Quali sono i beni significativi e quale IVA bisogna pagarci 2020

Elenco dei beni significativi e quale IVA bisogna pagarci. Aggiornato al 2020

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A noi italiani, sulla burocrazia, non ci batte nessuno. Facendo una ristrutturazione, avrai sentito parlare dell'iva agevolata e magari dei beni significativi. Ma cosa sono e perchè ci vogliono far spendere di più. Vediamo se riesco a risolverti questi segreti.

Quali sono i beni significativi?

E' il decreto del Ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999 ad elencare e definire i beni significativi:

    1. ascensori e montacarichi;
    2. infissi esterni ed interni;
    3. caldaie ( a condensazione e non; a metano, gpl o pellet);
    4. video citofoni;
    5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
    6. sanitari e rubinetterie da bagno;
    7. impianti di sicurezza;

Quindi, oggetti come porte, finestre, lucernari, pompe di calore, condizionatori, climatizzatori, wc, bidet, piatti docce, lavandini, antifurto, allarmi, videocamere sono tutti dei ben significativi, ossia dall'alto valore secondo il Ministero delle finanze.

Per completezza, ricadono sotto la voce dei beni significativi anche le materie prime e ai semilavorati ed altri beni necessari (ferramenta, viti, minuterie, ecc.) per la posa di tali oggetti.

Su questi beni, lo Stato, non fa sconti. O comunque, li fa in parte.

Qual è l'iva da applicare ai beni significativi?

Quando la ditta o l'imprese fornisce dei beni di valore significativo si applica il 10% di iva, soltanto fino alla concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto del valore dei beni stessi.

Detta così, è un enigma.

Vediamo un esempio: costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, impianto di videosorveglianza o finestre).

L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

Quindi, una parte dei beni è assoggettata a Iva agevolata al 10%, l'altra sconta l’Iva ordinaria al 22%

Ne segue che, se il bene significativo viene solo fornito, allora l'Iva è tutta al 22%.

Pensiamo invece ad una finestra che viene anche montata dal fornitore. Partiamo dicendo che, le cosiddette "parti staccate" e cioè contro-telai, inferriate, zanzariere o veneziane vanno tutte al 10%, così come la manodopera. L'infisso è soggetto al 10% di Iva per una quota pari alla differenza del costo complessivo dell'operazione detratto del costo delle finestre.

Spero che sia tutto chiaro. A presto. Vincenzo.

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Commenti  
# Massimiliano 2019-10-15 11:17
Non ho mai trovato esempi in cui la differenza tra costo totale e beni significativi è un valore superiore al costo dei beni significativi.
In quel caso tutto al 10% ?
Grazie
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# Madera ing. Vincenzo 2019-10-16 07:04
Perchè raro, comunque si Massimiliano, ...saluti
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# gv 2019-10-08 18:19
Buonasera, ma il cliente deve sempre fare una dichiarazione per poter usufruire di determinata agevolazione oppure è una applicazione/agevolazione automatica in caso di determinati serrvizi?
grazie
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# Madera ing. Vincenzo 2019-10-09 07:53
Nessuna dichiarazione...è automatica...dovrà fare la pratica enea in fondo
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Chi sono: Vincenzo Madera - Ingegnere laureato all'Università degli Studi di Firenze. Dal 2014 co-titolare dello Studio Madera. Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia. Copywriter. Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse, Moca caffè, Bei e Nannini, Novaservice. 

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