Esempio di iniezione contro l’umidità di risalita

Oggi ci troviamo su un cantiere a Spoleto, dove è in corso la ristrutturazione di un’abitazione interessata da diverse problematiche. Tra gli interventi necessari, il più rilevante riguarda l’umidità di risalita presente nelle pareti del piano terreno.
Nel video vedremo come si presenta la muratura e come viene realizzato l’intervento risolutivo mediante iniezione di una sostanza idrofobizzante.
Lo stato delle murature prima dell’intervento
All’interno dell’abitazione il degrado superficiale delle pareti era piuttosto evidente. L’umidità di risalita raggiungeva quasi 50 cm di altezza e sulla superficie delle murature erano presenti numerose efflorescenze saline.
Per questo motivo, prima dell’arrivo dell’azienda incaricata dell’intervento, la Uretek, è stato completamente rimosso l’intonaco esistente nelle zone interessate.
In questo caso, il trattamento interessa tutte le pareti portanti, sia interne sia esterne, soggette alla risalita capillare. Le murature presentano spessori variabili, compresi tra circa 35 e 50 cm.
Fase 1: Tracciamento della fascia di intervento
La prima fase consiste nel tracciamento della fascia lungo la quale verranno eseguite le iniezioni. Prima di procedere è inoltre necessario individuare le eventuali tubazioni, le canalizzazioni e le altre opere incassate presenti all’interno delle pareti.
I fori orizzontali vengono realizzati a circa 10 cm dal piano di calpestio. In questo cantiere il nuovo vespaio deve essere ancora costruito, quindi la quota delle perforazioni viene definita tenendo conto anche del futuro livello del pavimento.
I fori vengono disposti lungo la muratura a una distanza di circa 12 cm l’uno dall’altro.
2. Iniezione nella muratura
Dopo aver soffiato all'interno dei fori, viene iniettata un’emulsione a base di silano monomero. L’iniezione deve essere eseguita in maniera uniforme e i fori devono interessare quasi tutto lo spessore della muratura. Questo aspetto è fondamentale: una distribuzione discontinua del prodotto potrebbe lasciare alcuni punti della muratura privi di protezione, riducendo l’efficacia della barriera contro l’umidità.
La sostanza da utilizzare deve essere scelta in fase di progettazione sulla base di diversi fattori.
Dopo avere saturato la muratura con la quantità di prodotto prevista, i fori vengono chiusi mediante appositi tappi.
Come si forma la barriera contro l’umidità
La sostanza iniettata si diffonde attraverso i pori della muratura, idrofobizzando le superfici interne di contatto.
In questo modo si forma una barriera orizzontale che ostacola la risalita capillare dell’acqua proveniente dal terreno, interrompendo progressivamente l’apporto di nuova umidità nella parte superiore della parete.
Si tratta di un trattamento chimico che riduce la capacità dei materiali di assorbire e trasportare l’acqua attraverso i pori.
Vantaggi delle iniezioni contro l’umidità di risalita
Questo tipo di intervento presenta diversi vantaggi:
- è poco invasivo e non richiede scavi estesi;
- non interrompe la continuità strutturale delle pareti;
- non compromette la traspirabilità complessiva della muratura;
- può essere eseguito in tempi relativamente rapidi;
- se correttamente progettato e realizzato, può garantire risultati molto efficaci.
Personalmente, nei casi in cui la muratura risulti compatibile con il trattamento, è una delle soluzioni che mi ha consentito di ottenere i risultati migliori contro l’umidità di risalita.
Quanto tempo deve asciugare la muratura?
Una volta completate le iniezioni, l’umidità già presente nella muratura al di sopra della barriera non scompare immediatamente. È necessario attendere che l’acqua contenuta nelle pareti evapori gradualmente.
Generalmente occorrono diverse settimane prima di poter procedere con la posa del nuovo intonaco. In presenza di pareti molto spesse, ambienti poco ventilati o elevata umidità relativa, i tempi di asciugatura possono essere anche più lunghi.
In questo cantiere è prevista l’installazione di appositi sensori per il monitoraggio dell’umidità, utili per controllare l’evoluzione dell’asciugatura e individuare il momento più adatto per procedere con le successive lavorazioni.
Sali e intonaco
Durante il periodo di asciugatura può accadere che i sali ancora presenti all’interno della muratura vengano trasportati verso la superficie e successivamente cristallizzino.
Prima di applicare il nuovo intonaco è quindi necessario rimuovere accuratamente tutte le efflorescenze presenti. In questo caso può essere utile effettuare un lavaggio controllato della muratura con acqua, seguito da un’adeguata asciugatura, in modo da eliminare i sali superficiali e preparare correttamente il supporto.
La barriera chimica rappresenta soltanto una parte dell’intervento. Per ottenere un risultato duraturo è infatti indispensabile curare anche i tempi di asciugatura, la rimozione dei sali e la scelta di intonaci e finiture compatibili con la muratura.
Dopo l’asciugatura occorre utilizzare idonei intonaci, capaci di favorire l’evaporazione dell’umidità residua .
Anche le successive finiture devono essere compatibili con il sistema. È quindi consigliabile utilizzare pitture minerali o altre tinteggiature ad alta traspirabilità, evitando prodotti eccessivamente impermeabili che potrebbero ostacolare l’asciugatura della parete.
Ci vediamo al prossimo cantiere. A presto, Vincenzo
