Bagno disabili: progetto, norme e dimensioni minime 2026
Bagno disabili: quali sono le norme, i requisiti e le dimensioni minime per la progettazione. Focus sui sanitari per disabili.

Avendo un breve ma intenso passato da docente di sostegno (esperienza unica che tutti dovrebbero vivere), sono molto sensibile al tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche.
Proprio per questo motivo, oggi vorrei parlarti della normativa e delle prescrizioni di legge sul progetto del bagno per i disabili. Un bagno senza barriere, oltre a richiedere delle dimensioni minime, dovrà essere munito di dispositivi di ausilio e sanitari facilmente utilizzabili dalle persone con difficoltà motoria.
Non vorrei solo elencarti le prescrizioni di legge, ma vorrei segnalarti ulteriori accortezze che potrebbero rendere ancor più comodo l'accesso ai servizi igienici per i disabili.
Infine, al termine dell'articolo, vorrei indicarti il costo dei sanitari in commercio oltre a suggerirti gli incentivi del momento destinati all'abbattimento delle barriere architettoniche.
Partiamo:
Indice
- Quando si applicano le norme?
- Spazi di manovra e accostamento
Quali sono le norme di riferimento sul bagno disabili?
Le norme di riferimento per l'abbattimento delle barriere architettoniche, e quindi per la progettazione del bagno per disabili, sono:
- la legge 13 del 1989;
- D.P.R. 503/96 – regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici;
- il Decreto del Ministro dei lavori pubblici n° 236 del 14 giugno 1989.
Quando si applicano le norme sul bagno disabili?
Secondo il Decreto Ministeriale 236/89, occorre seguire le prescrizioni relative all'abbattimento delle barriere architettoniche nel caso di:
- edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata;
- edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione;
- ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1 e 2 (nuova costruzione privata o pubblica residenziale), anche se preesistenti alla entrata in vigore del presente decreto;
- agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti.
In particolare, occorre munirsi di un bagno per disabili sull'immobile oggetto di intervento nel caso si richieda:
- l'accessibilità;
- la visitabilità;
- mentre nel caso venga richiesta l'adattabilità, occorre poter modificare nel tempo il bagno a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
Bagno disabili su attività commerciali
Il rispetto delle prescrizioni sui servizi igienici per disabili potrebbe essere richiesto anche dai regolamenti edilizi comunali per altri interventi oppure dal SUAP per l'apertura di attività commerciali, industriali, artigianali o di vicinato.
E' tipica la richiesta di almeno un wc per disabili nelle attività di ristorazione, bar, cinema, teatri e sale spettacoli, nelle attività ricettive quali hotel, B&B e alberghi e negli uffici di aziende o imprese soggette al collocamento obbligatorio.
Bagno disabili su attività sociali
Infine, anche le strutture destinate ad attività sociali devono dotarsi dei servizi igienici per disabili come quelle:
- scolastiche,
- sanitarie,
- assistenziali,
- culturali,
- sportive.
Passiamo all'approfondimento dei vari aspetti del DM 236/89.
Aspetti da considerare nella progettazione di cui al DM236/89
Nel progettare un bagno disabili occorre valutare:
- gli spazi di manovra e accostamento;
- le dimensioni della porta di ingresso al bagno;
- le prescrizioni sui sanitari;
- la rubinetteria;
- corrimano e campanello.

Spazi di manovra e accostamento
Gli spazi del bagno per disabili vanno progettati in maniera tale da garantire un giusto spazio di manovra e di accostamento ai sanitari (tazza e, ove presenti, al bidet, alla doccia, alla vasca da bagno, al lavatoio, alla lavatrice) ad un disabile su sedia a rotelle.
Non esiste una dimensione minima "fissa" del bagno per disabili, ma occorre rispettare una serie di regole che, indirettamente, qualche limite dimensionale lo impongono.
Secondo l'art. 4.1.6 DM 236 del 1989:
deve essere garantito l'accostamento laterale alla tazza w.c., bidet, vasca, doccia, lavatrice e l'accostamento frontale del lavabo.
L'accostamento deve essere valutato in rapporto agli spazi di manovra di cui al punto 8.0.2 del DM 236/89 (ad esempio, cerchio di diametro non inferiore a 150 cm):


Ne segue che, sarà difficile realizzare un bagno per disabili di dimensioni inferiori, ad esempio, di 1,5 metri quadri.
Oltre agli spazi di manovra è necessario verificare la possibilità di fruire di ogni singolo sanitario da parte del disabile. Ne segue che, nella progettazione dei servizi igienici è molto importante posizionare correttamente gli apparecchi sanitari e le attrezzature di supporto: si deve tenere conto dello spazio per il passaggio della carrozzina tra i sanitari che, se collocati in posizione sospesa, sono di minor ingombro e permettono maggior facilità nelle pulizie.
Dimensioni porta
Le porte del bagno devono preferibilmente aprirsi verso l'esterno o essere a scorrimento (art. 4.1.6 DM 236 del 1989), per evitare che in caso di malore non sia possibile aprire la porta all'interno, perché ostacolata dalla persona caduta o dalla carrozzina.
Secondo l'art. 8.1.1. DM 236, l'apertura minima della porta del bagno deve essere almeno pari a 75 cm di luce netta.

L'altezza delle maniglie deve essere, sempre secondo l'art. 8.1.1. DM 236, compresa tra 85 e 95 cm (consigliata 90 cm). Forza per aprire l’anta mobile non superiore a 8 Kg.
Passiamo alle prescrizioni sui dispositivi del bagno:
Prescrizioni sui Sanitari
Le caratteristiche, le dimensioni minime e gli spazi di accostamento dei sanitari devono avere le seguenti caratteristiche:
WC e bidet
E' consigliato l'uso di modelli sospesi per quanto riguarda il bidet e il wc (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).
L'altezza da terra del bordo anteriore del sanitario deve essere compresa tra i 45 e i 50 cm e il bordo anteriore posto a 75-80 cm dalla parete posteriore(art. 8.1.6 DM 236 del 1989).

L'asse della tazza del wc o del bidet deve essere posto ad una distanza minima di 40 cm dalla parete laterale. Qualora l'asse della tazza wc o bidet sia distante più di 40 cm dalla parete, si deve prevedere, a 40 cm dall'asse dell'apparecchio sanitario un maniglione o corrimano per consentire il trasferimento (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).
Per permettere l'accostamento e il trasferimento laterale dalla sedia a ruote alla tazza w.c. e al bidet, se previsto, deve essere garantito uno spazio minimo di 100 cm, misurati dall'asse dell'apparecchio sanitario (art. 8.1.6).
Vicino al wc occorre installare il campanello di emergenza (art. 4.1.6).
Nei casi di adeguamento è consentita l'eliminazione del bidet (art. 8.1.6).
Consigli su wc e bidet
A mio parere, il sistema di scarico dell'acqua deve essere facilmente azionabile e semplice da usare, tipo a pressione su leva o a tiraggio verso il basso. Il bidet deve essere corredato di impugnature d'appoggio ai lati (estraibili o fisse) per facilitare i trasferimenti. Il vaso con apertura frontale non è un obbligatorio ma viene spesso utilizzato in quanto, se insieme a questo wc venisse installato una doccetta flessibile a parete (funzione bidet integrata nel sanitario), quest'ultimo potrebbe sostituire il bidet con conseguente risparmio di spazio.
Inoltre, ti consiglio di posizionare la cassetta di scarico dietro la schiena con funzione di appoggio: meglio se il pulsante di scarico è di grandi dimensioni e di facile azionamento.
A mio parere, dovresti installare sanitari con bordi smussati a protezione della pelle, gli appoggia-braccia sui due lati e lo schienale regolabile in profondità.
Lavabo
Per l'accostamento frontale bisogna installare un lavabo a mensola (art. 4.1.6 DM 236 del 1989), senza colonna con sifone, accostato o incassato a parete, con il bordo superiore a un'altezza di circa 80 cm dal pavimento, per consentire il passaggio delle gambe (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).
Lo spazio necessario all'accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo deve essere minimo di 80 cm misurati dal bordo anteriore del lavabo (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).

Un lavabo non troppo profondo e uno specchio inclinato garantirebbero una maggiore comodità e facilità d'uso.
Negli alloggi accessibili di edilizia residenziale sovvenzionata di cui al capo II art. 3 deve inoltre essere prevista l'attrezzabilità con maniglioni e corrimano orizzontali e-o verticali in vicinanza degli apparecchi
Vasca da bagno
Per far sì che si possa accostare la carrozzina lateralmente alla vasca, ci deve essere uno spazio libero di 140 x 80cm (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).

In prossimità della vasca, ci devono essere almeno un corrimano a parete ed un campanello di emergenza (art. 4.1.6 DM 236 del 1989), meglio se del tipo con cordicella.
E' importante che ci siano maniglioni di appoggio fissati a circa 20cm di altezza dal bordo della vasca. Le vasche devono essere dotate, al loro interno, di uno zoccolo o di un sedile, fisso o mobile.
A mio parere, il bordo della vasca non dovrebbe essere più alto della carrozzina (cuscino compreso).
Nei casi di adeguamento, la vasca può anche essere sostituita con una doccia a pavimento (art. 8.1.6).
Doccia
Per far sì che si possa accostare la carrozzina lateralmente alla vasca, ci deve essere uno spazio libero di 140 x 80 cm (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).
Bisogna garantire lo spazio necessario per accostarsi lateralmente alla doccia.
La doccia deve essere del tipo a pavimento (DM 236 del 1989 art. 8.1.6): sono esclusi, perciò, i piatti doccia con i bordi rialzati.
La doccia deve essere dotata di sedile ribaltabile, facilmente raggiungibile per il trasferimento carrozzina-seggiolino e doccia a telefono (DM 236 del 1989 art. 8.1.6).
Non è prevista una dimensione minima del piatto doccia. Occorre installare i maniglioni di sostegno. Ti consiglio di posizionare i rubinetti al lato del seggiolino così da renderli raggiungibili anche ad un assistente.
A mio parere, la dimensione minima ideale del piatto doccia dovrebbe essere di 90 x 90cm, con un'inclinazione del 3% per far defluire l'acqua. Per motivi di sicurezza, i materiali da usare dovrebbero essere antiscivolo.
Lavatrice
Se nel bagno fosse prevista l'installazione della lavatrice devi prevedere l'accostamento lateralmente e di fronte all'elettrodomestico.
Rubinetteria
Si deve dare preferenza a rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con erogazione dell'acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici (art. 4.1.6). Per le persone che abbiano perso del tutto o in parte la sensibilità termica, consiglio di isolare adeguatamente le tubature dell'acqua e di dotare il bagno di dispositivi che ne assicurino la giusta temperatura.
Altri requisiti da rispettare
Per assicurare una solida presa nei trasferimenti (carrozzina-wc, carrozzina-doccia) è necessario installare
- opportuni corrimano
- un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca.
Nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico è necessario prevedere e installare il corrimano in prossimità della tazza wc, posto ad altezza di 80 cm dal calpestio, e di diametro 3-4 cm; se fissato a parete deve essere posto a 5 cm dalla stessa (art. 8.1.6 DM 236 del 1989).
Sarebbe opportuno utilizzare:
- una pavimentazione antisdrucciolo (obbligatoria nei bagni per disabili ad uso pubblico, art. 4.1.2 DM 236 1989)
- degli armadietti privi di spigoli o profili ad angoli vivi.
FAQ Domande frequenti
Vediamo alcune domande frequenti:
Sto ristrutturando il solo bagno, occorre rispettare la normativa sui disabili?
No, a meno che la ristrutturazione del bagno non venga realizzata contestualmente ad un intervento più ampio che ne richiede l'adeguamento (nuove costruzioni, ristrutturazione, apertura attività commerciale ecc.)
Sanitari per disabili: prezzi
Quando si pensa ai dispositivi per disabili viene naturale immaginarli come degli elementi costosi. In realtà non lo sono, o meglio, il prezzo è superiore rispetto ai sanitari classici, ma nulla di irraggiungibile.
Discorso a parte deve essere fatto per la vasca da bagno, che deve essere dotata di sportellino e il cui costo è abbastanza rilevante.
Consiglio di virare su una doccia, più pratica ed economica.
Di seguito una panoramica dei principali elementi (solo fornitura + indicazione manodopera):
| Elemento (porcellana) | Prezzo € | Costo manodopera € |
|---|---|---|
| Lavandino | 70 - 200 | 70 - 90 cadauno |
| Piatto doccia (standard) | 70 - 100 | 80 - 120 cadauno |
| Water | 80 - 180 | 80 - 100 cadauno |
| Bidet | 80 - 170 | 80 - 100 cadauno |
| Vasca da bagno con sportello | 1.300 - 3.000 | 200 - 400 cadauno |
Per quanto riguarda gli altri dispositivi e le rubinetterie abbiamo:
- maniglione di sicurezza ribaltabile: da 40 a 130 €;
- rubinetto con miscelatore a leva, dai 70 ai 130 €;
- doccetta dai 60 ai 140 €;
- campanello per disabili dai 20 ai 50 €;
Per contenere i costi, esistono in commercio kit completi che includono sanitari, rubinetterie e accessori, spesso a un prezzo più conveniente rispetto all’acquisto dei singoli elementi.
A questo andrà aggiunto l'eventuale rifacimento del bagno, con tubi multistrato, nuova pavimentazione, piastrelle e quota impianto elettrico per un costo di circa 1.000 €/mq.
Scopri le migliori marche di sanitari per disabili.
Agevolazioni sulla realizzazione dei bagni per disabili
L'agenzia delle entrate, tramite le detrazioni fiscali, permette di recuperare in parte o totalmente le spese sostenute per l'abbattimento delle barriere architettoniche, tra le quali la realizzazione di un servizio igienico per disabili.
In particolare, potresti sfruttare il bonus ristrutturazioni.
Inoltre, su tali opere potrai richiedere l'IVA agevolata al 4%.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo
Bonus mobili e elettrodomestici guida e novità 2026
Bonus mobili ed elettrodomestici dell'Agenzia delle Entrate. Quali sono i mobili detraibili? Occorre realizzare degli interventi oppure è possibile ottenere il bonus senza ristrutturazione? Qual è il tetto massimo detraibile e quando è possibile applicare l'iva al 10% sugli acquisti. Bonifico parlante e sugli altri adempimenti richiesti.

Ottime notizie, potrai sfruttare il bonus mobili ed elettrodomestici fino al 31 dicembre 2026.
Detto ciò, con questa guida cercherò di far chiarezza in questa giungla fatta di norme, a volte contraddittorie, sul bonus mobili.
Indice
- Qual è l'importo massimo detraibile?
- Per quali mobili spetta la detrazione?
- Quando è possibile usufruirne?
- Quali sono gli interventi che rientrano in ristrutturazione?
- Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?
- A chi spetta la detrazione in caso di più proprietari?
Ma vediamo i dettagli:
In che cosa consiste il bonus mobili?
Acquistando dei mobili, hai diritto ad una detrazione dalle tasse pari al 50% della spesa sostenuta.
Cerchiamo di capire meglio. Immagina di ristrutturare casa e di acquistare una cucina da 4.000 €. L'Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50 % in detrazioni dalle tasse IRPEF. Quindi, l'Agenzia, non ti verserà sul conto 2.000 € (50% di 4.000 €) ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in più rate annuali, per la precisione 10. In pratica, ogni anno pagheresti 200 € in meno di tasse IRPEF.
Direi che si tratta di un'ottima occasione.
Qual è l'importo massimo detraibile?
Il bonus mobili è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025 per un massimo di 5.000 euro di spesa detraibile.
Quindi, al massimo ti verranno restituiti dalle tasse il 50% di 5.000 € e quindi 2.500 €.
Vediamo un esempio. Immagina di aver speso 6.000 € per acquistare la cucina. Purtroppo potrai detrarre solo il 50% di 5000 €, quindi 2.500 € L'Agenzia dello Entrate ti scalerà dalle tasse 250 € ogni anno per 10 anni fino a raggiungere i 2.500 € (50% di 5.000 €).
Vediamo i requisiti di accesso:
Bonus mobili: quando è possibile sfruttarlo?
Dal titolo del paragrafo avrai dedotto che non è detto che tu possa accedere al 50%.
Difatti, potrai ottenere il bonus mobili solo se realizzassi almeno un intervento di manutenzione straordinaria, detratto come intervento di recupero del patrimonio edilizio.
Quindi per poter ottenere il rimborso dovrai aver realizzato degli interventi edili / impiantistici sul tuo immobile, su cui aver richiesto il bonus ristrutturazione. In un capitolo successivo ti elencherò quali interventi vengono ritenuti "manutenzione straordinaria".
Inoltre, per fruire del bonus mobili occorre che i lavori edili siano iniziati prima dell’acquisto dei mobili stessi. Pertanto, se avessi versato degli acconti prima dell'inizio lavori, non potresti detrarre queste spese di acconto. Questo intervento, inoltre, deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici (art. 1, comma 37, della Legge n. 234/2021). Ad esempio, se avessi acquistato mobili nel 2025, i lavori devono essere iniziati i lavori a partire dal 1° gennaio 2024, mentre se i lavori fossero iniziati nel 2023 la detrazione non spetterebbe;
Come dimostrate l'inizio lavori? In caso di deposito di un titolo edilizio da parte di un architetto, geometra o ingegnere (SCIA o CILA), sarà sufficiente conservare il modello dell'atto. Qualora la ristrutturazione non richiedesse questa documentazione, sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.
Un'altra domanda che mi viene posta spesso riguarda il limite temporale: fino a quando, rispetto alla data di inizio lavori, potrai acquistare i mobili? Ebbene, la legge ha attribuito tale scadenza all'ultimo giorno dell'anno, 31 dicembre.
Vorrei precisarti che la detrazione spetta anche qualora i mobili acquistati vengano disposti in ambienti della casa differenti da quelli oggetto di ristrutturazione. Ad esempio: lavori di ristrutturazione realizzati in cucina e acquisto della camera da letto. Anche qualora gli interventi edili fossero realizzati in una pertinenza accatastata autonomamente (circolare 7/E del 27 aprile 2018).
Bonus mobili in caso di ecobonus o sismabonus
Altra informazione fondamentale è:
Gli interventi finalizzati al risparmio energetico (ecobonus) non danno diritto al bonus mobili e grandi elettrodomestici.
Infine, è possibile ottenere il bonus mobili anche aderendo al Supersismabonus e sismabonus "ordinario" (interpello n. 419 del 29 settembre 2020).
Per quali mobili spetta la detrazione / bonus?
L'agenzia delle Entrate, ha chiarito quali mobili possono essere detratti, tramite l'uso di circolari, FAQ e altri canali. Per semplificarti al massimo la questione, vorrei elencarti i mobili il cui acquisto ricade in detrazione (da guida Agenzia delle Entrate):
- letti, materassi e comodini;
- cucina;
- armadi;
- cassettiere;
- librerie;
- scrivanie;
- tavoli e sedie;
- divano, divano-letto e poltrone, credenze;
- apparecchi di illuminazione come lampadari, lampade da terra e da tavolo etc.
Puoi portare in detrazione anche i mobili realizzati su misura dagli artigiani.
Non ricadono nel bonus: porte, pavimentazioni (per esempio il parquet o le piastrelle in gres porcellanato), tende, tendaggi soprammobili e complementi di arredo (da guida AdE).
Per quali elettrodomestici spetta la detrazione / bonus?
Ricadono in detrazione anche i grandi elettrodomestici di classe energetica:
- non inferiore alla classe A per i forni;
- alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie;
- alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.
Il tutto come rilevabile dall'etichetta energetica.
Apro una piccola parentesi. Da qualche anno, obbligatoriamente, su alcuni elettrodomestici deve essere applicata una etichetta che indichi i consumi e una classe di merito. Difatti per agevolare la comprensione, è stata realizzata una scala alfabetica, dove con A+++ si indica l'elettrodomestico più efficiente e con G quello che consuma di più.

L'acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l'obbligo. Da marzo 2021, la scala energetica ha subito delle variazioni. Ad oggi, le classi vanno dalla G alla A. Non sono stati forniti dei chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate!
Ma vediamo qualche esempio di elettrodomestici che ricadono nel bonus (allegato II, D.Lgs. n. 49/2014):
- frigoriferi, congelatori e altri grandi elettrodomestici utilizzati per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti lavatrici;
- asciugatrici e lavatrici;
- lavastoviglie;
- apparecchi di cottura e forni a microonde;
- stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici;
- ventilatori elettrici, estrattori d'aria e apparecchi per il condizionamento (da guida AdE) etc.
Non possono essere detratti: aspirapolvere, scope meccaniche e altre apparecchiature per la pulizia, macchine per cucire, macchine per maglieria, macchine tessitrici e per altre lavorazioni dei tessili, ferri da stiro e altre apparecchiature per stirare, pressare e trattare ulteriormente gli indumenti; tostapane; friggitrici, frullatori, macina caffè elettrici e apparecchiature utilizzate per aprire o sigillare contenitori o pacchetti, coltelli elettrici, apparecchi tagliacapelli phon, asciugacapelli, spazzolini da denti elettrici, rasoi elettrici, apparecchi per massaggi e altre cure del corpo, sveglie, orologi da polso o da tasca e apparecchiature per misurare, indicare e registrare il tempo, scaldabagno o boiler elettrico, bilance, computer, stampanti, telefoni, videocamere, televisori (anche A+), tablet, smart TV e trapani.
Non possono essere detratti mobili o elettrodomestici usati, di seconda mano o vintage.
E' possibile detrarre anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.
Come promesso ti voglio indicare quali interventi, secondo l'Agenzia delle Entrate, rientrano in "manutenzione straordinaria":
Quali sono gli interventi e i lavori che rientrano in ristrutturazione?
Occorre precisare che, l'Agenzia delle Entrate, ha fatto molta confusione sulla terminologia. Eviterò di polemizzare per non annoiarti. Mi limiterò a segnalarti le opere che ti permettono di accedere di conseguenza al bonus mobili:
- manutenzione ordinaria all'interno della quale ricadono "gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici o necessari ad integrare/mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti". A titolo esemplificativo la tinteggiatura della facciata condominiale, la sostituzione della pavimentazione e/o della ringhiera del lastrico solare etc.
ATTENZIONE: gli interventi in manutenzione ordinaria permettono la detrazione solo quando le opere riguardano parti comuni (condominiali). Quindi i mobili dovranno essere relativi a queste aree!
Vediamo ora gli interventi che riguardano le parti esclusive e private. Per essere detratti i mobili, gli interventi di ristrutturazione devono ricadere in manutenzione straordinaria oppure devono prevedere l'abbattimento delle barriere architettoniche (opere per disabili):
- manutenzione straordinaria (opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari) e superiori. Ad esempio, opere come: spostamento di tramezzi e divisori non portanti, apertura, chiusura o spostamento di porte e infissi, rifacimento impianto fognario privato, realizzazione piscina esterna, rifacimento degli impianti elettrico, idrico - bagno- gas cucina, di riscaldamento, di condizionamento / climatizzazione, antintrusione (telecamere e videosorveglianza) , realizzazione ascensore, frazionamento, accorpamento, cambio di destinazione d'uso, cerchiature muri, rifacimento solaio o tetto, aprire una finestra, rimozione amianto etc.
- abbattimento barriere architettoniche: opere volte al miglioramento dei movimenti da parte di persone con difficoltà a deambulare: ad esempio l'installazione di montascale o rampe.
Importante: le detrazioni non valgono in caso di nuove costruzione!
Se volessi approfondire l'argomento ti consiglio la lettura "bonus ristrutturazione".
Clicca qui per scaricare la guida completa dal sito dell'Agenzia delle Entrate
Bonus mobili senza CILA o SCIA
Non sono sempre necessarie le comunicazioni comunali CILA o la SCIA per accedere al bonus ristrutturazioni e quindi di conseguenza al bonus mobili. In questo caso sarà sufficiente compilare il seguente modellino.
Ora dovresti aver chiarito se i tuoi interventi ricadono nel bonus ristrutturazioni. Ma tutti possono usufruire della detrazione?
Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. Quindi, se hai un lavoro e risiedi in Italia, potrai accedere al bonus.
L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari (affittuari) o comodatari;
- soci di cooperative divise e indivise;
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l'azienda utilizza per il suo funzionamento) o merce;
- soggetti indicati nell'articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Sfatiamo il mito che il bonus mobili venga assegnato solo alle giovani coppie. Non ti preoccupare, è valido anche per chi ha festeggiato le nozze d'oro o d'argento.
Altro dettaglio non da poco: se le spese per ristrutturare l’immobile fossero state sostenute soltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.
Come ottenere il bonus?
La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio
Il tuo immobile potrebbe essere in comproprietà. Come dovrai comportarti:
A chi spetta la detrazione in caso di più proprietari (comproprietà)?
La detrazione per gli elettrodomestici del 50% spetta a colui che ha effettuato i pagamenti.
Questo soggetto deve essere titolare di un diritto reale sull'immobile, come detto in precedenza.
Il soggetto, possessore o acquirente, anche di una porzione di unità abitativa, potrà beneficiare interamente dell’agevolazione del 50%, purché sia colui che sostenga la spesa e che sia intestatario delle fatture.
Bonus mobili in caso di frazionamento / accorpamento
Nel caso di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, per l’individuazione del limite di spesa per l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori.
Decesso del contribuente o cessione dell'immobile
La detrazione non utilizzata in tutto o in parte non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di compravendita dell’immobile. Quindi, in questo secondo caso, il credito rimane in testa a colui che ha acquistato i mobili. Questo vale anche qualora con la vendita dell’immobile vengano trasferite all’acquirente le restanti rate del bonus ristrutturazione.
Cessione del credito e sconto in fattura
Come saprai, in alternativa alla detrazione futura dalle tasse, potresti cedere il credito alle banche o al fornitore (sconto in fattura), per ottenere i soldi immediatamente!
Purtroppo, per il bonus mobili, la legge non prevede questa possibilità. La spesa per l'acquisto dei mobili potrai portarla solo in detrazione! Comunque hai diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche qualora avessi ceduto il bonus ristrutturazione o effettuato lo sconto in fattura sulle spese di ristrutturazione.
Altro argomento da chiarire è l'IVA a cui vengono assoggettati i materiali e le prestazioni in una ristrutturazione o riqualificazione energetica:
Quale IVA si applica?
L'agenzia delle Entrate, per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare, ha ridotto l'iva da pagare su beni e servizi.
Tuttavia, nel caso di bonus mobili si applica il 22%.
Infine, quali sono i documenti da conservare:
Adempimenti, dicitura del bonifico parlante e metodi di pagamento.
Come ti dicevo, per poter richiedere il bonus mobili occorre realizzare una "ristrutturazione". Vediamo tutto l'iter da rispettare:
- In alcuni casi, occorre presentare una pratica edilizia (CILA, SCIA, Permesso di costruire) in Comune a firma di tecnico abilitato, prima dell’inizio dei lavori.
- Pagare e custodire le fatture o scontrini, le ricevute dei bonifici o di avvenuta transazione. Il pagamento può essere effettuato, oltre che tramite bonifico, mediante bancomat, carte di credito o di debito.IMPORTANTE: Non pagare in contanti o assegni! Le spese devono essere tracciabili! Nel caso volessi pagare con bonifico, l'Agenzia non ha segnalato alcuna dicitura. Non è previsto un bonifico parlante per il bonus mobili! Tuttavia, molte banche utilizzano questa dicitura: bonus mobili - art. 16, comma 2, DL 63/2013;
- La documentazione raccolta dovrà essere consegnata al proprio consulente fiscale/CAF entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi per 10 anni!
Infine, per alcuni oggetti dovrai inviare la comunicazione all'Enea:
Ma bisogna comunicare qualcosa all'Enea?
Per i mobili non è necessaria. Viceversa, in pochissimi sanno che è necessaria per gli elettrodomestici. Attenzione non per tutti. Ho approfondito l'argomento in questo articolo.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Trave IPE: dimensioni, altezza, base, prezzo, momento, peso, raggio
Trave IPE: quali sono le dimensioni, l'altezza, la base, il prezzo, il momento di inerzia, i moduli di resistenti, i raggi di inerzia e il peso secondo le UNI 5398. 80, 100, 120, 140, 160, 180, 200, 220, 240, 270, 300, 330, 360, 400, 450, 500, 550, 600.

Le travi IPE (profilati europei a I) sono elementi strutturali in acciaio laminato utilizzati in edilizia e carpenteria metallica per la realizzazione di solai, telai, travature principali e secondarie. Le loro dimensioni e caratteristiche geometriche sono definite dalla norma UNI 5398, che ne garantisce l’uniformita e l’intercambiabilita a livello europeo. Vengono commercializzate in lunghezze standard 6-12 metri e possono essere richiesti tagli a misura.
Il prezzo al kg delle travi IPE oscilla tra 1,5 € e 2,5 €.
Grazie al buon rapporto peso/resistenza, le travi IPE rappresentano una soluzione economica e versatile rispetto ad altri profili come HEA, HEB, UNP, UPN.
Per l'altezza, base, momento di inerzia. moduli di resistenza e raggi di inerzia variano in base al modello, consulta la tabella in basso:
Dimensioni, peso e area sezione
Nella tabella seguente sono riportate le principali dimensioni geometriche delle travi IPE (altezza h, larghezza dell’ala b, spessori, raggio di raccordo) con il corrispondente peso lineare e area della sezione.
| IPE | h | b | a | e | r | Peso | Sezione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| mm | mm | mm | mm | mm | kg/m | cm2 | |
| 100 | 100 | 55 | 4,1 | 5,7 | 7 | 8,1 | 10,32 |
| 120 | 120 | 64 | 4,4 | 6,3 | 7 | 10,4 | 13,21 |
| 140 | 140 | 73 | 4.7 | 6,9 | 7 | 12,9 | 16,43 |
| 160 | 160 | 82 | 5 | 7,4 | 9 | 15,8 | 20,09 |
| 180 | 180 | 91 | 5,3 | 8 | 9 | 18,8 | 23,95 |
| 200 | 200 | 100 | 5,6 | 8,5 | 12 | 22,4 | 28,48 |
| 220 | 220 | 110 | 5,9 | 9,2 | 12 | 26,2 | 33,37 |
| 240 | 240 | 120 | 6,2 | 9,8 | 15 | 30,7 | 39,12 |
| 270 | 270 | 135 | 6,6 | 10,2 | 15 | 36,1 | 45,95 |
| 300 | 300 | 150 | 7,1 | 10,7 | 15 | 42,2 | 53,81 |
| 330 | 330 | 160 | 7,5 | 11,5 | 18 | 49,1 | 62,61 |
| 360 | 360 | 170 | 8 | 12,7 | 18 | 57,1 | 72,73 |
| 400 | 400 | 180 | 8,6 | 13,5 | 21 | 66,3 | 84,46 |
| 450 | 450 | 190 | 9,4 | 14,6 | 21 | 77,6 | 98,82 |
| 500 | 500 | 200 | 10,2 | 16 | 21 | 90,7 | 115,5 |
| 550 | 550 | 210 | 11,1 | 17,2 | 24 | 106 | 134,4 |
| 600 | 600 | 220 | 12 | 19 | 24 | 122 | 156 |
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Momenti di inerzia, i moduli di resistenza e i raggi di inerzia
I momenti di inerzia (Jx, Jy), i moduli di resistenza (Wx, Wy) e i raggi di inerzia (ix, iy) sono parametri fondamentali per il calcolo strutturale. Essi consentono di determinare le tensioni, le deformazioni e la stabilita della trave IPE in base ai carichi applicati.
| IPE | Momenti di inerzia | Moduli di resistenza | Raggi di inerzia | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Jx | Jy | Wx | Wy | ix | iy | |
| cm4 | cm4 | cm3 | cm3 | cm | cm | |
| 80 | 80,14 | 8,49 | 20,03 | 3,69 | 3,24 | 1,05 |
| 100 | 171 | 15,92 | 34,2 | 5,79 | 4,07 | 1,24 |
| 120 | 317,8 | 27,67 | 52,96 | 8,65 | 4,9 | 1,45 |
| 140 | 541,2 | 44,92 | 77,32 | 12,31 | 5,74 | 1,65 |
| 160 | 869,3 | 68,31 | 108,7 | 16,66 | 6,58 | 1,84 |
| 180 | 1.317 | 100,9 | 146,3 | 22,16 | 7,42 | 2,05 |
| 200 | 1.943 | 142,4 | 194,3 | 28,47 | 8,26 | 2,24 |
| 220 | 2.772 | 204,9 | 252 | 37,25 | 9,11 | 2,48 |
| 240 | 3.892 | 283,6 | 324,3 | 47,27 | 9,97 | 2,69 |
| 270 | 5.790 | 419,9 | 428,9 | 62,2 | 11,23 | 3,02 |
| 300 | 8.356 | 603,8 | 557,1 | 80,5 | 12,46 | 3,35 |
| 330 | 11.770 | 788,1 | 713,1 | 98,52 | 13,71 | 3,55 |
| 360 | 16.270 | 1.043 | 903,6 | 122,8 | 14,95 | 3,79 |
| 400 | 23.130 | 1.318 | 1.156 | 146,4 | 16,55 | 3,95 |
| 450 | 33.740 | 1.676 | 1.500 | 176,4 | 18,48 | 4,12 |
| 500 | 48.200 | 2.142 | 1.928 | 214,2 | 20,43 | 4,31 |
| 550 | 67.120 | 2.668 | 2.441 | 254,1 | 22,35 | 4,45 |
| 600 | 92.080 | 3.387 | 3.069 | 307,9 | 24,3 | 4,66 |
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Trave HEB: dimensioni, altezza, base, prezzo, momento, peso, raggio
Trave HEB: quali sono le dimensioni, l'altezza, la base, il prezzo, il momento di inerzia, i moduli di resistenti, i raggi di inerzia e il peso secondo le UNI 5398. 100, 120, 140, 160, 180, 200, 220, 240, 260, 280, 300, 320, 340, 360, 400, 450, 500, 550, 600, 650, 700, 800, 900, 1000.

Le travi IPE (profilati europei a I) sono elementi strutturali in acciaio laminato utilizzati in edilizia e carpenteria metallica per la realizzazione di solai, telai, travature principali e secondarie. Le loro dimensioni e caratteristiche geometriche sono definite dalla norma UNI 5398, che ne garantisce l’uniformita e l’intercambiabilita a livello europeo. Vengono commercializzate in lunghezze standard 6-12 metri e possono essere richiesti tagli a misura.
Il prezzo al kg delle travi IPE oscilla tra 1,5 € e 2,5 €.
| Profilo | b mm | h mm | a mm | e mm | r mm | Peso kg/m | Sezione cm² | Jx cm⁴ | Jy cm⁴ | Wx cm³ | Wy cm³ | ix cm | iy cm |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| HEB 100 | 100 | 100 | 6,0 | 10,0 | 12 | 20,4 | 26,04 | 449,5 | 167,3 | 89,91 | 33,45 | 4,16 | 2,53 |
| HEB 120 | 120 | 120 | 6,5 | 11,0 | 12 | 26,7 | 34,01 | 864,4 | 317,5 | 144,1 | 52,92 | 5,04 | 3,06 |
| HEB 140 | 140 | 140 | 7,0 | 12,0 | 12 | 33,7 | 42,96 | 1.509 | 549,7 | 215,6 | 78,52 | 5,93 | 3,58 |
| HEB 160 | 160 | 160 | 8,0 | 13,0 | 15 | 42,6 | 54,25 | 2.492 | 889,2 | 311,5 | 111,2 | 6,78 | 4,05 |
| HEB 180 | 180 | 180 | 8,5 | 14,0 | 15 | 51,2 | 65,25 | 3.831 | 1.363 | 425,7 | 151,4 | 7,66 | 4,57 |
| HEB 200 | 200 | 200 | 9,0 | 15,0 | 18 | 61,3 | 78,08 | 5.696 | 2.003 | 569,6 | 200,3 | 8,54 | 5,07 |
| HEB 220 | 220 | 220 | 9,5 | 16,0 | 18 | 71,5 | 91,04 | 8.091 | 2.843 | 735,5 | 258,5 | 9,43 | 5,59 |
| HEB 240 | 240 | 240 | 10,0 | 17,0 | 21 | 83,2 | 106,0 | 11.260 | 3.923 | 938,3 | 326,9 | 10,31 | 6,08 |
| HEB 260 | 260 | 260 | 10,0 | 17,5 | 24 | 93,0 | 118,4 | 14.920 | 5.135 | 1.148 | 395,0 | 11,22 | 6,58 |
| HEB 280 | 280 | 280 | 10,5 | 18,0 | 24 | 103,0 | 131,4 | 19.270 | 6.595 | 1.376 | 471,0 | 12,11 | 7,09 |
| HEB 300 | 300 | 300 | 11,0 | 19,0 | 27 | 117,0 | 149,1 | 25.170 | 8.563 | 1.678 | 570,9 | 12,99 | 7,58 |
| HEB 320 | 300 | 320 | 11,5 | 20,5 | 27 | 127,0 | 161,3 | 30.820 | 9.239 | 1.926 | 615,9 | 13,82 | 7,57 |
| HEB 340 | 300 | 340 | 12,0 | 21,5 | 27 | 134,0 | 170,9 | 36.660 | 9.690 | 2.156 | 646,0 | 14,65 | 7,53 |
| HEB 360 | 300 | 360 | 12,5 | 22,5 | 27 | 142,0 | 180,6 | 43.190 | 10.140 | 2.400 | 676,1 | 15,46 | 7,49 |
| HEB 400 | 300 | 400 | 13,5 | 24,0 | 27 | 155,0 | 197,8 | 57.680 | 10.820 | 2.884 | 721,3 | 17,08 | 7,40 |
| HEB 450 | 300 | 450 | 14,0 | 26,0 | 27 | 171,0 | 218,0 | 79.890 | 11.720 | 3.551 | 781,4 | 19,14 | 7,33 |
| HEB 500 | 300 | 500 | 14,5 | 28,0 | 27 | 187,0 | 238,6 | 107.200 | 12.620 | 4.287 | 841,6 | 21,19 | 7,27 |
| HEB 550 | 300 | 550 | 15,0 | 29,0 | 27 | 199,0 | 254,1 | 136.700 | 13.080 | 4.971 | 871,8 | 23,20 | 7,17 |
| HEB 600 | 300 | 600 | 15,5 | 30,0 | 27 | 212,0 | 270,0 | 171.000 | 13.530 | 5.701 | 902,0 | 25,17 | 7,08 |
| HEB 650 | 300 | 650 | 16,0 | 31,0 | 27 | 225,0 | 286,3 | 210.600 | 13.980 | 6.480 | 932,3 | 27,12 | 6,99 |
| HEB 700 | 300 | 700 | 17,0 | 32,0 | 27 | 241,0 | 306,4 | 256.900 | 14.440 | 7.340 | 962,7 | 28,96 | 6,87 |
| HEB 800 | 300 | 800 | 17,5 | 33,0 | 30 | 262,0 | 334,2 | 359.100 | 14.900 | 8.977 | 993,6 | 32,78 | 6,68 |
| HEB 900 | 300 | 900 | 18,5 | 35,0 | 30 | 291,0 | 371,3 | 494.100 | 15.820 | 10.980 | 1.054 | 36,48 | 6,53 |
| HEB 1000 | 300 | 1000 | 19,0 | 36,0 | 30 | 314,0 | 400,0 | 644.700 | 16.280 | 12.890 | 1.085 | 40,15 | 6,38 |
FAQ sui profili HEB
Cosa sono i profili HEB?
I profili HEB sono travi in acciaio ad ali larghe parallele, caratterizzate da una sezione a forma di H. Sono molto utilizzate nelle strutture metalliche, sia come travi sia come pilastri, grazie alla loro buona capacità portante e alla stabilità della sezione.
Che differenza c’è tra profili HEA, HEB e HEM?
La differenza principale riguarda il peso e lo spessore della sezione. I profili HEA sono generalmente più leggeri, gli HEB rappresentano una serie intermedia, mentre gli HEM sono più pesanti e robusti. A parità di altezza nominale, quindi, un HEM pesa più di un HEB, mentre un HEA pesa meno.
A cosa servono le travi HEB?
Le travi HEB vengono impiegate in edilizia e carpenteria metallica per realizzare pilastri, travi principali, telai strutturali, architravi, soppalchi, strutture industriali e rinforzi metallici. La scelta del profilo dipende dai carichi, dalla luce, dai vincoli e dalle verifiche strutturali da eseguire.
Come si legge la sigla HEB 200?
La sigla HEB 200 indica un profilo della serie HEB con altezza nominale pari a circa 200 mm. Nella tabella tecnica sono riportate anche la larghezza delle ali, gli spessori, il peso al metro lineare, l’area della sezione e le principali caratteristiche geometriche.
Quanto pesa un profilo HEB?
Il peso di un profilo HEB varia in base alla dimensione della sezione. Ad esempio, un HEB 100 pesa circa 20,4 kg/m, mentre un HEB 200 pesa circa 61,3 kg/m. Per conoscere il peso complessivo di una trave è sufficiente moltiplicare il peso al metro lineare per la lunghezza del profilato.
Come si calcola il peso totale di una trave HEB?
Il peso totale di una trave HEB si calcola moltiplicando il peso al metro lineare per la lunghezza della trave. Ad esempio, una HEB 200 lunga 6 metri pesa circa 61,3 × 6 = 367,8 kg.
Quali dati contiene la tabella dei profili HEB?
La tabella dei profili HEB riporta le dimensioni principali della sezione, gli spessori dell’anima e delle ali, il raggio di raccordo, il peso al metro lineare, l’area della sezione, i momenti d’inerzia, i moduli resistenti e i raggi d’inerzia. Questi valori sono utili per il confronto preliminare tra i diversi profilati.
Le travi HEB possono essere usate come pilastri?
Sì, i profili HEB sono spesso utilizzati anche come pilastri metallici, perché hanno una sezione compatta e buone caratteristiche di resistenza rispetto ai due assi principali. Tuttavia, l’idoneità del profilo deve essere sempre verificata mediante calcolo strutturale.
Quale profilo scegliere tra HEA e HEB?
La scelta tra HEA e HEB dipende dalle esigenze strutturali. In generale, un profilo HEA è più leggero e può essere adatto quando i carichi sono minori, mentre un HEB offre una maggiore robustezza e può essere preferibile in presenza di carichi più elevati o quando è necessario contenere le deformazioni.
La tabella HEB è sufficiente per dimensionare una struttura?
No. La tabella dei profili HEB è utile per consultare rapidamente pesi e caratteristiche geometriche, ma non sostituisce il progetto strutturale. Il dimensionamento deve considerare carichi, luci, vincoli, instabilità, classe della sezione, collegamenti, normativa tecnica e verifiche di sicurezza.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Migliori cappe aspiranti 2026: opinioni e prezzi
Hai appena scelto una nuova cucina e manca l'ultimo tassello? Oppure l'odore di fritto inonda la tua casa? Sei nel posto giusto. Oggi ti voglio parlare delle cappe della cucina e consigliarti sulla scelta del prodotto. Ti parlerò dei migliori modelli e marche del mercato, segnalandoti i prezzi, le opinioni e le recensioni dai forum.
Oltre ad essere obbligatoria, la cappa è fondamentale per mantenere la cucina libera da odori, impurità e vapori che si producono con la cottura dei cibi. Inoltre, la cappa può diventare un elemento di design e un valore aggiunto per la tua cucina. Per questo ti chiedo di leggere con attenzione l'articolo, così che tu possa avere chiaro cosa cerchi e quali caratteristiche dovrà avere la tua cappa senza pentirti della scelta fatta.
Passerei subito agli aspetti legati alla scelta:
Caratteristiche da valutare nella scelta
Vediamo ora le caratteristiche da valutare nella scelta di una cappa:
1. Dimensioni
Partiamo da un principio fondamentale:
La cappa deve avere dimensioni tali da coprire il piano cottura, al limite maggiore, ma mai inferiore.
In commercio, le larghezze standard variano tra i 60 e 120 cm, ma è possibile trovare cappe prodotte in serie di dimensioni inferiori o superiori. Invece, L’altezza varia con il modello. Ovviamente il tubo che fuoriesce dalla cappa dovrà arrivare fino all'imbocco della canna fumaria che sfocerà a tetto o a parete. Ho scritto un articolo sulle canne fumarie, i costi e la normativa. Se ti interessasse, a fine lettura di questo post, potresti leggere l'approfondimento.
2. Classe energetica e consumi
Girando per Mediaworld o Euronics ti sarai reso conto che su alcuni elettrodomestici viene apposto un adesivo con una scala cromatica che indica alcune informazioni. E' l'etichetta energetica, obbligatoria per molti dispositivi, tra cui le cappe. Su questa etichetta viene segnalato il consumo, le caratteristiche e la classe di efficienza energetica del prodotto.

Il consumo viene espresso in Kwh consumati all'anno. Questo numero potrebbe non dirti nulla, quindi, per semplificarti la vita controlla semplicemente la classe energetica. Se la cappa che hai puntato fosse di classe D, sarebbe il caso di passare ad altro. Specialmente nel caso delle cappe, occorre dare preferenza ai sistemi appartenenti alle classi C o superiori che garantiscono consumi energetici contenuti. Nel dettaglio vengono anche segnalate le classi di efficienza dei vari componenti di una cappa.
3. Rumorosità
Molti clienti puntualizzano circa un aspetto ritenuto da loro stessi fondamentale: la silenziosità.
Mi ricordo sempre quando da bambino mamma faceva partire la cappa e tutti noi dovevamo uscire dalla cucina. Ad oggi, tutto ciò accade ma meno. La maggior parte delle cappe in commercio hanno silenziosità al di sotto dei 70 decibel, rumore accettabile. Per avere un termine di paragone una normale conversazione tra due persone è intorno ai 50 dB, un bisbiglio 40 dB.
4. Velocità e portata di aspirazione.
Arriviamo ad una caratteristica molto importante che è la portata, e quindi, la quantità di fumi che una cappa riesce ad asportare in un'ora, misurata in metri cubi all'ora mc/h.
La portata da scegliere dipende dalla grandezza della cucina e dalla frequenza d’uso del piano cottura. Bisogna garantire un ricambio minimo dell’aria pari a circa 6-8 volte il volume dell’ambiente. In generale, la portata standard dovrebbe essere di almeno 400 mc/h. Mentre se cucini spesso e di frequente hai ospiti dovresti optare per 500 mc/h o superiori.
Inoltre, anche la modulazione della velocità è un parametro fondamentale. Difatti, per stili di cottura più intensi come la frittura occorre aspirare molti più fumi rispetto a quando prepariamo un piatto di spaghetti. Di solito le cappe hanno tre livelli di modulazione!
Infine, se posso darti un consiglio, il tubo di espulsione deve avere un diametro minimo di 120-140 mm. In caso contrario, "strozzando" l'uscita dell'aria, rischi che aumenti il rumore. Controlla la scheda tecnica e il diametro minimo che impone.
5 Design
Ho lasciato questo aspetto per ultimo. Ma non lo è per importanza. Chi è amante del bello, non potrà esimersi dallo scegliere una cappa moderna e di design. Anche in questo caso, vige un principio fondamentale:
Lo stile della cappa dovrà rifarsi a quello della cucina o comunque alla tendenza su cui vogliamo improntare la nostra casa (industriale, moderna, rustica o di design).
Esistono diversi modelli di cappa in base alla posizione di ancoraggio: a parete, a soffitto, ad angolo, a isola o a scomparsa. A parete quando sono attaccate al muro, a soffitto quando vengono fissate sotto il solaio, ad angolo quando sono predisposte per essere installate sull'incrocio di due pareti, a isola quando calano dal soffitto. Infine, a scomparsa quando compaiono da dietro il piano cottura. Esistono anche cappe da incasso installate in un pensile della cucina.
Sull'estetica non aggiungerei altro in quanto è tutto soggettivo.
Passiamo alle marche e a cosa ne pensa il web e i miei clienti.
Migliori marche di cappe e opinioni
Sono molte le aziende che producono cappe, ma poche che realizzano buoni prodotti ed esteticamente validi. Ricordiamoci che la cappa è un elettrodomestico molto provato dalle azioni chimiche, quindi scegliamolo con cura. Tra le migliori marche del mercato abbiamo: Faber, Novy, Ilve, Electrolux, Miele, Elica, Falmec, Smeg, Franke, Siemens. Se ne ho dimenticato qualcuna segnalatemelo tra i commenti.
Vediamo alcune recensioni dal web:
Partiamo da Elica. In generale, il mercato premia i prodotti con voti dalle 4 stelle su 5 a salire. Il campione di recensioni da forum è consistente, in quanto, si trovano molte recensioni, quindi le riterrei affidabili. E' indubbia la qualità e il funzionamento. Anche Faber si attesta su questi risultti.
Stesso dicasi di Electrolux, anche se si trovano davvero poche opinioni, ma tutte positive.
Novy ho trovato una trentina di valutazioni, solo 5 stelle su 5.
Falmec non pervenuta, ma la vorrei segnalare in quanto è un ottimo brand.
Esistono catene che commercializzano cappe più economiche ma, in teoria, di qualità inferiore. Ad esempio Ikea, Bricoman, Leroy Merlin, Mondo convenienza. Qualora si volesse risparmiare ma restare su marche più "affidabili", è possibile acquistare quest'ultime online tramite i portali più conosciuti tipo Ebay e Amazon o comunque siti meno conosciuti ma comunque sicuri.
Invece, le catene di elettrodomestici dove acquistare le cappe sono: Mediaworld, Unieuro, Euronics, Trony e Expert.
Passiamo infine ai prezzi e ai modelli:
Migliori modelli del mercato
Ho voluto segnalarti i modelli più apprezzati per ogni tipologia, considerando ogni fascia di prezzo, portata e rumorosità.
I prezzi delle cappe vanno dai 150 € fino ai 3.000 € dei modelli più accessoriati e di design. Per un buon compromesso tra tutti gli aspetti, mi attesterei su cappe tra i 300 e i 900 €. Ora vediamo la classifica delle cappe con la più alta valutazione sul web:
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NOVY 662 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a parete aspirante 29 x 60 x 40,5 |
![]() |
|
|
PORTATA |
940 m³/h |
|
POTENZA |
240 W |
|
CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
|
PREZZO |
186 € |
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RUMOROSITA' |
63 dB |
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DESIGN |
MEDIO |
|
RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
|
ELICA Vertigo BL/F/120 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a parete aspirante da 120 x 1 x 55 cm |
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|
PORTATA |
690 m³/h |
|
POTENZA |
300 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
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PREZZO |
400 e i 600 € |
|
RUMOROSITA' |
68 dB |
|
DESIGN |
ALTO |
|
RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
|
Electrolux - Efb90566dx |
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TIPOLOGIA |
Cappa a parete aspirante da 90 x 80 x 50 cm |
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|
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|
PORTATA |
685 m³/h |
|
POTENZA |
250 W |
|
CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
|
PREZZO |
500 € |
|
RUMOROSITA' |
68 dB |
|
DESIGN |
MEDIO |
|
RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
|
Falmec Lumen Isola 175 |
|
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TIPOLOGIA |
Cappa a isola aspirante da 110 x 60 x 5 cm |
|
|
|
|
PORTATA |
800 m³/h |
|
POTENZA |
280 W |
|
CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
|
PREZZO |
900 € |
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RUMOROSITA' |
67 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★/5 |
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Faber Fabula Plus |
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TIPOLOGIA |
Cappa a scomparsa aspirante da 90 x 12 x 104 cm |
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PORTATA |
700 m³/h |
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POTENZA |
270 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
A |
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PREZZO |
1.200 € |
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RUMOROSITA' |
70 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
n.d. |
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Siemens LF26RH560 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a soffitto aspirante da 120 x 70 x - cm |
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PORTATA |
780 m³/h |
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POTENZA |
180 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
N.d. |
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PREZZO |
1.400 € |
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RUMOROSITA' |
56 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
Partiamo dalle tipologie di cappe:
Tipologie cappe in commercio
Le cappe, oltre ad aspirare ed espellere i fumi e i vapori della cottura, filtrano l’aria. Esistono quindi cappe aspiranti e cappe filtranti; le prime possono essere anche filtranti, mentre le seconde (dette anche cappe a ricircolo) eseguono solo funzioni di filtraggio.

1 Funzionamento aspirante o a sfiato: l'aria aspirata viene depurata dai filtri anti-grasso e successivamente espulsa all'esterno. L'espulsione deve avvenire attraverso una canna fumaria.
2 Funzionamento filtrante o a riciclo: l'aria aspirata viene depurata dai filtri anti-grasso e da un filtro a carbone attivo. Alla fine, l'aria depurata viene immessa in cucina.
Sconsiglio le cappe filtranti, in quanto, oltre all'elevato costo dei filtri che vanno sostituiti ogni 4 mesi e alla maggior manutenzione richiesta, non hanno le medesime efficienze delle cappe aspiranti!!
Utilizzale solo nel caso non sia possibile installare una canna fumaria.
Spero che quanto scritto ti sia stato utile, ti consiglio la lettura dell'articolo sulle migliori cucine. Grazie Vincenzo e Rosa.
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