Quali sono i beni significativi e quale IVA bisogna pagarci 2021

Elenco dei beni significativi e quale IVA bisogna pagarci. Aggiornato al 2021.

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A noi italiani, sulla burocrazia, non ci batte nessuno. Realizzando una ristrutturazione o aderendo all'Ecobonus, Superbonus, Sismabonus, Vincenzobonus  :) , avrai sentito parlare dell'iva agevolata (articolo 7 comma 1 lettera b della Legge 488/1999) e magari dei beni significativi. Ma cosa sono e perché vogliono farci spendere di più. Vediamo se riesco a svelarti questi segreti.

Quali sono i beni significativi?

E' il decreto del Ministero delle Finanze del 29 dicembre 1999 ad elencare e definire i beni significativi:

    1. ascensori e montacarichi;
    2. infissi esterni (finestre e portefinestre) ed interni (porte e portoni);
    3. caldaie (a condensazione e non; a metano, GPL o pellet);
    4. video citofoni;
    5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
    6. sanitari e rubinetterie da bagno;
    7. impianti di sicurezza;

Quindi, oggetti come porte, finestre, lucernari, pompe di calore, condizionatori, climatizzatori, wc, bidet, piatti docce, lavandini, antifurto, allarmi, videocamere sono tutti dei ben significativi, ossia dall'alto valore secondo il Ministero delle finanze.

I termini utilizzati per definire i beni significativi devono essere intesi in senso estensivo. Mi spiego meglio. All'interno dei beni significativi ricadono anche quegli oggetti che svolgono la medesima funzionalità. 

Ad esempio, una stufa a pellet che, mediante un fluido, trasferisce calore ad altre stanze viene assimilata alla caldaia. Viceversa, se dovesse riscaldare solo l'ambiente in cui verrà installata, allora potrà godere dell'IVA al 10%.

Inoltre, non potrà godere dell'iva al 10% la stufa che genera acqua calda sanitaria per i rubinetti (nota Agenzia Entrate al CNA del 22/05/2014).

Su questi beni, lo Stato, non fa sconti. O comunque, li fa in parte.

 

Materie prime e semilavorati

Per completezza, non ricadono sotto la voce dei beni significativi le materie prime, i semilavorati ed altri beni necessari (ferramenta, viti, minuterie, ecc.) per la posa di tali oggetti. Anche quest'ultimi ricadono nell'IVA al 10%.

Ciò viene chiarito nella Risoluzione 25/E 2015 dell'Agenzia delle Entrate.

Qual è l'iva da applicare ai beni significativi?

Quando la ditta o l'imprese fornisce dei beni di valore significativo si applica il 10% di iva, soltanto fino alla concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto del valore dei beni stessi. L'infisso è soggetto al 10% di Iva per una quota pari alla differenza del costo complessivo dell'operazione detratto del costo dell'infisso stesso.

Detta così, potrebbe sembrare un enigma.

Vediamo un esempio: costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, impianto di videosorveglianza o finestre).

L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%.

Quindi, una parte dei beni è assoggettata a Iva agevolata al 10%, l'altra sconta l’Iva ordinaria al 22%

Ne segue che, se il bene significativo viene solo fornito, allora l'Iva è tutta al 22%.

Pensiamo invece ad una finestra che viene anche montata dal fornitore. Partiamo dicendo che, le cosiddette "parti staccate" e cioè contro-telai, inferriate, grate zanzariere o veneziane, tapparelle ( ameno che non siano integrate nell'infisso) vanno tutte al 10%, così come la manodopera.

Esempio di fattura infissi

La legge prevede che la fattura emessa da chi realizza l’intervento debba specificare, oltre all’oggetto della prestazione, anche il valore dei “beni significativi” forniti con lo stesso intervento.

Fattura n° ___ del 20__

Voce

Descrizione delle lavorazione

Costo

A

Fornitura di n° 3 infissi in alluminio doppio vetro basso emissivo (valore beni significativi)

€ 7.800 

B

Installazione di n° 3 infissi   

€ 3.400

C

Installazione controtelai

€ 600

 

Totale Imponibile

 11.800 €

D

Quota parte del costo degli infissi assoggettato a IVA al 10%: B + C = 600 + 3.600 = 4.000 €

 
 

Imponibile al 10%: B + C + D = 600 € +3.400 € + 4.000 € = 8.000 €

Imponibile al 22%: A - D= 7.800 € - 4.000 €= 3.800 €

 

 

Iva al 10% = 8.000 x 0.11

880 €

 

Iva al 22% = 3.800 € x 0.22

836 €

 

Totale Fattura

13.516 €

Spero che sia tutto chiaro. A presto. Vincenzo.

 

 

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CHI SONO?

Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo MaderaFin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito vengono lette circa 60.000 volte ogni giorno. Parlo di edilizia, strutture, impianti, energetica e interior design.

Spero che, grazie al web, diventeremo amici:

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