Antifurto casa: nell'articolo scopriremo le tipologie di impianti di videosorveglianza, con telecamere da esterno, interno e allarmi. Le migliori marche con costi e prezzi. Approfondiremo quali sono le detrazioni fiscali e vi segnaleremo le recensioni e le opinioni raccolte nel web e nei forum.

ANTIFURTO CASA migliori costi e prezzi Allarme telecamere

La protezione passiva della casa, costituita dai dispositivi che hanno lo scopo di rallentare e rendere difficoltosa l’effrazione quali porte blindate, inferriate, cartelli, adesivi etc., per quanto robusta e accurata, può essere violata abbastanza facilmente dai malviventi.

Per questo motivo, la sicurezza della casa viene spesso consolidata dalla protezione attiva, allo scopo di rilevare e segnalare, sia localmente che a distanza, i tentativi d’intrusione. Questo avviene attraverso l’installazione di un sistema antifurto (videosorveglianza e allarme) valido ed efficace, che valuti i punti deboli e vulnerabili dell’edificio.

Prima di andare a valutare le migliori marche del mercato (con le recensioni e le opinioni raccolte dal web) e i prezzi dei vari dispositivi, cerchiamo di capire cosa ci offre il mercato per rendere la nostra casa sicura e protetta.

Quali sono le tipologie di allarme antifurto? Via cavo, wireless, misti e integrati.

Gli impianti di allarme antintrusione sono di due tipi principali: via cavo con fili e wireless senza fili.

Impianti d’allarme con fili: l'impianto d’allarme è costituito da una rete di cavi elettrici da incassare nel muro, che collega le varie componenti (telecamere esterne, interne etc.) del sistema disposte nell'appartamento.

E’ alimentato da un circuito elettrico a bassa tensione (220 v, quella delle nostre case). L'installazione è ideale negli edifici in fase di costruzione, di ristrutturazione o nel caso in cui le canaline dell’impianto elettrico possano ospitarne i fili. In caso contrario, tale sistema richiederebbe notevoli costi e tempi. E’ un impianto molto sicuro, perché i fili sono incassati nel muro e, nel caso venissero tagliati, farebbero scattare l’allarme.

Impianti d’allarme wireless o via radio: non sono necessari cavi, le varie componenti comunicano grazie alle onde elettromagnetiche. L’energia è fornita da batterie a lunga durata, la cui carica è sotto controllo. L’impianto, perciò, è funzionante anche in caso di black-out o di guasti alla linea elettrica. Le tempistiche d’installazione sono brevi ed i costi complessivi abbastanza bassi. Il miglioramento di tali impianti ha reso quasi nullo il rischio di interferenze radio. Inoltre, si può modificare tale impianto nel tempo e, in caso di trasloco, può essere reinstallato nella nuova casa.

Esistono anche impianti misti ed integrati.

Impianti misti: parte dell’impianto è realizzato via cavo (solitamente la centrale d’allarme e le sirene), parte via radio (gli altri elementi).

Impianti integrati: Vengono abbinate misure di protezione attiva con quelle passive. Ad esempio, la serratura elettronica della porta blindata viene collegata all’antifurto.

sistemi d’allarme, inoltre, possono essere distinti in:

  • perimetrale, disposto lungo le pareti esterne dell’abitazione e le zone esterne in genere

  • volumetrico, con sensori all'interno della casa che intercettano corpi, movimenti e variazioni di temperatura.

L’ideale è integrarli in quanto, se un ladro riesce a superare la protezione perimetrale, scatta l’allarme del volumetrico.

Quali sono gli elementi di un impianto antifurto?

L’impianto antifurto deve essere progettato “su misura” e in base alle caratteristiche dell’abitazione. È necessario studiare attentamente la planimetria in base alla quale è possibile evidenziare i punti critici a rischio di effrazione: la dislocazione dei locali, il tipo di accessi alla casa e la presenza di terrazzi o balconi. Partendo da qui, occorre agire sugli elementi dell'impianto antifurto.

Un impianto antintrusione è sempre composto da tre elementi:

1) La centrale di allarme, completa di alimentatore e batteria di accumulatori;

2) I rivelatori, che captano i tentativi di intrusione;

3) I dispositivi d’allarme locali e/o remoti (sirene, combinatori telefonici).

La centrale di allarme

E’ l’unità alla quale arrivano i segnali provenienti dai rivelatori e da cui vengono attivati i dispositivi d’allarme. Si tratta di un armadietto metallico,  che contiene l’elettronica e  la batteria di riserva e, spesso, una tastiera mediante la quale, con un codice di sicurezza personale, si attiva o disattiva l’impianto di allarme.

Può essere programmata e attivata tramite la digitazione numerica sulla tastiera, una chiave magnetica oppure via telefono per i modelli GSM.

 Il dispositivo di comando può essere dotato anche di un codice antirapina, utile quando il ladro costringe con la forza il proprietario di casa a disattivare l’antifurto: digitandolo, vengono inviati segnali di allarme silenziosi attraverso il combinatore telefonico.

 Le funzioni principali della centrale di allarme sono:

1)  gestire i circuiti in ingresso;

2)  gestire gli organi di comando operatore;

3) elaborare i segnali ricevuti;

4)  attivare i circuiti di uscita di segnalazione;

5)  fornire le alimentazioni.

Si possono, inoltre, inserire dei rivelatori di situazioni di rischio, come, ad esempio, un rivelatore di perdite di gas o un rivelatore di allagamento, dotato di elettrovalvola di chiusura.

I rivelatori

Sono quei dispositivi che permettono di rilevare la presenza di un intruso, riconoscendo modificazioni fisiche nell'area protetta che non sono riconducibili a semplici variazioni ambientali.

Alcuni rilevano il movimento dell'intruso (rivelatori a microonde e a ultrasuoni), altri rilevano il calore emanato dal corpo dell'intruso (rivelatori a infrarossi passivi), altri, detti "puntuali" (contatti magnetici), rilevano l'apertura non autorizzata di porte e finestre.

Recentemente, sono comparsi anche i rivelatori a doppia tecnologia: in una stessa unità sono presenti sensori sensibili a stimoli di natura diversa (microonde + infrarossi passivi; ultrasuoni + infrarossi passivi), che hanno il vantaggio  di far diminuire  l'incidenza dei falsi allarmi.

Si possono, inoltre,  inserire dei rivelatori di situazioni di rischio,  come, ad esempio, un rivelatore di perdite di gas o un rivelatore di allagamento, dotato di elettrovalvola di chiusura.

I dispositivi di allarme

La segnalazione dell'allarme è la funzione fondamentale dell'impianto antintrusione. Una volta che l'informazione di allarme proveniente dai rivelatori arriva alla centrale, questa la memorizza e attiva i dispositivi previsti per segnalare tale situazione.

Diverse sono le tecniche di segnalazione in uso. La più comune è quella di emettere suoni di elevata intensità utilizzando dispositivi acustici, come le sirene. Inoltre, la sirena può essere dotata di lampeggiatore, che facilita l’individuazione dell’abitazione da cui proviene l’allarme.

E’ consigliabile affiancare alle sirene un combinatore telefonico in grado di inviare uno o due messaggi vocali preregistrati di allarme, utilizzando la normale linea telefonica commutata. Il messaggio viene trasmesso a una serie di numeri telefonici prestabiliti o alla sala operativa della locale Questura o ad un Istituto di Vigilanza privata, quest’ultimo con servizio tenuta chiavi.

Antifurto: Detrazioni fiscali e bonus per ristrutturazioni 50% per il 2018 - Incentivi

Premettiamo che l'impianto antifurto ricade tra gli interventi di manutenzione ordinaria (art. 6 del Testo Unico sull'Edilizia). Questi interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo. Non occorre realizzare alcuna pratica edilizia o permesso.

L'antifurto, comunque, rientra tra le opere soggette a detrazione fiscale per le ristrutturazioni al 50 %. L’importo massimo di spesa ammessa al beneficio delle detrazioni per ristrutturazione è di euro 96.000,00. Per cui l’ammontare massimo della detrazione è di 48.000 euro in 10 rate annuali. Si considerano detraibili le spese per:

  • impianti di videosorveglianza (videocamere, sistemi di visione);

  • impianti di antifurto;

  • vetri antisfondamento;

  • porte blindate;

  • tapparelle motorizzate e meccaniche;

  • installazione o sostituzione di cancelli, cancellate e protezioni murarie.

Inoltre, solo se la fornitura dell'impianto è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto, quindi l'impianto viene acquistato dalla ditta installatrice, avete diritto ad un'IVA al 10% e non al 22%.  L'impresa in questo caso acquisterà i prodotti dal fornitore (impianto antifurto) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);

I pagamenti dovranno avvenire attraverso bonifico parlante. Molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-copilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverete questo servizio. Comunque, le corrette diciture delle causali:

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___”.

Quanto costa un impianto antifurto con videosorveglianza e allarme? Prezzo tutto incluso

Data la vasta quantità di accessori e la possibile complessità dei progetti di sicurezza, non è semplice quantificare il prezzo di un allarme casa. In ogni caso, valutando i componenti da installare e le marche selezionate, è possibile indicare diverse fasce di costo. Vanno aggiunti eventuali costi di manodopera dell’installatore (di norma fra 18,00 e 20,00 euro all’ora).

Modelli economici: partono dai 150 euro per arrivare ai 300.

Modelli mediamente posizionati: i costi sono attestati sui 300-700 euro.

Modelli semiprofessionali: tra i 700 ed oltre i 1500 euro.

Queste tre ipotesi di prezzo sono possibili senza tener conto delle possibili variazioni, dovute al totale degli ingressi che si possono collegare e alla tecnologia supportata, che sia filare o wireless (il prezzo sale quando si tratta di sistemi a doppia frequenza o superiori).

Kit di allarme casa: alcuni rivenditori propongono dei kit di allarme completi a costi che partono dai 300 euro, per arrivare intorno ai 700. Una buona soluzione per chi cerca un antifurto semplice ed economico, nel cui kit sono compresi sensore, sirena, contatti magnetici, centralina. L’installazione può essere effettuata con il fai-da-te, facile e intuitiva.

Le telecamere di sorveglianza, e ancor di più le termocamere, possono far salire considerevolmente il prezzo: si consideri che ogni singola videocamera può avere un prezzo compreso tra i 50,00 ed i 200,00 €.

La comparazione tra diverse aziende e la richiesta di diversi preventivi permette spesso di trovare il miglior rapporto qualità – prezzo.

Controllare sempre se l’Iva è esclusa.

Migliori impianti antifurto (videosorveglianza e allarme) del 2018

È davvero difficile riuscire a stilare una lista dei migliori produttori di impianti antifurto. Per far questo ho raccolto informazioni dai miei clienti e dai forum del web. Sperando di esserci riuscito ecco a voi l'elenco in ordine alfabetico, quindi non dettato da preferenze:

Antifurto365: il web premia i prodotti di questo fornitore. Sicuramente il più recensito!!!! Tra le caratteristiche che maggiormente piacciono agli utenti abbiamo: ottima gestione da dispositivi mobili (cellulare etc.), assistenza puntuale sia nel pre-acquisto (agenti preparati e disponibili) , sia nel post- vendita, semplicità di utilizzo e affidabilità.

Tra gli aspetti negativi abbiamo il costo superiore rispetto agli altri competitor, con poche promozioni e spedizioni lente.

Sicuramente uno dei costruttori più attivi nel campo degli allarmi wireless (senza fili), apprezzato da sempre per la qualità dei prodotti e la semplicità di installazione ed utilizzo. Si acquista direttamente dal produttore. Adotta tecnologie all'avanguardia, infatti è l’unico ad offrire l’esclusiva tripla frequenza Guard, ossia una gamma di prodotti che comunicano su tripla frequenza. Offre anche Sensori da Esterno e Sirene G3 a tripla frequenza.
Altre recenti tecnologie che meritano di essere menzionate sono la supervisione totale e la codifica rolling code a 66bit.

Daitem: Non è facile trovare trovare recensioni su questi prodotti. Anzi non ne ho trovate. Per esperienza, i prodotti di questa casa di produzione sono considerati dii ottima fattura, partendo dagli antifurti per la casa mediamente professionali, fino all'ottima qualità di alcuni modelli. La centralina DC330-21I, combinatore telefonico GSM si attesta su un costo di circa 1100 euro. Il kit Daitem DC377-21I raggiunge un prezzo di circa 1500 euro, a fronte di una composizione di centralina, 4 trasmettitori per contatti, 1 sirena da esterno, 1 rilevatore volumetrico.

Tecnoalarm: società torinese,  possiede una buona reputazione presso il pubblico e offre dei modelli di centralina TP4-20 GSM che controllano fino a 20 ingressi cablati e wireless.

Il web lo premia, rasentando le 5 stelle. I punti forti: assistenza, rapporto qualità- prezzo, affidabilità anche per gli impianti installati in passato. Punti deboli: costi più alti dei competitor, poca sviluppo della app e del sistema operativo (sistema poco intuitivo).

Diagral: è il più conveniente, presentando dei kit di allarme a 716 euro, composti da 2 sensori, centralina, 2 contatti magnetici, un combinatore e un telecomando.

Pregi: semplicità di installazione e costi ridotti. Difetti: non pervenuti sul web!!

Nel gruppo c’è da inserire anche la marca  Rokonet, che presenta in catalogo un kit Agility 3, composto da sensore PIR, centralina e telecamera incorporata nel sensore a circa 700 euro. Una possibilità per controllare via web in tempo reale tutti i movimenti dei nostri ambienti.
Altre ottime marche di sistemi di allarme è la Bticino, che gode di molta stima da parte degli utenti dovuta all'affidabilità e al rapporto qualità / prezzo.

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Madera Ing. Vincenzo
Author: Madera Ing. VincenzoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingegnere Civile

Laureato all'Università degli Studi di Firenze, dal 2014 co-titolare dello Studio Madera.
Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia.
Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse.

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