilia.
Lazio
- Sogea Impianti, Via delle Mimose, 10A, 00013 Fonte Nuova Roma.
Lombardia
- Impianti Elettrici della Bosca, Via Como, 22, 22070 Appiano Gentile Como.
- Solarfast Srl, Via Roggia Guidana, 4, 24126 Bergamo.
- EL-ID, Via Leone Tolstoy 20, 20090 Trezzano sul Naviglio, MI.
- Civardi Gabriele, Via Case Sparse, 3, 26040 Gerre de' Caprioli Cremona.
- ABClog S.r.l., Vicolo Colombo, 6, 23017 Morbegno Sondrio.
Sicilia
- Zero CO2 Srl, Via Nigra 67, PA.
Toscana
- Morellato Energia SAS, via Puccini 2, 56010 Ghezzano, Pisa.
- GECo S.r.l., Via Lauretana, 957B, 52044 Cortona AR.
Trentino-Alto Adige
- Belsol Energia, Maso Rosta, 1, 38049 Altopiano della Vigolana, Trento.
Piemonte
- Pro E.T.I.C.A. Solutions, Viale Don Alfredo Bianco, 17, 14100 Asti.
- AlbaSolar S.r.l., Corso Barolo, 17, 12051 Alba CN.
Veneto
- Eca Technology Srl, Via dell'Industria, 51, 36040 Grisignano di Zocco VI.
- Bon Service Srl, Via Padre Maccà, 17, 36030 Sarcedo VI.
- Sekon, Via Lussemburgo 9, Verona VR.
Migliori aziende installatrici di pannelli Viessmann
Viessmann propone una gamma di impianti fotovoltaici completi, noti per l'elevata efficienza e affidabilità. Uno dei prodotti di punta è il Vitovolt 300 M-AM, un modulo monocristallino con tecnologia N-type Half-Cut. Questo pannello offre un'efficienza fino al 22,3% e una garanzia sul prodotto di 15 anni. È progettato per resistere a condizioni ambientali avverse, come nebbia salina e atmosfere contenenti ammoniaca, grazie alle certificazioni IEC 61701 e IEC 62716.
Un'altra opzione è il Vitovolt 300 M-WM, che utilizza celle con tecnologia PERC Shingled. Questo modulo raggiunge un'efficienza fino al 21,7% e offre una garanzia sul prodotto di 15 anni. La tecnologia Shingled riduce il rischio di microfratture, aumentando la durabilità del pannello.
Abruzzo
- Bottino Srl, Giuseppe Cacchi 3, 67100 L'Aquila AQ.
- Achille Passeri e Figlio Srl, Via Marino Carboni 3, 66100 Chieti CH.
Basilicata
- Montemurro Srls, Via Dante Alighieri 11, 75100 Matera MT.
Calabria
- Mascaro Fabio, Via G. Bruno snc, 88040 Serrastretta CZ.
Campania
- COEN S.R.L., Via Giuseppe Verdi 21, 80035 Nola NA.
Emilia-Romagna
- Energysaving Srl, Via XXIV Maggio 1, 43036 Fidenza Parma.
- IL TETTO SRL, Via Giovanni Foschini 1, 48022 Lugo RA.
Lazio
- Crf Termoidraulica Di Rossi Cristia, Via Accorciatoia Colletraiano 12, 03011 Alatri Frosinone.
Liguria
- Salmaso Stefano, Piazzale Mameli 10/11, 16036 Recco Genova.
Lombardia
- Marchese Giancarlo, Via Monte Rosa 8, 22029 Uggiate Trevano Como.
- NUCLEUS S.R.L., Via Gasparotto 6, 21046 Malnate Varese.
- Idrotecnica di Garbelli Andrea, Via Brescia 155/Q, 25075 Nave Brescia.
Marche
- Marchetti Impianti Srl, Strada Statale 16 KM 311.700 28 h, 60027 Osimo AN.
Sardegna
- ZETA DISTRIBUTION S.R.L., Viale Bonaria 28, 09125 Cagliari CA.
Sicilia
- Domustec Energia Srl, Strada Panoramica Monte Cantin 1195, 94100 Enna EN.
Toscana
- B.F. Servizi di Lorenzo Messeri Srl Unipersonale, Via del Guarlone 49, 50135 Firenze FI.
- CTG Società Cooperativa Consortile, Via Rimini 7, 59100 Prato PO.
Trentino-Alto Adige
- Sun Tech Group Srl, Via Albert Nobel 18G, 39055 Laives Bolzano.
Piemonte
- Termoidraulica Da.Ma. di Crociara Davide & Marco Snc, Via Tirreno 27, 10134 Torino TO.
Puglia
- IMECO S.R.L., Viale Maestri del Lavoro 4, 70132 Bari BA.
Umbria
- NEXT POWER SRL, Strada delle Fratte 3/b, 06132 Perugia PG.
Veneto
- Orteschi Group Srl, Via Udine 18, 35035 Mestrino PD.
Migliori aziende installatrici di pannelli LONGi / Trina in Italia
Nel Nord Italia si distinguono:
- Nucleus Srl, Malnate, attiva soprattutto su impianti industriali con moduli Trina Solar e LONGi;
- Idrotecnica di Garbelli Andrea, Nave, orientata al residenziale con frequente utilizzo di LONGi;
- Sun Tech Group Srl, Laives, molto presente su impianti di media e grande taglia con moduli Trina.
In Toscana, realtà che lavorano con forniture multi-brand e utilizzano frequentemente moduli LONGi e Trina tramite distributori sono:
- B.F. Servizi di Lorenzo Messeri Srl, Firenze;
- CTG Società Cooperativa Consortile, Prato.
Tra Emilia e Nord-Est operano:
- Energysaving Srl, Fidenza, che utilizza spesso Trina su impianti commerciali;
- Orteschi Group Srl, Mestrino, che lavora con entrambi i marchi, con prevalenza Trina.
Nel Sud Italia sono attivi:
- IMECO Srl, Bari, che utilizza LONGi soprattutto su grandi superfici;
- COEN Srl, Nola, con forniture miste e frequente impiego di Trina;
- Domustec Energia Srl, Enna, che utilizza LONGi sia su residenziale sia su impianti agricoli.
Penso possa esserti utile anche l'articolo sui prezzi degli impianti fotovoltaici.
A presto, Vincenzo.
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