Migliori caldaie a pellet 2026 con recensioni
Quali sono le migliori marche e modelli di caldaie a pellet con recensioni e opinioni dai forum e dal web. Focus sui bonus e la scelta della potenza.

Vista l'impressionante diffusione degli ultimi anni delle caldaie a pellet, ho deciso di realizzare un articolo sulle migliori.
I motivi del successo del pellet: risparmio e tutela dell’ambiente. Inoltre, dove non arrivano le tubazioni del metano, può rappresentare una valida alternativa alla pompa di calore.
Un'altra motivazione è legata alle detrazioni fiscali. Sono stati prorogati i bonus fiscali per il risparmio energetico e il conto termico, concessi per l’installazione di caldaie a biomassa combustibile, tra cui quelle a pellet.
Prima di segnalarti le migliori marche e modelli di caldaia a pellet, penso ti possa essere utile la differenza tra caldaia, stufa e termostufa a pellet.
Ecco le migliori marche premiate dal web:
Quali sono le migliori marche di caldaie a pellet?
Tra le migliori marche di caldaie a pellet, in ordine di fascia dalla “premium” alla più “accessibile” (IMPORTANTE! Questo non è un ordine assoluto per tutti i modelli di ciascun marchio, ci sono modelli “entry” e “top” all’interno dello stesso brand che variano enormemente), abbiamo:
| Marche | Modelli di caldaie a pellet | Fascia di prezzo |
|---|---|---|
| Nobis | Polygon 25, 28 32 kW | alta |
| Klover | Ecocompact | alta |
| Viessmann | Vitoligno 200/300 | alta |
| Edilkamin | Gora 22 / 26 / 29, Gora2 Slim Up, Laguna H 24 Evo, Laguna H 31 Evo, Laguna2 P18 | alta |
| Nordica - Extraflame | PK15, PK20, PK30, PR20, PR30 | medio-alta |
| Palazzetti | jp18 jp25 | medio-alta |
| Montegrappa | Aktiv Artika | medio-alta |
| Piazzetta | CP 20 26 32 | medio-alta |
| MCZ | Selecta e Techna | medio-alta |
| Moretti Design | Tecknica, Duplex | medio-alta |
| Carinci | Eco Power | medio-alta |
| Ravelli | Hr evo | media |
| Thermorossi | Compact | media |
- Nobis: Italiana che commercializza modelli di fascia alta. Produce stufe a pellet, caldaie pellet/legna, sistemi riscaldamento.
- Rika: Austriaca che commercializza modelli di fascia alta.
- Klover: Italiana che produce e commercializza modelli di fascia alta.
- La Nordica Extraflame: italiana, fondata nel 1968, con sede a Montecchio Precalcino (Vicenza, Veneto). La Nordica si occupa di generatori a legna, l'Extraflame del pellet;
- Palazzetti: italiana, fondata nel 1968, con sede a Porcia (Pordenone, Friuli-Venezia Giulia). Producono Stufe, camini, caldaie a pellet, cucine a legna o pellet, sistemi di riscaldamento domestico a biomassa;
- Edilkamin: fondata nel 1963, ha sede in Italia. Produce generatori a biomasse (stufe, caldaie a pellet, termocamini..);
- Viessmann: la sede centrale è in Germania e l'anno di fondazione è il 1917. Producono caldaie a condensazione, sistemi solari, pompe di calore, caldaie a legna e pellet (biomassa), sistemi industriali. Fatturati oltre i 4 miliardi.
- Montegrappa: Italiana che commercializza modelli di fascia medio-alta.
- Mcz: Italiana che commercializza modelli di fascia medio-alta.
- Piazzetta: Italiana che commercializza modelli di fascia medio-alta.
- Carinci: Italiana che commercializza modelli di fascia medio-alta.
- Thermorossi: fondata nel 1964, ha sede a Italia. Produce generatori a biomassa (stufe a pellet e legna, caldaie a pellet, termocamini, termocucine);
Altre aziende italiane che si attestano su una fascia di prezzo media sono: Ravelli e Girolami.
Nobis: modelli
Vediamo le caratteristiche dei vari modelli di caldaia:
POLYGON 25 kW
- Potenza termica introdotta: 7,9 – 26,9 kW.
- Potenza termica resa all’acqua (nominale): 7,2 – 24,7 kW.
- Rendimento dichiarato: ≈ 92 %.
- Consumo pellet: 1,63 – 5,60 kg/h.
- Autonomia con serbatoio (variabile): 13,4 – 46,0 h (dipende dalla capacità del serbatoio 75 o 125 kg).
- Potenza elettrica in esercizio: ~118 W.
- Dimensioni: 105 × 140 × 62 cm.
- Peso: 350 kg.
- Classe energetica: A+;
- classificazione ambientale DM186 (5★ dove indicato).

POLYGON 28 kW
- Potenza nominale resa all’acqua riportata: fino a ~27 kW (potenza termica introdotta simile alla gamma 7,9–27 kW nelle schede).
- Rendimento dichiarato: ~92 % (valori analoghi al 25).
- Consumi, autonomia, dimensioni e peso molto simili al 25 (serbatoio 75–125 kg; misure 105×140×62 cm; peso 350 kg).
- Funzionalità di serie come Wi-Fi, Sensiryon, pulizia automatica
POLYGON 32 kW
- Potenza nominale resa all’acqua: 7,2 – 29,0 kW (potenza termica introdotta 7,9 – 31,5 kW secondo scheda).
- Rendimento dichiarato: ≈ 92,2 %.
- Consumo pellet: 1,63 – 6,56 kg/h. Autonomia min–max: 11,4 – 46,0 h (con serbatoio 75 o 125 kg).
- Potenza elettrica in esercizio: ~124 W. Dimensioni/peso: 105 × 140 × 62 cm / 350 kg.
- Classe energetica A+, uscita fumi Ø100 mm (superiore/posteriore).
I tre modelli condividono la maggior parte della tecnologia (Sensiryon, pulizie automatiche, Wi-Fi, compattatore, serbatoi 75/125 kg): la scelta tra 25/28/32 e quindi soprattutto di potenza (quanto carico termico vuoi coprire) e di consumo massimo (il 32 ha consumo max leggermente superiore).
Le tecnologie sono:
- Sensiryon: sistema di controllo automatico della combustione che regola la ventilazione e l’alimentazione per mantenere efficienza e stabilità di fiamma.
- Wi-Fi di serie / gestione remota: kit Wi-Fi offerto per controllo da remoto e settaggi (gestione tramite app/portale).
- Green technology & pulizie automatiche: pulizia automatica del braciere (fondello in acciaio forgiato), pulizia silenziosa e automatica del fascio tubiero tramite motoriduttore dedicato e compattatore automatico delle ceneri riduce interventi manuali e manutenzione ordinaria.
- Serbatoio pellet 2 varianti: disponibili da 75 o 125 kg, utili per lunga autonomia (professionale/residenziale con rifornimenti meno frequenti).
- Flessibilita d’installazione: scarico fumi superiore o posteriore; il software della caldaia supporta diversi tipi di impianto (radiatori, pavimento radiante, sistemi con accumulo e kit ACS).
Edilkamin: modelli
Di seguito un’analisi comparativa dettagliata delle caldaie a pellet Edilkamin Gora 22 / 26 / 29, Gora2 Slim Up, Laguna H 24 Evo, Laguna H 31 Evo, Laguna2 P18.

| Modello | Potenza utile | Rendimento |
|---|---|---|
| Gora 22 | 6 – 20,1 kW | 93,5% |
| Gora 26 | 6 – 24 kW | 92,9% |
| Gora 29 | 6 – 27 kW | 92,5% |
| Gora2 Slim Up | 5,7 – 20,1 kW | 93,4% |
| Laguna H 24 Evo | 7,1 – 24,3 kW | 93,7% |
| Laguna H 31 Evo | 7,1 – 30,9 kW | 93,3% |
| Laguna2 P18 | 4,7 – 16,2 kW | 91,8% |
| Modello | Serbatoio | Autonomia indicativa |
|---|---|---|
| Gora 22 | 60 kg (94 l) | 13–43 h |
| Gora 26 | 60 kg | 11–43 h |
| Gora 29 | 60 kg | 10–43 h |
| Gora2 Slim Up | 40 kg (64 l) | 9–31 h |
| Laguna H 24 Evo | 100 kg (148 l) | 19–63 h |
| Laguna H 31 Evo | 100 kg (148 l) | 14–63 h |
| Laguna2 P18 | 60 kg (97 l) | 16–55 h |
Gora 22 / 26 / 29
Questi tre modelli condividono la struttura di base (serbatoio da 60 kg, doppia porta, focolare in acciaio / ghisa) e il sistema Leonardo per la gestione della combustione.
- Potenza: la scelta tra 22, 26 e 29 serve a coprire diversi carichi termici: il 22 è più adatto per abitazioni con fabbisogno termico medio o contenuto, il 29 per impianti più grandi o con dispersioni maggiori.
- Serbatoio e autonomia: 60 kg non è un serbatoio enorme, ma per uso residenziale e funzionale; l’autonomia varia molto in base al carico.
- Emissioni / ambiente: la Gora 22 ha classe ambientale 5 stelle
- Limitazioni: per chi vuole rifornire poco spesso, il serbatoio da 60 kg potrebbe richiedere ricariche frequenti; anche la potenza massima del 29 ha un limite se il fabbisogno e davvero elevato.
Gora2 Slim Up
- Ingombro ridotto: profondità solo 44 cm — molto utile se lo spazio nel locale tecnico e limitato.
- Serbatoio più piccolo: 40 kg, quindi autonomia più “ristretta” rispetto alle Gora standard.
- Pulizia migliorata: ha pulizia doppia (crogiolo + turbolatori) con sistema “EKleaner” integrato, il che riduce la frequenza degli interventi manuali.
- Controllo moderno: display frontale + connettività Wi-Fi integrata (“The Mind” di Edilkamin) per controllo remoto.
- Efficienza: 93,4%, ottimo per una compatta.
- Quando è utile: perfetta per chi ha poco spazio, per locali tecnici stretti o per chi preferisce una caldaia “slim” senza sacrificare la potenza.
Laguna H 24 Evo / Laguna H 31 Evo
Si tratta di caldaie ad alta potenza (24 e 31 kW), indicate per impianti medio-grandi o abitazioni con elevato fabbisogno termico.
- Serbatoio grande: 100 kg (148 litri), permette molta autonomia, quindi minore frequenza di rifornimento.
- Pulizia automatica: del braciere e dei turbolatori, con espulsione automatica della cenere.
- Display: touch screen a colori, pannello sinottico, sonde esterne gestibili.
- Vaso di espansione chiuso: presente, come negli altri modelli.
- Efficienza: molto alta (93,7% per la 24 Evo).
- Dimensioni d’impianto: la 31 Evo con i suoi 30,9kW utili puo riscaldare volumi molto grandi o essere usata in ambito semi-industriale/residenziale importante. Edilkamin indica ~805 m3 riscaldabili per la 31 Evo.
- Quando scegliere: se hai una casa grande, molti radiatori o volumi importanti, oppure vuoi una caldaia potente per garantire riserva termica (puffer) e meno accensioni.
Laguna2 P18
- Potenza più “contenuta”: 4,7–16,2 kW.
- Serbatoio laterale da 60 kg (97 litri)
- Autonomia: 16–55 h, che è abbastanza ampia considerando il serbatoio e il range di potenza.
- Pulizia automatica: si, turbolatori + braciere + espulsione cenere + compattatore cenere (contenitore con ruote), molto comodo per la manutenzione.
- Display: pannello touch a colori. Edilkamin Efficienza: 91,8%.
- Contenuto acqua: circa 65 l (secondo dati tecnici).
- Quando è utile: ottima scelta per installazioni più compatte ma ancora con esigenza di generare acqua calda per riscaldamento; il serbatoio laterale è utile per avere buona autonomia ma non un ingombro enorme.
Piazzetta: modelli
Le caldaie a pellet Piazzetta sono:
- CP-20 (CP 20 / CPS 20) — potenza utile all’acqua ~5,8 – 19,6 kW; rendimento ~88,9 – 91,1%; consumo pellet ~1,3 – 4,4 kg/h; serbatoio ~58 kg.
- CP-26 (CP 26 / CP-26 ACS) — potenza utile all’acqua ~7,5 – 25,8 kW (valori commerciali indicano fino a 26 kW); rendimento ~88,3 – 93%; consumo pellet ~1,5 – 5,9 kg/h; serbatoio ~70–72 kg.
- CP-32 / CPS 32 — potenze fino a 32 kW; rendimento tipico nella fascia alta della serie (es. ~90,5–92,5% per versioni maggiori); serbatoi e consumi proporzionati alla potenza.

Nordica Extraflame: modelli
Partiamo dalla Serie PK (Traditional Line).
PK15
- Potenza termica: 4,1 – 15,0 kW
- Rendimento: 87,7 – 93 %
- Consumo pellet: 1,0 – 3,4 kg/h
- Serbatoio: 75 kg
- Peso: 295 kg
- Classe ambientale: 5 stelle (DM 186)

PK20
- Potenza termica: 5,7 – 20,0 kW
- Rendimento: 88,4 – 92,4 %
- Consumo pellet: 1,4 – 4,6 kg/h
- Serbatoio: 75 kg
- Peso: 300 kg
- Classe ambientale: 5 stelle (DM 186)
PK30
- Potenza termica: 8,9 – 30,0 kW
- Rendimento: 92,4 – 92,7 %
- Consumo pellet: 6,8 kg/h
- Serbatoio: 75 kg
- Peso: 310 kg
- Classe ambientale: 5 stelle (DM 186)
PR20
- Potenza termica: 5,7 – 20,0 kW
- Rendimento: 88,4 – 92,4 %
- Consumo pellet: 1,4 – 4,6 kg/h
- Serbatoio: 75 kg
- Peso: 310 kg
- Classe ambientale: 5 stelle (DM 186)
PR30
- Potenza termica: 8,9 – 30,0 kW
- Rendimento: 92,4 – 92,7 %
- Consumo pellet: 6,8 kg/h
- Serbatoio: 75 kg
- Peso: 325 kg
- Classe ambientale: 5 stelle (DM 186).
Manutenzione, pulizia ed estetica
La manutenzione della caldaia risulta essere un’operazione assolutamente necessaria. Prima della stagione invernale, quando si prevede un utilizzo massiccio dell’impianto, è tassativamente necessario provvedere, oltre alla corretta pulizia del camino, anche del controllo e della pulizia approfondita del generatore di calore da parte di personale specializzato.
Inoltre, periodicamente, è necessario pulire la camera di combustione, scaricare le ceneri e seguire puntualmente tutte le indicazioni riportate nel manuale di uso e manutenzione a corredo del dispositivo. Tale manuale deve essere consegnato dal rivenditore al momento dell’acquisto del dispositivo. Ti consiglio di scegliere un dispositivo facile da pulire!
Una caldaia ben realizzata e correttamente gestita può svolgere il suo lavoro per numerosi decenni senza particolari interventi di manutenzione.
Penso possa esserti utile l'articolo sulle migliori stufe a pellet.
A presto, Vincenzo.
Quando è obbligatori il coordinatore della sicurezza? 2026
Coordinatore e piani per la sicurezza nei cantieri delle ristrutturazioni edili della casa: quando è obbligatorio e quali sono i documenti da richiedere alle ditte?

Se tu dovessi aprire un cantiere, e cioè qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili, sappi che dovrai interfacciarti con la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il cantiere è un luogo in cui il rischio di infortunarsi si amplificano per via delle lavorazioni e delle interferenze tra vari operai che svolgono i loro compiti. Inoltre, anche se nominerai un professionista che seguirà i lavori, avrai comunque delle responsabilità.
Questa guida ti sarà molto utile, sia che tu debba nominare un "responsabile della sicurezza", sia che tu voglia occupartene in prima persona. Leggi con attenzione ogni paragrafo. Nell'articolo cercherò di rispondere alle domande che ti sarai posto: quando è necessario un professionista, quali sono i progetti, cosa devo verificare in cantiere, quanto costa il tecnico?
Ad oggi, la sicurezza viene "progettata" preventivamente. Partiamo dagli strumenti disponibili e dai soggetti interessati.
Piani di sicurezza e soggetti coinvolti
I principali strumenti a disposizione, per perseguire la sicurezza sui cantieri, sono:
- il piano di sicurezza e di coordinamento (PSC), è un documento che contiene l'analisi e la valutazione dei rischi del cantiere che dovrà aprirsi, le procedure, le misure preventive e protettive (ad esempio i dispositivi di protezione individuale: caschetto, guanti etc.) da attuare. Può essere disposto sia in fase di progettazione e/o in fase di esecuzione dei lavori. Viene redatto dal coordinatore per la sicurezza ai sensi dell'arto. 100 del Dlgs 81/2008;
- il piano operativo di sicurezza (POS): documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato. Contiene le specifiche attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall'impresa, l'individuazione delle misure preventive e protettive e l'elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere.
A una prima lettura, i due piani, potrebbero sembrare simili. Ma mentre il primo riguarda un cantiere in cui sono presenti più imprese, è redatto da una figura esterna all'impresa edile, e regola le interferenze tra le varie imprese del cantiere. Il secondo riguarda i rischi interni alla sola impresa per cui è stato redatto.
Poi ci sono dei soggetti responsabili dell'esecuzione di quanto contenuto nei piani:
- coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione CSP: soggetto incaricato dal committente dell'esecuzione dei compiti relativi alla sicurezza, prima che inizino i lavori, in fase di progettazione dell'opera. E' colui che redige il piano di sicurezza e di coordinamento in fase di progettazione;
- coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione CSE: soggetto incaricato dal committente dell'esecuzione dei compiti relativi alla sicurezza, durante lavori, in fase di esecuzione dell'opera. Oltre a verificare l'applicazione, da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento, segnala al committente le eventuali inosservanze e sospende, in caso di pericolo grave ed imminente le singole lavorazioni. Qualora, si rendessero necessarie delle modifiche al PSC realizzato in fase di progettazione, dovrà redigere un nuovo piano. Pensiamo al caso in cui cambino le imprese durante le lavorazioni;
- datore di lavoro: colui che dirige l'impresa e controlla sul rispetto del POS; Infine, abbiamo altri soggetti:
- committente: colui che commissiona l'opera, ad esempio il proprietario di casa;
- impresa: organo composto da più lavoratori che svolgono l'opera;
- lavoratore autonomo: soggetto che lavora autonomamente, senza dipendenti o capi.
Ho cercato di semplificarti al massimo la questione. Naturalmente l'argomento necessiterebbe di approfondimenti e precisazioni.
Come ti accennavo nella premessa, anche se avessi incaricato un soggetto esterno, anche tu dovresti verificare in prima persona il rispetto delle prescrizioni di legge contenute nel Testo unico sicurezza dlgs 81/2008. Ma quando dovrai incaricare un professionista della sicurezza, che redigerà i piani?
Quando è obbligatorio nominare un Coordinatore in fase di esecuzione e/o progettazione?
La nomina dei Coordinatori (sia CSP che CSE) è necessaria in tutti i casi in cui nel cantiere è prevista la presenza di più di 1 impresa ESECUTRICE! ANCHE NON CONTEMPORANEA.
Pertanto, nel caso di ristrutturazioni in cui vi sia un'unica impresa esecutrice, i Coordinatori non sono necessari. Lo stesso dicasi nel caso di una sola impresa e più lavoratori autonomi. Ciò potrai verificarlo all'interno della visura camerale dei soggetti che entreranno nel cantiere.
Questo non significa che non dovranno essere rispettate le norme. Semplicemente non è obbligatoria (non vuol dire che non sia necessaria) la nomina di questa figura. Difatti, qualora ci sia un'unica impresa, quest'ultima avrà già delle regole interne, contenute nel POS, di cui il datore di lavoro sarà il responsabile del rispetto.
In pratica, i coordinatori servono nel momento in cui ci sono più imprese, che possono INTERFERIRE tra di loro e quindi necessitano di coordinamento spaziale e temporale.
Un argomento che deve interessarti e la cui verifica spetta anche al committente è il controllo dei documenti delle imprese. Se questi non saranno in regola, rischi delle sanzioni. Conviene visionarli:
Quali sono i documenti ed i requisiti dei soggetti (imprese e lavoratori autonomi)?
Ai sensi dell’art. 90 comma 9 del D.Lgs. 81/08, l'allegato XVII elenca la documentazione e gli obblighi delle imprese nei cantieri edili sia per quanto riguarda lavori in manutenzione ordinaria che straordinaria etc. Tali documenti sono obbligatori e il committente ha l'obbligo di verificarli.
Nel caso di nomina del CSE, sarà questa figura a controllare i requisiti delle imprese. Come ti dicevo, in molti casi non è obbligatorio e quindi il proprietario dovrà adempiere a tali verifiche.
Le imprese: documentazione obbligatoria
Le imprese affidatarie dovranno indicare al committente o al responsabile dei lavori almeno i nominativi dei soggetti della propria impresa con specifiche mansioni in merito alla sicurezza.
Ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale le imprese, esecutrici e affidatarie (allegato XVII), dovranno esibire al committente o al responsabile dei lavori almeno:
- iscrizione alla Camera di commercio, industria ed artigianato;
- documento di valutazione dei rischi DVR o autocertificazione (nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportino rischi particolari di cui all'allegato XI). L'autocertificazione poteva essere prodotta fino al 30 giugno 2013;
- documento unico di regolarità contributiva DURC;
- dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi.
Inoltre, le imprese hanno l'obbligo di redigere il POS riferito al singolo cantiere, documento che rappresenta il dettaglio della Valutazione dei rischi.
Infine, secondo l'art. 90 comma 9, il committente dovrà richiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’ALLEGATO XI, questi requisiti si considerano soddisfatti mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarità contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e dell’autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;
Documentazione dei lavoratori autonomi
I lavoratori autonomi dovranno esibire almeno:
- iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato;
- specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente decreto legislativo di macchine, attrezzature e opere provvisionali o autocertificazione (nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportino rischi particolari di cui all'allegato XI);
- elenco dei dispositivi di protezione individuali in dotazione DPI o autocertificazione(nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportino rischi particolari di cui all'allegato XI);
- attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria, ove espressamente previsti dal presente decreto legislativo o autocertificazione (nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportino rischi particolari di cui all'allegato XI);
- documento unico di regolarità contributiva DURC.
In caso di subappalto, il datore di lavoro dell’impresa affidataria verifica l’idoneità tecnico professionale dei sub appaltatori con gli stessi criteri.
Come ti accennavo, se avessimo meno di 200 uomini giorno nel cantiere, potresti accettare le autocertificazioni. Scarica pure il modello.
Qual è la differenza tra ditta o impresa individuale e lavoratore autonomo?
La dicitura all’interno del certificato camerale è quella di impresa individuale.
Per potersi definire lavoratore autonomo, però, occorre che non esistano né dipendenti né collaboratori, nemmeno familiari. Il lavoratore autonomo non ha personale dipendente.
La ditta o impresa individuale fa capo a un solo soggetto, che è l’unico responsabile della gestione imprenditoriale e, a differenza del lavoratore autonomo, può avere dipendenti.
Per accertarsi di ciò, è opportuno verificare la visura camerale dell’impresa:
Indipendente: 1; significa che l’impresa è formata dal solo titolare; nella fattispecie, poiché presso la Camera di Commercio , industria ed artigianato il termine di “lavoratore autonomo” non compare, l’impresa individuale senza dipendenti può essere equiparata a “lavoratore autonomo”.
Dipendente: 1 o più di uno; significa che oltre il responsabile dell’impresa sono presenti anche lavoratori subordinati per cui ci troviamo di fronte alla vera e propria impresa.
Concludiamo con l'aspetto economico:
Quali sono le sanzioni al committente?
Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti con sanzioni penali ed amministrative:
- con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 euro per la violazione dell’articolo 90, commi 3, 4 e 5 (mancata designazione coordinatore);
- con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.228,50 a 5.896,84 euro per la violazione dell’articolo 90, comma 9, lettera a) (mancata verifica idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie), 93, comma 2, e 100, comma 6-bis (mancata verifica attuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria);
- con la sanzione amministrativa pecuniaria da 614,25 a 2.211,31 euro per la violazione degli articoli 90, commi 7 e 9 , lettera c) (mancata comunicazione alle imprese e ai lavoratori autonomi del nominativo del coordinatore e trasmissione notifica preliminare), 101, comma 1, primo periodo (mancata trasmissione del piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori).
Per ottenere un preventivo gratuito via mail, contattandoci a
Quanto costa il riscaldamento a pavimento e bonus 2026
Qual è il costo del riscaldamento a pavimento o radiante e quali bonus ed ecobonus si possono sfruttare?

Aumenti la temperatura del cronotermostato e le stanze non si riscaldano? Oppure, ti arrivano bollette del gas che mettono in crisi il bilancio familiare? Molto probabilmente stai utilizzando l'impianto di riscaldamento sbagliato.
Esiste un'alternativa ai termosifoni ed essendo capitato su questo articolo, avrai sentito parlare dell’impianto a pavimento o a pannelli radianti.
Buone notizie. Oggi, passare ai pannelli è molto conveniente, in quanto i costi si sono notevolmente abbassati rispetto al passato. Inoltre, i bonus dell'Agenzia delle Entrate permettono di recuperare una buona parte dell'investimento.
Proprio per quanto riguarda i costi, ci sarà utile comprendere le differenze tra i tipi di impianti:
Indice
- Tipi di impianto: a secco o a umido.
- Qual è il costo di un impianto a pavimento?
- Quali sono i bonus sfruttabili?
- Migliori marche del mercato e recensioni.
Tipi di impianto: a secco o umido.
Come saprai i pannelli radianti sono costituiti da serpentine di tubo, all'interno delle quali circola l'acqua calda. La peculiarità di questi impianti è che tutta la superficie del pavimento costituisce l’elemento scaldante. Vedremo in seguito perché esalto questo aspetto e che vantaggio comporta.
In commercio esistono due tipologie di "posa": a secco e ad umido.

L'impianto a secco viene posato senza utilizzare massetti, calcestruzzi o altre miscele liquide. Sulle lastre in polistirene, incollate al pavimento, vengono posati i tubi, dove circolerà l'acqua calda. Successivamente, questi pannelli vengono coperti con delle lastre, su cui vengono appiccicati i pavimenti. In genere, il pavimento a secco viene posato sulla pavimentazione esistente.
Viceversa, nell'impianto a umido, le serpentine sono annegate nel massetto di cemento.
Vediamo le principali differenze:
- la posa dell'impianto a secco è molto più rapida;
- il sistema a secco si riscalda prima, ma si raffredda molto più velocemente. Difatti, il sistema umido, essendo più massivo, ha una maggiore inerzia termica (capacità di un materiale di assorbire e accumulare calore). Quindi, se il tuo immobile è molto utilizzato, ti consiglierei l'impianto umido. Viceversa, se passi poco tempo nell'immobile, opta per il secco;
- nel sistema a secco, la temperatura di mandata dell'acqua è inferiore. Questo si traduce in un ulteriore risparmio;
- se il fondo non è planare, un impianto a secco non è adatto. Si può sopperire posando un auto-livellante;
- Il costo di fornitura e posa in opera del sistema a secco è superiore, ma non eccessivamente. Se consideriamo la realizzazione di una nuova casa, il costo del sistema secco è superiore del 50% rispetto all'umido. Mentre, sull'esistente, se occorre demolire per riposare l'impianto umido, il sistema a secco è più costoso del 20%.
Passiamo all'aspetto economico:
Qual è il costo al mq di un impianto a pavimento?
In buona parte, per un appartamento standard, il costo totale di un impianto a pannelli radianti dipende:
- dal passo delle serpentine che a sua volta dipende dalla qualità in termini di performances termiche dell'involucro (pareti, tetto, presenza del cappotto ecc.) e dal luogo dove viene posato l'impianto;
- tipologia della posa: a secco o umido;
- dalla qualità e dalla marca del prodotto;
- tipologia di regolazione delle temperatura;
- l'estenzione dell'abitazione;
Generalizzando, il prezzo medio di un impianto a pavimento umido oscilla tra i 70 e i 120 €/mq, oltre iva.

Qual è il costo di un impianto a pavimento per una casa di 70 mq - 100 mq - 150 mq e 200 mq?
A titolo esemplificativo, vediamo il prezzo medi di un impianto a umido di buona marca con passo della serpentina di 20 cm:
| Superficie | Impianto radiante | Costo totale medio |
|---|---|---|
| 70 mq | 80-100 €/mq | 6.300 €/mq |
| 100 mq | 80-95 €/mq | 9.000 €/mq |
| 150 mq | 75-90 €/mq | 12.000 €/mq |
| 200 mq | 70-90 €/mq | 16.000 €/mq |
Il tutto escluso:
- sistema di generazione (caldaia o pompa di calore);
- opere murarie (demolizioni e tracce);
- parcella dei professionisti (ingegnere, architetto o geometra);
- IVA.

Arriviamo agli aspetti fiscali:
Quali sono le detrazioni fiscali e i bonus sfruttabili?
Ti premetto che è possibile optare per diversi tipi di detrazioni, non cumulabili tra loro:
- il bonus ristrutturazione, concesso in quanto l'installazione di impianto a pavimento rientra nella Manutenzione straordinaria;
- ecobonus, concesso nel caso in cui l'impianto a pavimento venga alimentato da un generatore non a combustibile fossile quale ad esempio una pompa di calore o un sistema ibrido.
In questi casi occorre compilare la comunicazione Enea sul sito dell'Ente ed è necessario effettuare i pagamenti tramite specifico bonifico bancario per agevolazione parlante. Molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverai questo servizio.
L'intervento gode dell'IVA agevolata?
Se godessi di un bonus, per la fornitura e posa in opera dell'impianto radiante potresti godere di un'IVA agevolata del 10% e non del 22%.
Passiamo, ora, ai brands in commercio:
Quali sono le migliori marche del mercato? Opinioni e recensioni dai forum.
Ti devo premettere che trovare delle opinioni sulle marche di pannelli radianti è un compito davvero difficile. In genere, nessun cliente lascia le recensioni. Spero che questo articolo possa servire in tal senso. Se hai delle esperienze ti chiedo di postarle tra i commenti.
Quello che posso dirti è che le migliori marche sono: Eurotherm, Rossato, RDZ, Hitec, Pantherm, Tiemme, Valsir, Giacomini, Uponor, Velta, Rehau e Geberit.
In un forum di impiantisti, Manofthemoon consiglia RDZ.
Max, in quanto a qualità, opterebbe per Eurotherm, Velta e RDZ.
L'ing. Walter, da alcuni anni, usa soprattutto Emmeti. Si trova bene. Migliorerebbe solo i collettori.
Sul gruppo Facebook degli idraulici, tanti optano per RDZ ed Henco. Per i pavimenti a secco consigliano Floortech, ma i costi sono alti. Sullo stesso gruppo Enzo: "io installo Giacomini e mi trovo benissimo."
Mi rendo conto che è davvero poco. Ma, per essere imparziale, non voglio dirti i miei preferiti.
Qual è il costo dei singoli componenti impianto a pavimento?
Partirei con il fornirti il prezzo di ogni componente dell'impianto, per poi indicarti il range medio di prezzi.

Il costo della fornitura e posa in opera delle varie componenti di un impianto a pavimento è:
- tubazioni in polietilene per il passaggio del fluido scaldante (circa 1,7 €/m);
- collettore (da 200 a 450 €);
- accessori (valvole, curve, adattatori);
- pannello isolante (da 15 a 25 €/mq);
- striscia perimetrale adesiva (1,5 €/mq);
- rete (6 €/mq) e massetto (30 €/mq);
- cronotermostato (dai 200 ai 700 dei dispositivi più evoluti);
Vantaggi dell'impianto a pavimento.
Prima di elencarti i vantaggi, vorrei postarti le risposte fornite ad un'utente indecisa se installare o meno i pannelli radianti:

Ma perché questo successo?
Il vantaggio principale consiste nell'utilizzo di pannelli radianti sotto-pavimento, che scambiano il calore con l’ambiente per effetto dell’irraggiamento. In pratica e principalmente, il calore non si propaga né per contatto né per trasporto di materia, ma tramite radiazioni elettromagnetiche.
Questo aspetto assume un carattere fondamentale nel momento in cui ci troviamo di fronte ad un appartamento con altezze superiori ai 2,70 metri standard. Immagina di avere un impianto a radiatori, che funziona principalmente per convenzione, dovuta alla differenza di temperatura che crea il flusso di calore. Se riprendi in mano il vecchio libro di fisica, troverai in grassetto: l'aria calda tende a salire ed a creare un moto convettivo con l'aria fredda. In pratica, avendo un soffitto alto, riscalderai prima il volume in alto e poi quello in basso. Quindi, o ci vorrà tanto tempo per riscaldare l'ambiente o addirittura non riscalderai le parti bassi dove vivi. La soluzione è il pavimento radiante. Difatti, grazie all'irraggiamento verrà riscaldata solo la zona prossima all'impianto, che è quella che interessa a noi. Il soffitto resterà freddo, ma penso che te ne possa fare un ragione..
Tutta la superficie del pavimento costituisce l’elemento scaldante. Negli impianti tradizionali a radiatori, la superficie scaldante è molto inferiore. L'aumento della superficie scaldante permette di abbassare la temperatura di esercizio dell'acqua fino a 35/40 gradi.
Negli impianti di riscaldamento tradizionali, l'acqua circola a temperature medie dell'ordine dei 70°. Naturalmente, riscaldare l'acqua fino a 70° richiede uno sforzo maggiore alla caldaia e di conseguenza un aumento del consumo di combustibile (metano, GPL, pellet etc.).
Penso possa esserti utile l'articolo sul confronto tra impianto a pavimento e sistema a termosifoni.
Inoltre, se si pensa che le moderne caldaie a condensazione hanno rendimenti, e cioè rapporti tra quello che consumano e quello che producono, molto alti, se fatte lavorare a temperature basse, vi è un ulteriore risparmio.
Infine, le basse temperature in gioco permettono l'utilizzo di generatori di calore a fonti rinnovabili, come pompe di calore e pannelli solari, che non riescono a riscaldare l'acqua fino a 70°, temperatura utile per i radiatori.
Passiamo ad un aspetto da non sottovalutare: gli spessori. Difatti, le altezze dei piani sono i vincoli che spesso non permettono la posa di questo impianto.
Ingombro e spessori impianto.
IMPORTANTE: molti mi richiedono dei consigli sull'installazione degli impianti a pavimento sugli edifici esistenti. Prima di posare un impianto, occorre verificare la compatibilità del sistema radiante con l’effettivo spessore a disposizione nei solai.
Per far questo, dovrai verificare se hai a disposizione dello spazio nel pavimento, facendo un foro saggio, e considerando:
- lo spessore del pannello isolante, in genere pari a 3 cm;
- il diametro esterno della tubazione, dell'ordine dei 2 cm;
- lo spessore del massetto, minimo 5/6 cm;
- lo spessore della pavimentazione, 1/2 cm.

Ti ricordo che il DM 75, impone come altezza minima degli ambienti primari 2,70 metri. Su vani secondari, come bagni e ripostigli, si scende fino a 2,40 metri. Tuttavia, esistono deroghe sulle altezze interne nel caso di installazione di impianti termici dotati di pannelli radianti a pavimento o a soffitto. In quest'ultimo caso, è possibile derogare alle altezze minime dei locali di abitazione indicate nel DM 75, fino a un massimo di 10 centimetri (all. 1 art. 2.3 DM 26/06/2015 "requisiti minimi").
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
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Vespaio aerato: costo, obbligo e permessi

Quando un edificio poggia direttamente sul terreno, il pavimento non è solo una finitura: diventa il punto di contatto tra la casa e l’umidità del suolo. Se questo nodo non viene progettato correttamente, possono comparire pavimenti freddi, muffe, odori di umido, degrado dei materiali e, in alcuni casi, problemi legati alla presenza di gas radon.
Il vespaio aerato serve proprio a interrompere questo contatto diretto, creando sotto il pavimento una camera d’aria ventilata capace di separare l’edificio dal terreno e favorire l’allontanamento dell’umidità.
In questa guida analizzeremo il vespaio aerato dal punto di vista tecnico, edilizio ed economico: funzioni, altezze minime e massime, carichi di esercizio, permessi necessari, modalità di posa, isolamento termico, costi al metro quadro, voce di capitolato e possibili incentivi fiscali.
Indice
- Funzioni del vespaio aerato.
- Qual è l'altezza massima e minima?
- Quali sono i carichi che deve sopportare il vespaio?
- Quale pratica edilizia o permesso occorre?
Che cos'è il vespaio e quali funzioni svolge?
Il vespaio non è altro che un'intercapedine ventilata. Oggi, viene realizzata mediante casseforme a perdere in polipropilene riciclato, detti anche igloo, granchio o cupolex, dai nomi commerciali più diffusi.

Le funzioni principali sono:
- impermeabilizzare contro l’umidità di risalita. In pratica, si crea un distacco tra il terreno e l'edificio, permettendo all'aria di circolare e quindi di portare via l'umidità. Attenzione a praticare dei fori sulle murature esterne almeno ogni 2/3 metri per poter far circolare l'aria liberamente. Senza ventilazione, il vespaio è una struttura priva di significato. Altro consiglio: qualora le murature interne fossero collegate con la fondazione e quindi creassero un blocco tra i vespai delle varie stanze, praticate altrettanti fori su queste strutture;
- convogliamento all'esterno dell’edificio del Radon, gas radioattivo inodore e incolore generato da alcune rocce terrestri. Può essere cancerogeno se inalato;
- permettere il passaggio sotto la soletta di cavi, tubazioni ed impianti. Altro aspetto molto importante da considerare in fase di progettazione è il passaggio degli impianti e specialmente dei tubi di scarico delle acque nere. Quest'ultimi devono avere pendenze maggiori del 1,5% e devono raggiungere la fossa biologica. In questo, le altezze delle casseforme svolgono un ruolo primario;
Qual è l'altezza massima e minima?
L'altezza massima delle cupole varia in base al produttore. In genere, è possibile acquistare strutture alte al massimo 120 cm. Le più basse hanno un'altezza minima di 10 cm. Esistono in commercio soluzioni alternative che possono far arrivare l'altezza fino a 5 cm.

Naturalmente, l'altezza è funzione del grado di umidità degli ambienti. Sceglierei altezze inferiori qualora il tasso di umidità fosse basso e il locale ben aerato. Difatti, più aumenta l'altezza, maggiore sarà il costo. Ho utilizzato igloo da 10 centimetri anche per i giardini pensili e i tetti verdi.
Quali sono i carichi che deve sopportare il vespaio?
Altra caratteristica fondamentale del vespaio è la resistenza a compressione (kg/mq) per poter assorbire i carichi sovrastanti (persone, mobili, peso della struttura stessa).
Come saprai, per ogni uso a cui viene destinato l'immobile, dovrà essere considerato un carico di progetto diverso. Nella tabella metterò a confronto i carichi da sostenere con lo spessore della soletta armata e i ferri della rete elettrosaldata al variare della destinazione d'uso:
| Uso della struttura | Carico esercizio (Kg/mq) | H soletta (cm) | Armatura metallica |
|---|---|---|---|
| Residenziale | 200 | 4 | ø 5/20x20 |
| Uffici | 200 | 5 | ø 5/20x20 |
| Garage | 250 | 5 | ø 6/20x20 |
| Negozi | 400 | 6 | ø 8/20x20 |
Dopo averti parlato degli aspetti tecnici, passiamo a quelli burocratici:
Quale pratica edilizia o permesso occorre?
La posa in opera del vespaio aerato, se venisse realizzata in concomitanza con opere strutturali richiederebbe la Segnalazione certificata di inizio attività SCIA, oltre alla direzione lavori.
Se invece, il vespaio poggiasse direttamente sul terreno, ricadremmo in manutenzione straordinaria e basterebbe la Comunicazione di inizio lavori asseverata CILA senza pratica strutturale al genio civile. Inoltre, qualora il vespaio fosse a protezione di un'ambiente riscaldato, andando a modificare l'involucro, ricadremmo in riqualificazione energetica o ristrutturazione energetica importante e il solaio necessiterebbe dell'isolamento termico. Ne segue, come già accennato, che l'operazione necessiterebbe anche di relazione energetica, nota come "legge 10".

Potrebbe interessarti la sezione in dwg di un vespaio areato.
Quali sono le modalità di posa?
Vediamo ora quali sono le modalità e le operazioni di posa:
- preparazione del terreno naturale;
- preparazione del sottofondo in calcestruzzo magro da dimensionare in funzione di sovraccarichi e portata del terreno (10 cm);
- preparazione delle bocchette di aerazione.
- posa del ferma-getto attorno alle travi di fondazione, previa posa delle armature previste;
- posa dei casseri ad incastro maschio/femmina procedendo da sinistra a destra dall'alto in basso, facendo attenzione che la freccia disegnata sia rivolta verso l’alto;
- posa della rete elettrosaldata appoggiata sopra i casseri;
- esecuzione del getto di calcestruzzo (4 cm soletta) partendo dal centro dell'arco, lasciandolo scendere dentro le gambe del cupolex / igloo / granchio fino a giungere e completare i cordoli;
- posa della barriera vapore per allontanare l'umidità.
- posa del pacchetto coibente.
- posa del massetto porta-impianti e degli eventuali pannelli radianti;
- posa della pavimentazione in gres porcellanato o parquet.

In alternativa al vespaio, è possibile isolare il pavimento attraverso l'argilla espansa. A Firenze sono sufficienti 20 cm di argilla espansa, 7 cm di soletta in calcestruzzo e 5 cm di massetto alleggerito per gli impianti e la pavimentazione.
E' obbligatorio coibentare il vespaio?
In pochissimi sanno che il solaio sopra il vespaio, nel caso in cui confini con un ambiente riscaldato, deve rispettare determinati requisiti di legge volti al risparmio energetico attestati attraverso la relazione energetica nota come "legge 10". In particolare, la trasmittanza (capacità di un materiale di dissipare calore) del solaio dovrà essere inferiore ai valori indicati di seguito, che variano in base alla zona climatica dove si trova l'immobile oggetto di intervento:
- Zona A: Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle. Trasmittanza minima ammessa= 0,34 W/mqK;
- Zona B: Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani. Trasmittanza minimaammessa= 0,34 W/mqK;
- Zona C: Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto. Trasmittanza minima ammessa= 0,34 W/mqK;
- Zona D: Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Verona, Vibo Valentia, Viterbo. Trasmittanza minima ammessa= 0,28 W/mqK;
- Zona E: Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Cesena, Frosinone, Gorizia, L'Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Vicenza. Trasmittanza minima ammessa= 0,26 W/mqK;
- Zona F: Belluno, Cuneo. Trasmittanza minima ammessa= 0,24 W/mqK.
Questi valori, essendo l'ambiente climatizzato a contatto con l'ambiente non riscaldato (vespaio), dovranno essere divisi per il fattore di correzione dello scambio termico.
Ad esempio, a Lampedusa, dovrò realizzare un solaio con trasmittanza MINORE di 0,34 W/mqK diviso per il fattore di correzione indicato nelle UNI TS 11300-1. A prescindere, isolare un vespaio, considerato il costo esiguo rispetto al rifacimento, è un'opera imprescindibile.
Quale isolante scegliere per il vespaio?
Come isolante, sceglierei un materiale:
- resistente all'acqua
- calpestabile.
Ad esempio, è possibile usare
- il polistirene estruso XPS, tra le marche più note abbiamo Styrodur e Ursa;
- il vetro cellulare della Foamglass o Bacchi;
- calcestruzzi con perline di polistirolo (ad esempio della isocal).
Dove inserire le bocchette?
Converrebbe che l'aria entrasse il più in basso possibile dal lato nord (o dal lato dominante) e uscisse il più alto possibile dal lato sud (o dall'opposto al dominante). Così facendo si garantirebbe la circolazione massima con l’effetto camino, realizzando una diversa pressione tra i tubi alti di uscita e quelli bassi di entrata. In pratica, le bocchette sul lato sud sarebbero più esposte al sole e l'aria nelle prese d’aria si scalderebbe durante il giorno e tenderebbe a salire creando un vuoto sotto di sé. Per occupare tale vuoto, verrebbe aspirata aria dal lato nord, creando un ricircolo continuo.

E' obbligatorio il vespaio?
Assolutamente no. Tuttavia, qualora volessi realizzare dei luoghi abitabili controterra, per rendere l'ambiente salubre ed ottenere l'agibilità viene richiesto il vespaio aerato o una delle alternative (solaio con sottostante camera d'aria o argilla espansa).
Passiamo infine agli aspetti economici:
Qual è il costo di realizzazione di un vespaio al metro quadro?
In passato, per isolare il pavimento dal suolo, si accumulavano una trentina di centimetri di materiale grossolano e si praticavano dei fori nella muratura in modo da ventilare questo ammasso di pietrame e di portare via l'umidità. In realtà, mi capita spesso di non trovare pietre e ghiaie, ma materiali di risulta.
Oggi, la posa di un vespaio è sicuramente più costosa, ma dal punto di vista della salubrità dell'ambiente e del risparmio energetico, risulta essere una spesa necessaria e fondamentale.
Il costo del rifacimento completo di un vespaiopuò arrivare indicativamente a circa 500 €/mq + IVA, completo di demolizione dell'esistente!
Oltre al costo, vorrei indicarti la voce di capitolato corretta per non incappare in contenziosi o fraintendimenti con l'impresa esecutrice.
Vediamo un esempio di un computo prezzato per una villetta in centro a Firenze su cui abbiamo ripristinato un vespaio:
Computo metrico
- Demolizione e rimozione esistente: pavimentazione, massetto, sottofondo in cls e massicciata fino ad un profondità a 50 cm dal piano di calpestio. Compresi sollevamento e movimentazione dei materiali di risulta carico a mano o con qualsiasi mezzo fino al piano di carico e/o fino al mezzo di trasporto ed ogni altro onere e magistero per dare il lavoro finito a regola d'arte. Sono inclusi il carico, trasporto e scarico dei materiali di risulta agli impianti di smaltimento autorizzati, e i costi di smaltimento e tributi, se dovuti. 450,00 €/mc
- Fornitura e posa in opera di vespaio aerato con elementi cassero, a cupola semisferica, appoggiati su sottofondo o piano atto a contenere getto di riempimento in cls C20/25 e soletta armata con rete 10x10 in acciaio B450C Ø 6, finitura a staggia. Il tutto per dare il utto compiuto e finito a regola d'arte. Completo di:
- strato di magrone di 5 cm;
- elementi modulari cassero a cupola semisferica tipo ... h=20 cm;
- n°.. di bocchette di aereazione realizzate attraverso tubazioni a collo d'oca come da scheda tecnica. Completate con rete a protezione degli insetti e griglia in ghisa murata;
- getto di calcestruzzo spessore 5 cm armato con rete 10 x 10 in acciaio filo 6;
100,00 €/mq
- Fornitura e posa in opera di lastra isolante in polistirene espanso estruso XPS marca .... di 80 mm di spessore, da collocare in opera, con tutti gli accorgimenti e le indicazioni prescritte dalla ditta produttrice, su pareti verticali, su piani orizzontali o inclinati, compresi gli oneri per la preparazione dei supporti sia orizzontali che verticali, la formazione dei giunti ed il raccordo agli angoli; compresi il calo ed il sollevamento dei materiali, i ponti di servizio e/o trabattelli a norma con altezza massima m 2,00, anche esterni, mobili o fissi, il tutto per dare il tutto compiuto e finito a regola d'arte. I prodotti per isolamento devono recare la marcatura CE, essere conformi alla norma UNI 13172, e rispettare i requisiti della norma UNI13501 in materia di reazione al fuoco (così come esplicata nel D.M. 15/03/2005). Disposta sopra tutta la superficie occupata dal vespaio. 70,00 €/mq (con barriera vapore 85 €/mq)
- Posa e getto in opera di calcestruzzo alleggerito con argilla espansa, perlite o polistirolo, per il contenimento degli impianti, tirato in piano e predisposto per il successivo getto di preparazione del piano di posa, compreso ogni onere occorrente per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d'arte. 40,00 €/mq
- Solo posa in opera di pavimenti in gres porcellanato compresi la preparazione del fondo di posa, i materiali di allettamento o di incollaggio, i tagli e lo sfrido, la formazione di quartaboni, eventuali riprese di mantelline, stuccatura dei giunti e pulizia finale, il tutto per dare il tutto compiuto e finito a regola d'arte. E' esclusa la fornitura del materiale. 50,00 €/mq
Incentivi
Nel realizzare un vespaio potresti sfruttare il:
- bonus ristrutturazione (solo per le abitazioni);
- ecobonus qualora realizzassi un vespaio coibentato sottostante un ambiente climatizzato;
- conto termico.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Migliori 5 marche pannelli fotovoltaici 2026 con recensioni e prezzi
Quali sono le migliori marche dei pannelli fotovoltaici, le opinioni e i prezzi di mercato. SunPower Trienergia Qcells Viessmann Rec Longi e Trina.
I migliori pannelli fotovoltaici nel 2026 sono quelli che offrono il miglior equilibrio tra efficienza, durata e prezzo.
In questa guida vedremo le migliori marche e modelli con le caratteristiche, le recensioni e i relativi prezzi.
Indice
Quali sono i migliori pannelli solari disponibili oggi?
I migliori pannelli solari in base all'efficienza.
I migliori pannelli solari per coefficiente di temperatura.
Quali sono i migliori pannelli solari disponibili oggi?
La ricerca dei migliori pannelli solari per la tua casa può sembrare una sfida scoraggiante. Sul mercato sono presenti più di un centinaio di diverse marche. Quali scegliere? In questa guida ti indicherò il top delle marche, oltre a segnalarti i migliori pannelli rapporto-qualità prezzo.
Partiamo dalle migliori marche:
- SunPower Maxeon (massima qualita assoluta);
- REC Alpha (miglior equilibrio qualità prezzo);
- Qcells (affidabilita + prezzo competitivo);
- Longi / Trina (economici);
- Trienergia (alternativa italiana).
In generale, a mio parere, SunPower Maxeon fornisce i migliori pannelli solari sul mercato vista l'efficienza e la garanzia circa la qualità fornita negli ultimi anni.
SunPower è ampiamente considerato il miglior produttore di energia solare con efficienze dei moduli top di gamma che superano il 22%, con il più basso tasso di degrado dei pannelli (a parte Rec). Di contro, il brand è il più costoso.
Nella mia esperienza su impianti fotovoltaici residenziali, non ho riscontrato particolari criticità post-installazione; al contrario, i riscontri dei clienti sono stati nel tempo generalmente positivi, soprattutto in termini di produzione e affidabilità.
Purtroppo, i principali competitors per qualità, Panasonic ed LG hanno abbandonato il mercato. Mi hanno sorpreso (fino ad un certo punto) i prodotti della REC, i principali competitor in termini di qualità di Sunpower Maxeon.
L'italiana Trienergia non mi dispiace. E' una soluzione meno cara rispetto a Sunpower Maxeon ma leggermente meno performante. Dovrebbe migliorare sulle performance all'aumentare delle temperature esterne.
Viessmann è da "relativamente poco" sul mercato ma, basandomi sugli altri prodotti commercializzati dal brand, dovrebbe garantire qualità elevata (anche se mantengono basse le garanzie). Moduli che fanno parte del pacchetto offerto da Enel X.
I cinesi Longi (principale produttore al mondo), Trina Solar e JinKoSolar (nel pacchetto offerto da plenitude) sono i dominatori del mercato, più che altro per i bassi prezzi. Ma non offrono molte garanzie. Meglio JA solar, almeno sulle performance.
Meritano una citazione anche Canadian Solar (5° produttore al mondo) e FuturaSun.
Ma vediamo le migliori marche di pannelli in base alle diverse caratteristiche:
I migliori pannelli solari in base all'efficienza.
L'efficienza di un pannello solare misura la bontà della conversione della luce solare in elettricità. Si esprime come una percentuale e di solito varia dal 19% al 24% per i pannelli in commercio dalle buone performance.
L'efficienza dipende, tra le altre cose, dal tipo di tecnologia del pannello:
- monocristallino: Pannelli più efficienti, più costosi e più compatti;
- policristallino: Meno efficienti (intorno al 15%-18%), ma generalmente più economici.
- film sottile: ancora meno efficienti (10%-12%), ma possono essere più economici e flessibili.
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Moduli fotovoltaici più avanzati possono includere celle bifacciali, che catturano la luce solare da entrambi i lati del pannello, aumentando la produzione di energia.
Classifica dei modelli in base all'efficienza.
Basandoci solo sull'efficienza massima del modulo, ecco i migliori produttori di pannelli solari:

- SunPower Maxeon 7 400 w (24%)
- SunPower Maxeon 3 400 w (22,6%)
- Rec Alpha Pure-series 400 w (21.6%)
- Viessmann M400 WG 400 w (21.3%)
- Trienergia TRIxxxVP-WB 400 w (21%)
- Longi LR5-54HPH-405M (20.7%)
- Qcells MG11S+ 400 w (20.5 %)
Sunpower Maxeon piazza due prodotti nelle prime posizioni. Ho detto tutto. Ma è solo merito di Maxeon. Gli altri produttori raggiungono ottimi risultati.
I migliori pannelli solari per coefficiente di temperatura.
Il coefficiente di temperatura (%/°C) misura quanto si abbassa la produzione di elettricità di un pannello solare a temperature elevate. I pannelli solari, come qualsiasi altro tipo di apparecchiatura elettronica, funzionano in modo più efficiente quando sono mantenuti "freschi" (intorno ai 25 ° C). Il coefficiente di temperatura ti dà un'idea di come le prestazioni del tuo pannello si degraderanno durante le giornate estive roventi.
Questo effetto è rilevante in zone molto calde, dove l'energia prodotta può ridursi notevolmente a causa dell'alta temperatura.
Classifica dei modelli in base al coefficiente di temperatura.
Basandosi solo su questo coefficiente di temperatura (migliore se basso), ecco i migliori modelli di pannelli solari:

questo coefficiente di temperatura (migliore se basso), ecco i migliori modelli di pannelli solari:
- Rec Alpha Pure-series 400 w (-0.24)
- SunPower Maxeon (modello 6 e 3) 400 w (-0,29)
- Longi LR5-54HPH-405M (-0.34)
- Viessmann M400 WG 400 w (-0.34)
- Qcells MG11S+ 400 w (-0.34)
- Trienergia TRIxxxVP-WB 410 w (-0.36)
I migliori pannelli solari in base alla garanzia
Devi sapere che i pannelli subiscono una degradazione fisiologica che porta giorno dopo giorno a far perdere di efficienza. E' utilissimo conoscere di quanto peggiora l'efficienza anno dopo anno. In media, i pannelli fotovoltaici perdono circa 0,5% della loro capacità ogni anno.
E in questo, la garanzia sui materiali che compongono un pannello solare è fondamentale.
Classifica dei modelli in base alla garanzia.
Basandoci anche sulle garanzie di producibilità, ecco i migliori produttori:
- SunPower Maxeon (garanzia di 40 anni sul prodotto e 92% della potenza nominale al 25° anno, dopo 40 anni al 88,25%);
- REC (garanzia di 25 anni sul prodotto e il 92% della potenza nominale al 25° anno);
- Qcells MG11S+ (garanzia di 25 anni sul prodotto e 85% della potenza nominale al 25° anno);
- Trienergia (garanzia di 20 anni sul prodotto e 82% della potenza nominale al 30° anno);
- Viessmann (garanzia di 15 anni sul prodotto e 84,8% della potenza nominale al 25° anno);
- Longi LR5-54HPH-410M (garanzia di 12 anni sul prodotto e 84,8% della potenza nominale al 25° anno);
Come possiamo osservare, i prodotti Rec garantiscono la maggiore producibilità nel tempo. Resto deluso da Viessmann per i pochi anni di garanzia sul prodotto e dai cinesi Longi, dominatori del mercato, che si tengono bassi, solo 12 anni.

Resistenza agli elementi climatici
La durabilità dei pannelli è influenzata anche dalla loro resistenza a fenomeni climatici estremi, come grandine o tempeste di polvere. Alcuni pannelli sono progettati per essere più resistenti a questi eventi, con vetri rinforzati e materiali di alta qualità.
I pannelli potrebbero essere certificati con prove di grandine / resistenza all'impatto. Ad esempio il Maxeon resiste ad una grandine del diametro di 45 mm a una velocità di 30,7 m/s. Il modello REC gode di una certificazione IEC 61215:2016 Prova di grandine (35mm). I moduli Vitovolt 300 di Viessmann, dotati di certificazioni IEC 61215 e IEC 61730.
Proclamiamo un vincitore, aspettati una sorpresa!
Il miglior pannello fotovoltaico
Il miglior pannello fotovoltaico non è semplicemente quello più efficiente, ma quello che offre il miglior equilibrio tra prestazioni, durata e costo.
In questo confronto ho analizzato i modelli più interessanti, REC Alpha, SunPower Maxeon, Qcells e Longi, assegnando un punteggio da 1 a 5 ai parametri piu importanti: efficienza, prezzo, coefficiente di temperatura e garanzia.
Ne esce una classifica che potrebbe aiutarti ad individuare il pannello migliore in assoluto e, soprattutto, quello più adatto alle tue esigenze.
| Criterio | SunPower Maxeon 3 | Rec Alpha RX | Q Cells MG11S+ | Longi LR5-54HPH 405M |
|---|---|---|---|---|
| Efficienza | 5.0 | 5.0 | 4.0 | 4.0 |
| Prezzo | 4.0 | 4.0 | 4.5 | 5.0 |
| Coefficiente di temperatura | 4.5 | 5.0 | 4.0 | 3.0 |
| Garanzia | 5.0 | 5.0 | 4.5 | 3.0 |
| Totale | 18.5 | 19 ✔ | 17 | 15 |
Caratteristiche e recensioni dei modelli delle varie marche
Sunpower base: Performance
Partiamo con il modello "base" (concedetemi il termine) di Sunpower, il Performance. Disponibile nei modelli
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- SPR-P19-335-BLK
- SPR-P19-330-BLK
- SPR-P19-325-BLK
- SPR-P19-320-BLK
- SPR-P19-315-BLK
- SPR-P19-310-BLK,
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al variare delle potenze.
| Marca e modello | SunPower Performance |
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| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 335 W — 330 W — 325 W — 320 W — 315 W — 310 W |
| Efficienza % | Da 19,9 a 18,4 al variare della potenza |
| Dimensioni cm | 105 x 160 |
| Prezzo € + IVA (sola fornitura) |
320,00 |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | -0,29 |
| Valutazione dal web | ★★★★★/5 |
Garantito per temperature comprese tra −40° C e +85° C. Garanzia su prodotto e potenza 25 / 25 anni Rendimento minimo garantito al 1° anno 98,0% Degradazione annua massima 0,45%.
Da notare il guadagno aggiuntivo dovuto al pannello bifacciale. Tale guadagno dipende dal montaggio (struttura, altezza, angolo di inclinazione, ecc.) e dall'albedo della superficie sottostante.
Sunpower Maxeon 3
Passiamo al top di gamma di Sunpower: il Maxeon 3.
| Marca e modello | SunPower Maxeon 3 400 w |
| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | taglie da 400, 390 e 370 w |
| Efficienza % | 22,6 |
| Dimensioni cm | 105 x 170 |
Prezzo € + iva (sola fornitura su internet) |
500 |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | - 0,29 |
| Valutazione dal web | ★★★★★/5 |
Garantito per temperature comprese tra −40° C e +85° C. Garanzia su prodotto e potenza 40 anni. Rendimento minimo garantito al 1° anno: 98,0%. Degradazione annua massima: 0,25%.
Sunpower Maxeon 7
Passiamo al toppissimo di gamma di Sunpower: il Maxeon 7. Una belva.
| Marca e modello | SunPower Maxeon 7 470 W |
| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | Taglie da 465, 470 e 475 W |
| Efficienza % | 23,5% — 24% |
| Dimensioni cm | 103 x 190 |
| Prezzo € + IVA (sola fornitura su internet) |
800,00 |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | -0,27 |
| Valutazione dal web | ★★★★★/5 |
Garantito per temperature comprese tra −40° C e +85° C. Garanzia su prodotto e potenza 40 anni. Rendimento minimo garantito al 1° anno: 98,0%. Degradazione annua massima: 0,25%.
Trienergia
Disponibile nei modelli: TRIxxxVP-WB 132 e 126 e TRIxxxVP-BB 132 e 126.
Figata: disponibili nelle colorazioni bianche, rosse e verdi.
| Marca e modello | Trienergia TRIxxxVP-WB |
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| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 410 |
| Efficienza % | 21 |
| Dimensioni cm | 103 x 190 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
n.d. |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | - 0,36 |
| Valutazione dal web | ★★★★/5 |
Q cell
Disponibile nelle versioni MLG11S 2 e MLG11S 2, MG11S e MG11S+ al variare di dimensioni, potenze ecc.
| Marca e modello | Q cells MG11S+ 400 w |
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| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | da 400 a 420 |
| Efficienza % | 20.5 |
| Dimensioni cm | 113 x 170 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
450,00 |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | - 0,34 |
| Valutazione | ★★★★/5 |
Viessmann
Vediamo il modello dalle dimensioni "standard" della serie Vitovolt 300.
| Marca e modello | Viessmann M400 WG |
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| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 400 |
| Efficienza % | 20.8 |
| Dimensioni cm | 115 x 165 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
350 € |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | - 0,34 |
| Valutazione | ★★★/5 |
Rec
La Rec group propone i modelli Alpha pure series, rx, alpha pure R, alpha pure e twinpeak.
| Marca e modello | Rec Alpha Pure series |
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| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 390- 410 W |
| Efficienza % | 21.6 |
| Dimensioni cm | 101 x 180 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
350 |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | - 0,24 |
| Valutazione | ★★★★★/5 |
Longi
La Longi, nelle versioni Himo 5 m propone LR5-54HPH-410M, LR5-54HPH-415M, LR5-54HPH-420M
| Marca e modello | Longi LR5-54HPH-405M |
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| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 410,415 e 420 W |
| Efficienza % | 20.7 |
| Dimensioni cm | 113 x 170 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
150 € |
| Garanzia | vedi su |
| Coefficiente di temperatura | - 0,34 |
| Valutazione | |
Trina
Vediamo i modelli per residenziale Vertex S DE09R.05
| Marca e modello | Trina Vertex S DE09R.05 |
| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 405 W |
| Efficienza % | 20.3 |
| Dimensioni cm | 113 x 170 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
150 € |
| Garanzia su prodotto | 15 anni |
| Coefficiente di temperatura | - 0,34 |
| Valutazione | ★★/5 |
JA solar
Vediamo il modello per il residenziale JAM54D40 410 w
| Marca e modello | JAM54D40 410 w |
| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 410 W |
| Efficienza % | 21 |
| Dimensioni cm | 113 x 172 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
120 € |
| Garanzia su prodotto | 12 anni |
| Coefficiente di temperatura | - 0,30 |
| Valutazione | ★★/5 |
Canadian solar
Vediamo il modello per il residenziale HiKu6 Mono
| Marca e modello | 400MS |
| Tipo pannello | Monocristallino |
| Potenza Watt | 400 W |
| Efficienza % | 20.5 |
| Dimensioni cm | 113 x 172 |
Prezzo € + iva (sola fornitura) |
160 € |
| Garanzia su prodotto | 25 anni |
| Coefficiente di temperatura | - 0,34 |
| Valutazione | ★★★/5 |
Consiglio prima di scegliere la marca e il modello dei pannelli fotovoltaici di leggere con attenzione la guida sugli impianti fotovoltaici.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
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