Impianti di microcogenerazione: cosa sono, quanto costano e Ecobonus

Cosa sono gli impianti di microcogenerazione, quanto costano e quali sono gli Ecobonus messi in campo dall'Agenzia delle Entrate. Focus sul Superbonus 110%.

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Da quando esiste l'Ecobonus, i microcogeneratori in ambito residenziale, creano un certo appeal. Con il Superbonus 110%, sono diventati un'occasione da non perdere.

Ma prima di non perdere l'occasione, bisogna almeno sapere di cosa si tratta. Mi sembra il minimo.

 

Che cos'è un impianto di micro-cogenerazione?

Un impianto di microcogenerazione è un sistema a combustione che produce contemporaneamente calore ed energia elettrica. Il calore può essere utilizzato per riscaldare la casa e per produrre l'acqua calda dei rubinetti, mentre l’energia elettrica potrebbe coprire una parte del fabbisogno elettrico dell'abitazione, oppure essere immessa in rete e resa disponibile agli altri (scambio sul posto). In media, un microcogeneratore produce circa 1/3 di energia elettrica e 2/3 di calore.

E' come il motore dell'auto che brucia combustibile per muoversi, ma anche per carica la batteria e riscaldare l'abitacolo. Quindi, nel produrre l'elettricità, il microgeneratore anziché disperdere il calore di scarto nei fumi di scarico, lo recupera attraverso uno scambiatore di calore e lo utilizza per soddisfare l'utenza termica domestica.

funzionamento microcogeneratore

Ovviamente, lo schema in figura è semplificato. Nella realtà il sistema di recupero termico è composto da tre scambiatori di calore: uno per recuperare il calore dei fumi di scarico, un altro per il recupero del calore del liquido di raffreddamento del motore e l'ultimo per recuperare il calore dell'olio del motore.

Nel caso in cui questo generatore venga utilizzato anche per generare energia frigorifera, quindi per alimentare un impianto di condizionamento, la tecnologia prende il nome di trigenerazione.

Per gli usi domestici e residenziali, questi impianti hanno potenze inferiori a 50 kW elettrici. Per questo motivo vengono chiamati, microgeneratori (MCHP).

Possono essere utilizzati anche negli alberghi, nei supermercati, nei centri sportivi e nelle piccole e medie imprese.

Quali sono i microgeneratori più diffusi?

In ambito residenziale, i microgeneratori più diffusi sono:

    • le celle a combustione che attraverso un processo elettrochimico inverso all'elettrolisi, utilizzando come "combustibile" il metano oppure l'idrogeno, generano primariamente elettricità e, come sottoprodotto, calore.
    • i motori Stirling che, attraverso il movimento di due pistoni posti all'interno del motore stesso, generano calore ed elettricità;
    • la microgenerazione solare che, tramite dei pannelli fotovoltaici - termici, sfrutta l'irraggiamento del sole.

Oltre al gas metano, l'idrogeno e il sole, possono essere utilizzati il diesel, le biomasse (legna, pellet, cippato) e i rifiuti solidi.

Quanto costano i micro-cogeneratori?

Il costo del generatore dipende da diversi fattori:

    • il tipo di sistema;
    • la potenza;
    • l'efficienza o rendimento. Ad esempio, un microgeneratore potrebbe avere un rendimento complessivo (termico + elettrico) del 90%, con un'efficienza elettrica del 30% e un rendimento termico del 60%.

Un motore Stirling di potenza elettrica 1,2 kW e termica di 8 kW, con rendimento 89%, ha un costo di fornitura di circa 15.000 €. A questi andranno aggiunti 5 / 6.000 € per l'installazione e gli accessori.

Mentre, la fornitura di un un motore di potenza elettrica 1 kW e termica di 3 kW, costa circa 6.000 €.

A questo andrà aggiunto la parcella del professionista. Essendo una tecnologia poco diffusa, la resa di questo impianto dipende molto dal progettista. Il mio consiglio è sempre lo stesso. Nella scelta del tecnico, non basarti sul prezzo ma sulla qualità del professionista.

Quali sono gli incentivi da sfruttare?

A tutti coloro che sostituiscono un impianto di climatizzazione invernale (quindi, l'impianto dovrà essere esistente) con impianti dotati di micro-cogeneratori spetta una detrazione sulle future tasse del 65% della spesa sostenuta. In pratica, spendendo 10.000 €, lo Stato ti restituirà 6.500 € attraverso delle detrazione sulle imposte, in quote annuali da 650 € per 10 anni.

La detrazione massima ammissibile è di 100.000 €.

Se dovessi attivare il Superbonus 110% tramite un intervento trainante, l'aliquota salirebbe addirittura al 110%.

In entrambi i casi potrai sfruttare la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Per poter accedere all'incentivo, non ti basterà sostituire l'impianto, ma:

    • l'intervento dovrà produrre un risparmio di energia primaria (PES), come definito all'allegato III del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 4 agosto 2011, pari almeno al 20%. a. Il PES esprime il risparmio relativo di energia primaria realizzabile da un impianto di cogenerazione rispetto ad impianti separati per la produzione di energia termica ed energia elettrica.
    • tutta l’energia termica prodotta deve essere utilizzata per soddisfare la richiesta termica per la climatizzazione degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria.
    • Per la realizzazione, la connessione alla rete elettrica e l’esercizio degli impianti di microcogenerazione, si fa riferimento al decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 16 marzo 2017.

Tutto ciò, andrà asseverato da un professionista, il quale allegherà la dichiarazione del fornitore dell'unità di microcogenerazione dalla quale si evincano le prestazioni energetiche e in cui si attesti l'assenza di dissipazioni termiche, variazioni del carico, regolazioni della potenza elettrica, rampe di accensione e spegnimento di lunga durata, altre situazioni di funzionamento modulabile che determinano variazioni del rapporto energia elettrica/energia termica.

Inoltre, devono essere rispettate le norme nazionali e locali vigenti in materia urbanistica, edilizia, di efficienza energetica, di sicurezza (impianti, ambiente, lavoro).

Può essere portato in detrazione:

    • lo smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione esistente.
    • la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione a regola d’arte dell’impianto termico esistente.
    • gli interventi per l’adeguamento della rete di distribuzione, dei sistemi di accumulo, dei sistemi di trattamento dell’acqua, dei dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione;
    • le prestazioni professionali (produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori etc.).

Quando conviene un impianto di microgenerazione?

Rispetto ai sistemi tradizionali, i cogeneratori producono elettricità e calore contemporaneamente. Succede che, in un determinato momento, potresti aver bisogno di elettricità ma non di calore. Pensa all'estate. La produzione deve essere sfruttata in toto per rendere efficiente il sistema. Soltanto un proficuo utilizzo dell'energia generata giustifica l'acquisto di un microcogeneratore.

L'utenza ideale di un impianto di microcogenerazione deve presentare fabbisogni termici ed elettrici abbastanza costanti nel corso delle diverse stagioni. L'estate è il punto debole, per questo motivo potresti optare per la trigenerazione, producendo energia frigorifera per i condizionatori.

In alternativa, la quota di energia non utilizzata potresti immagazzinarla o cederla.  Sull’elettricità non abbiamo grossi problemi. Potresti indirizzarla nella rete pubblica. E con il calore? Potresti al più accumularlo in serbatoi di acqua calda termicamente isolati.

Sono consapevole di non averti risposto circa la convenienza. E non rispondere ai quesiti è una cosa che odio. Ma per avere una risposta, dovrai commissionare un business plan ad un professionista che metta in relazione il tuo fabbisogno energetico con i consumi e l'investimento iniziale. Certo è che con l'ecobonus e il superbonus, hai qualche motivo in più per passare alla cogenerazione!

 Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.

 

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CHI SONO?

Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo MaderaFin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito vengono lette circa 60.000 volte ogni giorno. Parlo di edilizia, strutture, impianti, energetica e interior design.

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