BTU significato. Scelta del condizionatore e superficie in mq
BTU significato e rapporto con i kW di potenza di un climatizzatore, condizionatore o pompa di calore. Scelta della potenza in base alla superficie in mq della stanza.

Nella termotecnica, la potenza termica rappresenta il rapporto tra la quantità di calore scambiato e il tempo in cui è avvenuto tale scambio.
L’unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale è il watt [W]. Mille watt corrispondono a 1kW.
Un'altra unità di misura della potenza termica è il British Thermal Unit (BTU) nel rapporto 1 W ≈ 3,4 BTU/h.
Viene utilizzato da americani e inglesi, ma si sta diffondendo anche in Italia, specialmente sulle etichette di climatizzatori, pompe di calore e condizionatori.
Quanti BTU occorrono per raffrescare una stanza?
Ovviamente, per definire la potenza della macchina, converrebbe realizzare un calcolo sulla base delle dispersioni della stanze da parte di un termotecnico. Tuttavia, è possibile determinare i BTU del climatizzatore in base alla superficie da riscaldare o raffrescare. Vedi tabella di seguito:
| Superficie in mq | kW | BTU |
|---|---|---|
| da 10 a 15 | 2,0 kW | 7000 BTU |
| da 15 a 25 | 2,5 kW | 9000 BTU |
| da 25 a 40 | 3,5 kW | 12000 BTU |
| da 40 a 50 | 4,2 kW | 15000 BTU |
| da 50 a 60 | 5,0 kW | 18000 BTU |
| da 60 a 80 | 6,0 kW | 21000 BTU |
| da 80 a 100 | 7,1 kW | 24500 BTU |
| da 100 a 130 | 10,0 kW | 35000 BTU |
| da 130 a 160 | 12,5 kW | 43000 BTU |
| da 160 a 180 | 14,0 kW | 48000 BTU |
| da 180 a 200 | 18,0 kW | 65000 BTU |
Con 9000 btu quanti metri si raffrescano?
Con 9000 btu si riescono a raffrescare dai 15 ai 25 metri quadri.
Potresti climatizzare fino a 25 mq qualora la stanza fosse esposta a nord, nord-est o nord-ovest. Mentre, un 9000 btu riesce a climatizzare al più 15 mq qualora la tua stanza fosse esposta a Sud / ovest / est, fosse parecchio soleggiata e vivessi al mare.
Con 12000 btu quanti metri si raffrescano?
Con 12000 btu si riescono a raffrescare dai 25 ai 40 metri quadri.
Potresti climatizzare fino a 40 mq qualora la stanza fosse esposta a nord, nord-est o nord-ovest. Mentre, un 12000 btu riesce a climatizzare al più 25 mq qualora la tua stanza fosse esposta a Sud / ovest / est, fosse parecchio soleggiata e vivessi al mare.
Con 24000 btu quanti metri si raffrescano?
Con 24000 btu si riescono a raffrescare dai 80 ai 100 metri quadri.
Potresti climatizzare un appartamento di 100 mq qualora maggiormente esposto a nord, nord-est o nord-ovest. Mentre, un 24000 btu riesce a climatizzare al più un appartamento di 80 mq qualora fosse esposto maggiormante a Sud / ovest / est, fosse parecchio soleggiato e vivessi al mare.
Penso possa esserti utile l'articolo sul bonus condizionatori.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Certificato di destinazione urbanistica CDU 2026: cos'è, costo, validità e richiesta
Certificato di destinazione urbanistica: che cos'è, quando serve, quanto costa e come richiederlo.

Il certificato di destinazione urbanistica, detto anche CDU, è un documento fondamentale quando si deve vendere, acquistare, donare o dividere un terreno. Indica la destinazione urbanistica dell’area, le prescrizioni previste dagli strumenti urbanistici comunali, l’eventuale edificabilità e i vincoli esistenti.
Vediamo quindi cos’è, quando serve, quanto costa, quanto dura e come richiederlo al Comune.
Indice
1 Che cos'è il certificato di destinazione urbanistica?
6 Qual è il costo del certificato di destinazione urbanistica?
8 Quali documenti servono per richiedere il CDU?
9 Come presentare la richiesta
Che cos'è il certificato di destinazione urbanistica?
Il certificato di destinazione urbanistica è un documento che contiene tutte le prescrizioni urbanistiche relative ad un'area o ad un immobile secondo gli strumenti urbanistici comunali vigenti e adottati, come Piano Operativo, Piano Strutturale, PGT, piani attuativi in vigore, vincoli esistenti, prescrizioni urbanistiche e destinazioni di zona.
In pratica, il CDU serve a conoscere la disciplina urbanistica applicabile ad un terreno o ad una determinata area: ad esempio se il terreno è edificabile, agricolo, soggetto a vincoli, compreso in aree di trasformazione o interessato da particolari previsioni urbanistiche.
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Norma principale | Art. 30 DPR 380/2001 |
| Quando serve | Atti tra vivi aventi ad oggetto terreni |
| Validità | Un anno dalla data di rilascio |
| Tempi di rilascio | Entro 30 giorni dalla domanda |
| Costo | Marche da bollo e diritti di segreteria comunali |
| Dove si richiede | Presso il Comune competente |
Chi può richiederlo?
La richiesta può essere effettuata dai:
- proprietari o altri aventi diritto o dagli acquirenti dell’area in questione;
- dal legale rappresentante, in caso di persona giuridica;
- dai notai, dai tecnici incaricati, come geometri, ingegneri, architetti e periti;
- dagli eredi e da qualsiasi altra persona interessata.
Quando è necessario?
Il CDU è generalmente necessario negli atti tra vivi che riguardano terreni, come compravendite, divisioni e donazioni.
Secondo l'art. 30 c. 2 del Testo Unico sull'edilizia, questo tipo di certificato occorre:
- quando si stipula un atto, sia pubblico che privato, di compravendita, di divisione o di donazione avente ad oggetto un terreno, che non sia pertinenza di un edificio, qualsiasi sia la sua superficie;
- quando si stipula un atto, sia pubblico che privato, di compravendita, di divisione o di donazione avente ad oggetto un terreno che costituisce pertinenza di un edificio censito al nuovo catasto edilizio urbano, se di superficie uguale o superiore a 5.000 m2.
Per le successioni non è richiesto il CDU: gli eredi, mediante autocertificazione da rendere direttamente all’Agenzia delle Entrate, dovranno dichiarare il valore del terreno.
Dove richiederlo?
Il certificato di destinazione urbanistica deve essere richiesto al Comune nel quale ricade il terreno o l’area interessata.
Il certificato deve essere rilasciato dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale entro il termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione della relativa domanda, come previsto dall’art. 30 c. 3 del DPR 380/2001.
Ciò significa che il Comune può inviarlo dopo una settimana, due o tre settimane, ma comunque entro 30 giorni dalla richiesta.
Quando scade?
Il certificato di destinazione urbanistica è valido per un anno dalla data di rilascio, a meno che, per dichiarazione dell'alienante o di uno dei condividenti, non siano intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici.
La validità annuale resta quindi ferma solo se, nel frattempo, non sono intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici vigenti o adottati.
In caso di mancato rilascio del suddetto certificato nel termine previsto, esso può essere sostituito da una dichiarazione dell'alienante o di uno dei condividenti, attestante l'avvenuta presentazione della domanda, nonché la destinazione urbanistica dei terreni secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, ovvero l'inesistenza di questi, ovvero la prescrizione, da parte dello strumento urbanistico generale approvato, di strumenti attuativi.
Il legislatore ha ritenuto sufficiente una dichiarazione di parte che, quanto alle prescrizioni, si limiti ad indicare la destinazione urbanistica dei terreni.
Qual è il costo del certificato di destinazione urbanistica?
Il costo del certificato di destinazione urbanistica è dato da:
- due marche da bollo da 16 €, quindi 32 € complessivi: la prima da presentare con la domanda, mentre la seconda alla consegna del certificato, a seconda che si paghi o meno presso l’ufficio di consegna. Si ricorda inoltre che, se il certificato supera le quattro pagine, occorrono ulteriori marche da bollo. È richiesta una marca ogni quattro pagine;
- diritti di segreteria, che dipendono dal Comune nel quale viene fatta richiesta. Ad esempio, a Firenze il costo può essere pari a 103 €. Molti Comuni applicano importi diversi anche in base al numero di particelle o certificati richiesti.
Tali costi possono essere liquidati tramite il portale PagoPA oppure tramite bollettino, secondo le modalità previste dal Comune competente.
La richiesta e il certificato di destinazione urbanistica sono quindi soggetti all'imposta di bollo, salvo specifici casi di esenzione.
Esenzione bollo
I casi di esenzione dall'imposta di bollo sono previsti nella tabella compresa nell'allegato "B" del D.P.R. 26.10.1972 n. 642 e successive integrazioni e modifiche, fra i quali:
- uso successione - art. 5 tabella B) del D.P.R. 26.10.1972 n. 642 e s.m.i.;
- coltivatori diretti - art. 21 e 21 bis tabella B) del D.P.R. 26.10.1972 n. 642 e s.m.i.;
- procedura di espropriazione per causa di pubblica utilità - art. 22 della tabella B) del D.P.R. 26.10.1972 n. 642 e s.m.i.
Quali documenti servono per richiedere il CDU?
In genere, per richiedere il certificato di destinazione urbanistica occorrono:
- modulo di richiesta compilato;
- documento di identità del richiedente;
- estratto di mappa catastale;
- indicazione di Comune, foglio e particella;
- eventuale delega, se la richiesta viene presentata da un tecnico incaricato;
- ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria;
- marche da bollo, salvo casi di esenzione;
- eventuale estratto dello strumento urbanistico con individuazione delle particelle richieste, se richiesto dal Comune.
Le richieste possono variare da Comune a Comune. Per questo motivo è sempre opportuno verificare il modulo e le istruzioni pubblicate sul sito istituzionale del Comune competente.
Come presentare la richiesta
La domanda per ottenere il certificato di destinazione urbanistica può essere presentata seguendo due differenti modalità:
- telematica, inviando una PEC al Comune oppure, se presente, tramite la procedura online sul sito del Comune stesso;
- cartacea, consegnando i moduli compilati allo Sportello Unico, all’Ufficio Protocollo Generale o inviandoli via posta.
Le modalità possono variare da Comune a Comune.
Inoltre, agli atti vanno generalmente allegati l'estratto di mappa in originale, o in copia se avallato da tecnico abilitato alla firma, ed eventuale estratto del piano regolatore o dello strumento urbanistico comunale con velatura o individuazione delle particelle richieste.
Il CDU indica la destinazione d'uso dell'immobile?
No. Il certificato di destinazione urbanistica non certifica la destinazione d'uso catastale o edilizia di un fabbricato, ma riporta le prescrizioni urbanistiche dell'area secondo gli strumenti urbanistici comunali.
La destinazione urbanistica riguarda quindi la disciplina urbanistica dell'area o del terreno, mentre la destinazione d'uso riguarda l'utilizzo legittimo di un immobile, ad esempio residenziale, commerciale, direzionale, artigianale o produttivo.
FAQ sul certificato di destinazione urbanistica
Quanto dura il certificato di destinazione urbanistica?
Il CDU ha validità di un anno dalla data di rilascio, salvo modifiche agli strumenti urbanistici.
Il CDU serve per la successione?
In generale, per le successioni non è richiesto il certificato di destinazione urbanistica. Gli eredi dichiarano il valore del terreno mediante autocertificazione all’Agenzia delle Entrate.
Chi rilascia il CDU?
Il certificato viene rilasciato dal Comune competente, tramite il dirigente o il responsabile dell’ufficio comunale.
Quanto tempo ci vuole per avere il CDU?
Il Comune deve rilasciare il certificato entro trenta giorni dalla presentazione della domanda.
Quanto costa il certificato di destinazione urbanistica?
Il costo dipende dal Comune e comprende normalmente marche da bollo e diritti di segreteria. In molti casi sono necessarie due marche da bollo da 16 €, oltre ai diritti comunali.
Il CDU serve anche per i fabbricati?
Il CDU riguarda principalmente i terreni e le aree. Per i fabbricati occorre distinguere la destinazione urbanistica dell’area dalla destinazione d’uso edilizia o catastale dell’immobile.
Il CDU può essere richiesto da un tecnico?
Sì. Il certificato può essere richiesto anche da un tecnico incaricato, come geometra, architetto, ingegnere o perito, eventualmente munito di delega.
Se hai bisogno di richiedere un certificato di destinazione urbanistica, contattaci per maggiori informazioni. A presto, Vincenzo.
Quanto costano le finestre in PVC, legno o alluminio al mq? 2026
Qual è il costo al mq di un infisso in PVC, legno o alluminio al variare delle caratteristiche. Bonus e permessi necessari e le trasmittanze limite.

Spifferi, rumori, freddo, chiusure difettose. Se stai leggendo questo articolo è perché hai dei problemi con le vecchie finestre di casa.
La sostituzione delle finestre è un investimento talvolta necessario, talvolta consigliato. Pensa solamente al risparmio in bolletta che potrebbe concretizzarsi con l'installazione dei doppi o tripli vetri (infisso costituito da due o tre vetri accoppiati e intervallati da camere d'aria o argon) o all'abbattimento dei rumori del traffico. Infine, pensa al miglioramento dell'aspetto estetico e alla gestione della luce solare in ingresso.
Il miglioramento è indubbio. Naturalmente, più alte sono le prestazioni richieste all’infisso, maggiore sarà il costo dei vari componenti!
Difatti, la sostituzione delle finestre o delle portefinestre ha un costo abbastanza rilevante, di cui farò qualche esempio. Per non incappare in errori ti consiglio di leggere attentamente ogni paragrafo.
Indice
Quali caratteristiche influenzano il costo di una finestra?
Qual è il prezzo della sola posa delle finestre?
Qual è il costo della fornitura delle finestre in PVC?
Qual è il costo delle finestre in legno?
Qual è il costo delle finestre in alluminio?
Costo smontaggio e smaltimento vecchie finestre?
Partiamo. Prima di acquistare la finestra più adatta a te, dovrai valutarne le caratteristiche.
Quali caratteristiche influenzano il costo di una finestra?
In questo paragrafo voglio elencarti gli aspetti che dovrai considerare nella scelta dell'infisso e che influenzano il costo della finestra:
Materiale del telaio
Le finestre più vendute in commercio sono realizzate in PVC, alluminio o legno.

Il legno isola bene ed esteticamente è il massimo. Proprio per questo motivo, in Italia, è il più diffuso. Ottimo anche l'isolamento acustico.
Di contro, con il tempo, se non correttamente manutenuto è soggetto a deformazioni.
L'alluminio è il materiale più resistente. È eterno!
Ad oggi, le finestre in alluminio vengono realizzate complete di taglio termico (strato di plastica interno) per poter isolare al meglio. I costi sono rilevanti.
Infine, abbiamo il PVC che è il più economico e leggero. Inoltre, non necessita di particolare manutenzione e garantisce un'ottima resistenza alle intemperie.
Tuttavia, ad oggi, anche se la tecnologia ha fatto passi da gigante, il PVC continua ad essere il materiale meno resistente, con una durata media inferiore rispetto agli altri. Sempre a causa della scarsa resistenza, non è possibile realizzare delle finestre di grosse dimensioni e in ogni caso i montanti sono spessi e quindi riducono l'ingresso della luce.
Inoltre, dal punto di vista estetico lascia a desiderare. Ad oggi, la questione estetica viene sopperita in parte da trattamenti come l'effetto legno o l'effetto lucido.
In questo articolo approfondisco ulteriormente i pro e i contro dei vari materiali.
Tipologia di vetri
Oggi, non possono essere più commercializzati i vetri singoli, a meno che non siano a protezione di ambienti non riscaldati.
Sono molto richiesti i doppi vetri e in alcuni casi i tripli vetri, in base al numero di strati di vetro di cui è composta la finestra. Le intercapedini tra i vetri possono essere riempite di aria, o argon o kripton per migliorarne le performance.
Inoltre, quasi la totalità dei vetri degli infissi vengono trattati con un rivestimento sottile a base di metalli nobili al fine di migliorare le sue proprietà termiche, detto basso emissivo.
Per sintetizzare la composizione e di conseguenza la bontà del "pacchetto vetro", i produttori utilizzano delle sigle. Ad esempio: 4+4.1 Low-E/ 18 Ar / 4.
Infine, per gli ambienti come ad esempio i bagni, è consigliabile optare per vetri opacizzati, che impediscono la vista dall'esterno.
Trasmittanza Uw
Sulla base dello spessore e del materiale di cui è composto il telaio della finestra unito alla stratigrafia del vetro, l'infisso garantirà una certa capacità di isolare termicamente.
Questa capacità si può sintetizzare tramite la trasmittanza Uw. Minore sarà il valore della trasmittanza e maggiori saranno le performance termiche dell'infisso.
In base alla zona climatica ove verrà installato l'infisso, per legge bisogna che l'infisso garantisca trasmittanze inferiori ai limiti indicati nell’Appendice B del DM Requisiti Minimi, ovvero:
| Zona climatica | U (W/m2K) |
|---|---|
| A e B | 3,00 |
| C | 2,00 |
| D | 1,80 |
| E | 1,40 |
| F | 1,00 |
Isolamento acustico
Qualora vivessi in un quartiere pieno di movida o su una strada molto trafficata, questo paragrafo ti potrebbe essere molto utile. Difatti, il rumore può rendere invivibile una stanza e gli infissi sono una via preferenziale per la propagazione dei suoni.
L'isolamento acustico viene misurato in decibel Db. Maggiori saranno i decibel di abbattimento indicati dal produttore, e maggiore sarà l'isolamento acustico dell'infisso.
L'isolamento acustico della finestra aumenta proporzionalmente allo spessore dei vetri. Il rumore viene "smorzato" di circa 25 dB con lastre di 3 mm, 26 dB con uno spessore di 4 mm, 27 dB da 5 mm, 29 dB da 8 mm, 31 dB da 10 mm, 32 dB da 15 mm e così via. Anche la distanza tra i vetri (nel caso di doppi o tripli vetri) influenza l'isolamento, ma in maniera minore.
Ogni infisso ha quindi un "potere fonoisolante” e cioè una capacità di bloccare i rumori provenienti dall'ambiente esterno.
Considera che, all'interno delle nostre abitazioni, non si dovrebbero superare i 40 db di rumore. Quindi, dovrai acquistare infissi con un potere che garantisca tale limite di decibel. Per avere un termine di paragone, una normale conversazione tra due persone si aggira intorno ai 50 dB, un bisbiglio sui 40 dB.
Tipologia di apertura
Anche la tipologia di apertura incide sul prezzo finale. Le finestre possono aprirsi a battente, ruotando su delle cerniere verticali, oppure a scorrere su delle guide orizzontali. Le finestre a battente permettono l'apertura completa della finestra. Di contro, si opta per lo scorrimento in caso di grandi aperture o nel caso di piccoli ambienti domestici per evitare ingombri inutili. Lo scorrimento non permette l'apertura completa della finestra ed è molto più costoso. Si può optare anche per l'apertura a "vasistas" o a ribalta, in cui è possibile aprire la finestra attraverso delle cerniere poste nella parte inferiore della finestra.

Sicurezza
Altro aspetto da considerare, specialmente per gli appartamenti posti ai piani bassi è la sicurezza. Per categorizzare le finestre dal punto di vista della sicurezza all'effrazione, si usano sei classi di resistenza (RC). Il ladro riuscirà comunque ad entrare, ma avrà bisogno di più tempo all'aumentare della classe di resistenza. Difatti, le finestre RC1 si riescono ad aprire in circa 3 minuti, mentre le RC6 in 20 minuti.
Qual è il prezzo della sola posa di finestre?
A seguito della corsa ai bonus, i prezzi degli infissi sono tornati "accettabili", o comunque non folli.
Posa di finestre in legno, pvc, alluminio, legno-alluminio e alluminio-legno, ad una o più ante, compreso il materiale per la posa e sigillatura/isolamento del giunto secondario su 3 piani funzionali secondo criteri e requisiti 11673-1 ed escluso il controtelaio e/o monoblocco.
- Per vani FINESTRA fino a 1,7 mq e con apertura oscillobattente e/o vasistas, 100 € oltre iva
- Per vani FINESTRA fino a 1,7 mq e con apertura scorrevole o ad alzante scorrevole 130 € oltre iva
- Per vani FINESTRA superiori a 1,7 mq e fino a 2,8 mq e con apertura oscillobattente e/o vasistas 140 € oltre iva
- Per vani FINESTRA superiori a 1,7 mq e fino a 2,8 mq e con apertura scorrevole o ad alzante scorrevole 200 € oltre iva
- Per vani FINESTRA superiori a 2,8 mq e fino a 4 mq e con apertura oscillobattente e/o vasistas 200 € oltre iva
- Per vani FINESTRA superiori a 2,8 mq e fino a 4 mq e con apertura scorrevole o ad alzante scorrevole 280 € oltre iva
- Per vani PORTAFINESTRA superiori a 4,6 mq e fino a 6 mq e con apertura oscillobattente e/o vasistas 260 € oltre iva
- Per vani PORTAFINESTRA superiori a 4,6 mq e fino a 6 mq e con apertura scorrevole o ad alzante scorrevole 340 € oltre iva
Come ti accennavo, i prezzi variano in base alle caratteristiche sopra citate e ovviamente alle dimensioni delle finestre.
Qual è il costo delle finestre in PVC?
Il prezzo medio al metro quadro della sola fornitura di finestre in PVC è compreso tra i 350 e i 450 €/mq.

Vediamo alcuni esempi:
- Finestra in PVC 100 x 200 cm, vetro doppio basso emissivo 6/7+18 ARGON+6/7 Uw=1,60 Ug= 1,1 W/m2K € 700 oltre 140 € di installazione;
- Finestra in PVC 70 x 180 cm, vetro doppio basso emissivo 4 + 20 Argon + 4 b.e Uw=1,50 Ug= 1,1 W/m2K € 600 oltre 100 € di installazione;
Qual è il costo delle finestre in legno?
Il prezzo medio al metro quadro della sola fornitura di finestre in legno è compreso tra i 450 e i 550 €/mq.

Vediamo alcuni esempi:
- Finestra in legno tenero 100 x 200 cm, vetro doppio basso emissivo 6/7+18+ARGON+6/7 Uw=1,66 Ug= 1,1 W/m2K € 900 oltre 140 € di installazione;
- Finestra in legno 70 x 180 cm, vetro doppio basso emissivo 4 + 20 Argon + 4 b.e Uw=1,50 Ug= 1,1 W/m2K € 630 oltre 100 € di installazione;
Qual è il costo delle finestre in alluminio?
Il prezzo medio al metro quadro della sola fornitura di finestre in alluminio è è compreso tra i 550 e i 650 €/mq

Vediamo alcuni esempi:
- Finestra in alluminio 100 x 200 cm vetro doppio basso emissivo 4 + 20 Argon + 4 b.e Uw=1,50 Ug= 1,1 W/m2K € 1.100 oltre 140 € di installazione;
- Finestra in alluminio 100 x 200 cm vetro triplo basso emissivo 4b.e+ 15Gas+5+15Gas+4b.e Uw=1,18 Ug= 0,6 W/m2K € 1.400 oltre 140 € di installazione;
Costo smontaggio e smaltimento vecchie finestre?
Per una finestra di circa 2 mq il costo si aggira attorno ai 100 €.
Il prezzo diminuisce all'aumentare delle finestre da montare
Immaginando di voler sostituire delle vecchie finestre di dimensioni omogenere, circa 2 mq, oltre allo smaltimento dovrai considerare la fornitura e la posa in opera.
- per sostituire 1 finestra di circa 2 mq, il costo medio è di circa 1200 € oltre IVA;
- per sostituire 2 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa 2150 € oltre IVA;
- per sostituire 3 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa 3100 € oltre IVA;
- per sostituire 4 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa 4150 € oltre IVA;
- per sostituire 5 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa 5000 € oltre IVA;
- per sostituire 6 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa 5900 € oltre IVA;
- per sostituire 7 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa 6700 € oltre IVA;
- per sostituire 8 finestre di circa 2 mq ciascuna, il costo medio è di circa7500 € oltre IVA;
Quale IVA si applica?
Secondo l'Agenzia delle Entrate, l'infisso è un bene significativo e questo comporta un'applicazione differenziata dell'IVA:
- 10% sull'installazione della finestra;
- mista (10% e 22%) sulla fornitura della finestra;
Ora che abbiamo chiarito questi aspetti, arriviamo agli argomenti più interessanti. Vediamo le detrazioni fiscali:
Quali sono i bonus sulle finestre?
Oggi l'Agenzia delle Entrate restituisce parte della spesa sostenuta per le finestre tramite delle detrazioni Irpef. Quindi, l'agenzia, non ti verserà sul conto parte della spesa sostenuta ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in 10 rate annuali.
Puoi scegliere di detrarre gli infissi usufruendo del bonus fiscale per le ristrutturazioni o per il risparmio energetico. E' indifferente, in quanto, entrambe le agevolazioni prevedono la medesima aliquota.
Cambia il limite massimo di detrazione ammissibile per unità immobiliare:
- 60.000 € per il risparmio energetico Ecobonus o Superbonus;
- 90.000 € di spesa massima;
Le spese che possono essere detratte e che dovranno essere pagate con il bonifico parlante sono:
- fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso o di una porta d’ingresso;
- integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati;
- fornitura e posa in opera di scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In questo caso, nella valutazione della trasmittanza, può considerarsi anche l’apporto degli elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessivo non superi il valore limite di cui sopra;
- prestazioni professionali, comprensive della redazione dell’APE, ove richiesto.
L'intervento dovrà essere comunicato tramite il portale dell'Enea.
Inoltre, è possibile accedere al conto termico. Ti consiglio l'articolo su tutti i bonus legati agli infissi.
Penso possa esserti utile la video-guida sui bonus a cui potresti aderire nel caso di acquisto di infissi:
E' necessario il permesso o la pratica comunale?
La risposta è: in generale, no. Ti spiego meglio. Essendo un'opera ricadente in manutenzione ordinaria, il Testo unico sull'Edilizia non richiede nessun permesso, autorizzazione o pratica edilizia.
Ci sono delle eccezioni, dettate dai regolamenti locali o dalla Sovrintendenza:
- molti comuni, nel proprio regolamento edilizio, hanno previsto delle comunicazioni per le opere in manutenzione ordinaria. La vecchia cil, ormai abolita, è stata modificata da alcuni modellini mono-pagina presentati dagli stessi proprietari. Non avresti comunque la necessità del professionista.
- L'appartamento è tutelato dalle belle arti. Informati prima di procedere sugli eventuali vincoli.
- Allarghi, restringi o crei una nuova finestra. A questo punto necessiti di una comunicazione.
- il condominio, attraverso il regolamento, vieta la posa di infissi di un particolare colore o materiale.
Quali sono le migliori marche di finestre?
Come al solito, per essere il più imparziale possibile, ho richiesto informazioni sulla qualità dei vari brand ai serramentisti.
In tanti mi rispondono che, piuttosto che la marca, una garanzia sul risultato finale è data dalle buone capacità dell'installatore e del produttore. A mio parere, questi contano per il 50%. Ma non si può prescindere dalle garanzie fornite dai migliori marchi.
- Tra le migliori marche di produttori di infissi in PVC abbiamo: Finstral, Internorm, Erco, Rehau e Domal.
- Tra le migliori marche di produttori di infissi in alluminio abbiamo: Oknoplast, Schuco, Ponzio, e Dutrex.
- Tra le migliori marche di produttori di infissi in legno abbiamo: Caiframe, Navello e Finnova.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Trasmittanza termica infissi 2026: finestre e portefinestre

La trasmittanza termica U, semplificando, indica quanto calore viene disperso, in un secondo, da una finestra (o da un porta, un muro ecc.) di un metro per un metro! In pratica, le dispersioni di calore tramite un infisso dipendono dalla trasmittanza termica di quest'ultimo.
Più è bassa la trasmittanza di un infisso e migliore sarà l'isolamento del calore!
La trasmittanza totale di un infisso viene indicata con Uw, dove w sta per window, finestra in inglese. La trasmittanza complessiva della finestra Uw dipende, tra le altre cose, dalla trasmittanza del vetro Ug e dalla trasmittanza del telaio Uf.

Per legge, un nuovo infisso installato a protezione di un ambiente riscaldato, deve garantire una trasmittanza inferiore ad un certo valore (limite), che dipende dalla zona ove è ubicata la casa oggetto di intervento.
Trasmittanze minime per ottenere l'Ecobonus e il Superbonus
Al fine di ottenere l'Ecobonus o il Superecobonus sulla sostituzione dei vecchi infissi, i valori di trasmittanza Uw da rispettare per le nuove portefinestre / finestre e portoncini di ingresso, secondo l'allegato E del DM requisiti 2020, sono i seguenti:
| Zona climatica | U (W/m2K) |
|---|---|
| A e B | 2,60 |
| C | 1,75 |
| D | 1,67 |
| E | 1,30 |
| F | 1,00 |
Complicato? Cerchiamo di chiarire tramite un esempio: sostituzione di 5 finestre a Milano. Dalla tabella precedente, Milano ricade nella zona E. La trasmittanza limite per la zona E è pari a 1,3 W/m2K. Per ottenere l'ecobonus dovresti far montare degli infissi con trasmittanze inferiori a 1,3 W/m2K.
La maggior parte dei vetri in commercio sono del tipo a basso emissivo, in quanto subiscono un trattamento che permette di abbattere le dispersioni di calore: vengono applicate sul vetro 4 pellicole di diversi materiali che riflettono il calore che generiamo in casa e lo fanno rimbalzare indietro.
Nell'acquistare un infisso, a mio parere, ti potrebbe essere utile conoscere le sigle che caratterizzano il vetro: in genere viene fornita una sigla del tipo 6+18 ARGON+6. In questo caso la stratigrafia sarà costituita da un vetro di 6 millimetri, un'intercapedine di 18 millimetri riempita in argon e un ulteriore vetro di spessore 6 millimetri. Per approfondire il significato delle sigle in commercio, ti consiglio l'articolo ad hoc.
Trasmittanze minime di legge e per il bonus ristrutturazione
Anche qualora volessi detrarre le spese di fornitura e posa in opera degli infissi tramite il bonus ristrutturazioni dovresti rispettare delle trasmittanze minime.
In realtà, si tratta delle trasmittanze minime da rispettare per legge, anche qualora non volessi beneficiare dei bonus. Attenzione, mi riferisco solo agli infissi a protezione di ambienti riscaldati. Se dovessi installare una finestra a protezione di una cantina non riscaldata potresti utilizzare anche un telo di nylon.
I valori limite di legge sono indicati all'interno dell'Appendice B del DM requisiti minimi.
| Zona climatica | Infissi |
|---|---|
| Zona climatica A e B | 3,00 |
| Zona climatica C | 2,00 |
| Zona climatica D | 1,80 |
| Zona climatica E | 1,40 |
| Zona climatica F | 1,00 |
Quali sono le zone climatiche?
In ogni provincia, negli ambienti riscaldati, per legge possiamo installare solamente infissi con valori di trasmittanza inferiori ad un certo limite. Per conoscere i valori limite di trasmittanza occorre conoscere la zona climatica in cui ricade l'edificio oggetto di intervento. In Italia, esistono 6 zone climatiche:
- Zona A: Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle.
- Zona B: Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani.
- Zona C: Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto.
- Zona D: Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forli', Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Vibo Valentia, Viterbo.
- Zona E: Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Cesena, Frosinone, Gorizia, L'Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona, Vicenza.
- Zona F: Belluno, Cuneo.
Attenzione, nei vari comuni della provincia potrebbero variare le zone climatiche. Per verificare ciò, scrivi il tuo comune seguito da zona climatica sul motore di ricerca.

Bonus finestre
Potresti detrarre le spese sostenute per la sostituzione degli infissi usufruendo sia del bonus fiscale per le ristrutturazioni, sia delle detrazioni volte al risparmio energetico. Scopri di più.
Quali sono le spese incentivate?
Le spese detraibili dovranno essere pagate tramite bonifico parlante e sono:
- fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso o di una porta d’ingresso;
- integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati;
- fornitura e posa in opera di scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In questo caso, nella valutazione della trasmittanza, può considerarsi anche l’apporto degli elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessivo non superi il valore limite di cui sopra;
- prestazioni professionali, comprensive della redazione dell’APE, ove richiesto.
Penso possa esserti utile la video-guida sui bonus a cui potresti aderire nel caso di acquisto di infissi:
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Migliori porte blindate 2026 con recensioni
Quali sono le migliori porte blindate per l'ingresso di casa? In questa guida analizziamo le principali marche presenti sul mercato, con un focus su modelli, caratteristiche tecniche e recensioni reali raccolte dal web.

Negli ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici e ai bonus dell’Agenzia delle Entrate, l’acquisto di una porta blindata rappresenta un investimento sempre più diffuso per migliorare sicurezza, comfort e valore dell’immobile.
E' pero importante chiarire un aspetto fondamentale: una porta blindata non rende l’abitazione inviolabile, ma aumenta significativamente il tempo necessario per un’effrazione, scoraggiando la maggior parte dei tentativi di intrusione.
Inoltre, in questa guida ho raccolto opinioni e recensioni provenienti da forum, social e piattaforme online. Nel caso delle porte blindate, le recensioni disponibili online sono piuttosto limitate e devo ammettere che, chi pubblica la sua opinione, in genere, è scontento. Aiutaci, qualora tu abbia qualche riscontro, segnalandoci pregi e difetti delle case produttrici. Grazie.
Come scegliere una porta blindata?
Prima di analizzare le marche, è utile comprendere quali sono i parametri tecnici che fanno la differenza:
- classe di resistenza all'effrazione (RC): indica la resistenza ai tentativi di scasso (tipicamente classe 3–4 per uso residenziale);
- serratura e cilindro europeo: componente più vulnerabile, deve essere di alta qualità;
- tenuta all'aria e all'acqua;
- posa in opera, determinante quanto il prodotto stesso. In molti casi, una porta eccellente installata male diventa mediocre;
- assistenza post-vendita;
- isolamento termico (bassa trasmittanza);

- isolamento acustico (abbattimento decibel).

Porte Garofoli:
La Garofoli nasce nel 1968 e rappresenta uno dei marchi storici del settore porte. La produzione di porte blindate è più recente (2014). Si tratta del medesimo produttore di Gidea.
Le porte blindate Garofoli arrivano fino alla classe antieffrazione 4.
Produce porte classiche, moderne, di design e neo-classiche.
Modelli porte blindate Garofoli
Tra i modelli di punta abbiamo Lady, Regina e Sovrana.
| Collezione | Tipologia | Posizionamento | Note principali |
|---|---|---|---|
| Lady | Porta blindata | Entry level | Soluzione base, coordinabile con finiture Garofoli |
| Regina | Porta blindata | Intermedia | Disponibile anche in versione filomuro |
| Sovrana | Porta blindata | Top di gamma | Rivestibile in legno, disponibile anche filomuro |

Vediamo cosa ho scovato sul web:
Recensioni porte Garofoli
Daniela ha una Garofoli da 17 anni e non ha mai avuto un problema.
Augusta commenta :"oltre al ritardo nella consegna, la porta non è come mi avevano descritto. Passano anche gli spifferi d'aria. Ci aspettavamo un prodotto migliore."
Barbara accusa il servizio post-vendita, apostrofandolo come disastroso: "le porte acquistate a maggio sono solide e belle, peccato per una grossa sbeccatura. Dopo diverse mail e chiamate, finalmente concordiamo la data del 26 settembre per il ritiro della porta. Ad oggi, 12 dicembre sono ancora senza porta. Non ho ricevuto nessuna notizia, previsione di consegna o telefonata di scuse. Mai più Garofoli!"
Diego è di tutt'altro avviso: "Ho avuto un problema con due porte di quest'azienda causate principalmente da un errore del venditore. Appena segnalato hanno risolto immediatamente. Complimenti per prontezza."
Dolcemaga su un forum sostiene che: "la marca è indiscutibilmente di pregio. La durata e qualità sono ineccepibili ma sono davvero costose."
Simone 88 sul forum difende la casa produttrice: "Non capisco come facciano a non piacere le Garofoli. Ditta serissima, grande quantità di modelli, specializzata in porte e con i prezzi allineati alle altre ditte. Non saranno le migliori, ma sicuramente non le peggiori."
Porte Dierre:
Dierre, fondata nel 1975, è uno dei principali riferimenti nel settore delle porte blindate, con una forte componente tecnologica. I modelli più recenti integrano sistemi evoluti di sicurezza, come cilindri ad alta protezione e soluzioni smart per il controllo accessi.
Insieme alla Gasperotti è molto citata nei forum.
Modelli porte blindate Dierre
Tra i modelli più commercializzati abbiamo: Hibry 4.0, Next Elettra, Sleek, Sleek Out, Silence, Wall Security, Synergy In e Out, Sentry-Evo e Sentry. Completa il tutto la linea compact con Nuova D180 e Tablet.
Davvero un catalogo ricco!

Ma vediamo nei forum:
Recensioni porte Dierre
Smemohd: "io sono ancora partner Dierre, nonostante sia passato negli anni attraverso altre marche come Alias, Gardesa etc. Sono tornato all'ovile."
Brosa consiglia ad un altro utente di evitare la Dierre: "troppo complicata per gli interventi tecnici. Sono rimasta chiusa fuori un'intera mattinata alla ricerca di una soluzione."
Robina possiede una porta laccata della Dierre e ne è soddisfatta: "Mia cugina possiede un modello simile della Garofoli. Anche lei è soddisfatta."
Simone: "Dierre costa meno rispetto ad altri brand rinomati, ma non ha la stessa cura nei dettagli. Nessuno regala niente."
Loredana su Facebook: "Ho acquistato quest'anno anche la porta d'ingresso Dierre coordinata con le interne: favolosa, la consiglio assolutamente."
Gigiotto su forum di arredamento.it: "non puoi paragonare una Master (Dacia) con una Gasperotti (Mercedes) o una Dierre (Fiat)."
Dal post fb: Laura: "Consigliatissima. Ne possiedo due da 20 anni. Sempre perfette e funzionanti!"
Porte Metalnova
Metalnova è un’azienda italiana attiva dagli anni ’90, tra le più discusse nei forum. Buon segno.
I prodotti si distinguono per la cura dei dettagli, la varietà estetica e un buon rapporto qualità/prezzo.
Modelli porte blindate Metalnova
Tra i modelli di punta abbiamo Superclima, M-Defendo, HUB, 83, 91, Motion, Vetra, e Grisou 30.

Vediamo un pò di opinioni:
Recensioni porte Metalnova
Massimo: "ottima azienda, personale professionale e specializzato. Nella mia azienda ho installato diverse porte Metalnova, da oltre 20 anni. Non ho mai pensato di sostituirle."
Simone68 è un installatore e con Metalnova, Dierre e Alias e non ha mai avuto lamentele dai clienti.
Tra Metalnova e Gasperotti, la differenza di qualità è minima secondo Mascara76. Ma opterebbe indubbiamente per Metalnova.
In generale, si trovano solo ottime recensioni.
Porte Vighi
Vighi opera da oltre 40 anni nel settore delle porte blindate. Produce porte Made in Italy fino alla classe 5 con la linea Top.
Le linee di punta sono la Top, la Matik e la Unix. Axel per i portoni di design e Lightdoor per gli infissi luminosi.

Secondo Gigiotto la Vighi è migliore rispetto a Silvelox e Bauxt, ma a tutte e tre preferisce la Gasperotti.
Antonio ha qualcosa da dire:"due anni fa mi hanno montato la porta blindata storta e nonostante i reclami nessuno è intervenuto! Sulla qualità nulla da eccepire."
Sulla loro pagina Google, Gianluca: "Professionalità, cortesia e pulizia dell'installazione ineccepibili nonostante le difficoltà di posa su pareti in sasso. Cosa dire della porta TOP2001? Sempre considerata tecnicamente una delle migliori per le mie esigenze.
VIGHI non è una porta artigianale (e sarebbe già un complimento con tutte le personalizzazioni possibili) ma una piccola opera d'arte.
Complimenti sinceri".
Porte Oikos
Oikos è uno dei marchi più orientati al design nel settore delle porte blindate. I prodotti, spesso caratterizzati da aperture a bilico e soluzioni filomuro, coniugano elevati standard di sicurezza (classe 3–4) con un forte impatto estetico. Se stessi cercando un portone particolare direi che Oikos fa per te. Ovviamente, il bello e la qualità costano.
Modelli porte blindate Oikos
I prodotti di punta sono Synua, Nova, Tekno, Project, Evolution e Vela (scorrevole).
L'azienda punta molto sull'effetto Wow, alcuni modelli utilizzano il bilico verticale o le cerniere a scomparsa.

Recensioni porte Oikos
Andrea è rimasto molto soddisfatto per la cortesia e disponibilità del fornitore.
Davide sottolinea una peculiarità di questa azienda: "quello che riescono a fare con il colore è impressionante. Una delle migliori società del settore."
Ad un utente che non conosce il brand, Luigi consiglia questi marchi: Dierre, Torterolo, Alias, Oikos, Vighi e Gasperotti.
Un pò di problemi si registrano sull'assistenza e sul prodotto. Ad esempio Biagio commenta: "buon prodotto, ma assistenza inesistente. Sin dal primo utilizzo il prodotto ha presentato problemi nell'apertura e nella chiusura."
Su questo post, Valeria: "Io possiedo una porta filomuro Oikos e mi trovo bene"
Porte Gasperotti
Gasperotti, tra le aziende di cui si trova maggiore materiale sul web.
Modelli porte blindate Gasperotti
Tra i modelli più gettonati abbiamo:
- Habitat (classe 3),
- Cilinder e Blindo (classe 4),
- Klima (classe 3 e 4).

Nei forum ha un discreto successo:
Recensioni porte Gasperotti
G. Alberti, per il doppio battente consiglia ai suoi clienti la Gasperotti. "Sicuramente costa qualcosa in più, ma vale tutti i soldi spesi."
Maria tra Metalnova, Gardesa e Gasperotti, dopo essersi fatta un'opinione, ha optato per quest'ultima.
Claudia invece ha avuto un'esperienza totalmente negativa sul pre-vendita. L'azienda, a suo dire, ha avuto un comportamento che non si sarebbe mai aspettata. "Da quando sono andata in ditta, il primo sopralluogo è avvenuto con notevole ritardo. Dopodiché, non li ho più visti e sentiti. Ho chiamato diverse volte nel giro di più settimane, ottenendo solo rinvii."
Porte Ariete
Concludiamo con Ariete. Da più di 30 anni sul mercato. Buona gamma di prodotti. Su Trustpilot ottiene 4,7 stelle su 68 recensioni.

Tra gli altri brand meritevoli di citazione abbiamo la Dibi, Silvelox e la Gardesa.
Non è semplice trovare delle recensioni sul web. Quelle che ci sono, in generale, sono poco affidabili. Ti prometto che aggiornerò periodicamente la guida.
Confronto tra le migliori marche di porte blindate
Cercando di riepilogare, vediamo i punti di forza dei vari brand:
| Marca | Posizionamento | Punti di forza |
|---|---|---|
| Garofoli | Medio-alto | Design coordinato, qualità estetica elevata |
| Dierre | Medio | Tecnologia, ampia gamma, diffusione capillare |
| Metalnova | Medio-alto | Ottimo rapporto qualità/prezzo, affidabilità nel tempo |
| Vighi | Alto | Alta sicurezza, personalizzazione, qualità costruttiva |
| Oikos | Premium | Design, porte a bilico, effetto architettonico |
| Gasperotti | Alto | Qualità percepita molto alta, robustezza |
Quindi:
| Se cerchi… | Marca consigliata | Motivo |
|---|---|---|
| Miglior qualità/prezzo | Metalnova | Affidabilità + costo equilibrato |
| Porta di design | Oikos | Estetica e soluzioni architettoniche |
| Massima sicurezza | Vighi | Classe RC5 e qualità costruttiva |
| Ampia scelta modelli | Dierre | Catalogo molto esteso |
| Estetica coordinata casa | Garofoli | Integrazione con porte interne |
| Porta “top percepita” | Gasperotti | Alta reputazione nei forum |
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
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