TRATTAMENTO CORROSIONE FERRI di armatura arrugginiti e ossidati - cemento armato - Costi convertitore passivante - 5.0 out of 5 based on 9 votes

Guida sul trattamento della corrosione dei ferri di armatura arrugginiti e ossidati dovuti al distacco di calcestruzzo. Quali sono i costi della fornitura e posa del convertitore o passivante.

TRATTAMENTO CORROSIONE FERRI di armatura arrugginiti

Dai frontalini dei vostri balconi cominciano a emergere i ferri strutturali (tondini in acciaio ad aderenza migliorata) e si stanno ossidando e arrugginendo? O ancora peggio, dai pilastri cominciano a distaccarsi pezzi di intonaco del copriferro.

Tranquilli, non siete gli unici ad avere questo problema. Occorre però intervenire immediatamente, perché potrebbero verificarsi problemi statici o potreste essere obbligati a demolire parti di edificio. 

Questo fenomeno, frutto di negligenze passate, si presenza con sempre maggiore frequenza e rischia di corrodere i ferri fino a portare al collasso della struttura.

A tal proposito sono nate diverse tecniche e procedure per risanare e ripristinare le condizioni ottimali per le nostre abitazioni. Vediamo la procedura in dettaglio:

Qual è la corretta procedura per il recupero dei ferri di armatura ossidati?

Premetto che la procedura potrà sembrare complicata e laboriosa. Se non vogliamo avere problemi in futuro e vogliamo un'opera abbastanza "definitiva", consiglio di rispettare quanto detto punto per punto.

Le fasi per il corretto ripristino sono:

1. Rimozione del calcestruzzo ammalorato;

2. trattamento dei ferri esistenti;

3. trattamento protettivo dei ferri di armatura;

4. ripristino corticale;

5. rasatura;

6. verniciatura protettiva.

Ma vediamoli in dettaglio:

1) RIMOZIONE DEL CALCESTRUZZO AMMALORATO: 

la prima cosa da fare sulle le superfici da ripristinare è asportare completamente il calcestruzzo ammalorato mediante scalpello o con altri mezzi idonei quali l’idroscarifica (strumento che, attraverso un getto di acqua ad alta pressione, permette la rimozione di croste e parti di calcestruzzo). Il tutto al fine di ottenere un supporto solido, esente da parti in distacco e sufficientemente ruvido.

Consiglio, inoltre, per le armature metalliche in vista di liberarle da ogni lato del calcestruzzo a contatto mediante l'utilizzo di pistola ad aghi;

pistola ad aghi ferri corrosione arrugginiti

Adesso è opportuno l'utilizzo della sabbiatrice o della idrosabbiatrice. Attraverso il getto di sabbia ad alta pressione sulle zone interessate elimineremo qualsiasi residuo di vecchie vernici, sporco, disarmante, muschi, materiali friabili in genere, che impedirebbero la perfetta adesione della malta al supporto.

2) TRATTAMENTO DEI FERRI ESISTENTI: 

in questa fase occorre eseguire la spazzolatura dei ferri d’armatura emergenti oppure procedere all’idrosabbiatura, al fine di rimuovere la ruggine presente e portare la superficie a metallo bianco (l’idrosabbiatura non è necessaria, qualora la preparazione della superficie sia stata effettuata mediante idroscarifica, ma si rende necessaria quando trascorre un elevato intervallo di tempo da tale operazione, a causa, magari, di particolari esigenze organizzative di cantiere, prima del trattamento dei ferri d’armatura).

3) TRATTAMENTO PROTETTIVO DEI FERRI DI ARMATURA: 

arriviamo al punto fondamentale che consta nell'effettuare il trattamento protettivo dei ferri di armatura in vista mediante applicazione a pennello sui ferri di malta idraulica monocomponente rialcalinizzante anticorrosiva, nelle quantità previste dalle schede tecniche in dotazione al materiale.

4) RIPRISTINO CORTICALE:

occorre ora bagnare a saturazione (abbondantemente) la zona in cui è stato asportato il materiale ed eliminare, al momento del getto, eventuali ristagni d'acqua mediante idrolavaggio. 

Si procede cosi alla ricostruzione delle parti di calcestruzzo mediante applicazione di malta idraulica antiritiro pronta all'uso con effetto tixotropico (proprietà di alcuni materiali di passare allo stato liquido per effetto di semplice agitazione per poi tornare allo stato precedente). Per applicare la malta possiamo aiutarci con la cazzuola o, se in possesso di una macchina intonacatrice, avendo cura di stenderla e compattarla.

Per spessori di intonaco superiori a 3 cm, occorre applicare più strati: tra una mano e l'altra, eseguire staggiatura, irruvidimento con spatola dentata, idrolavaggio e bagnatura prima di procedere all'applicazione dello strato successivo, facendo intercorrere tra una mano e l'altra almeno 12-24 ore.

IMPORTANTE: Su superfici estese consiglio di applicare la rete elettrosaldata di diametro 2 mm e maglia 5x5 cm, oppure altra sezione e maglia consigliata dall'eventuale direttore lavori, debitamente fissata con spezzoni di acciaio sagomati a “L” e ancorati con resina epossidica in predisposti fori.

5) RASATURA: 

abbiamo quasi terminato il trattamento. Ora occorre effettuare la rasatura protettiva mediante applicazione in doppia mano di malta monocomponente. È importante che la malta abbia ottime caratteristiche di impermeabilità all'acqua e all'anidride carbonica e di resistenza agli agenti atmosferici, ai cicli di gelo e disgelo ad alta adesione. La granulometria massima consigliata dell’inerte è di 0,5 mm, per uno spessore totale medio di 3 mm.

Al fine di aumentare la durabilità della rasatura, è possibile interporre tra le due mani di rasante la rete in fibre di vetro.

Esistono delle ALTERNATIVE: è possibile eseguire la rasatura mediante applicazione di malta rasante protettiva idrofugata monocomponente pronta all'uso con inerti di granulometria massima di 0,5 mm bianca o grigia oppure con malta rasante protettiva idrofugata monocomponente pronta all'uso con inerti di granulometria massima di 0,7 mm bianca.

6) VERNICIATURA PROTETTIVA:

infine, a supporto stagionato, effettuare verniciatura protettiva anticarbonatazione della struttura in c.a. mediante l'utilizzo di resina monocomponente elastomerica. Consiglio di applicare la resina in doppia mano a pennello, rullo o spruzzo, rispettando quanto previsto dalla scheda tecnica.

Le fasi a monte possono anche essere utilizzate come voci di capitolato!!!

Qual è il costo per il trattamento dei ferri arrugginiti?

Il costo complessivo del trattamento, finito a regola d'arte, con ripristino dell'intonaco è di circa 80 € al metro quadro, comprensivo di:

  • demolizione parti in laterizio e calcestruzzi fatiscenti e ammalorate; 
  • spazzolatura accurata, meccanica, dei ferri di armatura ossidati e messi a nudo dalla demolizione ed eventuale sostituzione di quelli staticamente non più idonei allo scopo;
  • applicazione di prodotto per trattamento anticorrosivo, mediante pasta bicomponente data a pennello; ricostruzione delle parti in laterizio e cls demolite con malta pronta adesiva armata con microfibre sintetiche, bicomponente; 
  • esecuzione di intonaco con malta bicomponente a base cementizia. Compreso ogni onere per il ponteggio e trasporto a discarica del materiale di risulta.

A mio parere solo le persone pratiche e con una buona manualità possono optare per il fai da te. Attenzione a spendere soldi inutilmente. Il problema potrebbe ripresentarsi!!

Quello che è certo, che ognuno di voi potrà controllare circa la corretta procedura da far adottare. Sperando di esservi stato utile vi ringrazio per l'attenzione!!

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Madera Ing. Vincenzo
Author: Madera Ing. VincenzoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingegnere Civile

Laureato all'Università degli Studi di Firenze, dal 2014 co-titolare dello Studio Madera.
Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia.
Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse.

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