Intubamento canna fumaria: normativa, costi e regole in condominio
L’intubamento della canna fumaria consiste nell’inserimento di un nuovo condotto all’interno di un camino, di una canna fumaria o di un cavedio già esistente.
Questo intervento viene eseguito quando il vecchio condotto non è più sicuro, presenta perdite, non è compatibile con la nuova caldaia oppure deve essere adeguato al funzionamento a condensazione.

In un edificio condominiale la situazione è più complessa, perché il condotto può attraversare parti comuni, cavedi, solai e coperture oppure essere utilizzato contemporaneamente da più appartamenti.
Vediamo quindi come si esegue l’intubamento di una canna fumaria, quali materiali utilizzare, quanto costa e quali autorizzazioni servono in condominio.
Indice dei contenuti
- Cos’è l’intubamento della canna fumaria?
- Quando è necessario intubare la canna fumaria
- Come si esegue l’intubamento
- Quale tubo utilizzare
- Normativa sull’intubamento delle canne fumarie
- Lo scarico deve arrivare sopra il tetto?
- Intubamento della canna fumaria in condominio
- Serve l’autorizzazione del condominio?
- Canna fumaria comune o privata
- Intubamento di una canna fumaria collettiva
- Passaggio all’interno di un cavedio condominiale
- Canna fumaria sulla facciata condominiale
- Scarico della condensa
- Distanze da finestre e balconi
- Serve una pratica edilizia?
- Dichiarazione di conformità
- Quanto costa intubare una canna fumaria
- Come si dividono le spese in condominio
- Domande frequenti
Cos’è l’intubamento della canna fumaria?
L’intubamento consiste nell’inserire un nuovo tubo all’interno di un condotto esistente, senza demolire completamente la vecchia canna fumaria.
Il nuovo tubo diventa il vero sistema di evacuazione dei prodotti della combustione, mentre il vano preesistente svolge principalmente una funzione di contenimento e protezione.
L’intervento può riguardare:
- una canna fumaria in muratura;
- un vecchio condotto in cemento o fibrocemento;
- un cavedio tecnico;
- un camino precedentemente utilizzato da un altro apparecchio;
- una canna fumaria individuale posta all’interno di un edificio condominiale;
- una canna collettiva a servizio di più appartamenti.
Il tubo inserito deve essere continuo, ispezionabile, compatibile con l’apparecchio collegato e adatto alla temperatura, alla pressione e alla presenza di condensa.
Un sistema intubato è composto dai seguenti 3 elementi: asole tecniche esistenti o di nuova realizzazione; condotti per intubamento funzionanti con pressione positiva o negativa rispetto all’ambiente e intercapedine.
Quando è necessario intubare la canna fumaria
L’intubamento può rendersi necessario quando la canna fumaria esistente non garantisce più una corretta evacuazione dei fumi.
I casi più frequenti sono:
- installazione di una nuova caldaia a condensazione;
- sostituzione di una vecchia caldaia tradizionale;
- presenza di crepe o perdite nel condotto esistente;
- infiltrazioni di fumo negli appartamenti;
- canna fumaria troppo grande rispetto al nuovo generatore;
- formazione di condensa e macchie sulle pareti;
- materiale del vecchio condotto non resistente agli acidi;
- tiraggio insufficiente;
- necessità di separare gli scarichi appartenenti a diversi appartamenti;
- adeguamento di un camino per stufa a legna o a pellet.
Prima di procedere è opportuno eseguire una videoispezione interna per verificare le dimensioni, la continuità, le deviazioni e lo stato di conservazione del vecchio condotto.
Come si esegue l’intubamento
Il tubo può essere inserito dall’alto, generalmente dalla copertura, oppure dal basso, quando la geometria del condotto e gli spazi disponibili lo consentono.
Le principali fasi dell’intervento sono:
- verifica dell’apparecchio da collegare;
- videoispezione e rilievo della canna fumaria esistente;
- pulizia del vecchio condotto;
- dimensionamento del nuovo tubo;
- inserimento degli elementi rigidi o del condotto flessibile;
- collegamento tra apparecchio e camino;
- realizzazione del terminale sopra la copertura;
- predisposizione dello scarico della condensa, quando necessario;
- prova di tenuta e verifica del funzionamento;
- rilascio della dichiarazione di conformità.
Il nuovo condotto non deve essere semplicemente inserito nel vano, ma deve essere installato e fissato secondo le indicazioni del produttore.
È inoltre necessario prevedere gli elementi per l’ispezione, la raccolta delle condense e la manutenzione periodica.
Quale tubo utilizzare?
Il materiale deve essere scelto in funzione del combustibile e del tipo di apparecchio.
Per le caldaie a gas si utilizzano frequentemente:
- tubi rigidi in acciaio inox;
- tubi flessibili metallici certificati per lo specifico utilizzo;
- condotti in materiale plastico, generalmente polipropilene, per apparecchi a condensazione a bassa temperatura;
- sistemi concentrici per l’aspirazione dell’aria e lo scarico dei fumi.
Per caminetti, stufe a legna e stufe a pellet vengono normalmente utilizzati condotti metallici resistenti alle temperature elevate e all’eventuale incendio della fuliggine.
Non tutti i tubi flessibili possono essere utilizzati come canna fumaria. Il prodotto deve essere espressamente certificato per l’evacuazione dei prodotti della combustione e possedere una classificazione adeguata.
Tubo rigido o flessibile?
Il tubo rigido offre generalmente una superficie interna più regolare, minori perdite di carico e maggiore facilità di pulizia.
Il condotto flessibile può invece essere utile quando la vecchia canna fumaria presenta leggere deviazioni o quando non è possibile inserire elementi rigidi.
Ovviamente, la scelta dipende anche dalla compatibilità con il combustibile e dalla resistenza alla condensa.
Normativa sull’intubamento delle canne fumarie
La progettazione e la realizzazione di una canna fumaria devono rispettare diverse disposizioni legislative e norme tecniche.
Tra i principali riferimenti rientrano:
- decreto ministeriale 37/2008 sulla sicurezza degli impianti;
- D.P.R. 412/1993 per gli impianti termici e lo scarico dei prodotti della combustione;
- norme UNI relative agli impianti alimentati a gas;
- norme UNI EN sui camini metallici e sui sistemi camino;
- norme per il calcolo termico e fluidodinamico dei camini;
- istruzioni del produttore dell’apparecchio e del sistema fumario;
- regolamenti edilizi e disposizioni comunali;
- norme antincendio, quando applicabili.
UNI
Per gli apparecchi a gas con portata termica non superiore a 35 kW, il riferimento tecnico principale è rappresentato dalla serie UNI 7129-3-2015. Secondo la norma tutti i tipi di sistemi di intubamento multipli devono essere progettati. Negli altri casi il progetto può essere sostituito da una relazione tecnica.
L'asola tecnica esistente o di nuova realizzazione deve essere di materiale di classe "A1 " di reazione al fuoco (UNI EN 13501-1) e deve essere adibita ad uso esclusivo del nuovo sistema fumario.

Il dimensionamento dei condotti, dei loro componenti ed accessori deve essere effettuato in conformità alle UNI EN 13384-1, UNI EN 13384-2 o altri metodi di comprovata efficacia.
Lo scarico deve arrivare sopra il tetto?
In linea generale, gli impianti termici devono essere collegati a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, alla quota prevista dalla regolamentazione tecnica vigente. Lo scarico a parete costituisce un’eccezione ed è ammesso soltanto nei casi previsti dalla normativa. Scopri quali.
Intubamento della canna fumaria in condominio
Prima di intubare una canna fumaria in condominio occorre stabilire se il vecchio condotto sia:
- di proprietà esclusiva di un singolo appartamento;
- condominiale e utilizzato da più unità immobiliari;
- inutilizzato ma situato all’interno di parti comuni;
- ricavato all’interno di un muro comune;
- collocato in un cavedio condominiale;
- collegato a un impianto centralizzato.
La proprietà non dipende soltanto dalla posizione fisica del condotto.
Una canna fumaria che attraversa parti comuni può essere destinata esclusivamente a un appartamento. Al contrario, un condotto situato all’interno di una proprietà privata può far parte di un sistema comune a più unità immobiliari.
Occorre quindi verificare:
- il regolamento condominiale;
- gli atti di provenienza;
- gli elaborati progettuali dell’edificio;
- il numero degli apparecchi collegati;
- l’utilizzo storico della canna fumaria;
- la presenza di diramazioni verso altri appartamenti.
Serve l’autorizzazione del condominio?
Non sempre è necessaria una preventiva delibera assembleare per intubare una canna fumaria al servizio esclusivo di un appartamento.
Il singolo condomino può utilizzare le parti comuni, purché:
- non ne alteri la destinazione;
- non impedisca agli altri condomini di farne parimenti uso;
- non danneggi la stabilità o la sicurezza dell’edificio;
- non comprometta il decoro architettonico;
- non occupi integralmente uno spazio comune destinato anche ad altri impianti;
- non modifichi un impianto condominiale senza autorizzazione.
Quando le opere interessano parti comuni è comunque opportuno, e in diversi casi necessario, informare preventivamente l’amministratore indicando la natura e le modalità dell’intervento.
L’amministratore potrà riferirne all’assemblea e verificare che i lavori non interferiscano con beni o impianti comuni.
Una delibera condominiale può diventare necessaria quando:
- si interviene su una canna fumaria collettiva;
- si modifica la destinazione di una parte comune;
- si occupa stabilmente una porzione rilevante di cavedio;
- si modifica in modo significativo la facciata;
- si realizza un nuovo comignolo sulla copertura comune;
- il regolamento condominiale contrattuale prevede specifiche autorizzazioni.
Canna fumaria comune o privata
La distinzione è importante per stabilire chi può decidere l’intervento e chi deve sostenere i costi.
Canna fumaria privata
Se il condotto serve esclusivamente un appartamento, le spese per l’intubamento sono normalmente a carico del proprietario dell’unità immobiliare.
Il condomino dovrà comunque risarcire eventuali danni arrecati alle parti comuni e ripristinare correttamente murature, copertura e impermeabilizzazioni.
Canna fumaria condominiale
Se il condotto serve più appartamenti o un impianto centralizzato, non può essere modificato autonomamente dal singolo condomino.
Un tubo inserito senza un progetto complessivo potrebbe:
- ridurre la sezione utile del camino;
- alterare il tiraggio degli altri apparecchi;
- impedire future manutenzioni;
- causare riflusso dei fumi;
- rendere inutilizzabili altre diramazioni;
- compromettere la sicurezza dell’intero sistema.
L’intervento deve essere valutato unitariamente e deliberato dal condominio secondo la natura e l’entità delle opere.
Intubamento di una canna fumaria collettiva
Una canna fumaria collettiva è progettata per ricevere i fumi provenienti da più apparecchi collocati su piani diversi.
Non è normalmente possibile collegare apparecchi con caratteristiche differenti senza una verifica tecnica.
Passaggio all’interno di un cavedio condominiale
Il cavedio è spesso una parte comune destinata al passaggio di tubazioni, scarichi, canali di ventilazione e altri impianti.
Il condomino può utilizzare lo spazio disponibile, ma non può occuparlo in modo tale da impedire agli altri proprietari di installare o manutenere i propri impianti.
Serve una pratica edilizia?
La sola sostituzione o intubazione interna di una canna fumaria, quando non comporta modifiche edilizie visibili o strutturali, può rientrare nelle opere impiantistiche realizzabili senza una pratica edilizia complessa.
Il titolo edilizio deve essere verificato in base alle opere effettive, al regolamento comunale e alla presenza di eventuali vincoli.
Anche quando non serve una pratica edilizia, restano obbligatori il rispetto delle norme impiantistiche e il rilascio della documentazione di conformità.
Dichiarazione di conformità
L’intubamento deve essere eseguito da un’impresa abilitata ai sensi del decreto ministeriale 37/2008.
Al termine dei lavori l’installatore deve rilasciare la dichiarazione di conformità, completa degli allegati obbligatori.
La documentazione comprende normalmente:
- la dichiarazione firmata dall’impresa;
- la relazione con la tipologia dei materiali utilizzati;
- lo schema dell’impianto realizzato;
- i riferimenti ai certificati e alle marcature dei componenti;
- la copia dei requisiti tecnico-professionali dell’impresa;
- l’eventuale progetto, quando obbligatorio.
Quanto costa intubare una canna fumaria
Il costo dipende soprattutto dall’altezza del condotto, dal diametro, dal materiale e dalla facilità di accesso alla copertura.
Indicativamente, per una canna fumaria individuale si possono considerare i seguenti prezzi:
| Lavorazione | Costo indicativo |
|---|---|
| Videoispezione della canna fumaria | 150 – 350 € |
| Pulizia preliminare del condotto | 100 – 300 € |
| Intubamento con condotto semplice | 80 – 150 € al metro |
| Intubamento con acciaio inox certificato | 100 – 180 € al metro |
| Intubamento con sistema per caldaia a condensazione | 70 – 140 € al metro |
| Raccordo alla caldaia | 150 – 400 € |
| Elemento di ispezione e raccolta condensa | 150 – 350 € |
| Terminale o comignolo | 200 – 600 € |
| Prova di tenuta e verifica del sistema | 150 – 350 € |
| Pratica o relazione tecnica | 300 – 1.000 € |
Per una canna fumaria lunga circa 10 metri, facilmente accessibile e priva di deviazioni importanti, il costo complessivo può variare indicativamente tra 1.500 e 3.500 euro.
In condominio, quando il percorso raggiunge quattro o cinque piani e richiede lavorazioni sulla copertura, il costo può salire a 2.500-6.000 euro per un singolo condotto.
Le spese possono aumentare ulteriormente in presenza di:
- ponteggi o piattaforme elevatrici;
- tetto non facilmente accessibile;
- numerose deviazioni del vecchio camino;
- demolizioni localizzate negli appartamenti;
- rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura;
- nuovo comignolo;
- necessità di sistemi resistenti ad alte temperature;
- lavori all’interno di edifici vincolati;
- intubamento multiplo a servizio di diversi condomini.
Esempio di costo in un condominio
Supponiamo di dover intubare una canna fumaria lunga 15 metri al servizio di una caldaia a condensazione posta al primo piano.
Il costo potrebbe essere così composto:
- videoispezione e pulizia: circa 350 euro;
- tubo e posa: circa 1.800 euro;
- raccordi, ispezione e scarico condensa: circa 500 euro;
- terminale sulla copertura: circa 350 euro;
- accesso e opere sulla copertura: circa 600 euro;
- assistenza tecnica e documentazione: circa 500 euro.
Il costo complessivo sarebbe quindi dell’ordine di 4.000 euro, salvo ponteggi, opere murarie importanti e IVA.
I prezzi sono puramente indicativi e devono essere verificati mediante un sopralluogo e un preventivo dettagliato.
Come si dividono le spese in condominio
La ripartizione dipende dalla proprietà e dalla funzione della canna fumaria.
Se il condotto serve esclusivamente un appartamento, le spese sono normalmente sostenute dal relativo proprietario.
Se la canna fumaria è comune a più unità immobiliari, la spesa viene suddivisa tra i condomini che ne traggono utilità, secondo i criteri stabiliti dal Codice civile, dal regolamento condominiale e dalle eventuali tabelle specifiche.
Se il camino è al servizio dell’impianto centralizzato, il costo rientra generalmente nelle spese dell’impianto comune.
Non è detto che debbano partecipare tutti i condomini. Ad esempio, i proprietari di unità non collegate e che non possono utilizzare il condotto potrebbero essere esclusi dalla ripartizione, salvo diversa previsione del titolo o del regolamento contrattuale.
Domande frequenti
Si può inserire un tubo nella vecchia canna fumaria condominiale?
Sì, ma soltanto dopo aver verificato la proprietà e la funzione del vecchio condotto. Se la canna è comune o può essere utilizzata da altri appartamenti, il singolo condomino non può occuparla autonomamente.
Posso utilizzare una canna fumaria condominiale inutilizzata?
L’apparente inutilizzo non dimostra che il condotto sia disponibile per un uso esclusivo. Occorre verificare il regolamento, i titoli di proprietà e l’eventuale diritto degli altri condomini a utilizzarlo.
Il condominio può vietare l’intubamento?
Il condominio non può vietare senza motivo l’uso legittimo delle parti comuni. Può però opporsi quando l’intervento compromette la sicurezza, il decoro, la destinazione del bene o il diritto degli altri condomini a farne uso.
Si può intubare una canna fumaria in eternit?
L’eventuale presenza di cemento-amianto richiede una valutazione specifica. Il materiale non deve essere forato, tagliato o danneggiato senza le procedure previste per l’amianto.
Prima dell’intervento deve essere accertata la natura del manufatto e devono essere definite le corrette modalità operative.
Il tubo può essere in plastica?
Per alcune caldaie a condensazione è possibile utilizzare sistemi in materiale plastico certificati per lo specifico apparecchio e per le temperature di esercizio previste.
Serve un tecnico per intubare la canna fumaria?
La progettazione professionale può essere obbligatoria in funzione della potenza e delle caratteristiche dell’impianto.
Anche nei casi più semplici è consigliabile una verifica tecnica preventiva, soprattutto in condominio o quando il condotto è utilizzato da più apparecchi.
L’intubamento risolve sempre i problemi di tiraggio?
No. Il problema può dipendere anche dal dimensionamento errato, dalla scarsa altezza, dalla posizione del comignolo, dalla mancanza di aria comburente o dalla presenza di deviazioni eccessive.
Prima di intervenire è necessario individuare la causa effettiva del malfunzionamento.
