Collaudo statico: cos'è, obbligo, prezzi, esempio 2026
Collaudo statico: che cos'è, quando è obbligo e qual è il costo della parcella dell'ingegnere. Esempio
Per collaudo statico, introdotto con la legge 1086 del 1971, ad oggi, è regolamentato dal capitolo 9 del Testo Unico delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC2018), secondo cui:
"Il collaudo statico, inteso come procedura disciplinata dalle vigenti leggi di settore, è finalizzato alla valutazione e giudizio sulle prestazioni, come definite dalle presenti norme, delle opere e delle componenti strutturali comprese nel progetto ed eventuali varianti depositati presso gli organi di controllo competenti. In caso di esito positivo, la procedura si conclude con l’emissione del certificato di collaudo."
In pratica, tramite questo documento si asserisce che le opere strutturali sono idonee o meno strutturalmente all'esercizio! Indipendentemente che la struttura sia stata realizzata in calcestruzzo armato, legno, acciaio o altro.
In caso di esito positivo, quindi che l'immobile, dal punto di vista strutturale, risulti "idoneo", la procedura si conclude con l’emissione del certificato di collaudo.

Il collaudo statico, tranne casi particolari, va eseguito in corso d’opera.
IMPORTANTE: Le opere non possono essere poste in esercizio prima dell’effettuazione del collaudo statico.
Quando è obbligatorio il collaudo statico delle opere?
In generale, il collaudo è obbligatorio quando si costruisce un elemento strutturale di qualsiasi materiale (calcestruzzo armato, legno, acciaio, muratura).
Quindi, il collaudo statico è obbligatorio in caso di nuova costruzione, ampliamento o ristrutturazione globale.

Per quanto riguarda l'esistente, secondo il capitolo 8 della circolare delle NTC 2018, collaudo statico è obbligatorio sugli interventi di adeguamento e miglioramento sismico.
Non è necessario sugli interventi locali (opere minori es. cerchiature, rifacimento solaio, realizzazione scala interna) e/o riparazione. In questo caso, è necessaria una dichiarazione da parte del direttore lavori di regolare esecuzione dell'opera strutturale.
Le operazione legate al collaudo statico finale devono essere realizzate a ultimazione delle strutture. Dopodiché, il collaudatore ha 60 giorni di tempo per consegnare il collaudo al genio civile.
Chi è il collaudatore e da chi viene nominato?
Il collaudatore è nominato dal committente (colui che commissiona il lavoro, es. proprietario di casa). E' un tecnico libero professionista, ingegnere, architetto, geometra, perito edile purché:
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- sia iscritto da non meno di 10 anni negli albi dei relativi Ordini Professionali (legge 1086 del 1971);
- non abbia preso parte ai lavori oggetto di collaudo in nessuna delle varie fasi di progettazione, direzione ed esecuzione.
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Adempimenti e esempio di certificato di collaudo
Il collaudo statico di tutte le opere di ingegneria civile regolamentate, deve comprendere i seguenti adempimenti:
a) controllo di quanto prescritto per le opere eseguite sia con materiali regolamentati dal DPR 6 giugno 2001 n. 380, leggi n. 1086/71 e n. 64/74 sia con materiali diversi;
b) ispezione dell’opera nelle varie fasi costruttive degli elementi strutturali ove il collaudatore sia nominato in corso d’opera, e dell’opera nel suo complesso, con particolare riguardo alle parti strutturali più importanti. L’ispezione dell’opera verrà eseguita alla presenza del Direttore dei lavori e del Costruttore, confrontando in contraddittorio il progetto depositato in cantiere con il costruito. Il Collaudatore controllerà altresì che siano state messe in atto le prescrizioni progettuali e siano stati eseguiti i controlli sperimentali. Quando la costruzione è eseguita in procedura di garanzia di qualità, il Collaudatore deve prendere conoscenza dei contenuti dei documenti di controllo qualità e del registro delle non-conformità;
c) esame dei certificati delle prove sui materiali, articolato:
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- nell’accertamento del numero dei prelievi effettuati e della sua conformità;
- nel controllo che i risultati ottenuti delle prove siano compatibili con i criteri di accettazione;
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d) esame dei certificati di cui ai controlli in stabilimento e nel ciclo produttivo;
e) controllo dei verbali e dei risultati delle eventuali prove di carico fatte eseguire dal Direttore dei lavori.
Il Collaudatore, nell’ambito delle sue responsabilità, dovrà inoltre:
f) esaminare il progetto dell’opera, l’impostazione generale, della progettazione nei suoi aspetti strutturale e geotecnico, gli schemi di calcolo e le azioni considerate;
g) esaminare le indagini eseguite nelle fasi di progettazione e costruzione come prescritte nelle presenti norme;
h) esaminare la relazione a strutture ultimate del Direttore dei lavori. Infine, nell’ambito della propria discrezionalità, il Collaudatore potrà richiedere:
i) di effettuare tutti quegli accertamenti, studi, indagini, sperimentazioni e ricerche utili per formarsi il convincimento della sicurezza, della durabilità e della collaudabilità dell’opera, quali in particolare: - prove di carico; - prove sui materiali messi in opera, anche mediante metodi non distruttivi; - monitoraggio programmato di grandezze significative del comportamento dell’opera da proseguire, eventualmente, anche dopo il collaudo della stessa.
Scarica l'esempio di modello da compilare della dichiarazione di collaudo statico in pdf
Quanto costa un collaudo statico?
Di solito, la parcella del tecnico, viene quantizzata in percentuale sul costo delle opere. Il range passa dal 3% per le opere minori fino a 0,5 % quando si supera il milione d'euro. Oltre a questo vanno aggiunte le eventuali spese dovute alle prove.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Miglior isolamento interno per pareti e tetto
Guida alla corretta realizzazione dell'isolamento interno e alla scelta del miglior isolante, stratigrafie e spessori.

A mio parere, la coibentazione interna (impropriamente chiamata cappotto interno) deve essere preferita al cappotto esterno solo in casi estremi quali ad esempio l'impossibilità di agire sugli esterni stessi perché l'immobile è vincolato, il condominio è contrario o le pareti esterne sono ventilate.
Qualora non avessi alternative all'isolamento dall'interno, al fine di evitare problemi dovresti seguire poche e chiare regole.
Indice
Perché preferire un isolamento esterno?
Spessore minimo dell'isolamento?
Perché preferire un isolamento esterno?
Il cappotto esterno deve essere preferito poiché l'isolamento interno comporta:
- difficoltà nella correzione dei ponti termici;
- perdita di spazio in casa;
- che la faccia esterna della parete rimanga fredda e quindi aumenti il rischio di muffe e condense superficiali e interstiziali;
Difficoltà nel correggere i ponti termici
La questione legata alla correzione dei ponti termici merita un articolo ad hoc.
Mentre, per quanto riguarda la perdita di centimetri interni alla casa, sii consapevole che è la legge a fissarli e il calcolo / progetto deve essere realizzato da un termotecnico.
Spessore minimo dell'isolamento?
Lo spessore della coibentazione dipende:
- dal tipo di isolante scelto;
- dal luogo ove è posto l'immobile da isolare;
- dalla stratigrafia del muro esistente;
- dalle performances richieste dagli ecobonus.
Potresti dover inserire un isolante dalla spessore che varia tra i pochi centimetri fino ai 25 cm e oltre.
Rischio muffe e condensa
All'interno delle nostre case, volenti o nolenti, l'umidità potrebbe comportare condensa e muffa. Tale rischio si accentua qualora si coibentassero le pareti o le coperture in maniera errata.
Per evitare ciò, è fondamentale la conoscenza del fattore di resistenza al passaggio del vapore μ che caratterizza i vari strati delle nostre pareti / coperture. Questo valore indica quanto traspira un elemento: minore è questo valore, maggiore vapore passerà attraverso l'elemento.
Oltre a questo fattore, nel rischio di condensa contano anche gli spessori (s) degli elementi che costituiscono il pacchetto della parete (mattoni, isolante, intonaci ecc.).
Fortunatamente, esiste un coefficiente che contiene entrambi questi valori: Sd, prodotto tra lo spessore s e il fattore μ.
Sd =s x μ
Una volta scelto l'isolante, grazie al suo fattore di resistenza e alle altre caratteristiche, con l'ausilio di un software di calcolo, è possibile analizzare il rischio muffe e condense ed evitare che la temperatura all'interno della parete scenda al di sotto della temperatura di rugiada, temperatura di formazione delle condense.
L'ideale sarebbe realizzare una parete i cui componenti siano caratterizzati da un fattore di resistenza via via minore dal lato caldo verso il lato freddo della parete / copertura. Il problema è che d'estate il lato caldo della parete è quello esterno, d'inverno è il contrario!
A prescindere, se all'interno della parete si scendesse al di sotto della temperatura di rugiada, sarebbe conveniente inserire sul lato caldo dell'isolante una barriera vapore dall'alto sd (>100), in maniera da bloccare completamente l'ingresso di vapore nell'isolante.
Tuttavia, come ti accennavo, una barriera vapore sul lato interno della parete sarebbe ottimale d'inverno quando il vapore viene spinto verso l'esterno. D'estate, essendo più freddo l'ambiente interno, il gradiente della pressione si inverte e la barriere vapore interna alla casa potrebbe bloccare l'uscita dell'acqua dal muro con conseguenze disastrose per l'involucro. Da qui nasce una questione molto dibattuta sull'uso o meno della barriera vapore.
In alcuni casi, sarebbe più opportuno un telo che "regoli l'umidità", piuttosto che una barriere vapore che impedisca al vapore di lasciare la parete. In questi casi consiglierei un freno vapore ben progettato la cui capacità di "frenare il vapore" sia idonea all'isolante scelto e che regoli il passaggio di vapore. Per facilitare la posa, sappi che esistono in commercio isolanti già muniti di teli vapore.
Questi teli devono essere continui su tutta la superficie da proteggere e privi di interruzioni. Quindi attenzione alla tenuta dei nastri che collegano i vari fogli e alle forature dei teli nel caso, ad esempio, del passaggio degli impianti. Questi punti deboli possono provocare la cattiva gestione del vapore. Inoltre, occorre prestare molto attenzione anche alle finiture: occorre utilizzare intonaci e colle traspiranti.
Infine, qualora posassi una barriera vapore internamente, ti consiglierei di installare un impianto di ventilazione meccanica controllata VMC per gestire l'umidità interna.

Quali sono i migliori isolanti per isolamento interno?
Per quanto detto a monte, eviterei di installare isolanti interni in materiale plastico come;
Difatti, gli isolanti plastici per natura sono caratterizzati da alti valori di Sd, e quindi d'estate potrebbero provocare condensa interstiziale.
Piuttosto virerei sui materiali naturali (fibra di legno o sughero) o minerali (lana di roccia e vetro) magari accoppiati ad un freno vapore ben progettato e sigillato. In questi casi la posa avviene mediante placcaggi o contropareti.

Ma per toglierti ogni dubbio ed evitarti la posa di barriere e freni vapori che, come ti accennavo, potrebbero essere controproducenti, potresti posare internamente dei materiali attivi capillarmente.
Difatti, un'altra caratteristica fondamentale nella scelta dell'isolante interno è l'igroscopia, e cioè la capacità di assorbire e rilasciare umidità in base al clima interno. Materiali quali calcio silicato o idrati di silicato di calcio per igroscopicità permettono l'assorbimento dell’umidità dell’aria in eccesso e il rilascio qualora l'ambiente ne richiedesse. La capacità di assorbimento di questi isolanti è notevole e nei cicli di assorbimento / rilascio dell'umidità questi materiali non perdono le caratteristiche.
Isolanti in calcio silicato
Il calcio silicato o silicato di calcio è costituito da calcio, ossido di silicio e cellulosa ed è poroso al 90%. Puoi comprendere bene la sua capacità di catturare l'umidità.
Si può trovare in commercio sotto forma di pannelli anche accoppiati con altri materiali.
La conduttività termica, ahimè, non è il suo punto di forza e varia tra gli 0,060 e gli 0,095 W/(mK). La capacità termica specifica attorno ai 1000 J/kgK.
Il coefficiente di permeabilità al vapore acqueo μ oscilla tra i 15 e i 20 e garantisce quindi un'alta permeabilità al vapore acqueo.
Essendo un materiale alcalino è caratterizzato da un elevato PH (10,5). Quindi, il calcio silicato contrasta le muffe che, piuttosto, si formano su superfici acide.
Per quanto riguarda l'antincendio, i pannelli ricadono in classe 0 (euroclasse A1), pertanto sono completamente incombustibili e non producono fumi nocivi.

Isolanti in idrati di silicato di calcio
I pannelli in idrati di silicato di calcio sono isolanti minerali composti da sabbia di quarzo macinata, cemento in piaccola percentuale e pasta di alluminio, porosi al 95%. Rientrano nel gruppo dei calcestruzzi leggeri Si possono trovare in commercio sotto forma di pannelli anche accoppiati con altri materiali.

La conducibilità termica è migliore rispetto agli isolanti in calcio silicato: da 0,042 a 0,045 W/mK e godono di una capacità termica specifica attorno ai 1300 J/kgK.
Notevole permeabilità al vapore: coefficiente di resistenza al vapore μ=3. Densità compresa tra i 100 e i 115 kg/m³.
Anche in questo caso, per quanto riguarda l'antincendio, i pannelli ricadono in classe 0 (euroclasse A1), pertanto sono completamente incombustibili e non producono fumi nocivi.
Spero che l’articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Migliori isolanti termici per cappotto interno, esterno e per i tetti
Quali sono i migliori isolanti termici per cappotto esterno, interno e per i tetti? Scelta: EPS, XPS, PUR, lana di roccia, fibra di legno, sughero o aerogel.
Nella mia professione, Ho imparato che, quando il mercato offre tanti prodotti che svolgono la medesima funzione, vuol dire che non ne esiste uno migliore dell'altro. O meglio, forse c'è, ma costa, quindi per qualcuno non sarà il "migliore isolante".
A mio parere, l’isolamento termico è la principale “fonte di energia”. Sono consapevole che la spesa per installare un isolante non è equiparabile all'acquisto di un pacco di patatine. Tuttavia i benefici sono notevoli, perchè, oltre a limitare la dispersione del calore, l'isolamento crea un clima salubre all'interno dell'appartamento e offre notevoli vantaggi dal punto di vista economico.
Appurate le qualità di un isolamento termico e considerati i costi, occorre scegliere il materiale più adatto: polistirene sintetizzato EPS o estruso XPS, poliuretano espanso PIR PUR, lana di roccia, fibra di legno o sughero. Non farti intimorire dai nomi, grazie a questa guida sceglierai il più adatto ai tuoi bisogni e gli altri potrai cancellarli dalla tua memoria.
La scelta del materiale avviene principalmente in relazione al tipo di intervento (isolamento tetto, cappotto esterno, cappotto interno), alla zona in cui vivi ed al budget.
Indice
- Caratteristiche da controllare sugli isolanti.
Ti consiglio di leggere il primo paragrafo, altrimenti capirai poco..
Quali sono le caratteristiche da controllare sugli isolanti?
Questo paragrafo potrebbe sembrare un pò "pesantuccio", ma per scegliere il giusto isolante devi conoscere questi concetti. Non si scappa.

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- La conduttività termica λ [W/mK] indica la capacità di un materiale di trasmettere il calore; minore è il valore di λ e maggiore sarà l'isolamento. E' la caratteristica più importante per un isolante almeno per quanto riguarda la protezione dal freddo;
- il calore specifico Cp [J/kg K] ci segnala la capacità dell'isolante di accumulare calore;
- la densitá ρ [kg/mc] dovresti ricordartela, in soldoni indica il "peso"; Alta densità e calore specifico ---> alto sfasamento e attenuazione termica e quindi migliori performances estive! Faccio un piccolo appunto. Spiegato banalmente, se d'estate la calura arriva verso le dieci di mattina e l'isolante permette il passaggio del calore in 12 ore, quest'ultimo rilascerà il "caldo" all'interno del tuo appartamento alle 22, quando la temperatura esterna sarà più bassa. In definitiva, 12 ore è lo sfasamento ideale.
- la resistenza al vapore μ indica l'impermeabilità del materiale. Ovviamente, se questo valore fosse alto, l'isolante non lascerebbe passare la pioggia, ma potrebbe provocare la condensa e la muffa;
- la resistenza alla compressione R [N/mmq] indica quanto resiste l'isolante prima di rompersi. E' una caratteristica fondamentale nel caso di strutture che subiranno il calpestio. Se dovessi installare l'isolante sotto al pavimento o sulla copertura dovrebbe essere resistente alla compressione per non affondarci dentro.
In pratica, la soluzione migliore è un isolante dalla bassa conduttività termica, con un bel peso, resistente alla compressione e all'acqua, ma anche traspirante, che sia sottile e che non costi troppo. Se lo trovi, chiamami! Altrimenti, dovrai trovare un compromesso, oppure il materiale più adatto al tuo caso.
Scelta: materiali plastici, minerali o naturali?

La prima scelta è sull'origine dell'isolante. In commercio, abbiamo:
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- i materiali plastici come il polistirene espanso (EPS), il polistirene espanso estruso (XPS), il poliuretano (PUR) e le fibre di Polietilene (PE);
I principali vantaggi dei materiali sintetici sono il basso costo, l'ottimo isolamento termico, la facilità di posa in opera, la resistenza all'acqua e all'umidità;
Gli svantaggi sono la bassa resistenza al fuoco, la bassa densità che incide sulle performances estive. Inoltre, non sono traspiranti.
Io li userei come cappotto esterno, per correggere i ponti termici, per coibentare le coperture di luoghi non "caldi", per le strutture contro-terra e i vespai. Non li installerei sui tetti delle villette del mare e, se ti azzardi a montarli come isolanti interni, ti vengo a cercare!
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- proseguiamo con i materiali minerali: schiuma minerale, calcio silicato, vetro cellulare, lana di roccia, fibra di vetro, perlite e argilla espansa.
A parità di spessore, dal punto di vista dell'isolamento termico invernale, garantiscono prestazioni intermedie tra i materiali sintetici e quelli organici. Inoltre, hanno costi medio-bassi, sono traspiranti, resistono alle muffe e sono biodegradabili.
Di contro, sono più costosi e spessi dei sintetici e alcuni materiali presentano fenomeni di radioattività. Pessimi dal punto di vista estivo.
Potresti utilizzarli dove ti pare: come cappotto interno o esterno, per isolare le coperture e i solai, nei controsoffitti e nei divisori. Ovviamente, aumentano gli spessori e sono più difficili da posare;
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- concludiamo con i materiali organici: canapa, lana di pecora, cellulosa, sughero, fibra di legno, lino, mais o paglia. Ogni giorno ne esce uno nuovo. Sto fremendo nell'attesa della ginestra e dell'oleandro. Stay tuned!
A parte le mie sparate, i vantaggi sono: isolamento termico medio-alto, ottime performance estive, traspiranti, buon isolamento acustico, biodegradabili.
Da utilizzare come cappotto interno, nei controsoffitti, per isolare i tetti delle abitazioni poste in luoghi caldi.
Ma ahimè, sono i più costosi, delicati ed occorrono spessori tripli rispetto ai sintetici.
A proposito di quattrini, penso possa interessarti l'articolo sui costi di un cappotto interno o esterno.
Isolanti e usi.
Vediamo ora, quali materiali utilizzare al variare della posizione di installazione e della zona climatica.
Potrebbe esserti utile per una stima di massima:
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MATERIALE |
UTILIZZI |
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Cappotto esterno, tetti in luoghi freddi, strutture contro-terra e vespai |
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Polistirene espanso estruso (XPS) |
Cappotto esterno, tetti (specialmente piani e "rovesci"), strutture contro-terra e vespai |
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Cappotto esterno, tetti in luoghi freddi, strutture contro-terra e vespai |
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Cappotto, isolamento interno, coperture, strutture a rischio incendio |
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Cappotto, isolamento interno e coperture. |
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Calcio-silicato |
Isolamento interno |
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Fibra di legno |
Cappotto, isolamento interno, coperture in zone calde |
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Sughero |
Cappotto, isolamento interno, coperture in zone calde |
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Isolamento interno |
Vediamo i pregi e i difetti di ogni materiale.
Polistirene espanso sinterizzato (EPS)
E' il materiale più economico. Se non volessi spendere, potresti installare il polistirolo! Possiede caratteristiche isolanti ottime, ma non offre resistenza alla compressione. E' impermeabile all’acqua, quindi te lo sconsiglio in ambienti caldi. Assolutamente sconsigliato l'uso interno.
Viene venduto in pannelli rigidi e costa sui 75 / 100 € al mq, inclusa installazione.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
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20 - 100 |
:( |
:( |
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Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
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0,6- 2 [Kg/cm2] |
0,032 - 0,056 [W/mK] |
1250 - 1500 (J/kg k) |
10 - 50 |
Viene utilizzato per isolare:
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-
- i tetti in luoghi dal clima mite;
- le pareti verticali dall'esterno o in intercapedine. A mio parere, il migliore dei materiali plastici per cappotti;
- pavimenti e strutture interrate, anche se per questi usi ti consiglio XPS.
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E' molto diffuso, in quanto possiede una buona qualità isolante, è leggero e, specialmente, è il più economico.
Abbiamo realizzato un articolo solo sull'EPS. Scopri di più!
Polistirene Espanso Estruso (XPS)
Questo materiale costa di più dell'EPS. Casca all'occhio l'ottima resistenza a compressione, che lo rende il candidato ideale per i tetti piani e specialmente per i tetti rovesci. Essendo un materiale fossile garantisce una bassa conducibilità termica e resistenza all'umidità. E' praticamente impermeabile. Sconsigliato in ambienti caldi e negli interni.
Viene venduto in pannelli rigidi e costa sui 85 / 120 € al mq, inclusa installazione.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
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70 - 200 |
:| |
:( |
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Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
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1,5- 7 [Kg/cm2] |
0,03 - 0,04 [W/mK] |
1300 - 1700 (J/kg k) |
25 - 65 |
Tra le migliori marche abbiamo la: Styrodur e l'Isover.
Diffusissimo per la coibentazione di solai e tetti. Il pannello in XPS viene impiegato nei seguenti casi:
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- isolamento delle coperture a falde e dei tetti piani, particolarmente nel caso di tetto “rovescio”;
- isolamento delle pareti verticali in intercapedine e all'esterno (rischio deformazioni se esposto al sole);
- isolamento di pavimenti e soffitti e murature contro-terra;
- correzione dei ponti termici.
Poliuretano Espanso Rigido (PIR e PUR).

Tra i materiali sintetici è il mio preferito. Prima di tutto vanta le conducibilità più bassa di tutti gli isolanti "commerciali"! Anche in questo caso, è scarsa l'inerzia termica, quindi lavora male con il caldo e deve essere rivestito per renderlo impermeabile. Buona resistenza alla compressione e ottima conducibilità.
Viene venduto in pannelli rigidi e costa sui 80 / 130 € al mq, inclusa installazione.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
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30 - 200 |
:| |
:| |
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Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
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1- 5 [Kg/cm2] |
0,024 - 0,034 [W/mK] |
1400 - 1500 (J/kg k) |
25 - 100 |
Abbiamo realizzato un articolo solo sul PIR. Scopri di più
Lana di roccia.
I love lana di roccia. A mio parere, è il materiale più versatile. Ha proprietà termoisolanti medio-buone, è traspirante ed ha un alto potere fono-isolante e fono-assorbente. Io sfrutto la lana di roccia accoppiata con una lastra di cartongesso per isolare gli interni.
Inoltre, ha un ottimo comportamento al fuoco in quanto non è infiammabile. Ha un costo medio.
La potresti trovare in commercio come pannello o rotolo e costa sugli 85 / 110 € al mq, inclusa installazione.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
1 - 2 |
:( |
:) |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,6- 2 [Kg/cm2] |
0,033 - 0,054 [W/mK] |
800 - 1030 (J/kg k) |
20 - 200 |
Per approfondire ti consiglio l'articolo sul confronto tra lana di roccia e lana di vetro.
Aerogel
E' un materiale molto leggero, essendo composto al 98% di aria e al 2% di silicio. E' il migliore isolante in termini di isolamento. Viene venduto in rotoli ed è molto costoso. Pensa che il prezzo del lavoro finito parte dai 300 e può superare i 500 € al mq.
Passare da "aria" a "oro", è un attimo.
Viene utilizzato prettamente per l'isolamento interno e rientra nelle "nanotecnologie". Bastano pochi centimetri per garantire il rispetto dei limiti di legge. Viene molto utilizzato anche per risolvere i ponti termici degli imbotti delle finestre.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
5 |
:| |
:| |
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Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,07- 0,7 [Kg/cm2] |
0,014 - 0,020 [W/mK] |
1000 (J/kg k) |
150 |
Per approfondire, ti consiglio l'articolo sull'aerogel.
Fibra di legno.
Il legno è un ottimo materiale ma, ahimè, per raggiungere i limiti minimi di trasmittanza imposti dalla normativa, necessita di spessori tripli rispetto agli isolanti fossili. L’elevato calore specifico gli conferisce buone capacità di accumulo di calore. Questa caratteristica è essenziale nel caso di coibentazione di sottotetti, poiché consente un buon sfasamento e smorzamento dei picchi termici.
I difetti: il prezzo e gli "alti" spessori. Sicuramente lo utilizzerei nelle coperture delle villette del mare.
Viene commercializzato in pannelli o rotoli e costa sui 90 / 140 € al mq, inclusa installazione.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
2 - 10 |
:) :) |
:( |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,4- 2 [Kg/cm2] |
0,038 - 0,08 [W/mK] |
1.600 - 2.100 (J/kg k) |
30 - 300 |
Sughero Espanso Tostato (ICB)
Concludiamo salendo di prezzo. Secondo me, il sughero ha le medesime peculiarità della fibra di legno, ma garantisce performances migliori. Allora perché esiste la fibra di legno? Perché costa un 20% in meno!

IMPIEGO: Isolamento a cappotto, interno.
Viene venduto in pannelli o rotoli e costa sui 100 / 160 € al mq, inclusa installazione. E' il più costoso, a parte l'aerogel.
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Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
2 - 10 |
:) :) |
:( |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
1- 2,5 [Kg/cm2] |
0,036 - 0,06 [W/mK] |
1.600 - 1.800 (J/kg k) |
100 - 220 |
In questo articolo ho voluto generalizzare ma, come hai potuto notare, la scelta dipende da molti fattori. Affidati ad un tecnico competente che ti saprà consigliare, e non butterai soldi.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo
Sistemi ibridi pompa di calore + caldaia: costi e scelta 2026
Quali sono i migliori sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia) e i costi. Scelta, opinioni e recensioni dal web.
Un sistema di climatizzazione ibrido combina due generatori differenti, una caldaia a condensazione e una pompa di calore, permettendo il riscaldamento e il raffrescamento della casa, oltre alla produzione di acqua calda sanitaria.
Questa tecnologia è abbastanza recente e può portare a drastiche riduzioni dei consumi di energia. Ma solo in alcuni casi.
Vediamo i vari aspetti:
Funzionamento:
Il concetto è lo stesso dell'auto ibrida. A basse velocità utilizza l'elettricità, appena schiacci l'acceleratore il motore ha bisogno di vigore e sfrutta la benzina.
Anche nel nostro caso, in base alla convenienza, il sistema utilizzerà un generatore o l'altro o entrambi. Pensa al caso in cui non fosse sufficiente l'erogazione di calore da parte della pompa di calore, a quel punto la caldaia integrerebbe termicamente l'impianto.
Ma quando si aziona la caldaia e quando la pompa di calore? Nel caso di elevata richiesta termica, la caldaia eroga il 100 % del calore necessario. Tra -4 e 7 gradi si attivano entrambi i generatori. Infine, al di sopra dei 7°C la pompa gestirà completamente la temperatura.

Gli azionamenti vengono gestiti autonomamente dal sistema grazie al supporto dei sensori, che valutano la temperatura interna rilevata e quella richiesta oltre alla temperatura esterna.
Ma perché non gestire il riscaldamento con la sola caldaia? Perché la pompa di calore è la migliore tecnologia disponibile, per ottimizzare i costi di esercizio a temperature esterne moderate.
Mentre, per le temperature intermedie comprese tra - 4 e 7 gradi, il fluido viene gestito in automatico, al fine di abbassare la temperatura di esercizio della pompa di calore, migliorandone il rendimento. Come vedremo nel capitolo sui vantaggi, il rendimento della pompe di calore migliora, lavorando a basse temperature.
Concludiamo il paragrafo dicendo che la caldaia può essere alimentata sia dal GPL che dal metano, mentre la pompa di calore viene azionata dalla corrente elettrica.
Vediamo se si tratta dell'investimento giusto:
Vantaggi e svantaggi:
Non è sempre vantaggioso questo sistema. Il principale motivo: il costo iniziale. Questo è lo svantaggio principale.
Sicuramente, consiglio l'utilizzo di questo sistema nel caso in cui viva in una zona, dove le condizioni climatiche varino in maniera significativa. Difatti è questa la condizione che porta al recupero dell'investimento iniziale ed a un successivo risparmio economico.
Un altro fattore che rende conveniente l'investimento è la frequenza di utilizzo dell'appartamento. Mi rifiuto di progettare un impianto ibrido su seconde case, utilizzate per pochi mesi all'anno. Per recuperare l'investimento, l'impianto dovrebbe sopravvivere ad intere generazioni.
Passiamo ai vantaggi.
Grazie alla presenza della caldaia, il flusso d’acqua viene regolato in automatico con l’obiettivo di abbassare la temperatura di esercizio della pompa di calore, migliorandone l’efficienza. Difatti, a basse temperature le pompe di calore hanno rendimenti superiori. Questo potrebbe portare ad efficienze migliori del 35% rispetto a una caldaia a condensazione.
Inoltre, nell'installare questo sistema, non occorre sconvolgere o demolire la casa, bensì basterà agire in prossimità dei generatori. Difatti, è possibile utilizzare l'impianto esistente a radiatori o a pavimento. Nel caso di impianto a termosifoni, assicurati che la pompa di calore raggiunga le temperature richieste per questo tipo di terminali. Viceversa, qualora tu possieda un impianto a pavimento, la pompa di calore è un ottimo generatore, in quanto l'acqua circola nell'impianto a basse temperature.
Al di là di queste considerazioni, per stimare la convenienza di questo sistema, è necessario un termo-tecnico che valuti tutte le condizioni e analizzi le dispersioni dell'involucro.
Alcuni professionisti contestano questa tecnologia, in quanto ritengono che si tratti di un escamotage da parte dei produttori, per venderti due generatori. Consigliano di risparmiare e di acquistare una caldaia a condensazione per l'inverno e una pompa di calore per l'estate. Io non vedo tutto questo risparmio e, il fatto che si supportino termicamente per determinate temperature, lo ritengo una soluzione efficiente.
Una caratteristica, che gioca un ruolo fondamentale nella scelta del modello, è:
Efficienza energetica:
L'efficienza del sistema è legata al rendimento della caldaia e della pompa di calore.
A sua volta, l'efficienza e, quindi, i consumi di una pompa di calore dipendono da due indici forniti dal produttore: il SEER e lo SCOP.
Il "SEER", coefficiente di prestazione medio stagionale (EER considerandolo istantaneo) non è altro che il rapporto tra energia prodotta dal dispositivo per raffrescare e l'energia assorbita dall'impianto elettrico (quanto si consuma). Più è alto questo valore e più si avrà, a parità di "raffrescamento", un risparmio in bolletta.
Per le macchine di ultima generazione questo valore è superiore a 3,5.
Per agevolare la comprensione, è stata introdotta una scala alfabetica, dove con A+++ si indica la macchina più efficiente e con G quella che consuma di più. Ogni pompa di calore presenta sul suo involucro un' etichetta che segnala la classe di appartenenza.

Viceversa, il coefficiente di prestazione per il riscaldamento è lo SCOP. Questo indice deve essere superiore a 4,0.
Mentre, il corrispettivo delle caldaie è il rendimento al 100 % del carico. Per le caldaie a condensazione questo valore si attesta attorno al 98%.
Altre funzioni:
In generale, per quanto riguarda gli altri aspetti, i vari modelli sul mercato hanno caratteristiche simili:
-
-
- nel caso di appartamenti di grosse dimensioni è possibile integrare la caldaia con un accumulo per l'acqua calda sanitaria;
- tutti i sistemi in commercio sono gestibili da remoto tramite app;
- per quanto riguarda il rumore, il punto debole è l'unità esterna della pompa di calore. La maggior parte delle macchine esterne raggiungono una potenza sonora massima compresa tra i 64 e i 65 db;
- un impianto da accoppiare alla pompa di calore, che potrebbe portarti notevoli benefici, è l'impianto fotovoltaico. Ovviamente, la convenienza dell'impianto dipende dal luogo dove vivi e dalla possibilità di "puntare verso sole".
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L'unico paramento che si differenzia e che incide sull'efficienza energetica è la modulazione della potenza. Ti consiglio di scegliere il generatore che ti offra il range di potenze più ampio.
Passiamo all'aspetto economico:
Quanto costa un impianto ibrido?
Il costo di un impianto varia dai 13.000 € fino ai 20.000 €, compreso di:
-
- fornitura dei generatori: 6.000 - 10.000 €. Il prezzo si riferisce ai modelli prodotti dai migliori brands. Acquistando macchine economiche potresti risparmiare fino al 30%;
- Accessori per il montaggio + collegamenti idraulici ed elettrici+ manodopera muratore, elettricista ed idraulico 5.000 - 10.000 €;
A questo dovrai aggiungere il costo del termo-tecnico per la redazione della legge 10, un elaborato che attesti il rispetto della normativa sul risparmio energetico. Il costo varia tra i 700 e i 1.500 €.
Tutti i prezzi indicati sono esclusi di IVA.
Ricapitolando:
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Voce |
Prezzo |
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Fornitura della caldaia e della pompa di calore |
6.000 - 10.000 € |
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Accessori - collegamenti - manodopera |
5.000 - 10.000 € |
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Professionista |
700 - 1.000 € |
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Totale (esclusa iva) |
11.700 - 21.000 € |
Quali bonus posso sfruttare per un impianto ibrido?
Fortunatamente, i costi di installazione e fornitura possono essere detratti tramite:
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- conto termico;
- bonus casa o Ecobonus dell'Agenzia delle Entrate. Per ottenere l'incentivo, dovrai pagare attraverso il bonifico "parlante" ed inviare la comunicazione al portale dell'Enea. Parte della spesa ti verrà restituito in 10 rate annuali tramite delle detrazioni sull'IRPEF.
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Concludiamo con i migliori modelli del mercato:
Migliori marche:
Tra le migliori marche abbiamo Daikin, Mitshubishi Eletric, Fujtsu, Ariston, Baxi, Vaillant, Viessmann e Immergas.
Di seguito alcuni modelli con il miglior rapporto qualità / prezzo. Inoltre, ho cercato di riassumere le opinioni dai forum e le recensioni sul web.
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MODELLO (KW CALDAIA - POMPA DI CALORE) |
SEER / SCOP / EFFICIENZA CALDAIA 80/60 |
PREZZO FORNITURA |
RECENSIONI DEL WEB |
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DAIKIN HPU Hybrid (33 - 8) |
3,79 A ++ / 4,45 / 98% A |
7.050 € |
★★★★★ / 5 |
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ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 4) |
3,95 A ++ / 4,12 / 98% A |
6.650 € |
★★★★ / 5 |
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BAXI Csi in ( 24 - 11) |
2,80 A+ / 3,42 / 98% A |
6.800 € |
★★★★ / 5 |
|
ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 6) |
3,57 A ++ / 4,30 / 98% A |
6.950 € |
★★★★ / 5 |
|
IMMERGAS Magis Combo 10 Plu ( 24 - 8) |
3,77 A+ / 4,08 / 98% A |
7.800 € |
★★★★ / 5 |
|
ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 8) |
3,87 A ++ / 3,98 / 98% A |
7.600 € |
★★★★ / 5 |
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Colonnine elettriche per ricarica auto a casa - scelta e costi 2026
Guida sulle colonnine elettriche per ricarica l'auto in casa: costi torrette, scelta potenze e migliori marche.
Nel nostro Paese, il mercato dei veicoli elettrici, e quindi delle colonnine elettriche o torrette, è ancora tutto da sviluppare. Parlo sia delle torrette domestiche che di quelle pubbliche. Proprio in considerazione della poca presenza sul territorio dei punti di ricarica, potresti considerare di installare una colonnina di ricarica proprio in casa tua.
Specialmente perchè, il costo di ricarica dalla colonnina pubblica è doppio rispetto a quello di un'utenza domestica!
Se non dovessi ottenere la detrazione, non scoraggiarti. L'elettrico è il futuro e il costo delle colonnine è, relativamente, accessibile.
Quanto costa una colonnina?
Quello che consiglio sempre, per ogni acquisto, è di richiedere più preventivi e di farsi specificare modello, quali sono gli optional inclusi e se l'iva e l'installazione sono inclusi nel prezzo. Oggi, a causa del Superecobonus i prezzi sono aumentati e spesso si allineano ai massimali detraibili tramite questo incentivo.
In commercio, possiamo trovare due tipi di dispositivi:
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- il wallbox, costituito da una "scatola" che si attaccata direttamente al muro;
- le colonnine di ricarica, che sono una sorta di totem.
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Il prezzo dei due dispositivi si discosta di poco. Di contro, il fattore che comporta una sostanziale differenza di prezzo è la potenza. Vediamo un esempio esplicativo:
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Tipologia presa
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Numero prese
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Potenza KW
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Prezzo medio
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T2
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Presa singola
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3,7
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800 - 1.200 €
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T2
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Presa singola
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7,4
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900 1.300 €
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T2
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Presa singola
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11
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1.000 - 1.500 €
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T2
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Presa singola
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22
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1.200 - 1.600 € |
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T2
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Presa doppia
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3,7
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900 - 1.300 €
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T2
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Presa doppia
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7,4
|
1.000 - 1.400 €
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T2
|
Presa doppia
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11
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1.000 - 1.600 € |
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T2
|
Presa doppia
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22
|
1.200 - 2.000 € |
A questi andranno aggiunti i prezzi di installazione che variano dai 400 ai 600 €.
Vantaggi dell'elettrico.
Tutti ormai concordano che ci sarà un vero e proprio boom dell'elettrico. Difatti, i vantaggi dell'elettrico sono molteplici.

Oltre al tema ambientale e ai benefici in termini di riduzione dell’inquinamento acustico, il motore elettrico ha bisogno di una ridotta manutenzione. L'auto elettrica, avendo meno parti in movimento è meno soggetta a malfunzionamenti o rotture.
Inoltre, con i veicoli elettrici si ottiene un buon risparmio energetico e un rendimento superiore rispetto ad altre soluzioni, come ad esempio le auto a carburante.
Infine, un aspetto che piace molto agli autisti: il beneficio economico. Vediamo il confronto tra un'auto elettrica e una a gasolio sulla base di una percorrenza di 15.000 km/anno:
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- Auto elettrica: (Costo energia ore notturne: 0.20 €/kwh) 15.000 km/anno x 125 Wh/km = 1875 kWh/anno pari a 375 € per percorrere 15.000 km in un anno.
- Auto a gasolio: (Costo gasolio: 1.5 €/l) 15.000 km/anno x 0.06 litri/km = 900 Litri /anno pari a 1350 € per percorrere 15.000 km in un anno.
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Si può notare come, utilizzando delle auto elettriche rispetto alle auto a gasolio, si ha un risparmio di 975€/anno.
Con un pieno da 5 €, una macchina elettrica percorre 150 Km. Con una auto diesel, è già tanto se percorriamo 50 km.
Di contro, tra gli svantaggi abbiamo: batterie con poca autonomia, costi superiori di acquisto delle auto e poche stazioni di ricarica.
Un ottimo rimedio alla carenza di stazioni, è montarsi una colonnina di ricarica privata in casa!!! Vorrei darti dei consigli sulla scelta delle colonnine, per poi passare ai costi, alle detrazioni fiscali e ai permessi:
Potenze e tempi di ricarica:
La potenza della ricarica è determinante per capire il tempo necessario per caricare la batteria e viene misurata in Kw (chilowatt).
La maggior parte delle colonnine pubbliche presenti in Italia hanno una potenza di circa 22Kw mentre, la ricarica domestica, avviene solitamente con una potenza di 3Kw, potenza standard nelle case.
Quindi, qualora decidessi di installare una colonnina in casa, non dovrai nemmeno modificare l'impianto elettrico!
Facendo un semplicissimo calcolo, una batteria da 30 Kwh (le batterie in commercio hanno capacità comprese tra i 20 kWh e i 40 kWh), avrà quindi bisogno di circa 10 ore per ricaricare tramite una colonnina "di casa" da 3 Kw. In pratica, ti basterà lasciare la tua macchina ecologica a ricaricare la notte, per ritrovarla, il giorno dopo, con il "serbatoio pieno".
Invece, da una rete pubblica da 22 Kw, la ricarica avviene in solo 2 ore. Con l’avvento di batterie sempre più capienti, sono state installate nelle città, colonnine con potenze superiori ai 50 Kw. In questi casi, il tempo di ricarica è di circa 1 ora, mentre per ottenere una ricarica dell’80%, ti basteranno 15/30 minuti.
Esistono anche dispositivi da 120 kw, ma solo nei supercharger Tesla e per le auto del costruttore californiano.
Attenzione però: solo raramente si eseguono ricariche complete. Infatti, chi ha un'auto elettrica è abituato a fare ricariche parziali, "rabbocchi", per cui il tempo reale di occupazione della colonnina è inferiore.
In definitiva, nel mercato troverai 4 tagli di potenze: 3,7 e 7,4 kW in monofase, 11 e 22 kW in trifase. Ti ricordo che fino a 6 kw non occorre il progetto di un ingegnere per modificare l'impianto elettrico. Quindi, se non volessi intervenire sull'impianto ma solo chiedere un aumento di potenza al gestore, potresti acquistare anche una colonnina da 7,4 kw e limitarla a 6 kw.
Tipi di prese.
Inoltre, ogni veicolo è solitamente compatibile con un solo tipo di presa, a meno che non si acquisti un adattatore.
Esistono diversi tipi di connettori ma ad oggi i più utilizzati sono il Tipo 2, la presa Chademo e la presa CCS Combo 2.

Il connettore di Tipo 2 (anche detto Mennekes) è il connettore standard europeo ed utilizza la corrente alternata (AC). E’ infatti presente in gran parte delle colonnine che si trovano in giro per l’Europa. Si tratta del sistema di ricarica più diffuso ed è utilizzato da quasi tutti i veicoli elettrici moderni. In pratica, sono esclusi solo i veicoli leggeri. In Italia è il modo di ricarica obbligatorio in ambienti pubblici e nei luoghi privati aperti a terzi. La potenza massima utilizzabile con questo connettore è di 43Kw.
Lo standard CHAdeMO è lo standard per la ricarica veloce in corrente continua (DC) più diffuso al mondo. E’ utilizzato già da alcuni anni, è presente ad esempio sui veicoli Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Citroen.
Lo standard CCS (Combined Charging System) consiste in un connettore di ricarica sul veicolo elettrico, che comprende sia la ricarica rapida in corrente continua (DC) sia la ricarica lenta in corrente alternata (AC). In Europa il CCS è realizzato a partire dal connettore Tipo 2, per cui il sistema prende il nome di Combo2. Questo sistema è oggi adottato da alcune case automobilistiche europee (ad esempio BMW e Volkswagen).
Nell'immagine ho voluto indicarti i 4 diversi modi per ricaricare l’auto, al variare di alcuni fattori (presa, velocità etc.):

Adesso che conosci le caratteristiche che dovrà avere la tua colonnina, vediamo a chi dovrai comunicare l'installazione:
Cosa presentare al comune o al gestore di rete?
Nonostante ci troviamo in Italia, non dovrai chiedere udienza al papa o parlare con il magnifico podestà, ma:
ad oggi, non è richiesto alcun permesso o pratica al comune per installare una colonnina elettrica!
Inoltre, l’auto elettrica, è a tutti gli effetti come un “elettrodomestico”. Non avrai obblighi verso “il Gestore di Rete” e non servono pertanto permessi o autorizzazioni nemmeno verso di lui.
E’ possibile ricaricare l’auto elettrica collegandola al contatore esistente, così come si fa per tutte le altre utenze elettriche in casa. Non è necessaria una contabilizzazione separata e quindi un nuovo contatore.
Se la potenza al contatore è limitata (ad esempio 3 kW), si possono utilizzare stazioni di ricarica con la corrente regolabile, oppure ricaricare durante la notte (momento in cui normalmente le altre utenze elettriche importanti non stanno funzionando). Se ci dovessero essere esigenze differenti, bisognerà allora procedere con una richiesta di aumento di potenza al contatore. E' bene sottolineare che, questa è una scelta, molte persone in Italia ricaricano tutti i giorni con un normalissimo 3 kW.
Maggioranze condominiali
Se vivi in un condominio e volessi installare una colonnina per tutti i condomini, dovrai far aggiungere la richiesta all'ordine del giorno dell'assemblea. La delibera, per essere approvata, necessiterà del consenso di 501 millesimi su 1000 e della maggioranza in numero dei condomini (ad esempio 3 condomini su 5 totali del condominio).
Viceversa, se volessi installarla in garage per uso personale, non dovresti inviare alcuna comunicazione, ne tantomeno, chiedere l'autorizzazione.
Infine, dal 2018, vige l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, di fornire gli immobili una predisposizione per installare le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.
Passiamo ora ai più grandi produttori in commercio:
Chi sono i principali produttori di colonnine?
Tra i principali produttori di torrette elettriche per la ricarica abbiamo: E-station, Sdg, Scame, Repower, Stone pine, Eve, Lampionet, Bticino, Gewiss e Garo Elettric.
Vediamo ora le recensioni del web, anche se devo confessare che, vista la tecnologia recentissima, si trova davvero poco:
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- E-station, Scame, Repower: sulla loro pagina google si trovano delle ottime recensioni. Fin troppo. Quando leggo solo commenti positivi, dubito sempre della veridicità. Ma è una mia opinione.
- Su Stone Pine, Sdg, Eve, Lampionet, Gewiss non ho trovato niente!!!
- Bticino è leader nell'elettronica, una garanzia.
- Garo electric, in una recensione lamentano un servizio lento.
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Ti chiedo di commentare l'articolo o inviarmi una mail qualora avessi delle esperienze sui brands di colonnine.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
tags: microcar, renault, toyota, esterno, torri, nissan, mitsubishi, chevrolet
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