Costo notaio: spese acquisto prima e seconda casa, mutuo 2026
Qual è il costo del notaio, parcella e spese dell'atto per l'acquisto prima e seconda casa con mutuo. Esempi e calcolo imposte e tasse.
Se stai leggendo questo articolo, è arrivato il momento. Volente o nolente, dovrai presentarti di fronte ad un notaio. Sia il caso di acquisto prima o seconda casa, mutuo, preliminare di vendita è quasi sempre obbligatorio il passaggio dal notaio.
Per molti, la compravendita è sicuramente un evento felice. Ma è anche il momento in cui farsi due conti in tasca.
Per far quadrare i conti, vedremo quale sarà la parcella più probabile e le tasse e spese che dovrai versare. Insomma, ti preparerò alla lettura del preventivo.
Difatti, la fattura del notaio è composta da una parte relativa alle imposte e da una parte relativa all’onorario, a cui dovrai sommare l’IVA.
FATTURA =IMPOSTE + ONORARIO NOTAIO (+ iva)
Ma vediamo nello specifico le varie voci:
Indice
- Quali sono le possibili imposte?
- Imposte per acquisto prima o seconda casa
- Bene ceduto dal costruttore.
- Parcella del notaio: compravendita.
- Esempio acquisto prima casa senza mutuo e preliminare.
- Esempio acquisto prima casa con mutuo e preliminare.
- Esempio costo compravendita seconda casa con mutuo e preliminare.
Quali sono le possibili imposte?
Le imposte che il notaio chiede alle parti non finiscono nelle sue tasche, ma le verserà allo Stato. Si tratta di una parte consistente delle spese notarili. A seconda del tipo di contratto, potresti dover pagare le seguenti imposte:
- IVA: l'imposta sul valore aggiunto grava sui consumi come la cessione di beni o le prestazioni di servizi;
- Imposta di Registro: viene caricata quando vengono registrati gli atti da parte dell'Agenzia delle Entrate;
- Imposta Ipotecaria: viene caricata quando vengono registrati gli atti nei pubblici registri immobiliari;
- Imposta Catastale: richiesta in caso di volture catastali e quindi, quando avviene un cambio dei proprietari presso l'ufficio del catasto;
- Imposta di Bollo;
- Diritti di Conservatoria, di Voltura e di Visura;
- Tassa Archivio; Diritti della Camera di Commercio o Imposta di Bollo Telematico per invio telematico;
-

Ti ho elencato tutte le potenziali imposte. Naturalmente, non sempre sono dovute. Vediamolo caso per caso:
Imposte per acquisto prima o seconda casa
Per calcolare le imposte che dovrai pagare, devi munirti di calcolatrice.
Prima di tutto, dovrai calcolare il valore catastale dell'immobile. Dovresti avere tra i tuoi documenti la visura catastale. Se così non fosse, è possibile reperirla al catasto oppure tramite un professionista. All'interno, oltre al proprietario, agli estremi catastali che identificano l'immobile, ai metri quadri di superficie, viene indicata la rendita. Moltiplicando questo valore per 115,5 in caso di prima casa, o 126 nel caso di trasferimento di una seconda casa, otterrai il valore catastale del bene.
Ovviamente, maggiore sarà questo numero, maggiore sarà il valore del bene, maggiori saranno le tasse da pagare.
Inoltre, le imposte varieranno in base al tipo di venditore: privato o impresa costruttrice.
Bene ceduto dal privato.
Se acquisti, o ti viene donato, da un privato avrai le seguenti imposte:
|
Imposta |
Costo prima casa |
Costo seconda casa |
|---|---|---|
|
di registro |
2% del valore catastale |
9% del valore catastale |
|
catastale |
50 € |
50 € |
|
ipotecaria |
50 € |
50 € |
In pratica, in caso di compravendita dovrai pagare le seguenti imposte: di registro, catastale e ipotecaria.
Come puoi notare, la transizione non è soggetta a IVA, ma avrai una imposta di registro in percentuale rispetto al valore catastale. L'imposta di registro sarà molto più bassa se acquisti come prima casa, solo il 2% del valore catastale. Se acquisti una seconda casa, questa aliquota passa al 9%.
Bene ceduto dal costruttore.
Mentre, se acquisti da un costruttore avrai:
|
Imposta |
Costo prima casa |
Costo seconda casa |
|---|---|---|
|
di registro |
200 € |
200 € |
|
catastale |
200 € |
200 € |
|
ipotecaria |
200 € |
200 € |
|
IVA |
4% del prezzo di vendita |
10 % (22% nel caso di immobili di lusso) del prezzo di vendita |
In questo caso dovrai pagare anche l'IVA, che, come al solito, sarà inferiore nel caso di prima casa. Viceversa, avrai una imposta di registro fissa.
In definitiva, se acquisti una casa da un costruttore pagherai più imposte.
Preliminare: imposte.
Nel caso optassi anche per un preliminare o compromesso, su quest'ultimo, si applicano le imposte di registro e ipotecarie in misura fissa. Inoltre, dovrai versare lo 0,50% sulle somme date a titolo di caparra e il 3% sulle somme date a titolo di acconto prezzo. Queste imposte, versate a percentuale, verranno poi recuperate in sede di rogito definitivo.
Considerato che, queste somme verranno recuperate all'atto di compravendita, non saranno considerate negli esempi in fondo all'articolo.
A tutto ciò va aggiunto l'onorario del notaio che varia in ragione del valore dell'atto e della sua complessità.
Parcella del notaio: compravendita.
Il preventivo che ti presenterà il notaio, aumenta all'aumentare del prezzo di trasferimento dell'immobile. Il divario dei costi si assottiglierà al salire del prezzo di trasferimento.

Vediamo i compensi minimi e massimi nel caso di compravendita di immobili. I valori non cambiano indipendentemente dal fatto che si tratta di case, appartamenti, ville, garage, box, cantine, terreni, capannoni, magazzini, negozi o giardini.
|
PREZZO DELL’IMMOBILE |
COMPENSO MINIMO |
COMPENSO MASSIMO | |
|---|---|---|---|
|
Valore fino a |
93.000 |
1.680 |
2.420 |
|
Valore fino a |
139.500 |
1.805 |
2.610 |
|
Valore fino a |
186.000 |
1.933 |
2.830 |
|
Valore fino a |
232.400 |
2.030 |
2.990 |
|
Valore fino a |
280.000 |
2.150 |
3.200 |
|
Valore fino a |
370.000 |
2.250 |
3.360 |
|
Valore fino a |
465.000 |
2.479 |
3.730 |
Passiamo al caso di compravendita con contestuale richiesta di mutuo bancario o altro finanziamento.
Onorario notaio: mutuo.
Se acquistando richiedi contestualmente mutuo, quest'ultimo sarà oggetto di un ulteriore atto separato. Vediamo l'onorario per il solo contratto di mutuo:
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VALORE DELL'IPOTECA |
COMPENSO MINIMO |
COMPENSO MASSIMO | |
|---|---|---|---|
|
Fino a |
93.000 |
1.350 |
1.700 |
|
Fino a |
139.500 |
1.400 |
1.850 |
|
Fino a |
186.000 |
1.500 |
1.950 |
|
Fino a |
232.400 |
1.600 |
2.100 |
|
Fino a |
280.000 |
1.690 |
2.200 |
|
Fino a |
370.000 |
1.750 |
2.300 |
|
Fino a |
465.000 |
1.900 |
2.500 |
|
Fino a |
695.000 |
2.050 |
2.750 |
|
Fino a |
930.000 |
2.300 |
3.150 |
|
Fino a |
1.162.000 |
2.450 |
3.350 |
I prezzi sono IVA esclusa. Dovrai aggiungere il 22%.
Mentre, l'onorario per un preliminare, è compreso tra i 500 e i 1.000 €.
Penso possa esserti utile la lettura dell'articolo con i consigli per compilare la proposta di acquisto.
Esempio costo compravendita prima casa senza mutuo e preliminare.

Immagina di acquistare una casa a Firenze di 65 metri quadri lordi del valore di 220.000 €. Prendiamo una abitazione di tipo economica, quindi, con categoria catastale A/3. Per questo tipo di immobile, una rendita da visura catastale potrebbe aggirarsi attorno agli 800 €.
Per determinare il valore catastale dal quale potrai poi determinare le imposte, dovrai moltiplicare la rendita catastale pari a 800 € per 115,5 (prima casa). Il risultato è pari a 92.400 €.
Per il calcolo dell'imposta di registro, che ti ricordo è pari al 2% nel caso di prima casa, moltiplica 92.400 per 0,02 (2/100). L'imposta di registro da versare sarà pari a 1.850 €. A questa dovrai aggiungere l'imposta catastale e ipotecaria pari a 50 € ciascuna.
Il notaio, come onorario, ti chiederebbe intorno ai 2.500 €. Aggiungi l'iva al 22% e arrivi a circa 3.000 €.
In totale, 1.850 € + 50 € + 50 € + 3.000 € = 4.950 €. Quindi, circa 5.000 €.
Esempio costo compravendita prima casa con mutuo e preliminare.

Immagina di acquistare una casa a Milano di 65 metri quadri lordi del valore di 280.000 €. Prendiamo una abitazione di tipo economica, quindi, con categoria catastale A/3. Una rendita da visura catastale potrebbe essere di circa 1.100 €.
Per determinare il valore catastale dal quale potrai poi determinare le imposte, occorre moltiplicare la rendita catastale pari a 1.200 € per 115,5 (prima casa). Il risultato è pari a 127.050 €.
Per il calcolo dell'imposta di registro, che ti ricordo è pari al 2% nel caso di prima casa, moltiplica 127.050 € per 0,02 (2/100). L'imposta di registro da versare sarà pari a 2.540 €. A questa dovrai aggiungere l'imposta catastale e ipotecaria pari a 50 € ciascuna.
Il notaio, come onorario, ti chiederebbe intorno ai 2.500 € per la compravendita e ai 1.800 € per il contratto del mutuo (sto considerando un mutuo da 230.000 €). Aggiungi l'iva al 22% e arrivi a circa 5.250 €.
Non contento, stipulerai anche un preliminare, per un costo di 500 €.
In totale, 2.540€ + 50 € + 50 € + 5.250 € + 500 € = 4.950 €. Quindi, circa 8.400 €.
Esempio costo compravendita seconda casa con mutuo e preliminare.

Facciamoci del male. Immagina di acquistare una casa a Roma di 65 metri quadri lordi del valore di 260.000 €. Prendiamo una abitazione di tipo economica, quindi, con categoria catastale A/3. Una rendita da visura catastale potrebbe essere di circa 1.000 €. Questa volta, l'acquisto è per un investimento. Siamo nel caso di seconda casa.
Per determinare il valore catastale dal quale potrai poi determinare le imposte, occorre moltiplicare la rendita catastale pari a 1.000 € per 126 (seconda casa). Il risultato è pari a 126.000 €.
Per il calcolo dell'imposta di registro, che ti ricordo è pari al 8% nel caso di seconda casa, moltiplica 126.000 € per 0,09 (9/100). L'imposta di registro da versare sarà pari a 11.340 €. A questa dovrai aggiungere l'imposta catastale e ipotecaria pari a 50 € ciascuna.
Il notaio, come onorario, ti chiederebbe intorno ai 2.500 € per la compravendita e ai 1.800 € per il contratto del mutuo (sto considerando un mutuo da 230.000 €). Aggiungi l'iva al 22% e arrivi a circa 5.250 €.
Non contento, stipulerai anche un preliminare, per un costo di 500 € (iva inclusa).
In totale, 11.340€ + 50 € + 50 € + 5.250 € + 500 € = 4.950 €. Quindi, circa 17.190 €.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. In bocca al lupo, Vincenzo.
Perizia semplice, asseverata e giurata - differenze, costi - esempio
Perizia semplice, asseverata e giurata: quali sono le differenze e i costi? Chi può redigerla e qual'è il valore probatorio. In questa guida analizzeremo le tre tipologie di perizia, i relativi costi e forniremo un esempio pratico.

La perizia è un documento prodotto da un professionista abilitato iscritto ad un ordine professionale (ingegnere, architetto, geometra, perito edile, medico, agronomo, avvocato) che esprime un parere, di tipo quantitativo o qualitativo, riguardante una specifica tematica.
Oggetto della perizia
La perizia può essere richiesta per questioni:
- contabili (da parte dei commercialisti o consulenti):
- legali (da parte degli avvocati o dei notai);
- mediche (da parte dei medici),
- per la definizione dei confini di un terreno, dei danni strutturali di un edificio, della conformità urbanistica di una unità immobiliare, per una stima di:
- abitazioni (appartamenti, ville), locali commerciali (negozi, centri commerciali), ambienti industriali (capannoni, aziende agricole);
- terreni;
- macchinari di produzione e mobilio;
Questi ultimi casi vengono trattati da ingegneri, architetti, geometri o periti. Tipico è il caso delle infiltrazioni di acqua provocate dalla rottura del tubo di un vicino.
Spesso le perizie vengono richieste per l'ottenimento di incentivi quali il piano di Transizione, PNRR ecc.
Qualunque sia l'oggetto della perizia, quest'ultima, in base al valore legale, può essere:
Perizia semplice, asseverata e giurata: quali sono le differenze?
Prima di tutto bisogna capire cosa si intende per asseverazione. Si definisce asseverazione una "certificazione, nei modi previsti dalla legge, della verità di un documento e del suo contenuto".
Naturalmente, quando un tecnico assevera circa i contenuti della perizia se ne assume le responsabilità. Ne consegue che la relazione assumerà maggior peso legale.
La perizia, quindi, può essere:
1. PERIZIA SEMPLICE
Si tratta di una relazione redatta e firmata dal tecnico, il quale, a seguito della raccolta delle informazioni e dell'elaborazione dei dati risponde al quesito richiesto. Non appone alcuna asseverazione circa il contenuto.
2. PERIZIA ASSEVERATA
Il tecnico non si limita a redigere la perizia, ma ne assevera la veridicità dei contenuti e la correttezza /professionalità dimostrata nell'adempiere al compito. Se ne assume quindi tutte le responsabilità.

3. PERIZIA GIURATA
La perizia giurata è il parere più forte dal punto di visto legale, ma anche la più pericolosa per il tecnico, in quanto, in caso di falsa attestazione giurata si configura il reato previsto all’art. 483 del codice penale.

Quindi, oltre a redigere la relazione, il perito, assevererà circa la veridicità dei contenuti e firmerà il documento di fronte ad un pubblico ufficiale (cancelliere o notaio). Di solito, per un appuntamento con il cancelliere è necessario aspettare. Nei casi urgenti consiglio ai miei assistiti di contattare un notaio per il giuramento.
La perizia deve essere giurata da chi l’ha effettuata. Il perito si dovrà recare in Tribunale con un valido documento di identità e con la perizia da giurare.
Modulo di giuramento
Oltre alla perizia bisogna presentarsi con un modulo di giuramento da scaricare, compilato in ogni sua parte e non firmato.
La perizia giurata termina con la formula:
TRIBUNALE DI _____________
VERBALE DI GIURAMENTO DI PERIZIA STRAGIUDIZIALE
Reg. Cronologico ___________________
Addi’ _______________ davanti al sottoscritto Cancelliere e’ comparso il Perito _________nato a ________ il__________ e residente in ______________ il quale chiede di asseverare l’unita perizia. Il Cancelliere, previe le ammonizioni di legge, invita il perito al giuramento, che egli presta ripetendo:
“GIURO DI AVERE BENE E FEDELMENTE ADEMPIUTO ALLE FUNZIONI AFFIDATEMI AL SOLO SCOPO DI FAR CONOSCERE LA VERITA’” del che viene redatto il presente verbale.
Letto, confermato e sottoscritto.
IL CONSULENTE
IL CANCELLIERE
Scarica un esempio fac-simile di perizia giurata.
Riepilogo differenze
| Tipologia di perizia | Chi la redige | Valore legale | Firma |
|---|---|---|---|
| Perizia semplice | Tecnico abilitato | Basso | Solo dal tecnico |
| Perizia asseverata | Tecnico abilitato | Medio-alto | Solo tecnico con asseverazione |
| Perizia giurata | Tecnico + cancelliere/notaio | Molto alto | In Tribunale o dal notaio |
Chi può realizzare una perizia?
Il soggetto che può redigere la perizia varia in base all'oggetto della relazione stessa. Nel caso di stime o di danni su immobili, si tratta di tecnici iscritti all'Ordine professionale degli architetti, ingegneri, geometri o periti. Per la stima dei terreni, possono aiutarti anche gli agronomi. I professionisti incaricati della redazione di perizie contabili o fiscali sono i commercialisti, i consulenti o i ragionieri. Per questioni mediche, ovviamente i medici.
Se nominati dal giudice,i professionisti devono essere iscritti all'albo dei Consulenti tecnici d'ufficio CTU.
Ma quale potrebbe essere il prezzo di una perizia:
Qual è il costo di una perizia?
Il costo per una perizia semplice, giurata o asseverata, si compone di tre voci:
1. costo della perizia vera e propria;
il costo della perizia viene stabilito dal professionista in base al livello di difficoltà della perizia stessa e all'oggetto.
Difficilmente quantificabile. In passato mi è stato richiesto di quantificare i danni per il cedimento di un solaio, per delle crepe sui muri, la stima di un capannone industriale, una richiesta danni per infiltrazioni nei garage etc.. Come avrai capito, l'oggetto è fondamentale per fornirti un prezzo.
Per fornirti dei prezzi indicativi, una volta ho dovuto stimare i danni provocati da una perdita di un tubo ed ho chiesto 500 € (perizia semplice). Per un privato ho dovuto quantificare la sistemazione di alcuni abusi, ed ho chiesto 1.500 €. Per la stima di un complesso industriale ho chiesto 4.500 €.
2. costo di giuramento o asseveramento della perizia;
Naturalmente, il tecnico, andando ad asseverare o giurare, si assume delle responsabilità penali circa la veridicità delle sue affermazioni e la professionalità con cui ha redatto la perizia. Il rischio e la responsabilità si pagano. Anche in questo caso dipende dall'oggetto del parere. Immagina di firmare un documento con oggetto un risarcimento danni da 3.000 euro oppure una perizia dal valore di 10 milioni di euro.
Infine, ci sono le spese di segreteria etc:
3. costo per marche da bollo e diritti richiesti dal Tribunale;
Per il giuramento è necessaria:
- una marca da bollo da € 16,00 ogni quattro pagine (facciate) di perizia;
- una marca da bollo di circa € 3-5 come diritti di segreteria ( solitamente € 3,84);
- per gli allegati, se presenti, si applica quanto segue:
- Marca da bollo da 2,00 € se l'allegato è costituito da un unico computo metrico o da un unico elaborato;
- Marca da bollo da 2,00 € per ciascun foglio dell'allegato che non fa parte dell' elaborato o del computo metrico;
- Marca da bollo da 2,00 € per ciascuna fotografia o disegno indipendentemente se faccia parte o non dell'elaborato;
Spero che l'articolo ti sia stato utile e se avessi bisogno di una perizia, contattami al 3472778586. A presto, Vincenzo.
Quanto costa una dichiarazione di successione 2026 e esempi
Quanto costa presentare una dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate o tramite commercialista / CAF e i tempi. In particolare: quali sono le tasse / imposte da pagare, qual è il costo del professionista, i tempi necessari e le spese detraibili.

La Dichiarazione di successione è finalizzata al trasferire i beni del defunto agli eredi. L'obiettivo è modificare gli intestatari e nel voler far questo, immagino, ti sarai posto alcune domande: come fare, chi può presentarla, entro quanto tempo, quali sono le scadenze e le relative sanzioni, quali sono le tasse e le imposte da pagare e qual è il costo del professionista? In questo articolo ci focalizzeremo proprio su questo ultimo punto.
INDICE
- Voci di spesa: imposte e professionista
- Quali sono le tasse / imposte da pagare?
- Qual è il costo di un professionista?
- Esempio costo (moglie + figlio, con immobili)
- Esempio costo (erede unico = fratello, patrimonio oltre 1.000.000 €)
- Quali spese sono detraibili?
- Chi può presentare la dichiarazione?
- Come presentare la Dichiarazione?
- Dove presentare la successione?
- Dichiarazione sostitutiva, integrativa, modificativa, aggiuntiva, tardiva.
Successione - due voci di spesa: imposte e parcella professionista
Il costo di una successione dipende fondamentalmente da due voci: imposte e parcella professionista.

Le imposte dovrai pagarle obbligatoriamente, mentre potresti scegliere o meno di farti assistere da un professionista: commercialista, CAF ecc.
1. Quali sono le tasse / imposte da pagare?
Nel trasferire i beni del defunto agli eredi, l'Agenzia delle Entrate pretende il pagamento delle imposte:
- un'imposta detta "di successione";
- le altre solo sugli immobili (ipotecaria e catastale).
1.1 Imposta di successione calcolata sul valore complessivo
Ti tranquillizzo. Se sei un parente in linea diretta (coniuge, figlio o nipote) che eredita meno di un milione di euro non dovrai versare tale imposta!

Negli altri casi, occorre pagare delle imposte sul valore complessivo dei beni e dei diritti compresi nell’asse ereditario si applicano le seguenti aliquote:
- del 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro; quindi, se il valore dei beni in eredità non supera il milione non dovrai pagare niente;
- del 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente, per ciascun beneficiario, i 100.000 euro; quindi, se il valore dei beni in eredità non supera i 100.000 € non dovrai pagare niente;
- del 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito; qui non esistono minimi!
- dell’8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito; anche qui non esistono minimi!
Oltre ai limiti di 100.000 euro e di 1 milione di euro, vi è una ulteriore franchigia, pari ad 1,5 milioni di euro, per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992.
1.1.1 Quali sono le modalità di pagamento delle imposte di successione?
Nel caso optassi per il deposito della Dichiarazione direttamente all’Agenzia delle Entrate, il pagamento può avvenire attraverso il modello F24 o con addebito in conto corrente. In quest’ultimo caso occorre compilare preventivamente questo modello - pdf da consegnare all’ufficio.
Le imposte di successione possono essere pagate anche a rate con le seguenti modalità:
- almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione;
- la parte restante, è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre.
Inoltre, la rateazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro.
1.2 Imposte sugli immobili
Inoltre, nel caso in cui nella successione rientrino anche beni immobili (case, terreni ecc.), oltre all’imposta di successione devono essere pagate:
- l’imposta ipotecaria (2% sul valore lordo degli immobili, minimo 200 €);
- l’imposta catastale (1% sul valore lordo degli immobili, minimo 200 €); ATTENZIONE: qualora per il beneficiario si tratti di “prima casa”, le imposte catastali e ipotecarie sono pari a € 200 euro ciascuna;
- l’imposta di bollo: 85,00 e in relazione agli immobili compresi nelle “conservatorie” (ovvero circoscrizioni o sezioni staccate dei competenti uffici dell’Agenzia delle entrate); al suddetto importo dovrà poi aggiungersi un ulteriore importo di euro 32,00, sempre a titolo di bollo, nel caso sia stata richiesta l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione (16,00 euro per la richiesta e 16,00 euro per una attestazione).
- la tassa ipotecaria :90 € per ciascuna conservatoria (di cui euro 35,00 per la trascrizione ed euro 55,00 per le volture catastali);
- tributi speciali.
Ovviamente, tali spese non sono dovute qualora non fossero presenti immobili nell'eredità.
1.2.1 Quali sono le modalità di pagamento delle imposte sugli immobili?
Le imposte sugli immobili devono essere pagate da un solo erede, in unica soluzione. Sarà quest'ultimo a rifarsi sugli altri! Scopri di più
Il pagamento delle somme dovute va effettuato con addebito sul conto corrente aperto presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle entrate o Poste Italiane S.p.a intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica della dichiarazione.
Potresti anche preferire l'assistenza di un professionista nella redazione della Dichiarazione, vediamo un esempio di preventivo e di parcella:
Qual è il costo di un professionista?
Potresti anche incaricare alla stesura della Dichiarazione e al deposito un professionista: avvocato, commercialista, ragioniere, consulente del lavoro, architetto, geometra, ingegnere o perito oppure un centro di assistenza fiscale, caf, patronato, associazione consumatori etc.. Nei casi più complicati ti consiglio di affidare l'incarico a più figure che potranno collaborare (geometra o ingegnere + avvocato + commercialista).
Il tecnico incaricato deve essere munito di delega e fotocopia del documento del delegante.
Cliccando su questo link potrai scaricare gratuitamente la delega al deposito della Dichiarazione di successione in pdf.
Premetto che indicare una cifra puntuale del costo che potrebbe preventivarti un professionista è molto difficile. Pensiamo al testamento di Berlusconi o di una persona che possieda tanti ettari di terreno. In questi casi, il tecnico prevede un costo in percentuale al valore dei beni ereditati. Mentre, per le Dichiarazioni di successione più comuni, che definirei "standard", contemplanti al massimo qualche immobile, è possibile definire un costo fisso o comunque una fascia di prezzi.
Di sicuro, ti consiglio di affidarti a professionisti validi. Spesso mi ritrovo a dover sistemare situazioni intricate, veri e propri casini e a dover presentare la successione integrativa per correggere errori o dimenticanze del personale negligente. Per lo meno mi riferisco a quei centri che chiedono 100 / 200 €. Con questi prezzi non aspettarti che dedichino più di un paio d'ore all'istanza o che facciano la pratica con accuratezza.
Detto ciò, dopo questo sfogo, ti segnalo i prezzi di mercato.
Per una Dichiarazione di successione "standard" i prezzi vanno dai 500 ai 800 €. Mentre, per quanto riguarda le successioni più sostanziose, il prezzo viene definito sulla base di percentuali rispetto al valore catastale degli immobili e, naturalmente, i tempi si allungano.
Esempio di costo successione (moglie + figlio, con immobili)
Situazione familiare: il De Cuius è deceduto. Gli eredi sono la moglie e un figlio (successione legittima). Nonè presente alcun testamento e non vi sono altri eredi o legatari. Patrimonio del defunto:- Immobile 1 – Appartamento principale. Valore catastale: 120.000 euro. Si tratta della prima casa della moglie, che vi risiedeva.
- Immobile 2 – Box auto non pertinenza. Valore catastale: 20.000 euro.
Vediamo le imposte, a cui andrà aggiunta la parcella del CAF.
| Tipo di imposta | Importo | Dettaglio |
|---|---|---|
| Imposta di successione | 0 € | Franchigia 1.000.000 € per ciascun erede |
| Imposta ipotecaria casa | 200 € | 200 € (moglie, prima casa) |
| Imposta ipotecaria box | 400 € | 400 € (figlio) |
| Imposta catastale | 400 € | 200 € (moglie) + 200 € (figlio) |
| Imposta di bollo | 85 € | Senza attestazione |
| Tassa ipotecaria | 90 € | 1 Conservatoria |
| Tributi speciali catastali | 40 € | Importo medio |
| Totale imposte e tributi | 1.215 € |
Esempio di costo successione (erede unico = fratello, patrimonio oltre 1.000.000 €)
Situazione familiare: il De Cuius è deceduto. Non era sposato e non aveva figli. L’unico erede è il fratello, in assenza di testamento. Non vi sono altri eredi o legatari.
Patrimonio del defunto:
- Immobile 1 – Appartamento in centro. Valore catastale: 450.000 euro.
- Immobile 2 – Villa con giardino. Valore catastale: 750.000 euro.
- Immobile 3 – Terreno edificabile. Valore catastale: 120.000 euro.
- Conto corrente. Importo: 90.000 euro.
- Totale patrimonio ereditato: circa 1.410.000 euro.
Poichè l’erede è un fratello, la franchigia è solo 100.000 euro: l’imposta di successione si calcola su 1.410.000 – 100.000 = 1.310.000 €.
Vediamo ora le imposte (a cui andra aggiunta la parcella del CAF o professionista):
| Tipo di imposta | Importo | Dettaglio |
|---|---|---|
| Imposta di successione (6%) | 78.600 € | 6% su 1.310.000 € (fratello , franchigia 100.000 €) |
| Imposta ipotecaria | 26.400 € | 2% sul valore catastale complessivo degli immobili (450.000 + 750.000 + 120.000 = 1.320.000 €) |
| Imposta catastale | 13.200 € | 1% sul valore catastale complessivo degli immobili |
| Imposta di bollo | 85 € | Senza attestazione |
| Tassa ipotecaria | 90 € | 1 Conservatoria |
| Tributi speciali catastali | 40 € | Importo medio |
| Totale imposte e tributi | 118.415 € | — |
Quanto tempo occorre?
Per quanto attiene i tempi delle successioni "standard" è sufficiente una settimana di lavoro, tra la raccolta dei documenti, la compilazione della Dichiarazione e il protocollo.
Quali spese sono detraibili?
Per abbattere le tasse da pagare è possibile detrarre alcune spese relative ai costi sostenuti per il rito funebre, documentate con fatture o ricevute. Pensiamo ai fiori, all’agenzia di pompe funebri, alla sepoltura ed eventuale cremazione, oltre che ai diritti cimiteriali comunali.
La cifra massima detraibile è pari a 294,50 euro, ovvero il 19% delle spese fino ad un tetto di 1.550 euro. A beneficiarne sarà l'erede che ha sostenuto queste spese. Qualora pagassero più eredi, la detrazione deve essere divisa in base alle quote di successione. Per ripartire le detrazioni, ti consiglio di far riportare fattura la ripartizione della spesa con gli altri.Infine mi preme segnalarti che le spese sostenute prima del decesso non sono detraibili; ad esempio, l’acquisto di un loculo al cimitero.
Chi può presentare la dichiarazione di successione?
La Dichiarazione di successione deve essere presentata da uno dei seguenti soggetti:
- gli eredi, i chiamati all'eredità, i legatari (soggetti che sono stati inseriti nel testamento per ottenere uno specifico bene e non una quota dell'intero asse ereditario) o i loro rappresentanti legali. Difatti, questi soggetti, potrebbero nominare un rappresentante che segua queste incombenze burocratiche. Il tutto, purché tali soggetti non abbiano espressamente rinunziato all'eredità, a questo punto decade l'obbligo di presentazione da parte loro;
- gli amministratori dell’eredità;
- i curatori delle eredità giacenti;
- l'esecutore testamentario: persona di fiducia del defunto al quale viene dato l'incarico di curare che siano esattamente seguite le ultime volontà scritte nel testamento.
Nel caso in cui siano presenti più persone obbligate alla presentazione, è sufficiente che questa avvenga ad opera di una sola di esse.

Quando non occorre presentare la dichiarazione di successione?
Se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (padre e figlio, nonno e nipote), il valore dei beni in eredità non supera i 100.000 euro e il De cuius non doveva possedere beni immobili (case o terreni) o diritti reali immobiliari (usufrutto, servitù etc.), la Dichiarazione non è obbligatoria
Inoltre, la Dichiarazione di successione va presentata sia che si tratti di un passaggio di beni in assenza delle volontà del De cuius (successione detta legittima), sia nel caso in cui sia presente un testamento (successione testamentaria).
Ti consiglio la lettura di quest'altro post relativo ai tipi di successione e alle quote che spettano ad ogni parente.
Un consiglio che mi preme darti e che forse mi porterà fuori tema, per evitare problematiche con gli eredi "furbetti", è di avvertire immediatamente gli istituti di credito (banca, poste) con cui il defunto intratteneva rapporti finanziari e chiedere per iscritto il blocco dei conti.
Vediamo ora le modalità:
Come presentare la Dichiarazione (telematica o cartacea)
La dichiarazione di successione e domanda di volture catastali deve essere presentata esclusivamente online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ai quali si accede con un’utenza Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) e Carta nazionale dei servizi (Cns). Potresti anche affidare l'istanza ad un CAF oppure ad un commercialista
All'interno della Dichiarazione dovrai indicare:
- i dati del defunto;
- l'albero genealogico del defunto per individuare gli eredi;
- i dati degli eredi e la relazione di parentela;
- Gli immobili che si trasferiscono individuandoli attraverso gli estremi catastali: le case sono indicate con foglio, particella e subalterno. Il Foglio indica la "zona", la particella l'edificio e il subalterno l'appartamento. Mentre i terreni sono individuati con foglio e particella, anche in questo caso il foglio indica la "zona" del Comune, mentre la particella il piccolo appezzamento di terreno;
- le azioni in borsa, i titoli e le aziende del De cuius;
- le donazioni del De cuius effettuate in vita;
- i debiti, si trasferiscono anche quelli.
Se non fossi sicuro di quali immobili possedeva il defunto, ti consiglio di scaricare, in prima battuta, le visure catastali. Ma non essendo tale documento probatorio, cioè non è una prova del fatto che l'intestatario sia il proprietario del bene, ti consiglio di passare anche dalla Conservatoria degli atti notarili, dove potrai accedere a tutti i documenti (compravendita, donazioni etc.) che hanno interessato il De cuius.
Dove presentare la successione e quante copie?
La Dichiarazione di successione deve essere presentata seguendo la procedura online oppure, nei casi previsti, presso l’ufficio dell'Agenzia dell’Entrate competente in relazione all'ultima residenza nota del defunto, in più copie:
- una copia per l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
- una copia per ogni Comune competente in base all'ubicazione degli immobili che cadono in successione;
- una copia in bollo per ogni istituto di credito (banca, poste) con cui il defunto intratteneva rapporti finanziari (queste copie saranno vidimate e restituite al contribuente per consentire lo svincolo dei conti intestati al defunto).
Obbligatoriamente dal 2019 potrai depositare la successione solo per via telematica.
Contemporaneamente alla successione potrai inviare la voltura al catasto, oppure presentarla entro 30 giorni per cambiare gli intestatari degli immobili al catasto attraverso la voltura catastale (leggi approfondimenti).
Se invece non hai presentato la Dichiarazione entro i termini di legge, non preoccuparti, è possibile rimediare pagando una piccola sanzione. Vediamolo:
Dichiarazione sostitutiva, integrativa, modificativa, aggiuntiva, tardiva e sanzioni:
Partirei con l'indicarti il termine massimo entro cui dovrai depositare la denunzia di successione senza incappare in sanzioni:
La Dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (corrispondente alla data di morte).
Se si sforano i termini, stranamente lo Stato è abbastanza comprensivo.
Nello specifico, qualora sforassi, dovrai avvalerti dello strumento del ravvedimento operoso e della Dichiarazione tardiva (stesso modello 4, non cambia la modalità di compilazione). Dovrai pagare degli interessi, rapportati ai giorni di ritardo rispetto alla scadenza. Praticamente ti autodenuncerai e l'agenzia ti imporrà sanzioni in base al ritardo! Come ti accennavo, le sanzioni sono minime, dell'ordine di qualche decina d'euro.
In caso di errori o mancanze, è possibile depositare un nuovo modello 4 per integrare, sostituire, modificare o aggiungere elementi.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Costi rifacimento tetto al mq - esempio preventivo 2026
Guida completa sul costo del rifacimento di un tetto al metro quadro (esempio copertura in legno, cemento armato o acciaio). Vedremo il prezzo parziale della sola coibentazione o della sostituzione delle tegole / guaina.

Se stai leggendo questo articolo è perché spendi troppo di bolletta o hai dei problemi con il tetto: infiltrazioni d'acqua, poco isolamento termico, umidità o instabilità strutturale. Spero che tu non sia reduce da un'assemblea condominiale, conclusa con qualche sedia rotta e due o tre feriti.
Aldilà della motivazione, sappi che è il momento giusto. I bonus rendono questi interventi molto convenienti, abbattendo notevolmente i costi.
Con questa guida cercherò di far chiarezza su tutti gli aspetti legati al rifacimento del tetto. Leggendo con attenzione ogni paragrafo, non commetterai alcun errore.
Indice
- Tipologie di tetti: coibentati (isolati termicamente) e/o ventilati?
- Com'è fatto un tetto? Stratigrafia
- Quanto costa rifare un tetto (copertura)?
- Costo rifacimento tetto di 50, 100, 150 e 200 mq
Il costo del rifacimento del tetto dipende dal tipo di copertura e dalle performaces che intendi raggiungere:
Tipologie di tetti: coibentati (isolati termicamente) e/o ventilati
Il tetto può essere isolato termicamente attraverso l'installazione di pannelli a bassa trasmittanza termica (capacità di un elemento di farsi attraversare dal calore), come la lana di roccia o il poliuretano, che abbattono la trasmissione del calore o la dissipazione di quest'ultimo. Ho pensato ti potesse essere utile l'articolo sugli isolanti in commercio, con i relative caratteristiche, prezzi e usi.
Inoltre, il tetto può essere ventilato: si realizza posando a secco gli elementi del manto (tegole) su supporti (travetti) paralleli alla linea di gronda. Viene a crearsi così uno spazio dove l'aria può circolare liberamente e portare via l'umidità in inverno e rinfrescare gli elementi del tetto, e quindi la casa, d'estate. La ventilazione è essenziale per l’efficienza e l’affidabilità del tetto, in quanto, consente di tenere asciutta la parte bassa del manto impedendo il degrado degli elementi di supporto.
Ricapitolando possiamo avere:
- coperture non isolate e non ventilate. In questa tipologia non c'è controllo delle dispersioni di calore e del comportamento igrometrico (umidità);
- coperture ventilate e non isolate. Controllano, attraverso uno strato funzionale specifico, il comportamento igrometrico ma non controllano la dispersione del calore;

3. coperture isolate e non ventilate. Attraverso strati funzionali, c'è il controllo riguardo alla dispersione del calore ma non è verificato il comportamento termo-igrometrico;
4. coperture isolate e ventilate. Assicurano il controllo del comportamento igrometrico e della trasmissione del calore. E' sicuramente la miglior soluzione per un tetto!

La ventilazione e l'isolamento possono essere realizzati sia su coperture piane che inclinate, indipendentemente dalla pendenza.
Ad oggi, quasi tutti i nuovi tetti sono isolati e ventilati!
Attenzione, non basta realizzare un tetto ventilato perché si attivi la ventilazione della copertura. Occorre un buon progettista che valuti il tutto.
Com'è fatto un tetto? Stratigrafia
Come ti accennavo, le coperture devono garantire, oltre all'impermeabilizzazione e all'allontanamento delle acque meteoriche, il comfort termico estivo, invernale e igrometrico (umidità), la resistenza al calpestio, alla neve e al vento.
Al fine di garantire la buona riuscita di ciascun compito, occorre disporre diversi elementi a strati.
Ipotizziamo ad esempio un tetto in legno. Dal basso verso l'alto, avremo:
- le travi;
- sopra le travi, nel caso di tetto in legno possiamo trovare i travetti e tavolato / pianelle. Mentre, nel caso di tetto in laterocemento, troveremo il laterizio e la gettata di calcestruzzo armato;
- il freno vapore per la gestione dell'umidità;
- lo strato di isolante per il comfort termico come ad esempio il sughero, la fibra di legno (consigliato per proteggersi dal caldo), XPS etc.;
- il telo impermeabilizzante e traspirante (membrana vapore);
- l'eventuale ventilazione che approfondirò successivamente (consigliatissima);
- le tegole.
Vediamo un esempio di tetto in legno:

Vediamo un esempio di tetto in laterocemento:

Nel momento in cui si realizza un'opera di manutenzione straordinaria sul tetto, la legge imponte di installare le linee vita, e cioè degli "agganci" che serviranno in futuro agli operatori per lavorare in copertura in sicurezza.
Vediamo ora i prezzi di mercato:
Quanto costa rifare un tetto (copertura)?
Rifare il tetto è un'opera abbastanza onerosa, ma i vantaggi in termini di comfort e risparmio futuro in bolletta sono notevoli.
I prezzi che ho indicato sono relativi a interventi via via più invasivi. Lavorando in Toscana, i prezzi sono relativi alle località del centro Italia, medi tra quelli del nord e del sud, in genere più economici. Se abiti al nord, in prima approssimazione, potresti aumentare del 10 % i costi indicati, mentre, diminuirli del 10% se abiti nel Sud Italia.
| Descrizione intervento | € al mq |
|---|---|
| Sostituzione delle sole tegole con nuove marsigliesi | 150 |
| Aggiunta o sostituzione del solo strato isolante: comprensivo di rimozione e installazione successiva delle tegole esistenti, isolante barriera antivapore e membrana impermeabilizzante. | 170 |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, senza agire sugli strati strutturali: comprensivo di rimozione e smaltimento della vecchia copertura, nuove perline o tavolato, isolamento di 10 cm in materiale plastico, listelli portategole, tegole a scelta (coppi o marsigliesi), barriera antivapore, membrana impermeabilizzante. | 250 |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento medio, agendo anche sugli strati strutturali comprensivo di rimozione e smaltimento della vecchia copertura, nuove travi, nuovo strato di ripartizione (tavolato o laterizi + gettata), isolamento di 10 cm, listelli portategole, tegole a scelta (coppi o marsigliesi), barriera antivapore, strato impermeabilizzante. | 450 |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento alto, agendo anche sugli strati strutturali comprensivo di rimozione e smaltimento della vecchia copertura, nuove travi, nuovo strato di ripartizione (tavolato o laterizi + gettata), isolamento di 12 cm, listelli portategole, tegole a scelta (coppi o marsigliesi), barriera antivapore, strato impermeabilizzante. | 600 |
Costi accessori rifacimento copertura e professionisti
Altri costi da sobbarcarsi:
| Descrizione intervento | Prezzo unitario € al mq |
|---|---|
| Costo dei professionisti ( pratiche e permessi comunali, progettazione strutturale e architettonica , direzione lavori, sicurezza sul cantiere): ingegnere, geometra e/o architetto. | tra 10 e 15 % sul costo dell'opera |
| Allestimento di ponteggio (dipende dall'altezza) | 15 € ogni mq di facciata |
| Occupazione suolo pubblico ( sono nel caso non sia presente un'area di pertinenza privata che circondi l'immobile) | 2 € al mq per ogni giorno di occupazione |
Naturalmente il costo dipenderà dall'immobile su cui verrà realizzato il rifacimento: villetta o condominio.
Costo rifacimento tetto di 50, 100, 150 e 200 mq
| Descrizione intervento | 50 mq | 100 mq | 150 mq | 200 mq |
|---|---|---|---|---|
| Sostituzione delle sole tegole con nuove marsigliesi | 7.500 € |
15.000 € |
20.000 € |
28.000 € |
| Aggiunta o sostituzione del solo strato isolante | 8.500 € |
17.000 € |
24.000 € |
32.000 € |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, senza agire sugli strati strutturali | 12.500 € |
23.000 € |
33.000 € |
45.000 € |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento medio, agendo anche sugli strati strutturali | 22.000 € |
43.000 € |
60.000 € |
80.000 € |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento alto, agendo anche sugli strati strutturali | 30.000 € |
55.000 € |
80.000 € |
100.000 € |
Il tutto esclusi ponteggi, occupazione suolo pubblico e professionisti.
Ora dovresti aver chiarito molti aspetti e vorrei mostrarti un esempio di preventivo che ti troveresti davanti a seguito di un contatto con una impresa edile:
Esempio di preventivo
Passiamo al preventivo. I prezzi, anche in questo caso, sono relativi ad una località del centro Italia, media tra quelli del nord e del sud (più economici). In particolare, trattasi di rifacimento di una copertura in legno con realizzazione ex-novo di un lucernario.
| DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO | UNITÀ | PREZZO UNITÀ |
|---|---|---|
| Montaggio manto di copertura in tegole e coppi o marsigliesi in precedenza smontati, accantonati e recuperati, con integrazione del materiale mancante, vecchio e di recupero, fino al 40% massimo della superficie complessiva, compreso tiro in alto del materiale da rimontare, la muratura delle gronde e prime file di tegole, colmi ed eventuali mantelline o sguscie, il tutto effettuato con malta cementizia ogni onere compreso a rendere l'opera finita a perfetta regola d'arte. | mq | 55 |
| SMONTAGGIO del solo scempiato di pianelle o in tavelle o tavelloni di qualsiasi dimensione e materiale essi siano, compreso calo a terra, accantonamento nell'ambito del cantiere, cernita, pulizia ed asportazione di malta od altro materiale ivi depositato, raschiatura e lavatura con idonei solventi, carico del materiale non più riutilizzabile e trasporto dello stesso a discarica autorizzata posta entro km.12 dal cantiere, compreso oneri per il conferimento del materiale. | mq | 30 |
| POSA IN OPERA di scempiato in pianelle di cotto di qualsiasi dimensione esse siano, precedentemente smontate e accatastate nell'ambito della zona di cantiere, preventivamente spolverate, raschiate e ripulite, oltre integrazione del materiale, stesse caratteristiche e dimensioni, fino ad un massimo pari al 40% dell'intera superficie, compreso tiro in alto del materiale da ricollocare in opera e quanto altro occorrente a rendere l'oper finita a perfetta regola d'arte | mq | 45 |
| REVISIONE della piccola orditura della copertura (TRAVETTI) in abete o castagno e di qualunque sezione e lunghezza essi siano, compreso pulizia, verniciatura con impregnante sintetico e due mani di protettivo trasparente funghicida antitarlo, una mano di vernice ignifuga " classe 1" data a pennello , misurate in base alla superficie trattata, compreso integrazione degli elementi deteriorati fino al 40% della superficie complessiva con elementi stesso tipo e dimensione; in tal caso si intende compreso nella presente voce lo scasso della muratura ed il calo a terra degli elementi da rimuovere, il carico e trasporto a discarica autorizzata posta entro un raggio di 12 Km. del materiale di resulta, compreso oneri per il conferimento, inclusa la fornitura del materiale da reintegrare ed il successivo tiro in alto dello stesso, l'alloggiamento nelle sedi di incastro, la chiodatura, la ripresa della muratura, rappiano dei piani di posa e ogni altro onere necessario a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte | mq | 180 |
| REVISIONE DELL'ORDITURA PRIMARIA TRAVI LEGNO, poste a qualsiasi altezza, in abete o castagno, a spigolo vivo arrotondato, compreso opere di puntellamento, smuratura dagli alloggiamenti esistenti, calo a terra delle travi non ritenute idonee a seguito dei saggi esplorativi precedentemente effettuati, rimozione di staffe, chioderia, ecc.., carico e trasporto a discarica autorizzata, posta entro un raggio massimo di km.12, del materiale di resulta compreso relativi oneri per il conferimento. Si intende inoltre compresa nella presente voce il reintegro degli elementi deteriorati nella misura pari al 30% della superficie complessiva, il tiro in lato del materiale da sostituire, il bloccaggio nelle sedi di alloggiamento, la stuccatura con malta cementizia, il trattamento mediante stesura data a pennello di resine epossidiche, inserimento connettori metallici, lignei o lapidei, la sagomatura delle travi e comunque ogni onere compreso a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte. | mc | 2.300 |
| Realizzazione di un massetto di copertura in calcestruzzo alleggerito spessore fino a 5 cm. realizzato con argilla espansa armata con rete zincata filo 3 maglia cm 5x5, tirato con regolo al fine di ottenere una superficie di finitura atta ad accogliere la soprastante impermeabilizzazione contabilizzata a parte; in opera compreso ogni onere a rendere l'opera finita a perfetta regola d'arte. | mq | 35 |
| Fornitura e posa in opera di impermeabilizzazione con due strati di guaina incrociati in polimero plastomerico armato con tessuto di vetro spessore mm.4 ardesiata , posta a fiamma previa imprimitura di solvente, con sovrammonto del 10% compreso mano di protettivo con vernici distese a pennello o rullo da concordare DD.LL compreso ogni onere e magistero per dare l'opera finita regola d'arte. | mq | 19 |
| Formazione di lucernario per accedere alla copertura e collegarsi alla linea vita in sicurezza, di superficie minima come previsto dalla normativa ovvero di 0,50 mq (70x75 cm) comprensivo di infisso in legno, anta a ribalta apribile verso l' esterno, finitura del vetro opaca o con sovrapposti dei coppi in materiale plastico che riprendono il disegno del tetto, vetro calpestabile, scaletta in ferro da agganciare ai lati dell' apertura per accedervi in sicurezza. Compreso lo smontaggio dello scempiato in mezzane, il taglio dei travicelli necessario alla formazione del vano, la riquadratura del getto della soletta, la chiusura del perimetro dell' apertura con due travicelli e l' inserimento di ancoraggi a sostegno dei travicelli tagliati e della scaletta in ferro. Il tutto per dare l' opera finita e compiuta a regola d' arte. | cadauno | 3.500 |
Potenziali incentivi
Gli incentivi più interessanti da sfruttare sono:
- l'ecobonus ordinario, isolando termicamente la coperura;
- e se proprio volessi ridurre al minimo gli adempimenti, potresti sfruttare il bonus ristrutturazione / casa;
- conto termico;
Come pagare: SAL
Vorrei sottolineare un aspetto fondamentale nella scelta dell'impresa: le modalità di pagamento. Di solito, i pagamenti alle imprese vengono riconosciuti sotto forma di percentuale di avanzamento fisico di ogni corpo d’opera (stati di avanzamento, da definire nel capitolato). Ad esempio, la ditta potrebbe chiederti il 20% del costo totale dell'intervento in anticipo, il 10 % alla fine delle demolizioni, il 30% una volta posato lo "scheletro", il 20% alla fine di tutti i lavori e il restante a 60 giorni del termine delle lavorazioni. Se ti dovessi trovare di fronte a modalità svantaggiose, tratta.
Importante, ti consiglio di non pagare tutto a fine lavori, ma di lasciare fuori un 10% da versare dopo 2 o 3 mesi. Questo nel caso di eventuali difetti che dovessero emergere in seguito alla ristrutturazione del tetto, che potrebbero essere oggetto di contestazione. Recuperarli sarebbe davvero difficile.

Altro consiglio. Mi sono spesso ritrovato a fare delle perizie per danni dovuto a interi strati di isolante volati via sotto l'azione del vento. L'isolante, come la barriera vapore, vanno fissati alla copertura. Sembrerà una cosa scontata ma per molti professionisti e imprese non lo è. Ad esempio all'interno della scheda del materiale, potrebbe essere consigliato l'incollaggio tramite schiuma poliuretanica (su tutti i bordi del pannello), oppure il fissaggio tramite tasselli con il cappello per evitare infiltrazioni d'acqua, etc.
Computo metrico e contratto.
Adesso, vorrei spiegarti l'importanza di questi due documenti fondamentali, senza i quali, non dormiresti sonni tranquilli.
Prima di tutto, fai predisporre un Computo metrico e cioè, un documento che consente di stimare il costo per l’esecuzione di lavori edili. Costituito dalle descrizioni degli interventi, dalle quantità e dai prezzi unitari. Moltiplicando le quantità per i prezzi unitari otterremo i totali parziali, che a loro volta, verranno sommati per dare il costo totale della ristrutturazione. Questo documento viene preparato dal professionista che lo consegnerà alle imprese contattate, le quali prezzeranno le varie voci e calcoleranno il totale della spesa.

Allegaci un capitolato e contratto d'appalto e cioè, un documento che regola i rapporti fra chi ristruttura (committente) e l'impresa esecutrice dei lavori, fissando le condizioni amministrative e le prescrizioni tecniche per ottenere una esecuzione dei lavori perfetta. Sono le regole per evitare "incomprensioni"...Ti lascio il link al modello di contratto d'appalto che faccio firmare alle imprese dei miei cantieri, in word così che tu possa modificarlo. E' un po' più corposo rispetto agli altri, ma preferisco puntualizzare tutto. Clicca qui per scaricarlo.
PREVENTIVO: COMPUTO METRICO + CONTRATTO D'APPALTO
Ora che sappiamo quali caratteristiche deve avere il tetto, vorrei indicarti il corretto iter da seguire per rifare il tetto e quali sono le figure da coinvolgere:
Procedura e a chi rivolgersi.
La prima cosa che farei è chiedere un consiglio ad un tecnico, sia esso un ingegnere, architetto o geometra, per quanto riguarda le condizioni del tetto e il disbrigo delle pratiche.
Permessi comunali necessari
Occorre premettere che, nel rifare la copertura, se non andrai ad intervenire sulle parti strutturali, quali travi o solaio, l'intervento edile ricadrà in manutenzione ordinaria. Prendiamo ad esempio la sostituzione delle tegole o degli strati di isolamento termico per cui secondo la normativa nazionale vigente non occorre alcuna comunicazione al Comune.
Attenzione però, anche i comuni e le regioni potrebbero legiferare in tal senso. Conviene controllare sempre i regolamenti locali!
Viceversa, se sostituissi le travi o parti del solaio, avresti bisogno di un ingegnere per la pratica strutturale da depositare al genio civile e di quella autorizzativa "comunale" chiamata Segnalazione certificata di inzio attività SCIA.
Nel caso si intervenga su parti strutturali della copertura, sarà necessario far predisporre le linee vita sul tetto, correlate dall'elaborato di copertura. In pratica, si progettano degli ancoraggi che dovranno essere utilizzati in futuro dai manutentori che lavoreranno sul tetto.

Relazione energetica ex-legge 10
Qualora coibentassi la copertura, e il tetto confinasse con un ambiente riscaldato, un'ulteriore pratica che dovrai far redigere ad un professionista è la relazione energetica nota con il nome di "ex legge 10". Tramite questa relazione, il tecnico verifica che l'intervento rispetti i requisiti sul risparmio energetico. Semplificando al massimo, il tecnico calcolerà quale spessore dovrà avere il coibente e segnalerà al direttore lavori quali accortezze dovrà rispettare per realizzare una copertura a norma di legge.
Direzione lavori e coordinamento sicurezza
I lavori, in caso di deposito di SCIA, dovranno essere coordinati e controllati da un direttore lavori, che di solito, coincide con il progettista. E' consigliabile anche qualora non fosse obbligatorio. I lavori e le imprese necessitano di un controllo.
Inoltre, visti i rischi dovuti alla caduta dall'alto, occorre prestare particolare attenzione alla nomina dei coordinatori per la sicurezza.
Mentre, nel caso degli immobili vincolati o edificati in aree paesaggistiche, spesso occorre il nulla osta a procedere da parte della Soprintendenza.
Tabella riepilogativa adempimenti
| Interventi su: | Legge 10 | Pratiche |
|---|---|---|
| Guaina e tegole | No | Nessuna |
| Isolante | Si | Nessuna |
| Travi e solaio | Si | Scia e genio civile |
| Travi su immobile vincolato | Si | Scia, genio civile e Soprintendenza |
Una volta scelto il professionista, per scongiurare e ridurre al massimo gli imprevisti, ti consiglio sempre di far realizzare dal tecnico un computo metrico e un capitolato, che diventeranno il "preventivo" da far firmare alla ditta. Consiglio questi documenti anche per piccoli interventi.
Principali cause che portano a rifare il tetto
A seconda dei problemi che presenta il tuo tetto, dovrai intervenire in maniera più o meno invasiva sulle copertura.
Qualora tu volessi:
- ridurre i consumi, dovrai coibentare con materiali isolanti il tetto, ottenendo un notevole risparmio energetico ed economico. In questo caso, ti basterà intervenire sulla parti più estreme e alte del tetto;
- eliminare le infiltrazioni d'acqua, dovrai installare una buona impermeabilizzazione per risolvere il problema ed evitare collassi;
- sistemare i problemi statici strutturali, dovrai chiamare un ingegnere che depositerà un progetto al genio civile, l'ufficio che verifica i calcoli. Difatti, oltre a proteggerci dagli agenti atmosferici, la copertura deve sostenere i carichi. Pensa all'eventuale neve, al peso proprio del tetto e a quello dell'operatore che dovrà ruotare la parabola.
In che periodo rifare il tetto
In questo paragrafo, vorrei parlarti della scelta del periodo. Conviene lavorare sul tetto nel periodo primaverile. Viste le temperature, operare in estate potrebbe essere rischioso per i muratori, mentre d'inverno e d'autunno, a causa delle piogge potrebbero esserci delle infiltrazioni oppure tanti fermi cantiere. Per motivi di urgenza, esiste un piano B, ma più costoso. Far realizzare una copertura in lamiere e tubi. Adottando questa procedura, si può rifare una copertura anche in altre stagioni, ma bisogna mettere in preventivo il montaggio e il noleggio della struttura.
Credo proprio di averti detto e spero che la guida ti sia stata utile. A presto, Vincenzo.
Sistemi ibridi pompa di calore + caldaia: costi e scelta 2026
Quali sono i migliori sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia) e i costi. Scelta, opinioni e recensioni dal web.
Un sistema di climatizzazione ibrido combina due generatori differenti:
- una caldaia a condensazione
- una pompa di calore,
In questo modo, il sistema permette il riscaldamento e il raffrescamento della casa, oltre alla produzione di acqua calda sanitaria.
Questa tecnologia può portare a drastiche riduzioni dei consumi di energia. Ma solo in alcuni casi.
Vediamo i vari aspetti:
Funzionamento:
Il concetto è lo stesso dell'auto ibrida. A basse velocità, il sistema utilizza l'elettricità, appena schiacci l'acceleratore, il motore ha bisogno di vigore e sfrutta la benzina.
Anche nel nostro caso, in base alla convenienza, il sistema utilizzerà un generatore o l'altro o entrambi. Pensa al caso in cui non fosse sufficiente l'erogazione di calore da parte della pompa di calore, a quel punto la caldaia integrerebbe termicamente l'impianto.
Ma quando si aziona la caldaia e quando la pompa di calore? Nel caso di elevata richiesta termica, la caldaia eroga il 100 % del calore necessario. Inidicativamente, tra -4 e 7 gradi si attivano entrambi i generatori (dipende dal modelli, curva climatica impostata ecc.). Infine, al di sopra dei 7°C la pompa gestirà completamente la temperatura.

Gli azionamenti vengono gestiti autonomamente dal sistema grazie al supporto dei sensori, che valutano la temperatura interna rilevata e quella richiesta oltre alla temperatura esterna.
Ma perché non gestire il riscaldamento con la sola caldaia? Perché la pompa di calore è la migliore tecnologia disponibile, per ottimizzare i costi di esercizio a temperature esterne moderate.
Mentre, per le temperature intermedie comprese tra - 4 e 7 gradi, il fluido viene gestito in automatico, al fine di abbassare la temperatura di esercizio della pompa di calore, migliorandone il rendimento. Come vedremo nel capitolo sui vantaggi, il rendimento della pompa di calore migliora, lavorando a basse temperature.
Concludiamo il paragrafo dicendo che la caldaia può essere alimentata sia dal GPL che dal metano, mentre la pompa di calore viene azionata dalla corrente elettrica.
Vediamo se si tratta dell'investimento giusto:
Vantaggi e svantaggi:
Non è sempre vantaggioso questo sistema. Il principale motivo: il costo iniziale. Questo è lo svantaggio principale.
Sicuramente, consiglio l'utilizzo di questo sistema nel caso in cui tu viva in una zona, dove le condizioni climatiche varino in maniera significativa. Difatti è questa la condizione che porta al recupero dell'investimento iniziale ed a un successivo risparmio economico.
Un altro fattore che rende conveniente l'investimento è la frequenza di utilizzo dell'appartamento. Personalmente, sconsiglio quasi sempre un impianto ibrido nelle seconde case utilizzate solo per pochi mesi all’anno. Per recuperare l'investimento, l'impianto dovrebbe sopravvivere ad intere generazioni.
Passiamo ai vantaggi.
Grazie alla presenza della caldaia, il flusso d’acqua viene regolato in automatico con l’obiettivo di abbassare la temperatura di esercizio della pompa di calore, migliorandone l’efficienza. Difatti, a basse temperature le pompe di calore hanno rendimenti superiori. Questo potrebbe portare ad efficienze migliori del 35% rispetto a una caldaia a condensazione.
Inoltre, nell'installare questo sistema, non occorre sconvolgere o demolire la casa, bensì basterà agire in prossimità dei generatori. Difatti, è possibile utilizzare l'impianto esistente a radiatori o a pavimento. Nel caso di impianto a termosifoni, assicurati che la pompa di calore raggiunga le temperature richieste per questo tipo di terminali. Viceversa, qualora tu possieda un impianto a pavimento, la pompa di calore è un ottimo generatore, in quanto l'acqua circola nell'impianto a basse temperature.
Al di là di queste considerazioni, per stimare la convenienza di questo sistema, è necessario un termotecnico che valuti tutte le condizioni e analizzi le dispersioni dell'involucro.
Alcuni professionisti sono più prudenti verso questa tecnologia, perché ritengono che in certi casi un impianto composto da sola caldaia a condensazione o da sola pompa di calore possa essere economicamente più conveniente. Secondo me, però, quando l’edificio e l’impianto lo permettono, il sistema ibrido resta una soluzione interessante perché consente ai due generatori di lavorare in modo complementare.
Una caratteristica, che gioca un ruolo fondamentale nella scelta del modello, è:
Efficienza energetica:
L'efficienza del sistema è legata al rendimento della caldaia e della pompa di calore.
A sua volta, l'efficienza e, quindi, i consumi di una pompa di calore dipendono da due indici forniti dal produttore: il SEER e lo SCOP.
Il "SEER", coefficiente di prestazione medio stagionale (EER considerandolo istantaneo) non è altro che il rapporto tra energia prodotta dal dispositivo per raffrescare e l'energia assorbita dall'impianto elettrico (quanto si consuma). Più è alto questo valore e più si avrà, a parità di "raffrescamento", un risparmio in bolletta.
Per le macchine di ultima generazione questo valore è superiore a 3,5.
Per agevolare la comprensione, è stata introdotta una scala alfabetica, dove con A+++ si indica la macchina più efficiente e con G quella che consuma di più. Ogni pompa di calore presenta sul suo involucro un' etichetta che segnala la classe di appartenenza.

Viceversa, il coefficiente di prestazione per il riscaldamento è lo SCOP. Questo indice deve essere superiore a 4,0.
Mentre, il corrispettivo delle caldaie è il rendimento al 100% del carico. Per le caldaie a condensazione questo valore si attesta attorno al 98%.
Altre funzioni:
In generale, per quanto riguarda gli altri aspetti, i vari modelli sul mercato hanno caratteristiche simili:
- nel caso di appartamenti di grosse dimensioni è possibile integrare la caldaia con un accumulo per l'acqua calda sanitaria;
- tutti i sistemi in commercio sono gestibili da remoto tramite app;
- per quanto riguarda il rumore, il punto debole è l'unità esterna della pompa di calore. La maggior parte delle macchine esterne raggiungono una potenza sonora massima compresa tra i 64 e i 65 db;
- un impianto da accoppiare alla pompa di calore, che potrebbe portarti notevoli benefici, è l'impianto fotovoltaico. Ovviamente, la convenienza dell'impianto dipende dal luogo dove vivi e dalla possibilità di "puntare i pannelli verso il sole".
L'unico parametro che si differenzia e che incide sull'efficienza energetica è la modulazione della potenza. Ti consiglio di scegliere il generatore che ti offra il range di potenze più ampio.
Passiamo all'aspetto economico:
Quanto costa un impianto ibrido?
Il costo indicativo di un impianto varia dai 13.000 € fino ai 21.000 €, in funzione di:
- potenza;
- marca;
- complessità dell'installazione.
Il tutto, compreso di:
- fornitura dei generatori: 6.000 - 10.000 €. Il prezzo si riferisce ai modelli prodotti dai migliori brands. Acquistando macchine economiche potresti risparmiare fino al 30%;
- Accessori per il montaggio + collegamenti idraulici ed elettrici+ manodopera muratore, elettricista ed idraulico 5.000 - 10.000 €;
A questo dovrai aggiungere il costo del termo-tecnico per la redazione della legge 10, un elaborato che attesti il rispetto della normativa sul risparmio energetico. Il costo varia tra i 800 e i 1.500 €.
Tutti i prezzi indicati sono esclusi di IVA.
Ricapitolando:
| Voce | Prezzo |
|---|---|
| Fornitura della caldaia e della pompa di calore | 6.000 - 10.000 € |
| Accessori - collegamenti - manodopera | 5.000 - 10.000 € |
| Professionista | 800 - 1.500 € |
| Totale (esclusa iva) | 11.700 - 21.000 € |
Quali bonus posso sfruttare per un impianto ibrido?
Fortunatamente, i costi di installazione e fornitura possono essere detratti tramite:
- conto termico;
- bonus casa o Ecobonus dell'Agenzia delle Entrate. Per ottenere l'incentivo, dovrai pagare attraverso il bonifico "parlante" ed inviare la comunicazione al portale dell'Enea. Parte della spesa ti verrà restituita in 10 rate annuali tramite delle detrazioni sull'IRPEF.
Concludiamo con i migliori modelli del mercato:
Migliori marche:
Tra le migliori marche abbiamo Daikin, Mitsubishi Electric, Fujitsu, Ariston, Baxi, Vaillant, Viessmann e Immergas.
Di seguito riporto alcuni modelli diffusi sul mercato, con dati e prezzi indicativi da verificare sempre al momento del preventivo. Inoltre, ho cercato di riassumere le opinioni dai forum e le recensioni sul web.
| MODELLO (kW CALDAIA - POMPA DI CALORE) | SEER / SCOP / EFFICIENZA CALDAIA 80/60 | PREZZO FORNITURA | RECENSIONI DEL WEB |
|---|---|---|---|
| DAIKIN HPU Hybrid (33 - 8) | 3,79 A ++ / 4,45 / 98% A | 7.050 € | ★★★★★ / 5 |
| ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 4) | 3,95 A ++ / 4,12 / 98% A | 6.650 € | ★★★★ / 5 |
| BAXI Csi in ( 24 - 11) | 2,80 A+ / 3,42 / 98% A | 6.800 € | ★★★★ / 5 |
| ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 6) | 3,57 A ++ / 4,30 / 98% A | 6.950 € | ★★★★ / 5 |
| IMMERGAS Magis Combo 10 Plus ( 24 - 8) | 3,77 A+ / 4,08 / 98% A | 7.800 € | ★★★★ / 5 |
| ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 8) | 3,87 A ++ / 3,98 / 98% A | 7.600 € | ★★★★ / 5 |
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
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