Valvola termostatica a che temperatura corrispondono 1 2 3 4 5

La regolazione della temperatura in casa si ottiene ruotando la manopola numerata della valvola termostatica.
Ad ogni numero corrispondente una temperatura desiderata. Vediamo i valori approssimativi, in quanto non vi è una correlazione diretta tra la temperatura ambiente e i numeri corrispondenti alle diverse posizioni sulla manopola:
- posizione n° 5 = temperatura ambiente di oltre 22 °C (valvola completamente aperta);
- posizione n° 4 = temperatura ambiente di circa 20-22 °C;
- posizione n° 3 = temperatura ambiente di circa 18-20 °C;
- posizione n° 2 = temperatura ambiente di circa 17-18 °C;
- posizione n° 1 = temperatura ambiente di circa 16-17 °C.
- Posizione “❄” antigelo, la valvola si apre solo quando la temperatura ambiente scende al di sotto dei 7°C. Deve essere impostata quando ci si assenta per periodi lunghi.

Qualora volessi fare un salto di qualità, ti consiglio l'articolo sulle migliori valvole termostatiche wifi, per regolare la temperatura da remoto o per automatizzare gli orari di apertura del riscaldamento.
Come funzionano?
Le valvole termostatiche intervengono nella regolazione della temperatura nel seguente modo:
- quando la temperatura dell’aria è più alta di quella prefissata, il bulbo si dilata e manda in chiusura (parziale o totale) l’otturatore della valvola. Diminuisce così il flusso del fluido attraverso il corpo scaldante e quindi la quantità di calore ceduta all’ambiente;
- quando la temperatura dell’aria è più bassa di quella impostata, il bulbo si contrae e consente una maggiore apertura della valvola. Aumenta così il flusso del fluido attraverso il corpo scaldante e quindi la quantità di calore ceduta all’ambiente.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Rapporto aeroilluminante uffici, laboratori e negozi
Quale rapporto aeroilluminante deve essere rispettato per uffici, negozi e laboratori?

Come nel caso delle abitazioni, gi ambienti destinati a uffici, negozi e laboratori devono garantire determinati rapporti aeroilluminanti.
In generale, le prescrizioni sono contenute nei regolamenti edilizi comunali.
Ad esempio, Firenze, per i locali destinati a funzioni diverse da quella abitativa, la superficie illuminante deve corrispondere ad almeno:
- 1/8 della superficie utile del locale se la superficie del locale è inferiore a mq 100;
- 1/10 della superficie utile del locale, con un minimo di mq 12,5, se la superficie del locale è compresa tra mq 100 e mq 1.000;
- 1/12 della superficie utile del locale, con un minimo di mq 100, se la superficie del locale è superiore a mq 1.000.
Se il regolamento non ne facesse menzione, mi confronterei con l'ufficio tecnico comunale o mi rifarei ai rapporti richiesti per le abitazioni: scopri di più.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Calcolo del limite detraibile IRPEF nel 2026
Qual è il limite detraibile e come calcolarlo per le spese sostenute da bonus? Redditi sopra i 75.000 € e quoziente familiare. Bonus ristrutturazione, eco sisma mobili.

A partire dal 2025, per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro, cambia in modo significativo il modo in cui si calcola il limite massimo di detrazioni IRPEF ottenibili per le spese sostenute tramite bonus edilizi e altre detrazioni fiscali.
Il nuovo sistema introduce un tetto personalizzato che dipende da due fattori:
- Il reddito complessivo del contribuente.
- La composizione del nucleo familiare, in particolare il numero di figli fiscalmente a carico.
Questo limite incide su una vasta gamma di agevolazioni: bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus, bonus mobili e molte altre detrazioni previste dal TUIR. Per alcuni contribuenti l’impatto sarà minimo, mentre per altri potrebbe ridurre sensibilmente l’importo detraibile ogni anno.
In questa guida ti spiego come funziona la nuova regola, come si calcola il limite, quali sono i coefficienti familiari, quali spese restano escluse dal tetto, e soprattutto troverai esempi numerici pratici che ti permetteranno di capire esattamente quanto potrai detrarre nel 2025.
Indice
Qual è il limite detraibile IRPEF?
Importo base calcolato in base al reddito
Qual è il limite detraibile IRPEF?
Secondo la legge di bilancio 2025:
Per i soggetti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, gli oneri e le spese per i quali il testo unico DPR 917/86 o altre disposizioni normative prevedono una detrazione dall’imposta lorda, considerati complessivamente, sono ammessi in detrazione fino all’ammontare calcolato moltiplicando l’importo base in corrispondenza del reddito complessivo del contribuente per il coefficiente in corrispondenza del numero di figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti e i figli adottivi, affiliati o affidati, presenti nel nucleo familiare del contribuente, che si trovano nelle condizioni previste nell’articolo 12, comma 2, del testo unico DPR 917/86 (reddito complessivo non superiore a 2840,51 €, al lordo degli oneri deducibili. Per figli di età non superiore a 24 anni non superiore a 4.000 euro).
In pratica, ai soggetti che guadagnano più di 75.000 € viene imposta una detrazione massima annuale che dipende dal reddito e dal numero di figli all'interno del nucleo familiare del contribuente stesso. Tale limite diminuisce all'aumentare del reddito e al diminuire del numero dei figli del contribuente. Tale limite viene calcolato tramite la seguente formula:
Detrazione massima = importo base x coefficiente familiari
Quindi, per calcolare tale detrazione massima occorre determinare in prima battuta l'importo base, vediamo come si calcola:
Importo base calcolato in base al reddito
L’importo base su cui calcolare il limite detraibile è pari a:
- 14.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 75.000 euro e non superiore a 100.000 euro;
- 8.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 100.000 euro.

Una volta determinato l’importo base occorre moltiplicarlo per il coefficiente determinato in base al numero di familiari costituenti il nucleo familiare del contribuente:
Coefficiente calcolato in base al numero di familiari

Il coefficiente da moltiplicare all'importo base per determinare il limite detrabile è pari a:
- 0,50, se nel nucleo familiare non sono presenti figli che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2 (reddito complessivo non superiore a 2840,51 €, per figli di età non superiore a 24 anni non superiore a 4.000 euro);
- 0,70, se nel nucleo familiare è presente un figlio che si trova nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2 (reddito complessivo non superiore a 2840,51 €, per figli di età non superiore a 24 anni non superiore a 4.000 euro);
- 0,85, se nel nucleo familiare sono presenti due figli che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2 (reddito complessivo non superiore a 2840,51 €, per figli di età non superiore a 24 anni non superiore a 4.000 euro);
- 1, se nel nucleo familiare sono presenti più di due figli che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2, o almeno un figlio con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che si trovi nelle condizioni previste dall’articolo 12, comma 2 (reddito complessivo non superiore a 2840,51 €, per figli di età non superiore a 24 anni non superiore a 4.000 euro).
Ulteriori limiti
Inoltre, secondo l'art. 15 comma 3-bis del TIUR, la detrazione spetta:
a) per l'intero importo qualora il reddito complessivo non ecceda 120.000 euro;
b) per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 240.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 120.000 euro, qualora il reddito complessivo sia superiore a 120.000 euro.
Esempio 1
Contribuente senza figli nel nucleo familiare con reddito di 110.000 €. L’importo base su cui calcolare la spesa massima detraibile è pari a 8.000 euro. Non avendo figli all'interno del nucleo familiare, occorre moltiplicare il limite detraibile per il coefficiente 0,5: 8.000 € x 0,5= 4.000 €.
Qualora nel 2025 il contribuente, a seguito di una ristrutturazione, spendesse 96.000 € e intendesse beneficiare del bonus ristrutturazione su abitazione principale, potrebbe godere di una restituzione pari al 50% della spesa sostenuta quindi 48.000 € da ripartire in 10 anni. Ne segue che, ogni anno potrebbe detrarre 4.800 €.
Tuttavia, il limite detraibile da per tale soggetto è pari al 50% di 4.000 € (spesa massima detraibile), in pratica 2000 €, ne segue che perderebbe 2.800 € di detrazione ogni anno.
Esempio 2
Contribuente con un figlio nel nucleo familiare con reddito di 75.200 €. L’importo base su cui calcolare la spesa massima detraibile è pari a 14.000 euro. Avendo un figlio all'interno del nucleo familiare, occorre moltiplicare il limite detraibile per il coefficiente 0,7: 14.000 € x 0,7= 9.800 €.
Qualora nel 2025 il contribuente, a seguito di una ristrutturazione, spendesse 96.000 € e intendesse beneficiare del bonus ristrutturazione su abitazione principale, potrebbe godere di una restituzione pari al 50% della spesa sostenuta quindi 48.000 € da ripartire in 10 anni. Ne segue che, ogni anno potrebbe detrarre 4.800 €.
Essendo 4.800 € inferiore a 4.900 € (50% della spesa massima detraibile 9800 €), recupererebbe l'intero importo. I restanti 100 € annui detraibili potrebbe sfruttarli per altri oneri e spese detraibili.
Esempio 3
Contribuente con un figlio nel nucleo familiare con reddito di 150.000 €. L’importo base su cui calcolare la spesa massima detraibile è pari a 8.000 euro. Non avendo figli all'interno del nucleo familiare, occorre moltiplicare il limite detraibile per il coefficiente 0,5: 8.000 € x 0,5= 4.000 €.
Tale limite deve essere ulteriormente abbassato a causa dell'art. 15 comma 3-bis del TIUR sfruttando la seguente formula:
(240.000 € - 150.000 €) / 120.000 € = 0,75
4.000 € x 0,75 = 3.000 €
Qualora nel 2025 il contribuente avesse avuto diritto, ad esempio, a 15.000 € di detrazione annua, vedrebbe abbattuta notevolmente la cifra detraibile, 10 volte meno.
Esclusioni dal limite massimo detraibile
Sono escluse dal computo dell’ammontare complessivo degli oneri e delle spese, effettuato ai fini dell’applicazione del limite detrabile:
- le spese sanitarie detraibili sostenute nell'anno ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera c);
- le somme detraibili investite in star up o piccole/medie imprese innovative;
- oneri detraibili ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettere a) e b), e comma 1-ter, del testo unico DPR 917/86, sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024;
- i premi assicurativi per i rischi di calamità naturali;
- i premi assicurativi per il rischio morte, invalidità permanente o non autosufficienza ma solo per contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024;
- le rate delle spese detraibili ai sensi dell’articolo 16-bis del testo unico DPR 917/86 (spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici) oppure di altre disposizioni normative sostenute fino al 31 dicembre 2024.
Inoltre, il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze, di cui all’articolo 10, comma 3-bis, del DPR 917/86.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Quanto costa il parquet in massello, multistrato o laminato?
Quanto costa il parquet in massello, prefinito / multistrato o laminato al variare dell'essenza? Teak, Faggio, Querce, Rovere, Noce, Abete ecc.

Se stai leggendo questo articolo è perché hai sempre sognato il parquet in casa tua.
La scelta del parquet è una decisione molto importante, in quanto, oltre a condizionare l'estetica degli ambienti, influenzerà i tuoi stati d'animo. I tipi di essenza e le lavorazioni del legno possono donare agli ambienti eleganza, raffinatezza, sensazioni di accoglienza e calore.
Come puoi immaginare, i prezzi del parquet sono più alti rispetto ad una piastrella in gres porcellanato. Tuttavia, il risultato finale varrà sicuramente l'investimento. Inoltre, la differenza di costo non è così rilevante.
Vediamo quanto può costare la fornitura e la posa in opera del parquet al variare della tipologia:
Indice
Da cosa dipende il prezzo del parquet?
Quali sono i prezzi del parquet massello?
Quali sono i prezzi del parquet prefinito o multistrato?
Quali sono i prezzi del parquet laminato?
Quali sono i prezzi del parquet industriale?
Da cosa dipende il prezzo del parquet?
Il prezzo del parquet dipende da diverse variabili:
- tipologia di parquet (massello, prefinito, laminato o industriale),
- tipo di essenza (ciliegio, quercia, olivo, noce, teak ecc.),
- marca (scopri le migliori marche),
- tipologia di posa e dimensione dei listelli;
- spessore del parquet.
Proprio per questo motivo, di seguito, ti indicherò alcuni range di prezzi:
Quali sono i prezzi del parquet massello?
Come dice il termine stesso, il parquet in massello è costituito da listoni costituiti da “fette” di tronchi di albero lasciate a stagionare per perdere umidità ed acquistare stabilità. La posa del parquet avviene tramite l’incastro dei listoni o l'incollaggio delle teste dei listelli.

Il massello negli ultimi ha perso sempre più quote di mercato a discapito del prefinito.
In particolare, tra i parquet in massello si annota il parquet antico, costituito da vecchio legname di travi e di tavole provenienti da antiche ville. Ovviamente, vista la limitata presenza sul mercato, è costoso e difficile da reperire.
Il parquet antico non è da confondere con il parquet anticato, costituito da nuovo legname sottoposto a trattamento di anticatura mediante battitura al fine di simulare il calpestio di anni. Dopo esser stato battuto viene trattato con vernici, oli e cere che in questo caso devono simulare la patina lasciata dal trascorrere degli anni. Naturalmente è meno costoso del parquet antico ma non riesce, quasi mai, a raggiungere i livelli di suggestione dati dal primo.
Vediamo i prezzi indicativi al mq del parquet massello al variare dell'essenza compresi di manodopera per la posa.
| Tipo | Legno | Prezzo € al metro quadro | |
|---|---|---|---|
| Da | a | ||
| Massello | Acacia | 110 | 120 |
| Acero | 115 | 130 | |
| Ciliegio | 100 | 110 | |
| Cabreuva | 140 | 160 | |
| Doussiè | 90 | 120 | |
| Faggio | 100 | 120 | |
| Iroko | 80 | 110 | |
| Noce | 110 | 140 | |
| Olivo | 180 | 200 | |
| Olmo | 100 | 120 | |
| Rovere | 80 | 100 | |
| Teak | 130 | 160 | |
| Wengè | 110 | 140 | |
Quali sono i prezzi del parquet prefinito o multistrato?
Il prefinito o multistrato è il parquet ad oggi più venduto. Composto da più strati di cui il primo è realizzato in essenza “nobile” e i successivi da abete o betulla con funzione di supporto stabilizzante.

Caratteristiche e vantaggi: posa rapida, maggiore stabilità rispetto al massello, vasta scelta di finiture, pedonabilità immediata.
Vediamo i prezzi indicativi al mq del parquet in multistrato al variare dell'essenza.
| Tipo | Legno | Prezzo € al metro quadro | Posa in opera | |
|---|---|---|---|---|
| Da | a | |||
| Prefinito | Ciliegio | 45 | 80 | da 20 a 40 |
| Quercia | 45 | 80 | da 20 a 40 | |
| Noce | 45 | 85 | da 20 a 40 | |
| Rovere | 30 | 70 | da 20 a 40 | |
| Betulla | 50 | 80 | da 20 a 40 | |
| Faggio | 40 | 80 | da 20 a 40 | |
| Frassino | 30 | 70 | da 20 a 40 | |
Quali sono i prezzi del parquet laminato?
In realtà, il laminato non è un parquet vero e proprio poiché nella sua struttura non sono presenti strati di legno. Trattasi di un sandwich formato da materiali diversi uniti tramite un procedimento di pressofusione. Lo strato superficiale è una pellicola realizzata con resine e ossido di alluminio. Questa pellicola poggia su uno strato di composto da fibre di legno e leganti resinosi.
I vantaggi di questo tipo di pavimento, sono da ricercare nella facilità di posa, anche su pavimenti esistenti. Non si utilizzano collanti ma la posa avviene ad incastro.
Garantisce, come il parquet vero e proprio, un ottimo isolamento termico e acustico e non subisce alcun tipo di alterazione anche se esposto per lunghi periodi alla luce diretta. Infine, richiede pochissima manutenzione. Ancora più economico del prefinito.
| Tipo | Legno | Prezzo € al metro quadro | Posa in opera | |
|---|---|---|---|---|
| Da | a | |||
| Laminato | Bassa qualità | 5 | 10 | dai 15 ai 25 |
| Media qualità | 10 | 25 | dai 15 ai 25 | |
| Alta qualità | 25 | 50 | dai 15 ai 25 | |
Quali sono i prezzi del parquet industriale?
Il parquet industriale è realizzato con gli scarti di altre lavorazioni e formato da listelli relativamente corti disposti in quadrotte (listelli quadrati). Inizialmente utilizzato solo in ambienti industriali, ora viene posato anche nell'edilizia residenziale visto il suo basso costo, il buon aspetto esteriore e la sua durata. Parquet adatto per i luoghi ad alto transito come uffici e negozi oltre che per i bagni e le cucine. La posa del parquet viene eseguita mediante incollaggio. Il parquet industriale può essere realizzato in massello o in prefinito.
| Tipo | Legno | Prezzo € al metro quadro | Posa in opera | |
|---|---|---|---|---|
| Da | a | |||
| Industriale | in massello | 10 | 20 | dai 15 ai 25 |
| in prefinito | 20 | 60 | dai 15 ai 25 | |
Come calcolare la spesa totale che sosterrai?
Ora che conosci i prezzi al metro quadro, per capire quanto andrai a spendere per posare il parquet, dovrai calcolare le superficie su cui vuoi intervenire. Sicuramente avrai in un cassetto la planimetria catastale della tua casa (altrimenti contattaci, ci penseremo noi) e un righello. Ricordati che la planimetria catastale è in scala 1:200, ciò significa che un centimetro sulla carta corrisponde a due metri nella realtà. Stanza per stanza calcola la superficie in metri quadri.
ATTENZIONE: acquista sempre un 15 % di materiale di scorta. Difatti, in prossimità dei muri o delle porte occorre tagliare i listoni e quindi, parte del materiale andrà buttato. Inoltre, in futuro qualche listello potrebbe rompersi. Conviene avere dei pezzi di ricambio.
Una volta fatto ciò, grazie alla tabella in alto, potrai calcolare il costo totale moltiplicando i prezzi unitari al mq della fornitura maggiorati del 15% e della posa in opera per la superficie delle stanze.
Armatevi di pazienza e facciamo un esempio:
Stanza di 4 metri x 4 metri. Superficie di 16 metri quadrati. Avrò bisogno di acquistare 16 mq di parquet, e un 15% di materiale aggiuntivo. Quindi, 16 mq x 1,15= 18, 5 mq. Considerando che il posatore potrebbe essere maldestro ne acquistiamo 20 mq.
Immaginiamo di voler acquistare un prefinito in ciliegio. Dalla tabella in alto, questo parquet costa mediamente 60 €, mentre la posa 30 €.
Prezzo totale = (Superficie stanza x prezzo unitario posa) + (superficie stanza + 15% x prezzo unitario materiale)
= 16 mq x 30 €/mq + 20 mq x 60 €/mq= 480 € + 1200 €= 1680 €
Bonus sul parquet
Penso possa esserti utile l'articolo sul bonus pavimenti.
Sperando che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Bonus impianto elettrico 2026: guida completa
A quali bonus si può aderire realizzando un nuovo impianto elettrico? Guida completa e regole.

L'installazione dell'impianto elettrico rientra tra le opere soggette a detrazione fiscale per il bonus ristrutturazioni.
Indice
Detrazione al 50%, 36% o 30%?
Realizzando o sostituendo un vecchio impianto elettrico avrai diritto a recuperare una parte della spesa sostenuta.
L'aliquota della detrazione relativa al bonus varia in base al tipo di abitazione e da colui che beneficerà della detrazione. Difatti, secondo la legge di bilancio:
| Anno | Abitazione principale (proprietari e titolari di diritti reali) | Altri immobili (o altri soggetti) | Massimale di spesa |
|---|---|---|---|
| 2025 e 2026 | 50% | 36% | 96.000 € |
| 2027 | 36% | 30% | 96.000 € |
| Dal 2028 al 2033 | 30% | 30% | 48.000 € |
| Dal 2034 | 36% | 36% | 48.000 € |

Come vedi, l'aliquota della spesa da portare in detrazione dipende dall'anno in cui vengono realizzati i lavori, dal fatto o meno che l'intervento riguardi un'abitazione principale e dal fatto o meno che le opere vengano realizzate da parte di proprietari e titolari diritti reali.
L’importo massimo di spesa ammessa al beneficio delle detrazioni per ristrutturazione è di euro 96.000 € (48.000 € dal 2028).
Su quali immobili?
E' possibile aderire al bonus ristrutturazione sulle abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali o a prevalenza abitativa.
Beneficiari
L’agevolazione spetta:
- proprietari o nudi proprietari
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
- locatari o comodatari dell’immobile
- soci di cooperative a proprietà divisa (in qualità di possessori), assegnatari di alloggi e, previo consenso scritto della cooperativa che possiede l’immobile, soci di cooperative a proprietà indivisa (in qualità di detentori)
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce
- soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:
- il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
- il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
- il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili)
- il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.
Spese agevolate
L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno dell’edificio.

Quale IVA farsi applicare?
Inoltre, solo qualora la fornitura dell'impianto fosse posta in essere nell’ambito del contratto di appalto, quindi l'impianto venisse acquistato dalla ditta installatrice, avresti diritto ad un'iva agevolata al 10% e non al 22%. L'impresa, in questo caso, acquisterà i prodotti dal fornitore (cavi, forassiti) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);
Come pagare?
I pagamenti dovranno avvenire attraverso bonifico per agevolazioni "parlante". Fortunatamente, tutte le banche hanno predisposto delle interfacce che assistono colui che compila il bonifico online in modo da evitare errori. Sicuramente attraverso la home-banking troverai questo servizio. Per completezza, le corrette diciture delle causali sono:
Fornitura e posa in opera di impianto elettrico - detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___”.
Penso possa esserti utile l'articolo sul costo dell'impianto elettrico.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
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