Ecobonus: guida completa e novità 2026
Guida completa e aggiornata sulla detrazione ecobonus sul risparmio energetico. Quali interventi rientrano? Qual è l'importo massimo detraibile e quando applicare l'iva al 10%? Adempimenti richiesti.

Se stai leggendo questo articolo, è perché hai voglia di inquinare meno e di risparmiare qualche soldino. Magari sfruttando gli incentivi e le detrazioni messe in campo dall'Agenzia delle Entrate. Con questa guida cercherò di far chiarezza in questa giungla fatta di norme, a volte contraddittorie, riguardanti gli Ecobonus sul risparmio energetico.
Ma vediamo tutti gli aspetti in dettaglio:
Indice
- Quale destinazione d'uso devono avere gli immobili?
- Quali spese sono detraibili?
- Quali sono gli adempimenti richiesti?
- A chi spetta la detrazione in caso di comproprietà?
- Qual è la dicitura del bonifico?
Che cos'è l'ecobonus?
Con l'Ecobonus, il governo intende incentivare i lavori edili ed impiantistici volti a ridurre i consumi energetici dei nostri edifici.
La percentuale di spesa da poter detrare dipende:
- dall'anno in cui vengono realizzati i lavori,
- dal fatto o meno che l'intervento riguardi un'abitazione principale,
- dal fatto o meno che le opere vengano realizzate da parte di proprietari e titolari diritti reali.
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Su abitazione principale e da parte di proprietari e titolari diritti reali |
su altri immobili e/o da parte di altri soggetti |
Detrazione massima |
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fino al |
Variabile in base all'intervento |
Variabile in base all'intervento |
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2025 e 2026 |
50% |
36% |
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2027 |
36% |
30 % |
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Come si calcolano le detrazioni ecobonus: esempio
Ma in cosa consistono queste detrazioni fiscali? Immagina di:
- ristrutturare la tua abitazione principale;
- di spendere 10.000 € per sostituire l'impianto di riscaldamento con un nuovo impianto a pompa di calore
Oggi, l'Agenzia delle Entrate restituisce il 50 % della spesa sostenuta in detrazioni IRPEF. Quindi, l'Agenzia non ti verserà sul conto 5.000 € (50% di 10.000 €), ma ti restituirà la somma scalandola dalle future tasse in più rate annuali. Nel caso di Ecobonus, le spese vengono restituite in 10 anni.
Inoltre, è stato imposto, per i redditi alti, un limite totale alle detrazione in base al numero di figli.
Ma entriamo nel dettaglio:
Quali sono i lavori detraibili?
Prendi fiato, perché l'elenco è bello lungo. Puoi ottenere il rimborso delle spese sostenute (art. 14 Decreto-legge del 04/06/2013 n. 63) per:
- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi sistemi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
- gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con generatori d'aria calda a condensazione;
- l'acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, a condizione che gli interventi producano un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%;
- gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione realizzato;
- gli interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;
- l'acquisto, l'installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto (building automation) degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative. Questi dispositivi, mediante la fornitura periodica dei dati, dovranno indicarti le condizioni di funzionamento correnti e consentire l'accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto;
- gli interventi di riqualificazione energetica;
- gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti isolamento termico;
- l'installazione di impianto pannelli solare termico per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università;
- l'acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari (allegato M al decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311), porte esterne, portoncini;
- sostituzione o nuova installazione di impianto di climatizzazione invernale dotati di generatori a biomassa (pellet, truciolato etc.), fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
- (SOLO PER INTERVENTI LIQUIDATI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2024): gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto con o senza contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII.
- (SOLO PER INTERVENTI LIQUIDATI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2024) interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. In pratica, il rifacimento dell'impianto di riscaldamento;
Dopo questa bella notizia, a tutto c'è un limite:
Qual è l'importo massimo detraibile?
I massimali di spesa per il risparmio energetico sono variabili e dipendono dalla tipologia di intervento. In realtà, la legge fornisce delle detrazioni massime, la cui spesa massima dipende dall'aliquota detrattiva.
Ma vediamoli in dettaglio:
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TIPO DI INTERVENTO |
SPESA MASSIMA detrazione 36% |
SPESA MASSIMA detrazione 50% |
IMPORTO MASSIMO DETRAZIONE |
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Riqualificazione energetica di edifici esistenti (legge 296 del 2006,art. 1 c.344). |
277.777 € |
200.000 € |
100.000 € |
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Coibentazione dell'involucro di edifici esistenti (per esempio, cappotto pareti, tetti e pavimenti); legge 296 del 2006, art. 1 c.345. |
166.666 € |
120.000 € |
60.000 € |
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Sostituzione di finestre comprensive di infissi (legge 296 del 2006,art. 1 c.345). |
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Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (legge 296 del 2006,art. 1 c.346). |
166.666 € |
120.000 € |
60.000 € |
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Acquisto e posa in opera di schermature solari (art. 14 c.2 Dl 63/2013) |
166.666 € |
120.000 € |
60.000 € |
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Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (DL 201/2011 art. 4 c.4); |
83.333 € |
60.000 €
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30.000 € |
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Sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia (comma 347, articolo 1, Legge 296/2006, esteso dal 1 gennaio 2008); |
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Sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi (DL 63/2013 art. 14 c.1); |
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Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (DL 63/2013 art. 14 c.2 b-bis) |
277.777 € |
200.000 € |
100.000 € |
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Sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale, dotati di generatori di calore, alimentati da biomasse combustibili: stufe e caldaie pellet, cippato, legna ecc.(art. 14 c.2 bis Dl 63/2013); |
83.333 € |
60.000 € |
30.000 € |
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Installazione di sistemi di building automation per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative (Legge 208 del 2015 art. 1 c. 88) |
41666 € |
30.000 € |
15.000 € |
Cumulabilità con altri bonus
La detrazione riguardante un intervento ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali. Sono cumulabili i massimali, ma realizzati su lavorazioni diverse!
Mi spiego con un esempio.
Se sostituissi una pompa di calore, la spesa sostenuta non potresti detrarla sia come ecobonus che come bonus ristrutturazione.
Di contro, se beneficiassi dell'ecobonus per la sostituzione della pompa di calore, il massimale detraibile non andrebbe ad intaccare il massimale del bonus ristrutturazione.
Infine, se fruissi del solo ecobonus non avresti diritto al bonus mobili.
Quale destinazione d'uso devono avere gli immobili?
Per quanto attiene gli ecobonus ordinari la condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti (non sulle nuove costruzioni), di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale).
Quindi, vanno bene:
- abitazioni: categorie A/1 Abitazioni di tipo signorile A/2 Abitazioni di tipo civile A/3 Abitazioni di tipo economico A/4 Abitazioni di tipo popolare A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare A/6 Abitazioni di tipo rurale A/7 Abitazioni in villini A/8 Abitazioni in ville A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi;
- uffici A/10 Uffici e studi privati;
- B/1 Collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, spizi, conventi, seminari, caserme B/2 Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro) B/3 Prigioni e riformatori B/4 Uffici pubblici B/5 Scuole e laboratori scientifici B/6 Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9 B/7 Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate;
- negozi e botteghe: categoria C1 ;
- laboratori C/3, C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro) C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro);
- capannoni industriali e altri in categoria D: D/1 Opifici D/2 Alberghi e pensioni (con fine di lucro) D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro) D/4 Case di cura ed ospedali (con fine di lucro) D/5 Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro) D/6 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro) D/7 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industrial e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. D/8 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. D/9 Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio. D/10 Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole;
- collabenti F2.
Solo su immobili riscaldati
Ulteriore requisito per l'accesso all'ecobonus: gli ambienti riqualificati devono essere riscaldati prima che inizino i lavori! Sugli F2, ad esempio, bisogna dimostrare la presenza di un impianto di riscaldamento.
Quali spese sono detraibili?
Rientrano nell'ecobonus:
- spese necessarie per l’esecuzione dei lavori (fornitura e posa in opera);
- spese per l’acquisto dei materiali;
- prestazioni professionali (perizie e sopralluoghi, produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori etc.);
- l’imposta sul valore aggiunto IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori, gli oneri di urbanizzazione;
- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori;

Ma tutti possono usufruire della detrazione?
Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?
Possono usufruire delle altre detrazioni Ecobonus tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato, su prima e seconda casa e anche i titolari di reddito d’impresa.
L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:
- le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e i nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali). I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione sia su beni merce, patrimoniali che strumentali (risoluzione 34/2020 del 25 giugno);
- locatari (affittuari) o comodatari;
- gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
- associazioni tra professionisti;
- gli Istituti autonomi per le case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:
- il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, coniuge separato, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
- il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 64/2016).
Sul tuo immobile, potrebbero esserci più comproprietari. Come dovrai comportarti:
A chi spetta la detrazione in caso di più proprietari (comproprietà)?
Il soggetto, possessore o acquirente, anche di una porzione di unità abitativa, potrà beneficiare interamente dell’agevolazione, purché sia colui che sostenga la spesa e che sia intestatario delle fatture.
Se la spesa per i lavori fosse sostenuta da più soggetti, dovranno essere indicati nome, cognome e codice fiscale delle persone interessate alla detrazione fiscale.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, sarà necessario indicare il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di altro condomino, che effettui il pagamento.
Quali sono gli adempimenti richiesti?
Per ottenere l'Ecobonus, dovrai realizzare determinati adempimenti.
Comunicazione all'Enea
Al termine dei lavori dovrai inviare una comunicazione all'Enea gli interventi realizzati e le caratteristiche dei materiali.
L'invio dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine dei lavori, tramite modalità telematica (sito Enea).
Non occorre allegare alcunchè, ma solo conservare la ricevuta di Invio completa di CPID (codice comunicazione), da esibire in caso di controlli.

Asseverazione del rispetto dei requisiti
Inoltre, dovrai ottenere l’asseverazione del rispetto dei requisiti, a firma di un tecnico, della rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti dalla legge.
In alcuni casi, l'asseverazione di un professionista può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore/installatore del rispetto dei requisiti di accesso all'incentivo. L'asseverazione può essere omessa nel caso di semplici interventi come la sostituzione degli infissi in un'unità immobiliare, oppure la sostituzione del generatore di calore sempre in un'unità immobiliare:
- per le pompe di calore di potenza termica utile non superiore a 100 kW, come dichiarata dal fornitore nelle condizioni di temperatura cui all'allegato F, l'asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici di cui al punto 5.1 del decreto efficienza energetica;
- per sistemi ibridi con potenza termica utile della caldaia minore o uguale a 100 kW, l'asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici di cui al punto 6.1 del decreto efficienza energetica;
- limitatamente alla sola sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari la suddetta asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione dei fornitori o assemblatori o installatori di detti elementi, attestante il rispetto dei valori riportati minori o uguali ai valori riportati nella tabella 1 dell'allegato E;
Asseverazione della congruità dei prezzi
Per gli interventi iniziati successivamente al 6 ottobre 2020, è obbligatoria che un professionista valuti che i prezzi siano congrui con i costi del mercato. Per gli interventi i quali l'asseverazione di un professionista può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore, al fine di semplificare. è sufficiente rispettare i prezzi unitari dell' allegato I del DL Requisiti 20 agosto 2020. Negli altri casi, come la posa in opera della coibentazione, dovrai realizzare la congruità dei prezzi.
Contratto CCNL e durc di congruità
Per gli appalti che complessivamente superano i 70.000 € occorre indicare in fattura e nell'affidamento all'impresa edile:
Dichiarazioni dei redditi
Le documentazioni raccolte, comprese le Asseverazioni a firma del tecnico incaricato, andranno poi consegnate al proprio consulente fiscale/CAF entro la data di presentazione della Dichiarazione dei redditi.
Infine, dovrai pagare il tutto mediante bonifico parlante
Qual è la dicitura del bonifico parlante per le detrazioni sul risparmio energetico?
Quando ti appresterai a pagare l'idraulico, il muratore, l'elettricista, il caldaista, l' ingegnere, non pagare in contanti! Occorre pagare tramite bonifico, indicando precise causali. Fortunatamente molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverai questo servizio. Altrimenti, ti segnalo la corretta dicitura della causale:

Causale Ecobonus:
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“Riqualificazione energetica, articolo 1, commi 344-347, legge 296 / 2006. – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___C.f. beneficiario detrazione_________”. |
Altro argomento da chiarire è l'IVA, a cui vengono assoggettati i materiali e le prestazioni in una Riqualificazione energetica:
Quale IVA si applica per gli interventi volti al risparmio energetico?
L'Agenzia delle Entrate, per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare, ha ridotto l'Iva agevolata da pagare su beni e servizi.
In particolare, si pagheranno con:
- IVA al 4%: tutti i lavori, che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche (messa a norma di un ascensore, installazione di servoscala montascale, abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli, installazione rampe):
- IVA 22%:
- gli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori;
- acquisto di beni finiti, quando è diretto, da parte del committente, presso il negozio o il deposito di materiali edili.
- IVA 10%:
- prestazioni di servizi (manodopera) relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
- beni, solo se la relativa fornitura è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto. Quindi, l'aliquota agevolata al 10% dei beni, sarà applicata solo se questi prodotti saranno inclusi all'interno del contratto di appalto, che il committente stipulerà con l'impresa. L'impresa, in questo caso, acquisterà i prodotti dal fornitore (mattonelle, pavimenti, sanitari, ecc.) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);
Quale IVA farsi applicare in caso di beni significativi?
Differentemente, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, il 10% si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto del valore dei beni stessi.
Vediamo un esempio: costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).
L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. Leggi questo articolo per approfondire.
Quale IVA farsi applicare in caso di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia?
L'Iva al 10%, acquistando in prima persona e non tramite impresa edile, puoi ottenerla solo se i tuoi lavori ricadono in restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. Non in manutenzione straordinaria.
Cosa far mettere in fattura?
Ho voluto realizzare questo paragrafo, in quanto la corretta descrizione della fattura è essenziale, per non aver contestazioni dall'Agenzia delle Entrate.
Gli elementi essenziali sono: tipo di opera (manutenzione straordinaria, ordinaria, risanamento, ristrutturazione), descrizione intervento, localizzazione dell'immobile (indirizzo ed estremi catastali) e titolo abilitativo.
Vediamo un esempio:
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Descrizione: "Opere di riqualificazione energetica. Cantiere sito in via Roma 14 Firenze, foglio xx p.lla xx sub x. Installazione del cappotto legittimato dalla CILA n°___ del __/__/____" |
Sconto in fattura e cessione del credito.
Per tutto il 2022, 2023, 2024 e 2025 su tutte le spese sostenute, in alternativa alla detrazione, potresti richiedere all'impresa lo sconto in fattura. Cosa significa? L'impresa ti anticiperà i soldi, che recupererà in futuro come creditore d'imposta. In pratica, l'impresa, diventando creditore d'imposta, è come se avesse pagato anticipatamente le tasse allo Stato. Lo Stato stornerà dalle imposte future quanto anticipato dall'impresa. E' intricato, ma spero che tu abbia capito, perché non riesco a far meglio. In sostanza, non paghi la quota di spesa che recupereresti in detrazione.
Sembrerebbe una via poco "conveniente" per le imprese. E' come se facessero da banca e prestassero i soldi allo Stato. Ma ecco il comma della svolta contenuto nel Decreto Rilancio:
A sua volta, l'impresa ha la facoltà di cedere il credito ad altri soggetti, compresi gli Istituti di credito (banche ecc.) ed altri Intermediari finanziari.
Con la pubblicazione del decreto-legge 11/2023, ahimè potrai cedere il credito solo qualora avessi avviato l'iter autorizzativo comunale (CILAS, CILA, SCIA o Permesso di costruire) prima del 17 febbraio 2023, o per gli interventi che non necessitano della presentazione di un titolo abilitativo, avessi già avviato i lavori in tale data. Inoltre, con il DL 39/2024 è necessario che al 30 marzo 2024, siano state sostenute delle spese, documentate da fatture, per lavori già effettuati..
Con il DL Antifrodi, anche per gli Ecobonus "ordinari", nel caso di cessione del credito e sconto in fattura, oltre all'apposizione del visto di conformità da parte del CAF o del commercialista.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo
Se avessi bisogno di una consulenza, segui l'iter cliccando qui. Mentre, se necessiti di una pratica contattaci.
Elenco beni significativi e IVA da applicare (10% o 22%) 2026
Scopri quali sono i beni significativi, come calcolare l’IVA agevolata del 10% e quando si applica il 22%.

A noi italiani, sulla burocrazia, non ci batte nessuno. Realizzando una ristrutturazione o aderendo all'Ecobonus, Superbonus, Sismabonus, Vincenzobonus :), avrai sentito parlare dell'IVA agevolata (articolo 7 comma 1 lettera b della Legge 488/1999) e magari dei beni significativi. Ma cosa sono e perché vogliono farci spendere di più. Vediamo se riesco a svelarti questi segreti.
Indice
Quali sono i beni significativi?
Quale IVA applicare ai beni significativi?
Parti staccate dei beni significativi
Quali sono i beni significativi?
E' il decreto del Ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999 ad elencare e definire i beni significativi:
- ascensori e montacarichi;
- infissi esterni (finestre e portefinestre) ed interni (porte e portoni);
- caldaie (a condensazione e non; a metano, GPL o pellet);
- video citofoni;
- apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
- sanitari e rubinetterie da bagno;
- impianti di sicurezza;

Quindi, oggetti come porte, finestre, lucernari, pompe di calore, condizionatori, climatizzatori, wc, bidet, piatti doccia, lavandini, antifurto, allarmi, videocamere sono tutti dei beni significativi, ossia dall'alto valore secondo il Ministero delle finanze.
Altri beni significati non elencati
I termini utilizzati per definire i beni significativi devono essere intesi in senso estensivo. Mi spiego meglio. All'interno dei beni significativi ricadono anche quegli oggetti che svolgono la medesima funzionalità.
Ad esempio, una stufa a pellet che, mediante un fluido, trasferisce calore ad altre stanze viene assimilata alla caldaia. Quindi si tratta di un bene significativo. Viceversa, non lo sarebbe se riscaldasse solo l'ambiente in cui viene installata.
Inoltre, non potrà godere dell'IVA ridotta la stufa che genera acqua calda sanitaria per i rubinetti (nota Agenzia Entrate al CNA del 22/05/2014).
Su questi beni, lo Stato non fa sconti. O comunque, li fa in parte.
Materie prime e semilavorati
Per completezza, non ricadono sotto la voce dei beni significativi le materie prime, i semilavorati ed altri beni necessari (ferramenta, viti, minuterie, ecc.) per la posa di tali oggetti. Anche quest'ultimi ricadono nell'IVA al 10%.
Ciò viene chiarito nella Risoluzione 25/E 2015 dell'Agenzia delle Entrate.
Quale IVA applicare ai beni significativi?
Per quanto riguarda i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su unità a prevalente destinazione abitativa, l’art. 7, comma 1, lett. b), della legge 488/1999 ha previsto l’aliquota Iva ridotta al 10%, secondo il seguente principio:
- prestazioni di servizi: IVA al 10%;
- cessioni di beni: IVA al 10% solo se la fornitura è posta in essere nell’ambito del contratto di appalto. Inoltre, sulla fornitura dei beni di valore significativo si applica l'IVA al 10%, soltanto fino alla concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto del valore dei beni stessi.

Detta così, potrebbe sembrare un enigma.
Esempio di calcolo dell'IVA per i beni significativi
Vediamo un esempio di calcolo dell'IVA:
- costo totale dell’intervento 10.000 euro;
- costo della prestazione lavorativa 4.000 euro;
- costo della fornitura dei beni significativi (per esempio, impianto di videosorveglianza o finestre): 6.000 euro;
- per quanto riguarda l'installazione (voce 2) l'IVA è al 10%; fin qui, tutto facile;
- per quanto riguarda la fornitura (voce 3) l’IVA al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000 euro. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’IVA si applica nella misura ordinaria del 22%.
Quindi, una parte della spesa per la fornitura dei beni è assoggettata a Iva agevolata al 10%, l'altra sconta l’Iva ordinaria al 22%.
Ne segue che, se il bene significativo viene solo fornito, allora l'Iva è tutta al 22%.
Parti staccate dei beni significativi
Per determinare il valore dei beni significativi occorre basarsi sull'autonomia funzionale delle "parti staccate" rispetto al manufatto principale. Difatti, secondo la circolare n. 12/E del 2016, le parti staccate non devono essere ricomprese nel valore del bene ma in quello della prestazione!
Ma cosa si intende per parti staccate? Pensiamo ad una finestra che viene montata dallo stesso fornitore. Per questa lavorazione, le "parti staccate" sono gli eventuali contro-telai, inferriate, grate, zanzariere o veneziane, tapparelle (a meno che non siano integrate nell'infisso). Sulle spese relative alla fornitura di questi elementi "staccati" va applicata l'IVA al 10%, così come la manodopera.

Casi particolari: tapparelle, persiane, zanzariere e grate
Con la circolare 15/E 2018, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti
- tapparelle, persiane, scuri, veneziane;
- zanzariere;
- inferriate o grate di sicurezza.
Godendo di un'autonomia funzionale rispetto agli infissi esterni e/o interni, le grate, le zanzariere, le tapparelle, le persiane, gli scuri e le veneziane devono essere ricomprese nel valore della prestazione di servizio soggetta ad IVA con applicazione dell’aliquota nella misura del 10%.
Diversamente, le tapparelle o gli altri sistemi oscuranti non assumono, in ogni caso, autonoma rilevanza rispetto al manufatto principale, qualora siano strutturalmente integrati negli infissi. In tal caso, ai fini dell’applicazione dell’aliquota IVA nella misura del 10 per cento, il valore degli infissi è comprensivo del valore delle tapparelle.
Iva su beni non significativi
La fornitura di tutti gli altri beni, purchè acquistati all'interno di un appalto incluso di installazione, beneficia dell'iva al 10%. In pratica, acquistando delle piastrelle dal medesimo posatore, beneficeresti del 10% anche sulla fornitura.
Iva su interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione
Penso possa esserti utile sapere che, qualora il tuo intervento ricadesse in:
- restauro, risanamento conservativo
- ristrutturazione edilizia,
anche l'acquisto di beni al di fuori di un contratto di appalto (in pratica, in prima persona dal contribuente che detrae) fruisce dell'iva agevolata al 10%. Ma per ottenerla, dovrai consegnare la dichiarazione in negozio.
L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio, porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).
Se acquisto da solo i beni significativi, quale IVA devo pagare?
Sulla fornitura dei beni acquistati in prima persona occorre applicare l'IVA al 22%.
Queste regole per quali bonus valgono?
L'iva differenziata deve essere calcolare in caso di:
- bonus ristrutturazione o casa;
- ecobonus;
- sismabonus;
- superbonus;
Esempio di fattura
La legge prevede che la fattura emessa da chi realizza l’intervento debba specificare, oltre all’oggetto della prestazione, anche il valore dei “beni significativi” forniti con lo stesso intervento.
Fattura n° ___ del 20__
| Voce | Descrizione delle lavorazione | Costo |
|---|---|---|
| A | Fornitura di n° 3 infissi in alluminio doppio vetro basso emissivo (valore beni significativi) | € 7.800 |
| B | Installazione e posa in opera di n° 3 infissi | € 3.400 |
| C | Fornitura e posa in opera controtelai ("parte staccata") | € 600 |
| Totale Imponibile | 11.800 € | |
| Iva | ||
| D | Quota parte del costo degli infissi assoggettato a IVA al 10%: B + C = 3.400 + 600 = 4.000 € | |
|
Imponibile al 10%: B + C + D = 3.400 € + 600 € + 4.000 € = 8.000 € Imponibile al 22%: A - D= 7.800 € - 4.000 €= 3.800 € |
||
| Iva al 10% = 8.000 x 0.10 | 800 € | |
| Iva al 22% = 3.800 € x 0.22 | 836 € | |
| Totale Fattura (11.800 + 800 + 836) | 13.436 € | |

Come pago i beni significativi?
Come tutte le spese per cui si intende aderire ai bonus dell'Agenzia delle Entrate, i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante.
Spero di esserti stato di aiuto. A presto, Vincenzo.
Bonus casa e eco pagamenti prima o dopo inizio e fine lavori
E' possibile detrarre, per Bonus ristrutturazioni, Ecobonus, mobili, abbattimento barriere, Superbonus pagando le fatture prima (acconto) o dopo (saldo) il deposito dell'inizio o fine lavori? Cambia qualcosa nel caso di Cila, Scia e Permesso a costruire?
Una domanda che mi viene posta spesso è: "posso pagare una fattura prima di depositare la pratica e non perdere le detrazioni?"
La risposta alla domanda è si. Vediamo un estratto della Circolare n. 13/E del 2019:
"La detrazione spetta per le spese sostenute, anche prima dell’inizio dei lavori, per:
- la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse comunque richieste dal tipo di lavori;
- la messa in regola degli edifici;
- l’acquisto dei materiali;
- la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
- l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
- l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
- gli oneri di urbanizzazione;
- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (Decreto Interministeriale n. 41 del 18 febbraio 1998).
L’elencazione riportata non ha valore tassativo in quanto è riferita ai costi ulteriori, rispetto a quelli espressamente menzionati (basti leggere l'ultimo punto che segnala i costi strettamente legati alla realizzazione degli interventi), connessi all’intervento edilizio (Risoluzione 18.08.2009 n. 229) tra cui, ad esempio, le spese relative allo smaltimento dei materiali rimossi per eseguire i lavori e la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, pagata dal contribuente per poter disporre dello spazio insistente sull’area pubblica necessario all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile. Non sono agevolabili i costi di trasloco e di custodia in magazzino dei mobili per tutto il periodo di esecuzione dei lavori (Circolare 24 febbraio 1998 n. 57, paragrafo 4)."
Ma attenzione, dovrai seguire delle semplice regole per non vedere annullata la tua detrazione e perdere il beneficio.

Regole da rispettare per i pagamenti precedenti all'inizio lavori
I pagamenti relativi al bonus ristrutturazione e all'Ecobonus, con bonifico bancario o postale, possono essere fatti anche dopo la chiusura dei lavori, fermo restando il principio di c
Sulla fattura pagata prima che inizino i lavori, o comunque anteriore al giorno in cui viene depositata la pratica, dovrai far specificare che trattasi di acconto per lavori di ristrutturazione o di risparmio energetico. Meglio se la ditta entra nel dettaglio, specificando le lavorazioni. Lo stesso dicasi per l'acquisto di materiali!
Ma vediamo un esempio:
"Fattura di Acconto per lavori di Manutenzione Straordinaria (o Manutenzione Ordinaria se si tratta delle parti condominiali di un edificio): rifacimento completo dell'impianto elettrico immobile sito in via Roma 108, p2 Firenze."
Le regole valgono per qualsiasi pratica edilizia, sia essa una Cila, Scia o Permesso di costruire. Ovviamente, ciò vale anche per gli interventi in edilizia libera, per cui è sufficiente un'autocertificazione circa la data di inizio lavori.

Il discorso vale per:
- elettricista;
- idraulico;
- falegname;
- impresa edile e muratori autonomi;
- parquettista o piastrellista;
- professionisti: ingegnere, architetto, geometra per la progettazione, direzione lavori, perizie e sopralluoghi;
- acquisto materiali, anche da parte del proprietario;
- canone per l'occupazione del suolo pubblico;
- diritti di segreteria, di istruttoria e oneri urbanistici;
Unica eccezione: il bonus mobili
Infine, per quanto riguarda i mobili e il relativo bonus, quest'ultimi possono essere acquistati solo successivamente alla data di inizio lavori.
Bonus Casa e Ecobonus: pagamento lavori dopo fine lavori
I pagamenti relativi al bonus ristrutturazione e all'Ecobonus, con bonifico bancario o postale, possono essere fatti anche dopo la chiusura dei lavori, fermo restando il principio di cassa, che, per il privato cittadino, determina l’anno d'imposta nel quale iniziano a detrarsi le quote in cui è ripartito il beneficio fiscale.
Ad esempio: se la chiusura dei lavori fosse stata inviata a giugno 2023, potresti portare in detrazione anche gli ultimi bonifici eseguiti a luglio e agosto 2023. Crediti detraibili nel 730/2024 relativo all’anno d’imposta 2023.
Se, viceversa, la chiusura dei lavori fosse datata novembre 2023 e gli ultimi bonifici fossero stati eseguiti a gennaio 2024, questi saranno comunque detraibili, ma nella dichiarazione del 2025 relativa all’anno d’imposta 2024.
L'Agenzia delle Entrate, tramite Fisco oggi del 19 giugno 2015, alla domanda di un contribuente: "Posso detrarre una fattura per ristrutturazione edilizia qualora la fattura e il bonifico abbiano data successiva alla fine dei lavori di circa un mese?", risponde: Non ci sono limiti in riferimento ai termini di pagamento. Quindi se fosse previsto il pagamento del saldo successivamente alla conclusione dei lavori, la detrazione sarebbe comunque ammessa. Ovviamente, è obbligatoria la riconducibilità della fattura agli interventi di ristrutturazione per cui si vuole usufruire dello sconto di imposta.
Sulla fattura successiva alla chiusura dei lavori, o comunque posticipata rispetto al deposito della fine lavori, dovrai far inserire la dicitura saldo. Anche in questo caso, la ditta dovrebbe entrare nel dettaglio delle lavorazioni eseguite.
Concludendo, la chiusura dei lavori della CILA, SCIA o Permesso di Costruire non rappresenta un vincolo temporale rispetto al quale ciascun pagamento effettuato successivamente non sarà più detraibile, ma resta comunque, in generale, il riferimento dell’anno d’imposta che stabilisce in quale dichiarazione potrà essere detratta una certa spesa.
Stesso dicasi per il:
- Bonus mobili,
- Sismabonus, Ecobonus,
- Bonus abbattimento barriere architettoniche
- Superbonus.
Ovviamente, se i pagamenti avvenissero a cavallo di due anni, dovrai controllare se gli incentivi siano stati prorogati.
Come pagare per ottenere il bonus?
Mi raccomando, ricordati di pagare con il bonifico parlante.
Per quanto riguarda i diritti e gli oneri, non vi è l'obbligo di pagare per mezzo bonifico. Sarà sufficiente pagare con le modalità indicate dall'amministrazione pubblica.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Recensioni marche caldaie a condensazione 2026 - opinioni
Recensioni e opinioni sulle migliori marche di caldaie a condensazione: Arca Ariston Atag Baxi Beretta Biasi Cosmogas De Dietrich Ferroli Hermann Saunier Immergas Bosch Junkers Riello Saunier Duval Viessmann

Spesso mi chiedete delle informazioni sulle diverse marche di caldaie a condensazione a metano o gpl. Premetto che, non sarà semplice risponderti. Difatti, i principali brand hanno raggiunto dei livelli di affidabilità, qualità ed efficienza molto alti. In pratica, le differenze si sono assottigliate. Per chiarire il concetto, sarebbe un po’ come chiedermi un consiglio sui vari brand di auto.
In questo articolo, per essere imparziale mi aiuterò con le opinioni e le recensioni dei miei clienti e del web (social e forum). Ho cercato di stilare una classifica dei marchi in base alle informazioni che ho raccolto sul web.
Nella scelta, oltre che le caratteristiche e il prezzo del modello, dovrai prestare particolare attenzione ai servizi di pre-vendita e post-vendita, senza tralasciare il rapporto tra le aziende e tutti i partner della filiera.
Importante, assicurati che vicino a casa tua sia presente un centro di assistenza tecnica "CAT" del brand che sceglierai, per risolvere eventuali problematiche.
Non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo:
Indice in ordine alfabetico
Caldaie Immergas (Migliore assistenza)
Caldaie Arca
Partiamo dalla prima in ordine alfabetico. L'Arca produce caldaie dal 1970.
Il web non fornisce troppe recensioni su questo brand.
Su Facebook ad oggi non sono presenti le recensioni, in passato la media era di ★★★★☆, ma il numero di opinioni era scarso. Non mancavano gli scontenti sull'assistenza e il post-vendita. Invece, sono particolarmente apprezzati gli scaldabagno e le stufe a pellet.
Ad esempio, Prospero su Facebook riteneva le caldaie molto affidabili e di ottima qualità, il cui interno è realizzato in rame e ottone, senza la presenza di materiali plastici. Di contro, Roberto aveva ritenuto l'acquisto "pessimo". In 11 anni la sua caldaia aveva subito blocchi, guasti e sostituzione di pezzi.
Christian: "Sono caldaie piuttosto elementari ma solide."
Tiziano: "caldaie italiane, quasi artigianali. Armando Cavallini è uno di quei piccoli eroi italiani. Certo non può bastare per farne un'ottima caldaia."
Oggi non si trovano recensioni.
I prodotti di punta sono la:
- PIXEL 25 FC - 31 FC,
- POCKET 25FC,
- PIXELFAST,
- PIXELFAST ECO,
- STYLOFAST da esterno.
Caldaie Ariston
Attivi nel mondo delle caldaie per riscaldamento dal 1980. L'Ariston Thermo Group, composto anche dalla Chaffoteaux, Elco, Racold, Atag, NTI, Cuenod, Ecoflam e Thermowatt fattura 1,6 miliardi all'anno (per il 90% all'estero). È sicuramente un gruppo leader nel mondo.

Esaminiamo il web: in genere, non si trovano recensioni.
Non trovando troppo in Italia, ho cercato "Ariston review" e a sorpresa, la marca nel Regno Unito ottiene un gradimento di 3,5 stelle su 5. Gli italiani che postano le recensioni nonostante si tratti di ariston UK, non sono soddisfatti.
Ma vediamo cosa ne pensano nei forum:
Mjolnir dopo un anno è molto soddisfatto e Marco, insieme a Vaillant e Immergas, ritiene l'Ariston uno tra i brand commerciali più affidabili. Cristina non ha avuto particolari disagi.
Passiamo alle recensioni negative: Daniela si è trovata malissimo, prima di tutto per l'assistenza ma anche per problemi ai componenti. In particolare, una caldaia Ariston di 5 anni, ha subito in un solo anno la foratura per tre volte del vaso di espansione.
Besiana ha avuto una pessima esperienza: "manutenzioni ogni anno, con l'idraulico che conferma circa la sfortuna subita. Dopo aver sostituito quasi tutti i componenti, ad oggi, funziona correttamente. Non intende acquistare altre Ariston."
Gabriele su FB: "ho montato nel 2019 una caldaia Ariston genius 34kw. Funziona benissimo, prodotto interamente italiano di alta qualità. Rispetto alla vecchia Vaillant sto risparmiando il 25%."
Carlotta rispondendo ad un post di Facebook, sconsiglia Ariston.
I modelli di punta sono:
- Genus One net 24 30 35 e le One system;
- La Alteas, nel 2017, è stata premiata per la facilità d'uso, i materiali pregiati e i dettagli, ricevendo il Good Design Award.
Caldaie Chaffoteaux
Del gruppo Ariston Thermo Gruppo anche la Chaffoteaux. Sui forum non si trova un commento o una opinione. Qualcuno si sfoga su Trustpilot Spagna.
Mi tocca puntare su Facebook. In un gruppo di caldaisti Danilo ha avuto pochissime rogne, anche se non mancano i difetti.
Claudio le ritiene ottime caldaie, specialmente da 10 anni a questa parte. Meglio di beretta e affini, sia come progettazione che come funzionamento.
Pino e Andrea, sono di altro avviso. Meglio non riportare.
Michele sostiene che tutte le caldaie del gruppo Merloni hanno ricambi con costi pari alle tedesche ma la qualita' medio bassa.
Infine, Giovanni ha montato diversi nuovi modelli. Nessun reclamo.
I prodotti di punta sono le Pigma, le Inoa, le Urbia e le Ira.
Caldaie Atag
Ecco a te l'azienda olandese che ha inventato la caldaia a condensazione. Bè, direi niente male. Dal 2014 fa parte del gruppo Ariston.
Inoltre, per diversi anni si è aggiudicata il premio da parte dell'Associazione Consumatori Nord Est come caldaia a migliore efficienza energetica, con rendimenti dell'ordine dei 108-109 %.
Sia su Facebook che su Trustpilot, l'azienda è stata eliminata e quindi non è possibile recensirla. Su Trustpilot, esiste un'azienda omologa olandese che purtroppo sta ricevendo numerose recensioni negative sulle caldaie Atag che purtroppo non la riguardano.
Ad esempio, Ketty scrive: Caldaia ancora in fase d'installazione e presenta dei problemi, apparentemente non risolvibili con semplice manutenzione. Nonostante ripetute richieste da parte dell'installatore, il centro assistenza non interviene tempestivamente. Ad oggi siamo senza acqua calda ne riscaldamento da un mese e non è possibile sapere quando avverrà l'intervento.
In passato, su Facebook i prodotti venivano valutati 4,5 stelline su 5. Ora non è più presente.
A differenza di altri brand ho trovato diverse testimonianze sui forum:
Innohit alla richiesta del miglior brand ribatte: "Io punterei su Viessmann, Atag o Buderus. Visti i costi sopra la media, sottolinea che trattasi di prodotti non alla portata di tutti."
Mikix addirittura le definisce: "il top delle caldaie a condensazione". Rdx87 si lamenta del prezzo.
Elena, dipendente di una ditta di manutenzioni di caldaia, la consiglia.
Si trovano anche recensioni negative, ma sono limitate a qualche pezzo mal funzionante, prontamente sostituito.
I modelli di punta sono: Pserie, Izone, QR, Aserie Eco.
Caldaie Baxi

Seconda in Italia per quota di mercato. Otto caldaie acquistate su cento, sono Baxi. Direi che è un'azienda che negli ultimi anni sta galoppando.
Il punto forte è l'ottimo rapporto qualità/prezzo.
Su Truspilot, Baxi non va benissimo. Ovviamente, le recensioni vengono scritte da chi è scontento.
Lasciamo da parte Trustpilot e vediamo cosa ne pensa il web:
Francesco: Per esperienza personale: Baxi. Una macchina da guerra, 8 anni di funzionamento, mai un problema.
Secondo Spirax, tra le caldaie di fascia medio-bassa, Baxi è la più affidabile ed ha un'ottima copertura per quanto riguarda l'assistenza.
Hinnohit, in una discussione, conferma come la Baxi produca ottimi prodotti. Sulla sua Baxi Luna 240, in circa 10 anni di duro lavoro, ha dovuto metterci le mani una sola volta per sostituire lo scambiatore sanitario, ormai pieno di calcare. Inoltre, trova spesso queste macchine all'interno delle abitazioni dei clienti, i quali sono sempre soddisfatti.
Pamela ha una Baxi da un anno e si trova benissimo. Prima si riscaldava con una Immergas ed ha sempre avuto problemi. Inoltre, sottolinea la silenziosità delle Baxi, "quasi non ti accorgi di averla".
In realtà, vagando nei forum, si riscontrano diversi problemi meccanici, anche di installazioni ex-novo. In particolare, Claudio ha patito un'odissea.
I modelli di maggior successo sono:
- Luna Century
- Luna Compact
- Luna Classic
- Luna Style
- Luna Duo Tec
Caldaie Beretta
Nel 1973 cominciano a produrre le caldaie e nel 1990 entrano a far parte del Riello Group.

Sul web è il vuoto.
Uno dei pochi commenti trovati sul web è quello di Marinella, davvero negativo:" sto avendo molti problemi, perde pressione e bisogna sostituire il vaso d'espansione." Confrontandosi con un impiantista, quest'ultimo ha una considerazione negativa di Beretta, soprattutto sull'assistenza."
Robbinaish nella stessa discussione: "Beretta me l'hanno sconsigliata in molti. Viceversa, mi hanno consigliato: Savio, Hermann e Vaillant".
Batta è di altro avviso: "La mia Beretta, dopo oltre 10 anni di onorato servizio, è ancora un gioiellino. Interventi in oltre 10 anni? Solo ed esclusivamente manutenzione ordinaria."
In generale, si trovano poche opinioni per dare un giudizio.
I modelli di punta sono le:
- CIAO X.
- BLR.
- Exclusive EVO X.
- Mynute.
- Meteo X da esterno.
Caldaie Biasi Savio
Fondata nel 1940, è ancora in mani italiane. Fatturato da 45 milioni di euro, considerando anche gli introiti della Savio.
Alla domanda di Aldo che chiede se propendere per la Ferroli o per la Biasi, Innohit sconsiglia la Biasi in quanto ne ha installate a decine e raramente ha riscontrato la soddisfazione dei clienti. Secondo lui, negli anni si riscontrano diversi problemi. Blaster addirittura le sconsiglia entrambe, suggerendo a parità di prezzo la Baxi.
Eosman ha appena installato una caldaia Biasi. In 3 mesi di vita non ha riscontrato alcun problema.
Ad un collega, l'installatore Gianni consiglia le Biasi / Savio: "ottime caldaie a prezzi decenti e fai una bella figura".
Anche in questo caso, davvero poche recensioni.
I modelli di punta Biasi sono:
- Antares,
- Adaptive,
- Viking,
- Rinnova,
- Dina,
- Basica.
Caldaie Buderus
Le Buderus, sono sicuramente delle caldaie di fascia alta. Fondata nel 1731, dopo aver brevettato i primi termosifoni in ghisa, arriva in Italia nel 1990. Dal 2013, acquisita dal gruppo Bosch.
Secondo Mistral, Buderus, Viessmann e Junkers hanno in catalogo modelli validissimi e le installa volentieri. Aggiunge che questo brand produce tutto in casa.
Walter 64 ha una Buderus e in 17 anni di onorato servizio, non ha mai avuto problemi. Anche a seguito di conversione da GPL a metano.
Kiki alla richiesta di un consiglio tra un modello Buderus e Viessmann, entusiasta consiglia: "Buderus!!!!Buderus!! A mio parere, tra le migliori marche al mondo. Non ho dubbi. Rasentano la perfezione".
Giovanni tranquillizza Dudin sulla qualità dell'azienda tedesca. "La mia funziona benissimo e non ho mai avuto problemi. Autorizza all'assistenza solo personale preparato da loro."
Caldaie Cosmogas
L'azienda nasce nel 1966 in Italia, ed è ancora guidata dalla stessa famiglia. Fatturato di 30 milioni di euro. Davide contro i Golia.
Emma ha una Cosmogas da 18 anni, e quest'anno ha avuto il primo problema, risolto con la sostituzione di un pezzo.
Michele sostiene che tra Vaillant e Cosmogas, quest'ultima ha una maggiore affidabilità.
Anche Stefania, è soddisfatta della sua Cosmogas a condensazione. Per Blaster, Cosmogas è una garanzia. Deborah sostiene che è la "Mercedes" delle caldaie.
Roero ha una Cosmogas, montata nel 2001, che non ha mai avuto problemi.
Tra i prodotti di punta abbiamo:
- Novaplus,
- Myplus
- Topdens.
Caldaie De Dietrich
La marca nasce addirittura nel 1780. Non potevo non dire nulla, anche se è davvero poco diffusa in Italia. Dello stesso gruppo della Baxi.
Tra i prodotti di punta abbiamo: Naneo, Inidens e Vivadens
Caldaie Ferroli

Fatturato da 350 milioni di euro. Tra i brand italiani, sicuramente la realtà più importante almeno in termini di fatturato.
A differenza di tanti brand, si trova molto sul web. Indice che si tratta di una marca molto diffusa.
Sul web sono presenti diverse segnalazioni di problemi. Per un brand cosi diffuso è fisiologico.
Segnalo che, tra le marche più note, la Ferroli Divacondens 24 è la più economica di internet. La fornitura costa sui 600 €, compresa spedizione. Inoltre, le poche recensioni sul prodotto sono tutte positive.
Eliop conferma la bontà dei prodotti: "Io ho una Ferroli comprata circa dieci anni fa e, toccando ferro, non mi ha dato mai il minimo disturbo."
Tra i modelli di punta abbiamo:
- Bluehelix
- Divatech
- Force.
Caldaie Immergas (Migliore assistenza)

Presente sul mercato dal 1964. Da 21 anni leader di mercato in Italia con il 16% di quote. Entusiasma l'assistenza. Rispetto ai colossi ha sicuramente un fatturato inferiore, circa 250 milioni di euro, ma è in aumento.
Ma vediamo il motivo del successo:
Filippo: Immergas Victrix Tera. L'assistenza è presente dappertutto!
Michele: "Immergas dal 1999, ad oggi mai avuto problemi."
Caterina: Immergas ottima, da 7 anni con manutenzione ogni anno per ora nessun problema, speriamo in bene!
Luca: "Immergas è una garanzia. Anche nel servizio postvendita."
Nicolay: "Immergas tutta la vita. Sono alla terza, mai avuto problemi."
Antonio: Io ho montato una Immergas 30 anni fa e mai avuto problemi. Ora sono 3 anni che ho un'altra immergas. Assistenza per ora ottima e veloce
Adele ha una Immergas da 14 anni, mai un problema. Così come Cristian da quasi 20 anni e Sandra da 8 anni.
Insieme alle Vaillant, Valejola ritiene Immergas la migliore.
Manuel ha lavorato per anni in un centro assistenza caldaie plurimarca, compresa Immergas. "Posso dire che, rispetto alle altre, le Immergas sono molto più intuitive e semplici da usare, soprattutto per l'utente finale."
Federico premia tutto, la gamma, la professionalità, l’assistenza e la competenza.
Controcorrente Francesca, la quale ha avuto diversi problemi, nonostante la caldaia sia stata installata da pochi mesi.
Tra i modelli di punta abbiamo le:
- Vitrix Superior 26 32,
- Vitrix Maior,
- Extra
- Tera.
Caldaie Bosch Junkers
La Bosch e la ormai inglobata Junkers sono ritenute ottime caldaie di fascia medio-alta. La Bosch non è troppo diffusa in Italia, almeno da una ricerca sul web. Ma il fatturato del gruppo è da brividi: 3,4 miliardi annui, con un incremento del 4% ogni anno.
Ma vediamo quel po' che si trova sul web italiano:
Secondo Spirax, riguardo alle caldaie di fascia medio-alta, Junkers non ha rivali in termini di rapporto affidabilità prezzo.
Secondo Bebetoke, le Junkers e le Viessmann sono dei "trattori", molto affidabili.
Donatella ha una Junkers dal 1990, apostrofandola "mulo".
Tra i prodotti di punta: Condens 2300 W e 4300 W.
Caldaie Radiant
Fondata nel 1959, produce in Italia a Pesaro Urbino.
Su google recensioni ottiene 4 stelle su 5 per un totale di circa 160 utenti. Ovviamente, ci sono molte recensioni negative, ma finalmente qualcuno che ha il coraggio di mantenere le recensioni su Google. È noto che, di solito, su Google recensiscono i clienti non soddisfatti.
Sandro le installa:" zero problemi".
Fulvio: "È dal '91 che installo Radiant. Buone caldaie e azienda molto seria, non ti lascia mai solo."
Avrò trovato una ventina di recensioni di tecnici installatori, tutte molto positive.
Phoenix ha una radiant da 12 anni, nessun problema.
Caldaie Riello
Producono caldaie dal 1960. Non più in mani italiane, ma americane. Fatturato, considerate le acquisizioni di Beretta, Fontecal e Thermital, da 350 milioni.
Dal web, poche recensioni per definire la qualità di Riello. Su Trustpilot ottiene 3 stelle su 5.
Simone in una discussione sostiene che: "la Riello è un brand di fascia alta, il prodotto è affidabile e testato".
Lucia ha una Riello da 12 anni e non ha mai avuto problemi. Fiorella ritiene Vaillant, Riello e Immergas le migliori.
Rosa è dal 1984 che usa la Riello. Non ha nulla da recriminare.
Invece, Virginia è delusa da Riello ritenendola la peggiore, specialmente per quanto riguarda l'assistenza.
Tra i prodotti di punta abbiamo: Family, Residence e Start.
Caldaie Saunier Duval Hermann

Hermann, azienda italiana fondata nel 1970 e la Saunier Duval, nata nel 1907, si sono fusi nel 2012 e fanno parte del gruppo Vailliant.
Vediamo cosa ne pensano gli utenti del web:
Icuz, caldaista installatore di Saunier Duval Hermann, Baxi e Immergas, preferisce le ultime.
Elvezio ha una Saunier Duval e in 8 anni ha avuto un solo problema (pulitura dello scambiatore perchè intasato). L'assistenza la ritiene ottima. L'unica pecca che ha riscontrato è la reperibilità dei ricambi, non sempre disponibili nell'immediato.
Blaster tra Baxi e Saunier, preferisce indubbiamente la prima.
Vincenzo consiglia le Hermann, considerato che, hanno componenti simili o addirittura identici alla caldaie Vaillant, proprietaria del brand, ma costa molto meno.
Tra i prodotti di punta abbiamo:
- Master condens,
- ThemaFast Condens,
- Micra
- Semiatek Condens.
Caldaie Italtherm
Dopo la fusione della Hermann, alcuni dipendenti della ditta hanno creato la Italtherm.
Su questo brand si trovano poche recensioni ma positive.
Giulia e il condominio hanno optato "felicemente" per una caldaia Italtherm a condensazione. In due anni nessun problema e bassi consumi.
Antonia la ritiene silenziosa e molto efficiente.
Caldaie Vaillant (Migliore considerati tutti gli aspetti)

Fondata addirittura nel 1874 da Johann Vaillant, produzione tedesca presente sul mercato italiano dal 1960.
Fatturato: 2,5 milioni di euro (Vaillant + Hermann Saunier Duval + altri).
Su Trustpilot, i prodotti ottengono 3,5 su 5 (oltre 390 voti).
Non mancano gli apprezzamenti per questi prodotti.
Riccardo, Daniele, Lucilla e Giuliana non hanno mai avuto problemi. Addirittura Daniela ha una Vaillant da più di venti anni che funziona egregiamente.
Kaotic sottolinea un aspetto: "è noto che le Junkers e le Vaillant sono rinomate per la loro durata. Purtroppo, negli ultimi anni, avendo acquisito altre marche commerciali, hanno ridotto la qualità del prodotto."
Il marito idraulico di Maria sostiene che Vaillant è il meglio. Se si vuole risparmiare, mantenendo la qualità, punterebbe su Baxi.
Secondo Luca, commerciante di materiale idraulico da oltre 20 anni, ritiene Vaillant una marca di altissima qualità. Carlo ha intenzione di sostituire la Vaillant dopo 28 anni, naturalmente restando fedele al brand!
Tra i modelli di punta abbiamo:
- Ecotec plus VMW
- Ecotec exclusive VMW
- Ecotec pro VMW
- Ecotec pure VMW
Caldaie Viessmann (Migliore qualità)

Concludiamo con la Viessmann, ultima in ordine alfabetico ma non di gradimento. L'azienda è stata fondata nel 1917. Fatturato del gruppo: 2,37 miliardi di euro.
I 300 utenti che la recensiscono su Trustpilot, premiano l'azienda con 3,5 stelle su 5.
Marisa: "Io lavoro con le caldaie da 32 anni e c'è sempre da imparare! In tutti questi anni ho sempre pensato che, bene o male, le caldaie sono tutte uguali. Negli ultimi anni un marchio mi ha stupito ed è Viessmann, la 100w è un bel compromesso. Le vedo solo per la pulizia annuale."
Pexa, riferendosi alle Viessmann Vitodens 300 e 222, sostiene addirittura che "le monti e ti dimentichi di loro". Simone conferma quanto sostenuto da Pexa.
Innohit all'interno dello stesso post, in una ipotetica classifica, metterebbe le Viessmann al primo posto.
Lukizz: "Viessmann e non sbagli!"
In generale, specialmente per i molti caldaisti intervenuti nei forum, la Viessmann monta i migliori componenti, definendoli "indistruttibili".
I modelli di punta sono:
- Vitodens 200 w,
- Vitodens 222 W,
- Vitodens 100 E
- Vitodens 50 (entry level).
Tra le altre buone marche cito: Lamborghini, Sime, Fagor, Roca, Uponor, Acv, Manaut, Tifell, Cointra, Aspes, Climastar, Unical, Rinnai, Sylber, Radiant, Intergas, Fer, Weishaupt.
Per acquistare il prodotto giusto, penso possa esserti utile l'articolo sulle migliori caldaie in commercio.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Bonus caldaia 2026 2027: incentivi e regole
Bonus caldaia a condensazione: come richiedere gli incentivi e le detrazioni enea, quando spettano e a chi. Ecobonus, ristrutturazioni, conto termico.

Pessime notizie, dal 1 gennaio 2025, l'acquisto di una caldaia a condensazione servita da metano o GPL non è più agevolabile (sono difatti esclusi dagli incentivi bonus casa ed ecobonus la "sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili").
Oggi, l'unico modo per ottenere i bonus sulle caldaie è optare per un sistema ibrido, cioè un generatore costituito da una caldaia e una pompa di calore!
Importante, gli incentivi valgono solo nel caso in cui, alla data della richiesta di detrazione, l'immobile è “esistente”, accatastato o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi;
Partiamo con il primo bonus:
Ecobonus caldaia+ pompa di calore
Tramite l'ecobonus per il risparmio energetico potrai detrarre parte della spesa complessiva di installazione e fornitura di un sistema ibrido caldaia + pompa di calore. La percentuale di spesa recuperabile dipende dall'anno di sostenimento delle spese e dall'immobile oggetto di intervento.
Di seguito una tabella da cui puoi desumere quale percentuale di spesa ti spetta:
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Su abitazione principale e da parte di proprietari e titolari diritti reali |
su altri immobili e/o da parte di altri soggetti |
Detrazione massima |
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fino al |
Variabile in base all'intervento |
Variabile in base all'intervento |
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2025 e 2026 |
50% |
36% |
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2027 |
36% |
30 % |
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Ti faccio un esempio con aliquota 50%. Immagina di acquistare e posare una caldaia a condensazione e di spendere 10.000 €. L'Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50 % in detrazioni Irpef. Quindi, l'Agenzia, non ti verserà sul conto 5.000 € (50% di 10.000 €), ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in 10 rate annuali. In pratica, ogni anno pagherai 500 € di tasse in meno.
Requisiti tecnici dell'intervento per ottenere l'ecobonus
- L’intervento deve configurarsi come sostituzione integrale o parziale del vecchio impianto termico e non come nuova installazione (vedere le faq n. 5D e 6D).
- Il sistema ibrido deve essere costituito da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, realizzati e concepiti per funzionare in abbinamento tra loro.
- Il rapporto tra la potenza termica utile nominale della pompa di calore e la potenza termica utile nominale della caldaia deve essere ≤ 0,5.
- Per interventi con data di inizio lavori antecedente al 6 ottobre 2020, il coefficiente di prestazione (COP) della pompa di calore deve essere maggiore o uguale ai valori minimi fissati nell’allegato I al D.M. 6.08.2009.
- Per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020, il coefficiente di prestazione (COP) della pompa di calore deve essere maggiore o uguale ai valori minimi fissati nell’allegato F al D.M. 6.08.2020.
- La caldaia deve essere del tipo a condensazione e il rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale, deve essere ≥ 93 + 2 log Pn 5 . Per valori superiori a 400 kW, nel calcolo del logaritmo si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW.
- Per impianti di potenza utile della caldaia superiore a 100 kW, oltre ai precedenti requisiti:
- deve essere adottato un bruciatore di tipo modulante;
- la regolazione climatica deve agire direttamente sul bruciatore;
- deve essere installata una pompa elettronica a giri variabili o sistemi assimilabili.
- Per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020, la potenza termica complessiva dei nuovi generatori installati, nel caso specifico solo la somma delle potenze delle caldaie a condensazione, non può superare per più del 10% la potenza dei generatori sostituiti, salvo che l’incremento di potenza sia motivato con la verifica dimensionale dell’impianto di riscaldamento eseguita ai sensi della norma UNI 12831. Nel caso di generatori di calore unifamiliari combinati (climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria), sono ammesse potenze nominali fino a 35 kW.
- Ove tecnicamente compatibile, sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altro sistema di termoregolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti, corredate dalla certificazione del fornitore, ovvero altro sistema di termoregolazione per singolo ambiente (di tipo modulante e agente sulla portata).
- Il sistema di distribuzione è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate. Per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020, tale requisito è richiesto e va riportato nell’asseverazione per impianti di potenza termica utile della caldaia superiore a 100 kW.
- Devono essere rispettate le norme nazionali e locali vigenti in materia urbanistica, edilizia, di efficienza energetica e di sicurezza (impianti, ambiente, lavoro).
- Per la sostituzione di un impianto sotto i 100 kW, visto che l'asseverazione circa il rispetto dell’efficienza energetica stagionale per il riscaldamento può essere sostituita dalla dichiarazione del fornitore, l'ammontare massimo delle detrazioni fiscali è calcolato sulla base dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento di cui all'allegato I, sempre del Decreto Requisiti.
Bonus ristrutturazione
Passiamo alla seconda opzione, il bonus casa la cui aliquota, anche in questo caso, varia:
Di seguito una tabella da cui puoi desumere quale percentuale di spesa ti spetta:
| Anno | Abitazione principale (proprietari e titolari di diritti reali) | Altri immobili (o altri soggetti) | Massimale di spesa |
|---|---|---|---|
| 2025 e 2026 | 50% | 36% | 96.000 € |
| 2027 | 36% | 30% | 96.000 € |
| Dal 2028 al 2033 | 30% | 30% | 48.000 € |
| Dal 2034 | 36% | 36% | 48.000 € |
Scegliendo il bonus casa potresti aderire anche al bonus mobili;
Spese detraibili
Potrai detrarre: la fornitura della caldaia e di tutti gli accessori, la manodopera, le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, il compenso per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti, le spese per perizie e sopralluoghi, l’IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori.
Tra le spese detraibili, è presente la parcella del professionista. Difatti, per l'installazione dell'impianto, potresti aver bisogno di un ingegnere, architetto o geometra che rediga la pratica CILA e la relazione energetica "ex-legge 10" che attesta il rispetto della normativa sull'efficienza energetica.

Limiti, spesa massima e bonifico parlante.
Per tutti i bonus, i pagamenti dovranno avvenire attraverso il bonifico parlante, identico a quelli standard ma con causali specifiche. Molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente tra i servizi online della banca troverai questa opzione. Comunque, la corretta dicitura della causale nel caso di ecobonus è la seguente:

Per il bonus casa, la causale è: "Lavori edilizi (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___, C.f. beneficiario detrazione_________”.

A chi spetta la detrazione?
Importante! Le detrazioni spettano a:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari (affittuari) o comodatari;
- familiari conviventi;
In particolare, la detrazione spetta a chi effettua il pagamento e in entrambi i casi sopracitati, entro 90 giorni dalla data di fine lavori, bisognerà comunicare all'Enea la spesa sostenuta e le caratteristiche dell'impianto.

La documentazione raccolta (bonifici, fatture, asseverazioni a firma del tecnico incaricato) andrà poi consegnata al proprio consulente fiscale/caf entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Attenzione a non smarrire questi documenti, in caso di controllo perdereste le detrazioni.
Quale IVA si applica per gli interventi volti al risparmio energetico?
L'Agenzia delle Entrate, per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare uso residenziale, ha ridotto l'iva da pagare su beni e servizi.
In particolare, pagherai:
IVA al 4%:
tutti i lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche (messa a norma di un ascensore, installazione di servoscala montascale, abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli dei gradini, installazione rampe)
IVA 22%:
gli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori;
acquisto di beni finiti, quando è diretto, da parte del committente, presso il negozio o il deposito di materiali edili.
IVA 10%:
- prestazioni di servizi (manodopera) relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria;
- beni , solo se la relativa fornitura è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto. Quindi, l'aliquota agevolata al 10% dei beni, sarà applicata solo se questi prodotti saranno inclusi all'interno del contratto di appalto che il committente stipulerà con l'impresa. L'impresa, in questo caso, acquisterà i prodotti dal fornitore (mattonelle, pavimenti, sanitari, etc) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);
L'iva al 10%, se acquisti direttamente tu, puoi ottenerla solo se i tuoi lavori ricadono in restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. Non in manutenzione straordinaria.
Discorso a parte, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo (ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni e impianti di sicurezza) il 10% si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.
Vediamo un esempio: Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).
L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. Leggi questo articolo per approfondire.
Cosa far mettere in fattura?
Ho voluto realizzare questo paragrafo, in quanto, la corretta descrizione della fattura è essenziale per non aver contestazioni dall'Agenzia delle Entrate.
Gli elementi essenziali sono: tipo di opera (manutenzione straordinaria, ordinaria, risanamento, ristrutturazione), descrizione intervento, localizzazione dell'immobile (indirizzo ed estremi catastali) ed eventuale pratica comunale (se necessaria).
Vediamo un esempio:
Descrizione
"Fornitura e posa in opera caldaia a condensazione (completa di sistema di termoregolazione) Immobile sito in via Roma 14 Firenze distinto al NCEU al foglio xx p.lla xx sub x. Cila n°__ del ______ (se necessaria)"
Conto termico
Il sistema ibrido può essere incentivato anche tramite conto termico.
Spero di averti detto tutto e che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
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