Madonna della tosse Firenze - Proposta di intervento - 5.0 out of 5 based on 1 vote

Nell'articolo vorremmo segnalarvi una proposta di intervento sulla Chiesa della Madonna della Tosse. Il nostro intento è quello di restituire al portico dignita ed evitare future problematiche statiche alla struttura.

Cenni storici sulla Chiesa

La chiesa della Madonna della Tosse è situata in angolo tra via Giovanni Pascoli e Largo Adone Zoli, nella zona lungo il Mugnone presso Porta San Gallo.

Nell'aria già occupata dal complesso conventuale di San Gallo nacque, nella seconda metà del Cinquecento, la devozione nei confronti di un’immagine sacra raffigurante una Madonna col Bambino. Esposta in un tabernacolo viario, ci  si rivolgeva soprattutto per invocare la guarigione dalla pertosse, da cui il prenderà il nome la Chiesa.

Anche la granduchessa Cristina di Lorena poté godere dei benèfici effetti per i suoi figli. In ringraziamento per la grazia ottenuta, nel 1595, fece costruire un oratorio attorno al tabernacolo.

Nel 1603, viso lo spazio insufficiente, venne edificata la Chiesa (probabilmente da Gherardo Mechini), dotata nel 1621 e 1646 di due altari laterali.

Nel 1640 fu aggiunto l'arioso portico, elemento architettonico distintivo delle chiese suburbane fiorentine, su disegno di Matteo Nigetti.

La chiesa, di proprietà degli Agostiniani di San Jacopo tra i Fossi, venne sconsacrata durante le soppressioni leopoldine del 1785. L'immagine miracolosa, in tale circostanza, fu traslata nella vicina chiesa parrocchiale di San Marco Vecchio; ritornò comunque nella sede originaria dopo che questa venne riaperta al culto, ovvero alla fine del 1700.

Nell'Ottocento, il portico fu ulteriormente ampliato, improntandolo al gusto neorinascimentale del tempo.

Stato attuale: descrizione

L'esterno della chiesa della Madonna della Tosse è caratterizzato da una facciata barocca. La presenza di una copertura a capanna definisce il prospetto nella parte sommitale, caratterizzato da un timpano triangolare, mentre nella parte inferiore è preceduto da un portico.

Quest’ultimo, opera di Massimo Nigetti, è stato costruito nel 1640 ed è formato da tre campate coperte da volte a crociera che si aprono con altrettante arcate a tutto sesto. Le arcate, nella parte anteriore, sono sorrette da colonne e pilastri tuscanici, decorate da cartelle, due delle quali contenente iscrizioni (il nome del committente, Fabrizio Colloredo, e la  data di esecuzione, il 1640) e da due stemmi gentilizi  agli angoli.

Sotto il portico è collocato il portale di accesso alla Chiesa, affiancato da due nicchie. La parte superiore della facciata presenta, al centro, un finestrone ad arco e termina con un frontone triangolare.

L'interno della chiesa, risalente nella sua conformazione attuale al XIX secolo, è in stile neorinascimentale. La pianta si sviluppa in un’unica navata che conduce ad un coro quadrangolare. La parete fondale del coro presenta una piccola abside semicircolare ed un moderno presbiterio, sormontato da un crocifisso ligneo. La copertura a capanna è caratterizzata dalla presenza di travi a vista.

Stato di conservazione degli elementi lapidei del portico.

Il materiale lapideo presenta sull’intera superficie depositi di polveri e smog, diffuse esfoliazioni della pietra e perdita di materiale.  E’ evidente il progressivo evolversi di fenomeni di ruderizzazione degli elementi lapidei che influenza notevolmente la conservazione del manufatto.

In particolare, tali fenomeni, maggiormente accentuati sulle basi delle colonne e dei pilastri, hanno comportato una riduzione della sezione resistente delle stesse che potrebbe condurre a  problematiche di tipo strutturale e a futuri interventi notevolmente più invasivi.

Queste zone presentano inoltre annerimenti e depositi di natura organica.

Procedendo con l’analisi dello stato conservativo del manufatto è possibile identificare numerose tracce di un precedente intervento, caratterizzato da diffuse stuccature cromaticamente non omogenee e di notevole impatto visivo, poco resistenti all’azione meccanica e con diverse lacune.

L’area sotto il portico, in cui si trova il portale affiancato da due nicchie vuote, non presenta particolare necessità di intervento, salvo eventuale coloritura della facciata.

La pavimentazione presenta delle discontinuità nette all’intersezione tra gli elementi in cotto e quelli lapidei, dovuta alla diversa risposta meccanica dei materiali agli urti e all’usura.

Conseguenza diretta è il crearsi di dislivelli che comportano un notevole rischio per l’incolumità dei passanti. Pericolo amplificato dal notevole passaggio di pedoni all’interno del portico.

Proposta di intervento

chiesa madonna della tosse restauro intervento

1 Pre-consolidamento e pulitura

L’intervento di restauro conservativo proposto, consiste in una generale spolveratura delle superfici effettuata con pennelli a setole morbide, ove necessario l’operazione sarà preceduta da un pre-consolidamento degli elementi maggiormente ammalorati. Successivamente si provvederà alla rimozione meccanica del materiale estraneo e delle stuccature non omogenee relative ad un precedente intervento. Il trattamento proseguirà poi con il lavaggio generale con acqua demineralizzata con idonee spazzole e spugne.

Sulle zone soggette a distacco si provvederà ad eseguire delle iniezioni di resina epossidica e, sulle zone soggette a esfoliazione, iniezioni di malta e resina.

Per quanto riguarda le incrostazioni più resistenti, si procederà con la rimozione, pulitura e trattamento con impacchi di idonei solventi previa campionatura per la scelta dei materiali, delle concentrazioni delle soluzioni e dei tempi di applicazione.

La pulitura delle parti basse e delle basi di colonne e pilastri sarà effettuata con impacchi di carbonato di ammonio in polpa di cellulosa tipo Arbocel protetti da teli impermeabili per impedire l’eccessiva evaporazione e successivo abbondante risciacquo con acqua demineralizzata. I tempi di applicazione e le concentrazioni delle soluzioni sono da verificare previa campionatura.

2 Consolidamento

Applicazione su superfici asciutte di consolidante composto a base di esteri etilici dell’acido silicico fino a rifiuto del prodotto con tamponamento dell’eccesso.

Microstuccature e stuccature “a sigillazione”, di spacchi e fessure con malta composta da calce tipo “Lafarge”, resina, polvere di marmo e pietra a imitazione della materia e della cromia dell’originale.

 

3 Protettivo e ulteriori interventi sulla pavimentazione

Stesura di trattamento protettivo su tutte le superfici con applicazione di idrorepellente protettivo trasparente a base di miscele di organosilossani.

Realizzazione di rampette di raccordo dei dislivelli tra pavimentazione in pietra e segato in cotto mediante utilizzo di idonee malte antidistruzione oppure mediante copertine rigide in rame.

Postare questo articolo è un atto dovuto in quanto riteniamo che un bene di tale importanza meriti rispetto!! 

Madera Ing. Vincenzo
Author: Madera Ing. VincenzoEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingegnere Civile

Laureato all'Università degli Studi di Firenze, dal 2014 co-titolare dello Studio Madera.
Esperto in strutture, impianti, urbanistica ed edilizia.
Tra i clienti annovera: Unicef, Coca Cola, Credit Suisse.

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