Legge 10 1977 Bucalossi: Norme edificabilità suoli pdf

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1977-LEGGE 28-1-1977 n. 10 - Bucalossi pdf

LEGGE 28 Gennaio 1977, N. 10 - (Bucalossi)

(G.U. 29-1-1977, N. 27)

NORME PER LA EDIFICABILITA' DEI SUOLI

Art. 1.

(trasformazione urbanistica del territorio e concessione di edificare)

Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunalepartecipa agli oneri ad essa relativi e la esecuzione delle opere è subordinata a concessione daparte del sindaco, ai sensi della presente legge.

Art. 2.

(piani di zona e demani comunali di aree)

Per le aree comprese nei piani di zona di cui alla legge 18-4-1962, n. 167, e per quelleacquisite ai sensi degli artt. 27 e 51 della legge 22-10-1971, n. 865, resta fermo il regimeprevisto dalle norme della stessa legge n. 865.Anche per tali aree è necessario il provvedimento del sindaco di cui all'art. 1 dellapresente legge.Anche per tali aree è necessario il provvedimento del sindaco di cui all’art. 1 della presentelegge.Il primo comma dell’art. 3 della legge 18 aprile 1962, n. 167, già sostituito dall’art. 29 dellalegge 22 ottobre 1971, n.865, è sostituito dal seguente : “L’estensione delle zone da includere neipiani è determinata in relazione alle esigenze dell’edilizia economica e popolare per un decennio enon può essere inferiore al 40 per cento e superiore al 70 per cento di quella necessaria a soddisfare ilfabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato”.L'art. 26 della legge 22-10-1971, n. 865, è abrogato. Le aree già vincolate ai sensi di dettoarticolo sono assoggettate al regime previsto dall'art. 35 della legge 22-10-1971, n. 865, salvoquanto previsto nell'undicesimo, nel sedicesimo e nel diciottesimo comma dello stesso art. 35 perciò che concerne i requisiti soggettivi.Nei comuni con popolazione superiore a ventimila abitanti, secondo i dati risultantidall'ultimo censimento, l'art. 51 della legge 22-10-1971, n. 865, e successive modificazioni, siapplica fino alla data dal 31 dicembre 19901.

Art. 3

(contributo per il rilascio della concessione)

La concessione comporta la corresponsione di un contributo commisurato all'incidenza dellespese di urbanizzazione nonché al costo di costruzione.

Art. 4

(caratteristiche della concessione)

1 Termine così prorogato, da ultimo, dall'art. 4 della legge 20-5-1991, n.158.La concessione è data dal sindaco al proprietario dell'area o a chi abbia titolo perrichiederla con le modalità, con la procedura e con gli effetti di cui all'art. 31 della legge 17-8-1942, n. 1150, e successive modificazioni ed integrazioni, in conformità alle previsioni deglistrumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi e,nei comuni sprovvisti di detti strumenti, a normadell'art. 41-quinquies, primo e terzo comma, della legge medesima, nonché delle ulteriori normeregionali.Per gli immobili di proprietà dello Stato la concessione è data a coloro che siano muniti dititolo, rilasciato dai competenti organi dell'amministrazione, al godimento del bene.Nell'atto di concessione sono indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.Il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno; il termine diultimazione, entro il quale l' opera deve essere abitabile o agibile, non può essere superiore a treanni e può essere prorogato, con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà delconcessionario, che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione. Unperiodo più lungo per l'ultimazione dei lavori può essere concesso esclusivamente inconsiderazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnicocostruttive;ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in piùesercizi finanziari.Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il concessionario deve presentareistanza diretta ad ottenere una nuova concessione; in tal caso la nuova concessione concerne laparte non ultimata.La concessione è trasferibile ai successori o aventi causa. Essa non incide sulla titolarità dellaproprietà o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo rilascio ed èirrevocabile, fatti salvi i casi di decadenza ai sensi della presente legge e le sanzioni previstedall'art. 15 della stessa. Resta fermo inoltre il disposto di cui al penultimo comma dell'art. 31 dellalegge 17-8-1942, n. 1150.La regione stabilisce le forme e le modalità d'esercizio dei poteri sostitutivi nel caso dimancato rilascio della concessione nei termini di legge.A decorrere dal 1° gennaio 1979, salva l'applicazione dell'art. 4 della legge 1-6-1971, n. 291nei comuni sprovvisti degli strumenti urbanistici generali e in mancanza di norme regionali e finoall'entrata in vigore di queste, la concessione deve osservare i seguenti limiti:a) fuori del perimetro dei centri abitati definito ai sensi dell'art. 17 della legge 6-8-1967n. 765 l’edificazione a scopo residenziale non può superare l'indice di metri cubi 0,03, permetro quadrato di area edificabile;b) nell'ambito dei centri abitati definiti ai sensi dell'art. 17 della legge 6-8-1967, n. 765, sonoconsentite soltanto opere di restauro e di risanamento conservativo, di manutenzioneordinaria o straordinaria, di consolidamento statico e di risanamento igienico;c) le superfici coperte degli edifici o dei complessi produttivi non possono superare un decimodell'area di proprietà.

Art. 5.

(determinazione degli oneri di urbanizzazione)

L’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, previsti dall'art. 4 dellalegge 29-9-1964, n. 847, modificato dall'art. 44 della legge 22-10-1971, n. 865, nonché dalleleggi regionali, è stabilita, ai fini del precedente art. 3, con deliberazione del consiglio comunalein base alle tabelle parametriche che la regione definisce, entro centoventi giorni dalla data dientrata in vigore della presente legge, per classi di comuni in relazione:a) all'ampiezza ed all'andamento demografico dei comuni;b) alle caratteristiche geografiche dei comuni;c) alle destinazioni di zona previste negli strumenti urbanistici vigenti;d) ai limiti e rapporti minimi inderogabili fissati in applicazione dell'art. 41-quinquies penultimo eultimo comma della legge 17-8-1942, n. 1150, e successive modifiche e integrazioni,nonché delle leggi regionali.Fino all'approvazione delle tabelle di cui al precedente comma, i comuni continuano adapplicare le disposizioni adottate in attuazione della legge 6-8-1967, n. 765.Nel caso di mancata definizione delle tabelle parametriche da parte della regione entro iltermine stabilito nel primo comma e fino alla definizione delle tabelle stesse, i comuni provvedono, invia provvisoria, con deliberazione del consiglio comunale.

Art. 6.

(determinazione del costo di costruzione)

Il costo di costruzione di cui all'art. 3 della presente legge per i nuovi edifici è determinatoperiodicamente dalle regioni con riferimento ai costi massimi ammissibili per l'edilizia agevolata,definiti dalle stesse regioni a norma della lettera g) del primo comma dell'art. 4 della legge 5-8-1978, n. 457.Con gli stessi provvedimenti di cui al primo comma, le regioni identificano classi diedifici con caratteristiche superiori a quelle considerate nelle vigenti disposizioni di legge perl'edilizia agevolata, per le quali sono determinate maggiorazioni del detto costo di costruzionein misura non superiore al 50 per cento.Nei periodi incorrenti tra le determinazioni regionali di cui al primo comma, ovvero ineventuale assenza di tali determinazioni, il costo di costruzione è adeguato annualmente, edautonomamente, in ragione dell'intervenuta variazione dei costi di costruzione accertatadall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT).Il contributo afferente alla concessione comprende una quota di detto costo, variabile dal5 per cento al 20 per cento, che viene determinata dalle regioni in funzione delle caratteristiche edelle tipologie delle costruzioni e della loro destinazione ed ubicazione".Nel caso di interventi su edifici esistenti il costo di costruzione è determinato in relazioneal costo degli interventi stessi così come individuati dal comune in base ai progetti presentatiper ottenere la concessione.

Art. 7.

(edilizia convenzionata)

Per gli interventi di edilizia abitativa, ivi compresi quelli sugli edifici esistenti, il contributodi cui al precedente art. 3 è ridotto alla sola quota di cui all'art. 5 qualora il concessionario siimpegni, a mezzo di una convenzione con il comune, ad applicare prezzi di vendita e canoni dilocazione determinati ai sensi della convenzione-tipo prevista dal successivo art. 8.Nella convenzione può essere prevista la diretta esecuzione da parte dell'interessato delleopere di urbanizzazione, in luogo del pagamento della quota di cui al comma precedente; in tal casodebbono essere descritte le opere da eseguire e precisati i termini e le garanzie per l'esecuzione delleopere medesime.Fino all'approvazione da parte della Regione della convenzione tipo, le convenzioni previstedal presente articolo sono stipulate in conformità ad uno schema di convenzione-tipo, deliberatodal consiglio comunale, contenente gli elementi di cui al successivo art. 8.Può tener luogo della convenzione un atto unilaterale d' obbligo con il quale ilconcessionario si impegna ad osservare le condizioni stabilite nella convenzione-tipo ed acorrispondere nel termine stabilito la quota relativa alle opere di urbanizzazione ovvero adeseguire direttamente le opere stesse.La convenzione o l'atto d'obbligo unilaterale sono trascritti nei registri immobiliari a cura delcomune e a spese del concessionario.

Art. 8.

(convenzione - tipo)

Ai fini della concessione relativa agli interventi di edilizia abitativa di cui al precedenteart. 7, la regione approva una convenzione-tipo, con la quale sono stabiliti i criteri nonché iparametri, definiti con meccanismi tabellari per classi di comuni, ai quali debbono uniformarsi leconvenzioni comunali nonché gli atti di obbligo in ordine essenzialmente a:a) l’indicazione delle caratteristiche tipologiche e costruttive degli alloggi;b) la determinazione dei prezzi di cessione degli alloggi, sulla base del costo delle aree, così comedefinito dal comma successivo, della costruzione e delle opere di urbanizzazione, nonché dellespese generali, comprese quelle per la progettazione e degli oneri di preammortamento e difinanziamento;c) la determinazione dei canoni di locazione in percentuale del valore desunto dai prezzi fissati perla cessione degli alloggi;d) la durata di validità della convenzione non superiore a 30 e non inferiore a 20 anni.La Regione stabilisce criteri e parametri per la determinazione del costo delle aree, in misuratale che la sua incidenza non superi il 20 per cento del costo di costruzione come definito ai sensi delprecedente art. 6.Il concessionario può chiedere che il costo delle aree, ai fini della convenzione, siadeterminato in misura pari al valore definito in occasione di trasferimenti di proprietà avvenuti nelquinquennio anteriore alla data della convenzione.I prezzi di cessione ed i canoni di locazione determinati nelle convenzioni ai sensi del primocomma sono suscettibili di periodiche variazioni con frequenza non inferiore al biennio, inrelazione agli indici ufficiale ISTAT dei costi di costruzione intervenuti dopo la stipula delleconvenzioni medesime.Ogni pattuizione stipulata in violazione dei prezzi di cessione e dei canoni di locazione ènulla per la parte eccedente.

Art. 9.

(cessione gratuita)

Il contributo di cui al precedente art. 3 non è dovuto:a) per le opere da realizzare nelle zone agricole, ivi comprese le residenze, in funzione dellaconduzione del fondo e delle esigenze dell'imprenditore agricolo a titolo principale, ai sensidell'art. 12 della legge 9-5-1975, n. 153.b) per gli interventi di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione che noncomportino aumento delle superfici utili di calpestì o e mutamento della destinazione d'uso,quando il concessionario si impegni, mediante convenzione o atto d'obbligo unilaterale, apraticare prezzi di vendita e canoni di locazione degli alloggi concordati con il comune ed aconcorrere negli oneri di urbanizzazione;c) per gli interventi di manutenzione straordinaria, restando fermo che per la manutenzioneordinaria la concessione non è richiesta;d) per gli interventi di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione e di ampliamento, inmisura non superiore al 20 per cento, di edifici unifamiliari;e) per le modifiche interne necessarie per migliorare le condizioni igieniche o statiche delleabitazioni, nonché per la realizzazione dei volumi tecnici che si rendano indispensabili a seguitodella installazione di impianti tecnologici necessari per le esigenze delle abitazioni;f) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli entiistituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, inattuazione di strumenti urbanistici;g) per le opere da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito dipubbliche calamità.Per le opere realizzate dai soggetti di cui al secondo comma dell'art. 4 il contributo perla concessione - da determinarsi dal comune ai sensi del precedente art. 5 - è commisurato allaincidenza delle sole opere di urbanizzazione.Restano ferme le norme di cui agli artt. 29 e 31, secondo comma, della legge 17-8-1942, n.1150, e successive modificazioni.

Art. 10.

(concessione relativa ad opere o impianti non destinati alla residenza)

La concessione relativa a costruzioni o impianti destinati ad attività artigianali o industrialidirette alla trasformazione di beni ed alla prestazione di servizi comporta la corresponsione di uncontributo pari alla incidenza delle opere di urbanizzazione, di quelle necessarie al trattamento e allosmaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi e di quelle necessarie alla sistemazione dei luoghi ovene siano alterate le caratteristiche. La incidenza di tali opere è stabilita con deliberazione delconsiglio comunale in base a parametri che la regione definisce con i criteri di cui alle lettere a) e b)del precedente art. 5, nonché in relazione ai tipi di attività produttiva.La concessione relativa a costruzioni o impianti destinati ad attività turistiche, commercialie direzionali comporta la corresponsione di un contributo pari all'incidenza delle opere diurbanizzazione, determinata ai sensi del precedente art. 5, nonché una quota non superiore al 10per cento del costo documentato di costruzione da stabilirsi, in relazione ai diversi tipi diattività, con deliberazione del consiglio comunale.Qualora la destinazione d'uso delle opere indicate nei commi precedenti, nonché di quellenelle zone agricole previste dal precedente art. 9, venga comunque modificata nei dieci annisuccessivi all'ultimazione dei lavori, il contributo per la concessione è dovuto nella misuramassima corrispondente alla nuova destinazione, determinata con riferimento al momento dellaintervenuta variazione.

Art. 11.

(versamento del contributo afferente alla concessione)

La quota di contributo di cui al precedente art. 5 è corrisposta al comune all'atto delrilascio della concessione. A scomputo parziale o totale della quota dovuta, il concessionario puòobbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione con le modalità e le garanziestabilite dal comune.La quota di contributo di cui al precedente art. 6 è determinata all'atto del rilasciodella concessione ed è corrisposta in corso d'opera con le modalità e le garanzie stabilite dalcomune e, comunque, non oltre sessanta giorni dalla ultimazione delle opere.

Art. 12.

(destinazione dei proventi delle concessioni)

I proventi delle concessioni e delle sanzioni di cui agli artt. 15 e 18 sono versati in contocorrente vincolato presso la tesoreria del comune e sono destinati alla realizzazione delle operedi urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centristorici, all'acquisizione delle aree da espropriare per la realizzazione dei programmi pluriennali dicui all'art. 13, nonché, nel limite massimo del 30 per cento, a spese di manutenzione ordinariadel patrimonio comunale.

Art. 13.

(programmi pluriennali di attuazione)

L'attuazione degli strumenti urbanistici generali avviene sulla base di programmi pluriennali diattuazione che delimitano le aree e le zone - incluse o meno in piani particolareggiati o in pianiconvenzionati di lottizzazione - nelle quali debbono realizzarsi, anche a mezzo di comparti, leprevisioni di detti strumenti e le relative urbanizzazioni, con riferimento ad un periodo di tempo noninferiore a tre e non superiore a cinque anni.Nella formulazione dei programmi deve essere osservata la proporzione tra aree destinateall'edilizia economica e popolare e aree riservate all'attività edilizia privata, stabilita ai sensi dell'art.3 della legge 18-4-1962, n. 167, e successive modificazioni, come modificato ai sensi dell'art.2 della presente legge.La Regione stabilisce con propria legge, entro centottanta giorni dalla data di entrata invigore della presente legge, il contenuto ed il procedimento di formazione dei programmipluriennali di attuazione, individua i comuni esonerati, anche in relazione alla dimensione,all'andamento demografico ed alle caratteristiche geografiche, storiche ed ambientali - fattacomunque eccezione per quelli di particolare espansione industriale e turistica - dall'obbligo didotarsi di tali programmi e prevede le forme e le modalità di esercizio dei poteri sostitutivi neiconfronti dei comuni inadempienti.Nei comuni obbligati ai sensi del terzo comma la concessione di cui all'art. 1 della presente legge èdata solo per le aree incluse nei programmi diattuazione e, al di fuori di esse, per le opere e gliinterventi previsti dal precedente art. 9, sempreché non siano in contrasto con le prescrizionidegli strumenti urbanistici generali.Fino all'approvazione dei programmi di attuazione, al di fuori dei casi previsti nel precedentecomma, la concessione è data dai comuni obbligati soltanto su aree dotate di opere diurbanizzazione o per le quali esista l'impegno dei concessionari a realizzarle.Qualora nei tempi indicati dai programmi di attuazione gli aventi titolo non presentino istanza diconcessione singolarmente o riuniti in consorzio, il comune espropria le aree sulla base delledisposizioni della legge 22-10-1971, n. 865, come modificata dalla presente legge.Le disposizioni del comma precedente non si applicano ai beni immobili di proprietà delloStato.La legge regionale prevede le modalità di utilizzazione delle aree espropriate. Nei comuniesonerati trova applicazione la norma di cui al primo comma del precedente art. 4.

Art. 14.

(indennità di espropriazione)

Al primo comma dell'art. 12 della legge 22-10-1971, n. 865, modificato dall'art. 6 deldecreto legge 2-5-1974, n. 115, convertito, con modificazioni, nella legge 27-6-1974, n. 247,la cifra "30 per cento", è sostituita dalla cifra "50 per cento".All'art. 12 della legge 22-10-1971, n. 865, sono aggiunti i seguenti commi: "L'espropriantedispone il pagamento dell'indennità accettata entro sessanta giorni dal provvedimento di cui al terzocomma.Per le espropriazioni in dipendenza di opere di competenza statale, l'amministrazionecompetente emette il provvedimento che dispone il pagamento entro sessanta giorni a decorreredalla comunicazione del provvedimento di autorizzazione a pagare di cui alla legge 3-4-1926, n.686, e successive modificazioni.A decorrere dalla scadenza dei termini di cui ai commi precedenti, sono dovuti gli interessi inmisura pari a quella del tasso di sconto".L'art. 15 della legge 22-10-1971, n. 865, è sostituito dal seguente:"Qualora l'indennità non sia accettata nel termine di cui al primo comma dell'art. 12, ilpresidente della giunta regionale richiede la determinazione della indennità alla commissionecompetente per territorio di cui all'art. 16. La commissione, entro trenta giorni dalla richiesta delpresidente della giunta regionale, determina l'indennità sulla base del valore agricolo con riferimentoalle colture effettivamente praticate sul fondo espropriato, anche in relazione all'eserciziodella azienda agricola e la comunica all'espropriante.L'espropriante comunica le indennità ai proprietari degli immobili ai quali le stime siriferiscono mediante avvisi notificati nelle forme degli atti processuali civili; deposita la relazionedella commissione nella segreteria del comune e rende noto al pubblico l'eseguito deposito neimodi previsti dal secondo comma dell'art. 10".I primi quattro commi dell'art. 16 della legge 22-10-1971, n. 865, sono sostituiti dai seguenti:"Con provvedimento della Regione è istituita, in ogni provincia, una commissionecomposta dal presidente dell'amministrazione provinciale o da un suo delegato, che lapresiede, dall'ingegnere capo dell'ufficio tecnico erariale o da un suo delegato, dall'ingegnere capo delgenio civile o da un suo delegato, dal presidente dell'Istituto autonomo delle case popolari dellaprovincia o da un suo delegato, nonché da due esperti nominati dalla regione in materiaurbanistica ed edilizia e da tre esperti in materia di agricoltura e di foreste scelti dalla regione stessasu terne proposte dalle associazioni sindacali agricole maggiormente rappresentative.La Regione, ove particolari esigenze lo richiedano, può disporre la formazione disottocommissioni, le quali opereranno nella medesima composizione della commissione di cui alprimo comma. A tal fine la regione nomina gli ulteriori componenti.La commissione di cui al primo comma ha sede presso l'ufficio tecnico erariale.L'intendente di finanza provvede alla costituzione della segreteria della commissione edall'assegnazione ad essa del personale necessario.La commissione determina ogni anno, entro il 31 gennaio, nell'ambito delle singoleregioni agrarie delimitate secondo l'ultima pubblicazione ufficiale dell'istituto centrale di statistica, ilvalore agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni, considerati liberi da vincoli dicontratti agrari, secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.L'indennità di espropriazione, per le aree esterne ai centri edificati di cui all'art. 18, ècommisurata al valore agricolo medio di cui al comma precedente corrispondente al tipo di colturain atto nell'area da espropriare.Nelle aree comprese nei centri edificati l'indennità è commisurata al valore agricolo mediodella coltura più redditizia tra quelle che, nella regione agraria in cui ricade l'area da espropriare,coprono una superficie superiore al 5 per cento di quella coltivata della regione agraria stessa.Tale valore è moltiplicato per un coefficiente:- da 2 a 5 se l'area ricade nel territorio di comuni fino a 100 mila abitanti;- da 4 a 10 se l'area ricade nel territorio di comuni con popolazione superiore a 100 mila abitanti.Per la determinazione dell'indennità relativa alle aree comprese nei centri edificati, lacommissione di cui al primo comma è integrata dal sindaco o da un suo delegato".Il primo comma dell'art. 17 della legge 22-10-1971, n. 865, è sostituito dal seguente:"Nel caso che l'area da espropriare sia coltivata dal proprietario diretto coltivatore,nell'ipotesi di cessione volontaria ai sensi dell'art. 12, primo comma, il prezzo di cessione èdeterminato in misura tripla rispetto all'indennità provvisoria, esclusa la maggiorazione previstadal suddetto articolo".Al primo comma dell'art. 19 della legge 22-10-1971, n. 865, le parole: "dell'ufficio tecnicoerariale", sono sostituite dalle seguenti: "della commissione di cui all'art. 16".Al terzo comma dell'art. 20 della legge 22-10-1971, n. 865, le parole: " L'ufficio tecnico erarialeprovvede", sono sostituite dalle seguenti: "La commissione di cui all'art. 16 provvede" e le parole:"un ventesimo dell'indennità"' sono sostituite dalle seguenti: "un dodicesimo dell'indennità".All'art. 20 della legge 22-10-1971, n. 865, è aggiunto in fine il seguente comma:"Il disposto del secondo comma del presente articolo deve intendersi applicabile anche alleoccupazioni preordinate alla realizzazione delle opere e degli interventi previsti dall'art. 4 deldecreto legge 2-5-1974, n. 115, convertito, con modificazioni, nella legge 27-6-1974, n. 247".

Art. 15.

(sanzioni amministrative)

- omissis -

Art. 16.

(tutela giurisdizionale)

I ricorsi giurisdizionali contro il provvedimento con il quale la concessione viene data onegata nonché contro la determinazione e la liquidazione del contributo e delle sanzioni previstedagli artt. 15 e 18 sono devoluti alla competenza dei tribunali amministrativi regionali, i quali,oltre i mezzi di prova previsti dall'art. 44, primo comma, del Regio decreto 26-6-1924, n. 1054,possono disporre altresì le perizie di cui all'art. 27 del Regio Decreto 17-8-1907, n. 642.

Art. 17.

(sanzioni penali)

- omissis -

Art. 18.

(norme transitorie)

Rimangono salve le licenze edilizie gia rilasciate, anche in attuazione di piani dilottizzazione, prima della data di entrata in vigore della presente legge, purché i lavori sianocompletati entro quattro anni dalla stessa data, così da rendere gli edifici abitabili o agibili. Per laparte non completata entro tale termine dovrà essere richiesta la concessione.Fermi restando gli oneri di urbanizzazione, la quota di cui all'art. 6 riguardante il costodi costruzione:- non è dovuta per le istanze presentate fino a sei mesi dalla data predetta;- è ridotta al 30 per cento della misura stabilita dalle norme della presente legge per le istanze diconcessione presentate entro dodici mesi dalla stessa data;- è ridotta al 60 per cento della misura medesima per le istanze di concessione presentate entroventiquattro mesi da tale data.Le disposizioni del precedente comma non si applicano qualora le istanze non siano corredatedagli atti, documenti ed elaborati previsti dalle vigenti norme urbanistico-edilizie ovvero i progettipresentati vengano assoggettati a varianti essenziali su richiesta del concessionario prodotta oltrei termini su-indicati.In ordine alle istanze di cui al secondo comma la concessione con i benefici ivi previsti nonpuò essere data dopo due anni dalla presentazione delle istanze stesse, salvo che siasuccessivamente intervenuta decisione di annullamento del silenzio rifiuto o di un provvedimentonegativo emesso dal comune.I lavori oggetto delle concessioni di cui sopra debbono essere completati entro cinque annidalla data di rilascio, così da rendere gli edifici abitabili o agibili. In casi di mancatocompletamento delle opere entro il termine suindicato, il concessionario è tenuto al pagamentodi una sanzione pari al doppio del contributo di concessione dovuto per la parte dell'opera nonultimata.Per i piani di lottizzazione convenzionata di cui all'art. 8 della legge 6-8-1967, n. 765, giàapprovati, restano fermi gli oneri di urbanizzazione convenzionata. Il rilascio delle singoleconcessioni è subordinato soltanto al pagamento della quota del costo di costruzione, secondo lenorme della presente legge.

Art. 19.

Le disposizioni di cui al precedente art. 14, in materia di determinazione dell'indennità diespropriazione e di occupazione, non si applicano ai procedimenti in corso se la liquidazionedell'indennità predetta sia divenuta definitiva o non impugnabile o definita con sentenza passata ingiudicato alla data di entrata in vigore della presente legge.Fino all'insediamento delle commissioni di cui all'art. 14, le competenze attribuite a questesono svolte dall'ufficio tecnico erariale, il quale applica i criteri previsti dalla presente legge per ladeterminazione dell’indennità di espropriazione e di occupazione.

Art. 20.

(norme tributarie)

Ai provvedimenti, alle convenzioni e agli atti d'obbligo previsti dalla presente legge siapplica il trattamento tributario di cui all'art. 32, secondo comma, del decreto del Presidente dellaRepubblica 29-9-1973, n. 601.La trascrizione prevista dall'art. 15 della presente legge si effettua a tassa fissa.

Art. 21.

(disposizioni finali)

Restano in vigore le norme della legge 18-12-1973, n. 880, e della legge 2-8-1975, n.393.Restano altresì in vigore le norme della legge urbanistica 17- 8-1942, n. 1150, esuccessive modificazioni ed integrazioni, sempreché non siano incompatibili con quelle dellapresente legge ed intendendosi la espressione "licenza edilizia" sostituita dall'espressione"Concessione".

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Chi sono: Vincenzo Madera - Ingegnere laureato all'Università degli Studi di Firenze. Dal 2014 co-titolare dello Studio Madera. Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia. Copywriter. Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse, Moca caffè, Bei e Nannini, Novaservice. 

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