Condizionatori e pompe di calore funzionamento

I condizionatori si differenziano anche per il principio di funzionamento:

  • ad assorbimento: si trovano in commercio solo di media e grande taglia, adatti cioè a condizionare l’aria di locali di grandi dimensioni come ristoranti, fabbriche e centri commerciali.
  • a compressione: più comunemente troviamo in commercio e che installiamo nelle nostre case.

L’unità interna può essere del tipo:split cassetta canalizzazione

  • a parete
  • a cassetta nella versione installabile a soffitto o a pavimento 
  • a canalizzazione.

Ne esistono anche del tipo multi-split, in cui una sola unità esterna può alimentare due o tre elementi interni. 

Pompe di calore: funzionamento

Il calore può essere ceduto all’ambiente attraverso:

  • Ventilconvettori, armadietti che contengono tubazioni nelle quali circola l’acqua riscaldata dalla pompa di calore, e ventilatori che inviano l’aria riscaldata nel locale.
  • Serpentine inserite nel pavimento, nelle quali circola l’acqua riscaldata dalla pompa di calore.
  • Canalizzazioni, che trasferiscono direttamente il calore prodotto dalla pompa di calore ai diversi locali mediante aria in circolazione forzata.

La sorgente fredda non è altro che il mezzo esterno da cui la pompa di calore estrae calore. Le principali sorgenti fredde sono:

  • Aria: esterna al locale dove è installata la pompa di calore oppure estratta dal locale stesso.
  • Acqua: di falda, di fiume, di lago quando questa è presente in prossimità dei locali da riscaldare e a profondità ridotta, o accumulata in serbatoi e riscaldata dal sole.
  • Terreno nel quale vengono inserite delle apposite tubazioni per lo scambio termico.

Il pozzo caldo: L’aria o l’acqua da riscaldare sono detti “pozzo caldo”.La pompa di calore cede al pozzo caldo sia il calore prelevato dalla sorgente fredda che l’energia fornita per far funzionare la macchina.

funzionamento pompa di calore

Con la compressione (A) il fluido aumenta di pressione e temperatura. Il fluido così riscaldato attraversa uno scambiatore di calore (il condensatore) (B). È in questa fase che il fluido cede calore al pozzo caldo passando dallo stato vapore a quello liquido. Il fluido liquefatto e raffreddato attraversa una valvola di espansione (C) da cui ne esce ad una pressione e temperatura molto più bassa. A questo punto il fluido che si trova a temperature molto basse è in grado di assorbire il calore dalla sorgente fredda. Questo avviene nell’evaporatore(D) dove il fluido assorbendo calore passa dallo stato liquido a quello vapore. A questo punto il fluido è pronto a ricominciare il ciclo passando nel compressore.

Le pompe di calore si dividono in due categorie:

  • aria – aria, ideali nei climi abbastanza caldi dove non vi sia eccessivo sbalzo di temperatura, in media la temperatura non deve scendere sotto i – 10°, altrimenti la condensa si trasforma in ghiaccio, eccetto che per alcuni innovativi modelli appena usciti. Questa tipologia di pompa di calore sottrae calore dall’aria esterna e lo restituisce agli interni mediante unità tipo monosplit sotto forma di aria.

  • aria – acqua, sottrae calore dall’aria (a bassa temperatura) e lo incanala all’interno dell’abitazione riscaldando l’acqua dei termosifoni o del riscaldamento radiante. Analogo funzionamento per le pompe di calore ad acqua, solo che la risorsa è di tipo idrico e viene ricavata da fiumi, laghi, mare o bacini artificiali. Rispetto agli apparecchi ad aria, hanno il vantaggio di alimentarsi ad una fonte, l’acqua, che mantiene più stabili le temperature e quindi le pompe di calore presentano migliori prestazioni. Anche queste possono riscaldare gli ambienti attraverso l’aria calda prodotta, oppure riscaldare l’acqua dei vari terminali presenti in casa.

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Chi sono: Vincenzo Madera - Ingegnere laureato all'Università degli Studi di Firenze. Dal 2014 co-titolare dello Studio Madera. Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia. Copywriter. Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse, Moca caffè, Bei e Nannini, Novaservice. 

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