Accessibilità, adattabilità, visibilità: normativa e differenze

Accessibilità, adattabilità, visibilità: quali sono le definizioni, la normativa e le differenze.

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I progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici oppure alla ristrutturazione di interi edifici sono tenuti all'osservanza della legge 13 del 1989.

Restavano pertanto esclusi dall’ambito di applicazione di tale norma tutti gli edifici pubblici, indipendentemente dal tipo di intervento effettuato, nonché gli edifici privati sottoposti ad interventi minori rispetto a quelli soprarichiamati, quali la ristrutturazione parziale, i vari tipi di restauro e risanamenti, la manutenzione straordinaria e ordinaria.

Per quanto riguarda la definizione di ristrutturazione ci viene in aiuto il Testo unico sull'edilizia. In particolare all'art. e comma 1 lettara d si definiscono "interventi di ristrutturazione edilizia", gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente;

Concetti di accessibilità. visitabilità e adattabilità

Secondo il dm 236 del 1989 si intende:

per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Per visibilità si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.

Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

L'accessibilità è ovviamente il livello più alto di abbattimento delle barriere. Al disabile viene garantito l'accesso a tutti i locali. Con la visibitabilità, al disabile deve essere consentito l'accesso ai luoghi di relazione e ad un bagno. Con l'adattabilità si intende dimostrare come il disabili, attraverso la realizzazione di piccole opere, possa accedere agli spazio 

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Chi sono: Vincenzo Madera - Ingegnere laureato all'Università degli Studi di Firenze. Dal 2014 co-titolare dello Studio Madera. Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia. Copywriter. Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse, Moca caffè, Bei e Nannini, Novaservice.  

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