BONUS MOBILI 2019: guida completa - 5.0 out of 5 based on 14 votes

Bonus mobili e elettrodomestici: guida aggiornata al 2019, con proroghe e novità dell'Agenzia delle Entrate. Quali sono i mobili detraibili? Occorre realizzare degli interventi oppure è possibile ottenere il bonus senza ristrutturazione? Qual è il tetto massimo detraibile e quando è possibile applicare l'iva al 10% sugli acquisti. Facciamo chiarezza sul bonifico parlante e sugli altri adempimenti richiesti.

bonus mobili 2019 requisiti ristrutturazione

 

Se stai leggendo questo articolo è perché vuoi comprarti un nuovo mobile della cucina o un bel frigorifero. Magari proprio per sfruttare i bonus e le detrazioni messe in campo dall'Agenzia delle Entrate.

Vorrei partire con una buona notizia: sembrerebbe che il bonus mobili verrà prorogato dalla legge di bilancio per tutto il 2019.

Detto ciò, con questa guida cercherò di far chiarezza in questa giungla fatta di norme, a volte contraddittorie, sui bonus mobili.

Come saprai la detrazione fiscale per i mobili è fissata al 50%.

Ma in cosa consiste? Immaginiamo di ristrutturare casa e di acquistare una cucina da 10.000 €. L'Agenzia delle Entrate restituirà il 50 % in detrazioni Irpef. Quindi, l'agenzia, non ti verserà sul conto 5.000 € (50% di 10.000 €) ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in più rate annuali. 

Leggi attentamente ogni paragrafo e alla fine avrai il quadro della situazione completo e non potrai sbagliare e incappare in sanzioni.

Ma vediamo il tutto in dettaglio. Partirei senza dubbio dagli interventi che ricadono nelle agevolazioni:

Per quali mobili spetta la detrazione / bonus?

L'agenzia delle Entrate, ha chiarito quali mobili possono essere detratti, tramite l'uso di circolari, Faq e altri canali. Per semplificarvi al massimo la questione vorrei elencarvi i mobili più comuni il cui acquisto ricade in detrazione: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione etc.

Ricadono in detrazione anche gli elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall'etichetta energetica.

Apro una piccola parentesi. Da qualche anno, obbligatoriamente, su alcuni elettrodomestici deve essere applicata una etichetta che indichi i consumi e una classe di merito. Difatti per agevolare la comprensione, è stata realizzata una scala alfabetica, dove con A+++ si indica l'elettrodomestico più efficiente e con G quello che consuma di più.

etichetta energetica elettrodomestici

L'acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l'obbligo. Ma vediamo qualche esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento etc.

In definitiva, sono inclusi tutti i mobili e gli elettrodomestici ad eccezione delle porte e delle pavimentazioni (per esempio il parquet o le piastrelle in gres porcellanato), le tende e i soprammobili.

Ora che conosci quali oggetti rientrano nella detrazione, vediamo quando puoi ottenerla:

Bonus mobili: quando è possibile usufruirne?

Dal titolo del paragrafo avrai dedotto che non è detto tu possa accedere al 50%......

IMPORTANTE!!! Il bonus potrai ottenerlo solo se realizzi un intervento di ristrutturazione edilizia.

Quindi per poter ottenere il rimborso dovrai aver realizzato degli interventi sul tuo immobile. Nel capitolo successivo ti elencherò quali interventi l'Agenzia delle Entrate ritiene "ristrutturazione edilizia".

Inoltre, per fruire del bonus mobili occorre che i lavori edili siano iniziati prima dell’acquisto dei mobili stessi. Pertanto, se hai versato degli acconti versati prima dei lavori, non otterrai la detrazione per quegli oggetti. 

Un'altra domanda che mi viene posta spesso riguarda il limite temporale: fino a quando, rispetto alla data di inizio lavori, posso acquistare i mobili? Ebbene, la legge ha attribuito tale scadenza all'ultimo giorno dell'anno, 31 dicembre.

Altra informazione fondamentale è:

Gli interventi finalizzati al risparmio energetico non consentono di poter ottenere la detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Vorrei precisarti che la detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente della casa diverso da quello in cui hai effettuato la ristrutturazione. Ad esempio, lavori di ristrutturazione realizzati in cucina e acquisto della camera da letto.

Inoltre, la legge prevede anche che la possibilità di cedere a terzi il credito di imposta corrispondente alla detrazione fiscale.

Come promesso ti voglio indicare quali interventi, secondo l'Agenzia delle Entrate, rientrano in "ristrutturazione edilizia":

Quali sono gli interventi e i lavori che rientrano in ristrutturazione?

Occorre precisare che, l'Agenzia delle Entrate, ha fatto molta confusione sulla terminologia. Eviterò di polemizzare per non annoiarti. Mi limiterò a segnalarti le opere considerate "ristrutturazione", che ti permettono di accedere di conseguenza al bonus mobili:

  • manutenzione ordinaria all'interno della quale ricadono "gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari ad integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti". A titolo esemplificativo la tinteggiatura della facciata condominiale, la sostituzione della pavimentazione e/o della ringhiera del lastrico solare etc.

ATTENZIONE: gli interventi in manutenzione ordinaria permettono la detrazione solo quando le opere riguardano parti comuni (condominiali). Quindi i mobili dovranno essere relativi a queste aree!!

Vediamo ora gli interventi che riguardano le parti esclusive e private. Per essere detratti i mobili, gli interventi di ristrutturazione devono ricadere in manutenzione straordinaria oppure devono prevedere l'abbattimento delle barriere architettoniche (opere per disabili):

  • manutenzione straordinaria (opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari) e superiori. Ad esempio, opere come: spostamento di tramezzi e divisori non portanti, apertura, chiusura o spostamento di porte e infissi, rifacimento impianto fognario privato, realizzazione piscina esterna, rifacimento degli impianti elettrico, idrico - bagno- gas cucina, di riscaldamento, di condizionamento / climatizzazione, antintrusione (telecamere e videosorveglianza) , realizzazione ascensorefrazionamento, accorpamento, cambio di destinazione d'uso, cerchiature muri, rifacimento solaio o tetto, aprire una finestra, rimozione amianto etc.

  • abbattimento barriere architettoniche: opere volte al miglioramento dei movimenti da parte di persone con difficoltà a deambulare: ad esempio l'installazione di montascale o rampe.

Importante: le detrazioni non valgono in caso di nuove costruzione, ampliamenti o demolizione e ricostruzione!!!

Per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”.  Se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”.

Se vuoi approfondire l'argomento "detrazioni fiscali per ristrutturazione e/o risparmio energetico" ti consiglio la lettura di questo articolo.

Ora dovresti aver chiarito se i tuoi interventi ricadono nelle "ristrutturazioni". Ma tutti possono usufruire della detrazione?

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. Quindi, se hai un lavoro e risiedi in Italia, potrai accedere al bonus.

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese: 

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari (affittuari) o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l'azienda utilizza per il suo funzionamento) o merce;
  • soggetti indicati nell'articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Sfatiamo il mito che il bonus mobili venga assegnato solo alle giovani coppie. Non ti preoccupare, è valido anche per chi ha festeggiato le nozze d'oro o d'argento ma la norma non prevede il trasferimento agli eredi della detrazione non utilizzata in tutto o in parte dal defunto.

Sul tuo immobile, potrebbero esserci più comproprietari. Come dovrai comportarti:

A chi spetta la detrazione in caso di più proprietari (comproprietà)?

La detrazione per gli elettrodomestici del 50% spetta a chi effettua il pagamento.

Questo soggetto deve essere titolare di un diritto reale sull'immobile, come detto in precedenza.

Il soggetto, possessore o acquirente, anche di una porzione di unità abitativa, potrà beneficiare interamente dell’agevolazione del 50%, purché sia colui che sostenga la spesa e che sia intestatario delle fatture.

Arriviamo agli aspetti interessanti: quanti soldi puoi recuperare dall'acquisto dei mobili?

Qual è l'importo massimo detraibile?

Per quanto riguarda il Bonus Mobili, la detrazione del 50% ha un tetto massimo di 10 mila euro.

Quindi, al massimo ti verranno restituiti 5.000 €.

Riprendendo l'esempio della premessa, in cui avevamo speso 10.000 € per acquistare la cucina. L'Agenzia dello Entrate ti scalerà dalle tasse 500 € ogni anno per 10 anni fino a raggiungere i 5.000 € (50% di 10.000 €).

Se dovessi spendere 30.000 euro in arredamento, sui restanti 20.000 € non otterresti benefici!

Altro argomento da chiarire è l'IVA a cui vengono assoggettati i materiali e le prestazioni in una ristrutturazione o riqualificazione energetica:

Quale IVA si applica sugli immobili ad uso residenziale in caso di ristrutturazione e interventi volti al risparmio energetico?

L'agenzia delle entrate, per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare, ha ridotto l'iva da pagare su beni e servizi. In particolare, si pagherà con:

IVA al 4%:

tutti i lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche (messa a norma di un ascensore, installazione di servoscala montascale, abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli dei gradini, installazione rampe)

IVA  22%:

  • gli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori;

  • acquisto di beni finiti, quando è diretto, da parte del committente, presso il negozio o il deposito di materiali edili.

IVA  10%:

  • prestazioni di servizi (manodopera) relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria;

  • beni, solo se la relativa fornitura è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto. Quindi, l'aliquota agevolata al 10% dei beni, sarà applicata solo se questi prodotti saranno inclusi all'interno del contratto di appalto che il committente stipulerà con l'impresa. L'impresa, in questo caso, acquisterà i prodotti dal fornitore (mattonelle, pavimenti, sanitari, etc) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);

Discorso a parte, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo (ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni e impianti di sicurezza) il 10% si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.

Vediamo un esempio: Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).

L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

Infine, quali sono i documenti da conservare:

Quali sono gli adempimenti richiesti per il bonus? Qual è la dicitura del bonifico parlante per il bonus mobili e i metodi di pagamento?

Per poter richiedere il bonus mobili occorre realizzare una "ristrutturazione". In alcuni casi, occorre presentare una pratica edilizia (CILA, SCIA, Permesso di costruire) in Comune a firma di tecnico abilitato, prima dell’inizio dei lavori. Oltre a conservare questo documento dovrai custodire la fattura o scontrino.

La documentazione raccolta dovra essere consegnata al proprio consulente fiscale/caf entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi per 10 anni!

Il pagamento può essere effettuato, oltre che tramite bonifico, mediante bancomat, carte di credito o di debito.

IMPORTANTE: Non pagare in contanti o assegni!!! Le spese devono essere tracciabili!!!

Nel caso volessi pagare con bonifico, l'Agenzia non ha segnalato alcuna dicitura. Non esiste un bonifico parlante per il bonus mobili!! 

Madera Ing. Vincenzo
Author: Madera Ing. VincenzoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingegnere Civile

Laureato all'Università degli Studi di Firenze, dal 2014 co-titolare dello Studio Madera.
Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia.
Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse.

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